Pro:   semplice, immediato e stimolante; si presta tanto ai neofiti quanto ai veterani, tanto agli uomini quanto alle donne, tanto ai bambini quanto agli anziani.

Contro:  è richiesta una discreta dose di fantasia e, soprattutto, una buona attitudine alla narrazione e, perché no, all’interpretazione: chi preferisce giochi di analisi come gli scacchi, oppure è particolarmente timido, potrebbe sentirsi a disagio e difficilmente riuscirà ad apprezzare il gioco.

Consigliato a: chi ama quei giochi da tavolo in cui la fantasia ricopre un ruolo preponderante e decisivo; chi ha apprezzato giochi come  “C’era una volta” e cerca un titolo più creativo e meno “imbrigliato” dai cliché delle favole.

[starset]

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo
[finestarset]

Idoneità al solitario: assente

Incidenza della fortuna: bassa

Idoneità ai Neofiti: elevata.

PREMESSA:

Un tempo era di moda seppellire nel proprio giardino una capsula del tempo: si trattava di un piccolo recipiente (una scatola, una pentola, ecc.), al cui interno si inserivano alcuni oggetti significativi da tramandare ai posteri, per permettere loro di comprendere e ricordare la nostra epoca.

Per i più giovani, ricordiamo che la moda dilagò negli anni Settanta, soprattutto negli Stati Uniti, dopo il lancio di alcune capsule spaziali (in particolare quelle installate su alcune sonde del programma Pioneer), perché in quel periodo gli scienziati della NASA si interrogarono sugli elementi da inserire per permettere a un’eventuale civiltà aliena di cogliere con semplicità le peculiarità della razza umana.

La copertina del gioco.

La copertina del gioco.

Lo stesso principio di queste capsule è alla base di diversi giochi di narrazione, a partire dall’ormai storico e glorioso C’era una volta, per arrivare a uno degli ultimi nati del genere: Youtopia, ideato e pubblicato dall’italiana CosplaYou.

Questa volta, infatti, i giocatori vestiranno i panni di esploratori dell’Universo, incaricati di ricostruire le storie legate a diversi pianeti (un po’ come il piccolo principe, protagonista dell’omonimo romanzo di Antoine de Saint-Exupéry) attraverso un mazzo di carte (e qui, invece, la memoria letteraria ricorre al solito Italo Calvino), raffiguranti ognuna un oggetto differente: vincerà chi riuscirà a creare le storie più originali e, al tempo stesso, coerenti; quindi… largo alla fantasia!

Pianeti, racconti surreali, animali e oggetti che s'incontrano... Vi ricorda qualcosa?

Pianeti, racconti surreali, animali e oggetti che s’incontrano… Vi ricorda qualcosa?

UNBOXING:

La scatola di Youtopia è rettangolare e sufficientemente compatta, anche se di dimensioni maggiori rispetto alla media dei filler e dei giochi di narrazione: al suo interno, infatti, oltre la metà dello spazio è occupata da un organizer in cartone, che se da un lato permette di conservare in perfetto ordine il contenuto, dall’altro aggiunge un ingombro francamente superfluo.

I colori pastello e la grafica pulita ed essenziale mettono subito in chiaro quale sia il target del gioco: non siamo più alle prese con favole e fumetti, ma con racconti di fantasia, a volte surreali e altre volte grotteschi, quindi indirizzati a un pubblico adulto o quantomeno non giovanissimo.

L'interno della scatola.

L’interno della scatola.

Nello scomparto centrale, troviamo in tutto circa duecento carte (di misure e qualità standard, pertanto è consigliabile imbustarle), suddivise in diverse tipologie:

  • 120 carte oggetto, con una grande illustrazione a colori in alto, un’icona in basso e una didascalia bilingue (in italiano e inglese) al centro;
  • 30 carte missione, con il testo che dev’essere letto all’inizio di ogni round (ne sono incluse altre 30 in lingua inglese);
  • 8 carte pianeta, con i corpi celesti del sistema solare e, su ognuno di essi, una coppia delle stesse icone che ritroviamo negli oggetti;
  • 10 carte bianche, che è possibile completare disegnando e descrivendo gli oggetti più disparati (ed ecco che inizia a entrare in gioco la fantasia fin dai materiali!).

Completa la dotazione il manuale in lingua italiana (ce n’è anche una seconda copia in inglese), che poi altro non è che un foglio A4 pieghevole, con la lista del contenuto e una sintetica spiegazione del regolamento: d’altra parte, meccanica e sistema di punteggio sono davvero semplicissimi e non servono chiarimenti neppure dopo una prima lettura veloce.

PREPARAZIONE:

Si mescolano separatamente i tre mazzi (oggetti, missioni e pianeti), dopodiché, una volta stabilito chi sarà il moderatore nel primo round, ogni giocatore pesca (o sceglie, se preferite) una carta pianeta (le rimanenti vengono riposte nuovamente nella scatola) e successivamente una prima mano di 6 carte oggetto. Tutte le carte devono essere tenute segrete, per non fornire agli avversari alcun indizio sulle storie che si andranno a narrare.

Le 8 carte pianeta incluse nel gioco: prestate attenzione alle due icone al centro, perché durante i racconti saranno molto importanti.

Le 8 carte pianeta incluse nel gioco: prestate attenzione alle due icone al centro, perché durante i racconti saranno molto importanti.

Il setup è già terminato: un minuto di tempo o poco più e uno spazio per le carte pressoché nullo e, comunque, flessibilissimo. Youtopia è il classico gioco che è possibile apparecchiare in qualsiasi occasione e, soprattutto, in qualsiasi luogo, anche in vacanza o in spiaggia.

SVOLGIMENTO:

Il moderatore di turno pesca una carta dal mazzo missioni e la legge ad alta voce: sarà questo il fine ultimo di tutti i racconti che verranno creati in questo round. Dopo massimo 20 secondi dalla lettura (non è inclusa una clessidra, ma potete usare il solito smartphone, oppure l’orologio da polso), il giocatore alla sinistra del moderatore deve iniziare la narrazione, usando come soggetti della storia da 2 a 6 carte tra quelle che ha in mano, mentre gli avversari possono interromperlo in qualsiasi momento, calandone una dalla propria.

Alcuni esempi di carte missione: come potete notare, gli spunti sono molteplici, dalla letteratura al cinema (riconoscete "Sharknado" in basso destra?).

Alcuni esempi di carte missione: come potete notare, gli spunti sono molteplici, dalla letteratura al cinema (riconoscete “Sharknado” in basso destra?).

Appena il suo racconto giunge alla fine, si conta fino a 5 e il giocatore successivo deve iniziare la narrazione, altrimenti… salta il turno; e la manche continua così finché tutti i giocatori – moderatore escluso – hanno raccontato (oppure saltato). A questo punto, si passa alla votazione (va benissimo la classica alzata di mano, ma potete ricorrere anche ai “pizzini” di carta, o al blocco note dello smartphone) e chi riceve più voti si aggiudica il round; in caso di parità, è il moderatore a decretare il vincitore.

Chi vince ottiene 1 punto, più un altro aggiuntivo per ogni carta oggetto conservata in mano (che dovrà immediatamente scartare) e diventa il moderatore per il round successivo: a questo punto, tutti i giocatori reintegrano la propria mano, fino ad avere di nuovo 6 carte, e comincia una nuova manche.

Ed ecco le carte oggetto: sono suddivise in 8 categorie diverse (contraddistinte dalla piccola icona in basso al centro) e permettono di creare i racconti più strampalati.

Ed ecco le carte oggetto: sono suddivise in 8 categorie diverse (contraddistinte dalla piccola icona in basso al centro) e permettono di creare i racconti più strampalati.

La partita termina quando un giocatore raggiunge o supera i 10 punti: sarà ovviamente lui il vincitore finale.

Ricordiamo che, per aggiungere un po’ di pepe, ogni narratore può – solo una volta per turno – giocare una carta oggetto coperta all’interno del proprio racconto: se qualcuno dubita del suo contenuto, si passa alla verifica e, in caso di bluff, scatta l’automatica eliminazione per quel round, oltre all’attribuzione di 1 punto bonus allo smascheratore; in caso contrario, invece, sarà proprio il narratore a ottenere lo stesso bonus.

Dal secondo round in poi, infine, entrano in gioco i pianeti: ogni volta che un narratore usa per costruire la propria storia una carta con un oggetto appartenente a una delle due categorie raffigurate sul suo pianeta, questo ottiene immediatamente 1 punto (mica male!).

DURATA:

Risulta sempre difficile indicare una durata più o meno attendibile per i giochi narrativi: ogni round/racconto può durare a volte un paio di minuti e altre volte rasentare il quarto d’ora, perché tutto dipende dalla creatività del narratore, dal “rompiscatolismo” degli avversari, dalle discussioni che vengono inevitabilmente sollevate e dalle incertezze in fase di votazione; senza dimenticare un coefficiente altamente variabile, che muta in funzione della timidezza e dell’affiatamento del gruppo di gioco.

Con questa mano di carte bisogna escogitare un bel racconto, in cui un ragazzo dev'essere salvato dai gorilla e... vestito di tutto punto!

Con questa mano di carte bisogna escogitare un bel racconto, in cui un ragazzo dev’essere salvato dai gorilla e… vestito di tutto punto!

Titoli come questo hanno, inoltre, il duplice pregio di non risentire del rischio di paralisi da analisi (al massimo… può venire il “blocco dello scrittore”) e dei tempi morti (tutti possono intervenire quando preferiscono durante il turno del narratore), oltre ad avere un ritmo sempre sostenutissimo (anche senza clessidra), quindi non ci si annoia di sicuro.

AMBIENTAZIONE:

Per questa tipologia di giochi, non si può certamente parlare di un’ambientazione vera e propria, quanto piuttosto di una “meta-ambientazione”: sono le carte oggetto a controllare il contenuto dei racconti, mentre le carte missione e pianeta tracciano i binari entro i quali la storia deve scorrere, ma – a parte questo – dipende tutto dalla sensibilità personale del narratore e non dalla visione cosmogonica – invero un po’ “posticcia” – liberamente ispirata a “Il piccolo principe”.

CONSIDERAZIONI:

Youtopia è una versione basata sulle carte della narrazione a turni tipica delle cosiddette “campfire tales”, con l’aggiunta di diversi vincoli a cui tutti devono attenersi: ci sono le carte oggetto da usare in modo coerente, ci sono i bonus legati ai pianeti, ci sono le interruzioni degli avversari a cui bisognerebbe rispondere in modo sensato, ci sono determinate tempistiche da rispettare e ci sono le votazioni finali, che sanciscono indiscutibilmente i vincitori.

Recuperando alcuni riferimenti ludici del recente passato, il gioco rielabora la meccanica narrativa di C’era una volta, inserendo le votazioni come in Co-Mix e un pizzico di bluff, così di moda negli ultimi anni (vi ricordiamo – giusto per citare un paio di party games da noi recensiti nell’ultimo anno – Spyfall e Sheriff of Nottingham).

È evidente che, a differenza di C’era una volta, sostituendo orchi, principesse e malefici vari con alimenti, indumenti e altri oggetti di uso comune, le storie che verranno a crearsi saranno decisamente più realistiche e orientate verso un pubblico adulto (anche se i 6 anni indicati sulla scatola sembrano più che adeguati, perché non ci sono contenuti scabrosi o di dubbia morale). Inoltre, l’assortimento di 130 oggetti diversi (considerando i dieci personalizzabili) garantisce una buona varietà per le trame e una rigiocabilità davvero eccellente.

Alla fine, la storia (come spesso accade) prende una strana piega: il ragazzo viene salvato a cavallo (per ottenere il punto bonus...) e, prima di rivestirlo, viene pulito e profumato a dovere (in mancanza di abiti...). Ma un avversario fa entrare in gioco un altro gorilla, che prontamente viene sconfitto a colpi di... spada laser!

Alla fine, la storia (come spesso accade) prende una strana piega: il ragazzo viene salvato a cavallo (per ottenere il punto bonus…) e, prima di rivestirlo, viene pulito e profumato a dovere (in mancanza di abiti…). Ma un avversario fa entrare in gioco un altro gorilla, che prontamente viene sconfitto a colpi di… spada laser!

L’interazione, perlopiù di tipo diretto e distruttivo, è sempre molto elevata, perché è difficile credere a chi tenta il bluff, così come resistere alla tentazione di rovinare le altrui storie con inserimenti surreali o, comunque, difficili da gestire. Certo è che, proprio per questo e per il fatto che si tratta di un gioco di narrazione puro, le persone eccessivamente timide e i gruppi di gioco troppo freddi avranno grosse difficoltà a godere appieno del suo potenziale ludico.

Finora abbiamo sempre parlato di “gruppo” perché, in base alla nostra esperienza, questo tipo di giochi gira bene se viene usato da quante più persone possibili, con un buon contorno di “caciara”: il numero ideale di giocatori per Youtopia è da 4 – o meglio ancora 5 – fino a 8. Il regolamento prevede una variante a 3, in cui anche il moderatore deve scendere in campo in ogni round, ma diminuisce in parte l’interazione (ci sono meno carte da “sprecare” per disturbare gli avversari) e le votazioni diventano meno imprevedibili e più strategiche.

Chiudiamo con un paio di considerazioni strategiche: innanzitutto, è consigliabile sforzarsi di raccontare sempre e comunque la propria storia, perché – a prescindere dalla vittoria o meno di un round – saltare un turno significa non potersi accaparrare i bonus legati alle icone sulle carte pianeta e non far sprecare carte agli altri per le interruzioni (se, poi, avete una buona “poker face” potete perfino tentare il bluff!). In soldoni, spesso è sufficiente vincere anche solo un round e giocarsi bene i bonus nelle altre 3 o 4 manche per vincere la partita!

Scendendo nei dettagli di un buon racconto vincente, vi consigliamo di giocare non meno di 3 carte (altrimenti la storia risulterà un po’ troppo banale e lineare) e non più di 4 (altrimenti non potrete ribattere con coerenza alle interruzioni) per turno: questa soluzione garantisce un buon compromesso tra gioco e narrazione e, con un pizzico di fortuna, permette di salvare almeno una carta extra, che potrebbe trasformarsi in un punto bonus in caso di vittoria.

E non dimenticate l’atmosfera: Youtopia non è un eurogame da vivere con tensione e concentrazione, né tantomeno un ameritrash in cui sia indispensabile calarsi nell’ambientazione, ma piuttosto è un modo alternativo e assolutamente creativo per trascorrere una serata conviviale in compagnia, un po’ come quando ci si riuniva attorno al falò in spiaggia…

POSOLOGIA:

L’assunzione di Youtopia è consigliata lontano dai pasti, in gruppi preferibilmente numerosi, creativi e vivaci. Il coinvolgimento di bambini e babbani non presenta alcuna controindicazione, perché stimola l’attività celebrale, ma nel caso dei primi si consiglia la somministrazione di prodotti sostitutivi con principi attivi più favolistici. Sono state segnalate reazioni allergiche in soggetti affetti da eurofanatismo e da timidezza patologica: in casi come questi, è preferibile scegliere altre categorie ludiche.

SOTTOFONDO MUSICALE:

L’album “From Mars to Sirius” dei Gojira.

Si ringrazia CosplaYou per aver reso disponibile la copia di valutazione del gioco.

Autore: Francesco Marcantonini

Grafica ed illustrazioni: CosplaYou

Anno: 2015

Mercuzio

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Luca, "the Nightwriter"

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