Per quanto mi riguarda, da diversi anni questo è diventato l’appuntamento dell’anno: sto parlando del Play, il salone del gioco di Modena che, giunto alla sesta edizione, continua inesorabilmente a crescere, sia in termini quantitativi che – per fortuna – qualitativi. D’accordo, Lucca Comics & Games è un’istituzione e – almeno sulla carta – rimane ancora il punto di riferimento per il panorama ludico italiano, ma coinvolge una gamma ben più ampia di interessi, che vanno dal fumetto al cinema, dalla letteratura al cosplaying. Anche all’interno della manifestazione emiliana viene dato spazio a queste forme d’intrattenimento, tuttavia esse rivestono un ruolo di secondo piano rispetto ai nostri amati giochi da tavolo.

Il panorama dei tavoli letteralmente gremiti

Il panorama dei tavoli letteralmente gremiti

I numeri la dicono lunga sul successo del Play: quest’anno i visitatori hanno sfiorato quota 28.000 in soli due giorni, con il 10% di ingressi in più rispetto all’edizione 2013, che già era stata un grande successo per gli organizzatori. D’altra parte, con un programma così ghiotto non poteva essere altrimenti: ampie aree demo con tutti i più grandi editori italiani, campionati nazionali di giochi di successo come Risiko, Carcassonne e Krosmaster Arena, grandi ospiti come Gary Chalk e Mac Gerdts e anteprime di quasi tutti i titoli più attesi della prima metà del 2014, oltre a esibizioni, dimostrazioni e tornei assortiti.

Potrei dilungarmi per ore e ore sulla bellezza dei costumi dei cosplayer, anche se in realtà, in tema di copie, ho particolarmente apprezzato la riproduzione del mitico caccia X-Wing di Guerre Stellari. Potrei millantare interviste che non ho fatto a Chalk o ad altre celebrità, anche se alla fine mi sono perso a sfogliare la sontuosa riedizione dei primi volumi di Lupo Solitario, curata dalla casa editrice Vincent Books, che ha rivisto tutto, dalla grafica alla traduzione. Potrei annoiarvi con un minuzioso reportage della finale nazionale del campionato di Call Of Duty Ghost, anche se dopo pochi minuti sono stato distratto – o, meglio, ammaliato – da un giocoliere che si esibiva interagendo con bolle di sapone davvero gigantesche. Insomma, ci sarebbe tantissimo da raccontare, ma preferisco venire al sodo e passare subito ai giochi da tavolo.

C'è spazio anche per i giochi vintage!

C’è spazio anche per i giochi vintage!

In verità, anche restringendo il campo d’interesse, l’imbarazzo della scelta rimane perché, come vi ho già scritto in apertura, c’erano tutti i pezzi grossi del settore ludico, ognuno con una o più novità assolute. Inizio, quindi, da uno dei titoli che attendevo con maggior curiosità, ovvero la versione italiana di Heroes of Normandie, titolo di punta – nonché l’unico attualmente a catalogo – della marchigiana Play Well Games. Il gioco si presenta subito molto bene, con ottimi materiali – nonostante l’assenza di miniature – e un manuale ben tradotto, con una grafica chiara e accattivante. L’impressione che ne ho ricavato è quella di un wargame post-Zombicide, con un setup veloce e snello, scenari che offrono varietà e rigiocabilità e scontri coinvolgenti ma non cervellotici: non commettete, però, l’errore di sottovalutarlo, perché non si tratta di un gioco da babbani, quanto piuttosto di un wargame di avvicinamento al genere.

Pronti all'attacco con Heroes of Normandie

Pronti all’attacco con Heroes of Normandie

Visto che parliamo di avvicinamento a un genere, mi sembra opportuno passare al “caso” del Play 2014, quell’Otto Minuti per un Impero che, in poco più di 24 ore, ha visto esaurire l’intera scorta a disposizione dello stand della dV Giochi. I segreti di cotanto successo? Non dimentichiamo in primis il prezzo di vendita accattivante, ma la differenza la fa sicuramente la premessa alla base del gioco: uno strategico che si risolve in una decina di minuti non si era mai visto prima! E il bello è che è tutto assolutamente vero, perché è davvero un filler ed è davvero german: magari non brillerà per interazione tra i giocatori e materiali, ma propone comunque una buona profondità strategica senza lasciare (quasi) nulla al caso.

La partita di Otto Minuti per un Impero sta per cominciare...

La partita di Otto Minuti per un Impero sta per cominciare…

Krosmaster Arena è stato un altro dei grandi successi della manifestazione, complici la curiosità suscitata dalle finali del campionato italiano e la presenza di diversi tavoli dimostrativi. Del gioco ve ne abbiamo parlato ampiamente in una recente recensione; chi già lo conosce e lo apprezza sarà contento di sapere che sono ormai in arrivo nei negozi italiani le miniature della seconda stagione – che erano in mostra presso lo stand della Ghenos Games – insieme a un nuovo tabellone e alla versione “alleggerita” del gioco per i più piccoli, che uscirà col titolo di Krosmaster Junior.

Uno dei mille tavoli del torneo di Krosmaster Arena

Uno dei mille tavoli del torneo di Krosmaster Arena

Sempre in tema di novità e recensioni, Giochi Uniti proponeva in anteprima il set “Assi Imperiali” per Star Wars: X-Wing, che avevamo ammirato in occasione della nostra prova su strada del gioco, mentre presso lo stand della Raven Distribution era possibile provare Sails of Glory, un altro intrigante titolo basato sui combattimenti tra miniature, cugino del più famoso Wings of Glory e prodotto dalla stessa Ares Games che da poco ha deciso di affidarsi proprio all’editore romagnolo per la sua distribuzione in Italia.

Elencando gli ospiti d’onore del Play 2014, ho nominato il celebre game designer tedesco Mac Gerdts, che era presente all’interno del padiglione per il lancio della versione italiana del suo Concordia, per opera della Cranio Creations. Ammetto di non essere riuscito a provare quest’ultimo titolo, ma in compenso mi sono focalizzato sull’intrigante Taluva, che non è proprio una novità – è stato lanciato nel 2006, ma nessuno l’aveva ancora distribuito in Italia – ma promette davvero bene. Innanzitutto, i materiali sono davvero eccellenti – tantissimo legno e tanto cartoncino bello spesso – e poi ci è sembrato ben bilanciato, seppure non brilli certo per originalità: è un astratto travestito da Carcassonne con tessere à la Catan e l’innovazione principale sta tutta nella terza dimensione, in cui tutto può essere sviluppato.

E Asterion Press poteva essere da meno? L’editore reggiano si è presentato a Modena con l’artiglieria pesante, vantando ben 5 anteprime nazionali: Zombicide con l’espansione Toxic City Mall, Sherlock Holmes Consulente Investigativo, Istanbul, Il Piccolo Principe e Lewis & Clark. Considerate che solo quest’ultimo titolo è riuscito a resistere fino a domenica sera sul bancone dello stand, mentre tutti gli altri sono stati esauriti ampiamente prima della chiusura. Per motivi di tempo, sono riuscito a soffermarmi solo su Lewis & Clark, uno dei giochi più attesi di questo Play, dopo il successo ottenuto a Essen 2013. Si tratta di un “cinghiale” piuttosto classico, con un’infinità di parametri da considerare – tra indiani, canoe e accampamenti – in ogni fase del gioco: i materiali sono ottimi, l’ambientazione sentitissima e il prezzo ragionevole, ma la durata di una singola partita è quantomeno “importante” – per usare un eufemismo – e il livello d’interazione incerto, quindi per ora preferisco non sbilanciarmi in giudizi affrettati.

Ecco Hyperborea: siamo finalmente in dirittura d'arrivo?

Ecco Hyperborea: siamo finalmente in dirittura d’arrivo?

Con questo si chiude il nostro reportage dal Play 2014? Neanche per sogno, perché tra tanti pezzi da novanta sono rimasto particolarmente colpito anche da un paio di party game, che potrebbero diventare dei veri e propri must negli anni a venire. Il primo è Radio Londra, pubblicato da Oliphante nella sua ormai classica confezione in latta quadrata tascabile: a parte il prezzo contenutissimo, il gioco propone delle meccaniche che ricordano in parte quelle di Dixit, con due fazioni che si contrappongono e cambiano a ogni mano della partita. Il secondo, invece, è Vudù, lo spassosissimo gioco prodotto da Red Glove, in cui si impersona una serie di stregoni delle più temibili scuole di magia, che si lanciano in continuazione maledizioni a vicenda. Non sarà certo educativo, ma vedere gli avversari contorcersi nei modi più disparati per lanciare una fattura, oppure essere colti in fallo perché non aver cantato un ritornello prima di un incantesimo, fa sbellicare dalle risate. Chi da ragazzino ha amato Twister non potrà certo lasciarselo sfuggire.

Quando si dice: "Una tavola imbandita"...

Quando si dice: “Una tavola imbandita”…

E gli altri visitatori quali giochi hanno apprezzato in modo particolare? Abbiamo provato a chiederlo ai nostri amici della Tana dei Goblin, che ci hanno informati che i tre titoli più richiesti dell’Area Demo – che, come ogni anno, è stata un autentico successone, con tutti i tavoli costantemente invasi da giocatori – sono stati Lewis & Clark, Dominion e Tzolk’in, quindi una novità e due – per così dire – “nuovi classici”. Per quanto riguarda, invece, l’Area RePLAY – che, nonostante includesse solo titoli più datati, che hanno segnato la storia del gioco da tavolo moderno, ha comunque registrato un numero di presenze da record – i più gettonati sono stati Ticket To Ride (d’altra parte, proprio quest’anno ricorre il decennale della sua prima pubblicazione), Puerto Rico (un classico assoluto, la cui presenza non stupisce affatto) e il “vecchietto” RoboRally (che di anni ne compie venti).

L'area RePLAY (occupata come sempre)

La Ludoteca Bimbi (occupata come sempre)

Concludo con una breve parentesi enogastronomica, che vuole aggiungere un ulteriore valido motivo di rimpianto per chi non è riuscito a partecipare all’edizione 2014 del Play: chi si trovava a passare nel corridoio centrale del padiglione verso l’ora di chiusura (ma anche a metà pomeriggio mica si scherzava…) non poteva rimanere indifferente al cospetto del profumo inebriante delle crescentine appena sfornate e devo ammettere che una bella “tigellata”, come si usa dire a Modena, è un gran bell’intermezzo tra una partita e l’altra.

Mercuzio

Mercuzio

Luca, "the Nightwriter"

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