scelti da noi

Editor’s Choice!

Pro: Alla fine di ogni partita, sarete così immersi nell’atmosfera da sentire l’odore del tabacco da pipa di Sherlock Holmes.

Contro: Gioco usa e getta. Anche se molto evoluta, la base è la rigida meccanica del libro game.

Consigliato a: Tutti, proprio tutti, i fans dell’investigazione deduttiva. Non lascia spazio al gioco goliardico: i giocatori da osteria ne stiano alla larga.

N. B. Se deciderete di acquistare il gioco. è importante preservare intatto il fascino del mistero: per questo motivo qualsiasi esempio che troverete nel corso della recensione è puramente frutto della nostra fantasia. Inoltre, molte immagini della recensione, sopratutto quelle dei manuali, SE INGRANDITE potrebbero rivelarvi dettagli delle indagini. Cliccate su di esse con molta cautela!


Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

 

Sherlock Holmes Consulente Investigativo è un gioco che, ai giorni nostri, risulta molto atipico e diverso da qualsiasi altro prodotto. Per capirlo appieno bisogna fare un salto indietro nel tempo di oltre 30 anni.

Inizi anni ‘80. “Magic the Gathering” doveva essere ancora inventato e il mondo ludico era invaso e pervaso dai cosiddetti giochi “story-telling”. I giochi di ruolo (Dungeon & Dragons, il Richiamo di Cthulhu, I signori del caos, etc.) e i libri games occupavano il tempo libero non solo di adolescenti e pre-adolescenti, ma anche di appassionati di tutte le età.

La competizione serrata aveva lasciato il passo alla volontà di vivere storie ed avventure in prima persona. Per questa ragione le miniature erano spesso solo accessori, le pedine una razza in via di estinzione e i giochi assumevano sempre più la forma di libri e fascicoli.

Un caso da risolvere

Uno dei fascicoli riguardanti i casi su cui indagherete in compagnia di Holmes

Quasi tutte le ambientazioni letterarie fantastiche avevano trovato una trasposizione come gioco di ruolo: dai tre moschettieri (Flashing Blades) al Signore degli Anelli (M.E.R.P.), dalla Sci-Fi ortodossa (Traveller) al post nucleare (Twilight 2000) ma non mancavano neanche i super eroi Marvel, Star Trek, Star Wars, Cyberpunk….

Ciononostante non esisteva un titolo legato all’investigazione più tradizionale, quella dove la soluzione dei delitti e misteri è affidata alla sola forza della deduzione e dell’intelligenza. Eppure questa vena letteraria vantava un pubblico vasto ed affezionato e certo non mancavano possibili brand per un’ambientazione di questo tipo.

Benché alcuni film di recente produzione abbiano diffuso un’immagine diversa, il vero capostipite e sommo rappresentante di questo filone letterario era (è e sarà sempre) Sherlock Holmes, l’investigatore uscito dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle.

Interno di un libro dei casi

L’interno dei fascicoli dei casi ricorda i libri game ma il gioco è molto più evoluto

Per la verità furono pubblicati una serie di libri games che vedevano protagonista il prestigioso inquilino di 221b di Baker Street e il suo aiutante, il Dr Watson. Ottennero però un successo relativo in quanto la meccanica troppo rigida impediva al lettore di calarsi appieno nei panni dell’investigatore. In pratica, gran parte del pubblico continuava a preferire un tradizionale libro giallo perché le differenze non erano apprezzabili.

Per quanto appetibile, non era neppure un’ambientazione adatta ad un gioco di ruolo. Un master/custode/story teller sarebbe stato caricato di un compito molto complicato. E’ infatti un’impresa quasi impossibile gestire un contesto investigativo, in cui gli indizi vengono dosati e mescolati fra tante informazioni inutili ma comunque credibili. Inoltre la totale assenza di azione (inseguimenti, sparatorie, scazzottate) lo rendeva ancor più ostico da gestire proprio per la mancanza di dinamicità del tema.

Ecco dunque che al famoso investigatore venne invece dedicato un prodotto ibrido: Sherlock Holmes Consulting Detective. il concept era molto ambizioso: cercare di creare un gioco di ruolo vero e proprio ma eliminando il ruolo del master.

Dettaglio della mappa (edizione italiana 2014)

La mappa del gioco. Quasi ogni luogo è contraddistinto da un numero: Questo rende possibile che qualcosa possa essere successo proprio in quel posto!

I grigi edifici e le tetre e nebbiose vie della Londra vittoriana divennero l’elemento narrativo che permise alle rigide meccaniche del libro game (su cui si basa il gioco) di evolvere in un articolato contesto dove Sherlock Holmes poteva sfidare un nemico altrettanto geniale ma malvagio, il Prof. Moriarty, grande burattinaio di ogni evento delittuoso.

A differenza del gioco di ruolo ortodosso, questo prodotto forniva, oltre ad una ottima esperienza di gioco in solitario, anche l’opzione per un gioco non meramente cooperativo. Come in un qualsiasi gioco da tavolo, i partecipanti potevano determinare chi aveva dimostrato maggiore brillantezza nella soluzione dei casi.

 2 edizione italiana

La 2 edizione italiana: 27 anni dopo il gioco trova nuova vita con un’ottima traduzione, grafica aggiornata e materiali di prim’ordine.

Il gioco ebbe un buon successo (divenne anche “gioco dell’anno”) e alla fine venne fatta anche una versione italiana (1987) che andò presto esaurita, anche perché l’azienda che lo produceva chiuse i battenti pochi mesi dopo la pubblicazione.

Come molti altri giochi della International Team, rimase nei ricordi e nei desideri di molti appassionati, avvolto nell’alone della leggenda e da un’aurea quasi mitologica. Seguì poi una fedele trasposizione del gioco per l’allora (primi anni 90) fiorente mercato dei videogame per PC.

un copia di quotidiano

Un trafiletto di cronaca nera in fondo pagina del “The Times”: una notizia trascurabile o un indizio per arrivare al prof. Moriarty?

Qualche hanno fa un gruppo di francesi decise di tentare l’impresa di dare nuova vita a questo prodotto. Dopo una lunga ricerca degli autori e un ampio lavoro di riscrittura, il gioco tornò alla luce con una grafica moderna e funzionale. Nei primi mesi del 2014, Asterion Press ha dato vita all’edizione italiana di questa nuova versione, oggetto di questa recensione.

Unboxing

Questo lungo preambolo sulla storia di questo gioco, oltre che soddisfare i nostalgici ricordi di gioventù dell’autore dell’articolo, serve ad introdurre il materiale che troverete aprendo la scatola del gioco. Non un dado, non una pedina e neppure una mazzo di carte, soltanto materiale di tipografia, perfettamente tradotto e di ottima qualità complessiva:

Casi da risolvere

I fascicoli dei casi da risolvere

  • 10 fascicoli, uno per ogni caso che dovremo risolvere. I titoli dei volumi (vedi immagine) e la bella grafica sono perfettamente in sintonia con l’ambientazione dei romanzi di Doyle, mentre la struttura dei contenuti è molto simile a quella di qualsiasi libro game. Il testo è suddiviso in tanti piccoli capitoletti completamente destrutturati. Ognuno di questi paragrafi porta un titolo che corrisponde ad una locazione di Londra ma, a differenza dei tradizionali libri games, non termina con l’odiosissima indicazione “se fai così vai al paragrafo X mentre se fai cosà vai al paragrafo Y”. Non avete acquistato un libro game di lusso, e presto potrete apprezzare il vantaggio di decidere autonomamente la vostra strada.
  • Una mappa della Londra vittoriana che permette ai giocatori di dare una locazione ad ogni elemento investigativo vero, presunto e persino fasullo.
  • Un libretto con centinaia di nominativi con indicato il punto di Londra dove è possibile trovare queste persone. L’annuario (questo il nome del fascicoletto) ha infatti il compito di popolare la mappa di Londra di persone importanti o legate alla malavita, amici di Scotland Yard o semplici funzionari di biblioteca. Molto spesso, gran parte di questi personaggi sono completamente all’oscuro dei fatti su cui state indagando, ma talvolta possono rivelare informazioni chiave per la soluzione di uno specifico caso.
  • 10 copie di quotidiano. Ognuna di esse rappresenta un’edizione del popolare “The Times” relativa al giorno in cui è avvenuto uno dei delitti su cui siete chiamati ad indagare.
  • Un regolamento. La seconda metà del fascicolo introduce il feeling unico del gioco. Non c’è traccia di regole ma  trova spazio un racconto che descrive, con una stile di prosa tipico di un buon libro, una conferenza di Sherlock Holmes tenuta a noi collaboratori, in cui ci mette a conoscenza della rete di informatori su cui possiamo fare affidamento. I personaggi che ci vengono presentati sono proprio quelli dei romanzi di Doyle, come, ad esempio, il fratello di Sherlock, Mycroft, molto inserito nell’ambiente politico della Capitale dell’Impero.

Il gioco

Già l’unboxing quindi ci regala un’introduzione, figlia degli anni 80, che privilegia l’ambientazione e la voglia di impersonare un ruolo piuttosto che la modellazione e l’azione.

un trafiletto del giornale

Festa mondana per il 73esimo anniversario battaglia di Waterloo: vi interessa?

Il gioco infatti altro non è che una raccolta di 10 delitti su cui dovremo indagare, immedesimandoci nei panni dei collaboratori di Holmes sguinzagliati per le strade della Londra Vittoriana. Il nostro compito è quello di cercare preziosi indizi, ma al contempo siamo mossi dall’ambizione di risolvere i misteri da soli, cercando di eguagliare o superare il maestro.

I casi sono in qualche modo interconnessi fra loro, sopratutto da un punto di vista temporale (devono infatti essere giocati nell’ordine previsto), al punto che le copie dei giornali relative ai casi precedenti possono contenere qualche indizio relativo ai casi successivi.

Per esempio, durante la lettura del giornale relativo alla data del primo caso che siete chiamati a risolvere, potreste imbattervi in un del tutto trascurabile annuncio relativo all’offerta di un alloggio in affitto. Quell’alloggio sarà il teatro dell’omicidio del quarto caso da risolvere. Ecco dunque che tornerete a rileggere il vecchio quotidiano per scoprire chi affittava la casa qualche mese prima.

The Times. Edizione del 2 giugno 1888

The Times. Edizione del 2 giugno 1888

Ognuno dei 10 casi è strutturato nello stesso modo:

  • Un testo introduttivo, che ci racconta cosa è successo. In pratica rappresenta le informazioni in possesso di Holmes al momento in cui accetta di occuparsi del caso.
  • Una nutritissima serie di capitoletti relativi a tante locazioni di Londra: in ognuna di esse è possibile reperire informazioni più o meno utili sulla soluzione del caso di cui vi state occupando.
  • Un quiz finale che servirà a testare quanto abbiamo scoperto.
  • Un debriefing finale di Holmes per ascoltare le sue deduzioni dopo aver tirato le nostre conclusioni.
La rete degli informatori

La rete degli informatori che potrebbero aiutarci a risolvere il caso.

I personaggi, di caso in caso, non cambiano locazione. Quindi, visitando le loro abituali dimore o luoghi di lavoro, sarà sempre possibile cercare di interagire con loro.

Indagine dopo indagine, i riscontri saranno però molto diversi. Ad esempio, se  decidiamo di consultare l’esperto in chimica e medicina legale per un caso di avvelenamento, potremo ottenere informazioni molto rilevanti, se lo contattiamo per un caso di soffocamento otterremo informazioni poco importanti mentre se andiamo a visitarlo a seguito di un caso di accoltellamento, potremo non trovarlo neppure in casa (nel libro, di questo caso, non esiste un capitolo relativo a questo personaggio).

Il gioco scorre in modo molto semplice. Per prima cosa i giocatori devono decidere se giocare il caso come party cooperativo o accettare la competizione fra loro.

La pianta del National Gallery

La pianta del National Gallery, il famoso museo

Dopo aver letto ad alta voce la parte introduttiva, i giocatori danno il via alle indagini. Generalmente si inizia dalla lettura del giornale (o più di uno, nei casi successivi al primo). In seguito, visiteremo virtualmente le vie di Londra, andando ad incontrare le persone nelle diverse località. Portate molta attenzione a non leggere né sopra né sotto, ma solo il capitolo relativo alla locazione che avete deciso di visitare!

Piste secondarie, depistaggi, verità celate con la cura e la minuziosità di un ottimo libro giallo: ogni caso è ricco di sorprese e, soprattutto, di possibilità. Non mancano mai possibili scelte su dove andare e quale pista seguire. Annotarsi gli indizi, riflettere sui collegamenti, diffidare delle prove troppo evidenti…  Chi si aspettava un’allegra scampagnata per le vie di Londra scoprirà presto di aver sbagliato gioco!

Se si gioca collaborando, i giocatori decideranno assieme dove andare, mentre, in modalità competitiva, al proprio turno ogni giocatore decide in segreto quale località visitare.

Il test finale

Il test finale: quanto avete capito del furto alla National gallery?

I giocatori che ritengono di avere sufficienti indizi per risolvere il caso possono interrompere in qualsiasi momento le loro indagini e sottoporsi al quiz finale. Nel gioco competitivo questa fase è asincrona (ciascun giocatore può eseguirla quando vuole) e segreta (ognuno la compila per conto proprio).

Una volta che il party (o tutti i giocatori) hanno determinato il punteggio ottenuto, si torna virtualmente al 221b di Baker Street, da Sherlock Holmes, e si ascoltano le spiegazioni del maestro. Non solo risponderà correttamente ad ogni domanda del test finale ma ci indicherà anche la pista di indizi che ha seguito per giungere alla soluzione del caso.

SHCI-040-soluzione

Per arrivare a questa soluzione Mr. Holmes ha visitato soltanto 6 località. Molto difficile fare di meglio!

Il nostro compito quindi non sarà soltanto quello di cercare di rispondere correttamente a tutte le domande del test, ma saremo chiamati anche a confrontarci con Sherlock Holmes sul numero di località visitate. Nell’improbabile eventualità che avessimo risolto ogni aspetto del caso visitando un numero inferiore di località, avremmo superato il maestro!

Bottom Line

L’impostazione, lontanissima dagli attuali standard, dovrebbe relegare Sherlock Holmes Consulente Investigativo ad un mercato di nicchia. Le voci che trapelano dall’editore italiano invece ci indicano un buon successo commerciale.

Annuario

l’annuario degli abitanti di Londra: volete interrogarli tutti?

Non occorre consultare gli archivi di Scotland Yard per dipanare il mistero. Questo gioco ha un’ambientazione molto conosciuta, con schiere di fans, anche nel pubblico femminile. E’ semplice e può essere giocato anche da persone al primo approccio.

Il gioco non è privo di difetti: potrete giocare 10 partite, una per ogni caso. La rigiocabilità è zero, a meno che non vi piaccia vedere gli amici impegnati a risolvere un caso che per voi rappresenta soltanto una replica. Visto che il gioco ha un costo “nella media”, questo significa che una partita più o meno vi costa come un biglietto di cinema in seconda visione.

Londra, la sua gente il suo quotidiano

Tutto e’ pronto per una partita: Londra è una città viva

Quindi, esattamente come fareste per un film, avvicinatevi a questo gioco soltanto se vi piace il magico mondo di Sherlock Holmes. In questo caso, il gioco vi regalerà sicuramente grandi soddisfazioni. Sarete presto immersi nella lotta con Moriarty, ansiosi di affrontare il caso successivo, pronto a confrontarvi con gli amici per verificare quali piste hanno seguito per risolvere questo o quel caso.

E’ un gioco per persone riflessive e pazienti, da giocare in compagnia di un tè caldo da assaporare con calma, lasciando ad altri momenti la birra e il clima da osteria. Affrontato in questo modo, il gioco garantisce comunque un elevato numero di ore di divertimento assoluto. Ma è altrettanto evidente che si tratta di una longevità intrinseca molto fragile: vi sembreranno soldi ben spesi soltanto SE lo approccerete nel modo corretto, SE lo giocherete in compagnia delle persone giuste, SE non avrete troppa foga di fare meglio di Holmes … …

Come è possibile conciliare la meccanica datata, l’ approccio vintage e la totale assenza di rigiocabilità con la nostra scelta di inserirlo nell’olimpo dei giochi “scelti da noi”?

Direbbe Holmes: “Elementare, Watson.” <pausa teatrale> “Eliminato l’impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità”. La verità, nel nostro caso, è che ci troviamo di fronte ad un piccolo capolavoro senza tempo perché rende possibile fare proprio quello che tutti i lettori di libri gialli hanno sempre sognato: occuparsi di un caso seguendo la propria logica e le proprie priorità e non quelle dell’investigatore protagonista del libro.

Gli entusiasti di tutto questo, al decimo delitto risolto, non disperino: furono prodotte anche alcune espansioni (e Asterion lo sa!)… Londra ai tempi di Holmes era un posto davvero pieno di misteri!

 

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