SINTESI


Pro
: un classico trasformato in cooperativo puro con l’ausilio di un’app! Questa aiuta a creare una atmosfera molto horror!

Contro: non è più possibile giocare col master; complessivamente molto aleatorio.

Consigliato a: amanti dei giochi tematici, in particolare a chi legge o ha letto le opere di H. P. Lovecraft.

Attenzione!

Da parecchi anni la Fantasy Flight Games produce giochi basati sui racconti di H. P. Lovecraft sotto il marchio “Arkham Files”.

Avevamo ricostruito questa lunga storia editoriale in questo articolo.

Per quanto riguarda il gioco oggetto della recensione, avevamo recensito la prima edizione scrivendo un lungo prologo sull’ambientazione a cui questo gioco afferisce.

Potete leggere del fascino delle “case maledette” come alternativa al fantasy classico (entra nel dungeon, uccidi il mostro, prendi il tesoro): qui trovate il nostro articolo.

Nel prosieguo di questo articolo, potremmo dare per acquisite informazioni contenute negli articoli sopraccitati. Vi consigliamo pertanto di leggerli, soprattutto se siete neofiti di questo genere di giochi.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
elevata

Incidenza della fortuna:
elevata

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
Nikki Valens

Grafica ed illustrazioni:
Vari artisti

Anno:
2016

La scatola (ciclopica) del prodotto.

La scatola (ciclopica) del prodotto.

Oggi parliamo della seconda edizione de Le Case della Follia, edito da Asterion Press, per 1-5 giocatori dai 14 anni in su. La scelta di recensire la seconda edizione con un articolo nuovo, invece dell’aggiunta di un semplice paragrafo in calce a quello già scritto, è motivata dalle importanti novità e dai numerosi cambiamenti introdotti in questa nuova versione. Le Case della Follia appartiene alla “famiglia” dei giochi tematici ispirati al celebre scrittore horror Lovecraft; sarete chiamati a risolvere diabolici misteri in luoghi iconici come Innsmouth, combattendo contro creature inquietanti e rischiando la pazzia o la vita stessa (dei vostri alter ego, per fortuna!).

In questa nuova edizione ritroviamo la stessa ambientazione e meccaniche simili a quella precedente, ma la novità principale è la sostituzione del “custode” (o master che dir si voglia) con un’applicazione software, disponibile sia per PC che per dispositivi Android e iOS, in modo simile a quanto avvenuto per il dungeon crawler Descent (che però conserva anche la modalità tradizionale, con il master). Il gioco è diventato così idoneo anche al solitario puro e sono state superate le limitazioni che avevamo osservato nella precedente recensione, relativamente alla necessità che il custode giocasse in modo “non troppo competitivo” per garantire ai giocatori il massimo divertimento. Ma è tutto oro quel che luccica? Il “mestiere” del master è definitivamente superato, quantomeno nei giochi da tavolo, se non nei GdR? Scopriamolo insieme.

Ecco una missione del tutto fittizia, in modo da non rivelarvi nulla...

Ecco una missione del tutto fittizia, in modo da non rivelarvi nulla…

Unboxing

La scatola di questa seconda edizione riprende le enormi dimensioni già viste qualche mese fa in Forbidden Stars. In un certo senso l’unboxing inizia addirittura prima dell’apertura della scatola, quando vi troverete a soppesare increduli l’imponente confezione.

L’apertura della scatola non delude le altissime aspettative, se non (stranamente) per le basette delle miniature, rimaste fedeli alla vecchia edizione e semplicemente troppo grandi e “coprenti”. Il resto è allo stato dell’arte, anche se le miniature hanno un livello di dettaglio buono, ma lontano dai livelli delle miniature del mercato specialistico. Incredibilmente belle le tessere che compongono la mappa, eccellente la grafica (come sempre per i titoli Fantasy Flight Games).

Sono presenti due manuali, col classico compendio delle regole separato dalle regole base, come ormai tipico di molti prodotti FFG/Asterion: scelta che approviamo in modo incondizionato.

E' possibile inserire i segnalini mostro nelle basette...

E’ possibile inserire i segnalini mostro nelle basette…

Una annotazione personale ma condivisa da molti: il gioco girerebbe molto bene anche senza miniature dei mostri. A prescindere dal discorso delle basette, la scatola contiene per ogni mostro anche un segnalino in cartone (in perfetto stile Arkham Horror) che si può opzionalmente inserire nella basetta… ma così facendo questa ne nasconde la bellissima grafica, che per molti aspetti è preferibile alla miniatura non dipinta. Ho quindi deciso di mettere da parte le miniature dei mostri  e giocare coi segnalini di cartone, ma solo finché non troverò il tempo di dipingerle.

Contenere il prezzo del gioco base e delle espansioni, vendendo le miniature a parte, sarebbe stato apprezzato almeno da una parte dei giocatori, rendendolo nel contempo accessibile anche a tasche meno “dotate”. Ma sono anche moltissimi gli appassionati di giochi di miniature, che invece saranno ben contenti di dare quel tocco in più di “3D” al proprio tavolo.

... e il testo resta visibile.

…e il testo resta visibile.

L’App sfida il Custode…

Eh sì, è proprio il caso di dirlo: dopo aver trattato approfonditamente la prima edizione, recensire questa nuova edizione de Le Case della Follia significa in gran parte recensire la qualità e le funzionalità dell’applicazione che funge da master, disponibile per PC, Mac, iOS e Android (noi abbiamo usato per la recensione un tablet da 8 pollici con sistema operativo Android).

Ed ecco la famosa app!

Ed ecco la famosa app!

Prima osservazione: è altamente consigliabile PRIMA di comprare il gioco provare a installare l’applicazione, soprattutto se avete dell’hardware datato. Anche senza avviare le missioni, per non guastare alcuna sorpresa, potrete almeno verificare che l’applicazione si possa installare ed eseguire senza intoppi: cosa del tutto fondamentale, visto che senza di essa non è possibile giocare.

Tipico inizio di partita, con gli investigatori tutti insieme e una sola tessera mappa rivelata.

Tipico inizio di partita, con gli investigatori tutti insieme e una sola tessera mappa rivelata.

All’avvio, la prima cosa da fare è specificare quali prodotti “fisici” abbiamo acquistato: se possediamo la scatola base e alcune espansioni della prima edizione potremo infatti utilizzarle grazie all’apposito kit di conversione incluso nella scatola, che contiene quanto ci verrebbe a mancare (ad esempio le schede dei vecchi personaggi modificate per il nuovo regolamento). Perché l’app ha bisogno di sapere quali prodotti possediamo? Il fine è poter includere nelle missioni il materiale a disposizione: mostri, investigatori e tessere terreno. Di sicuro non può che far piacere una maggiore variabilità, ma l’app non gestisce le missioni della prima edizione e delle sue espansioni; le nuove missioni disponibili salgono dalle quattro previste dalla seconda edizione a sei, anche se le due missioni extra -mentre scriviamo- non sono state ancora tradotte in italiano.

Nei prossimi mesi è prevista la pubblicazione di due espansioni dedicate a chi non possiede la prima edizione, che “allineeranno” i materiali a disposizione dei “nuovi” giocatori di Le Case della Follia: quindi non è consigliabile ordinare adesso la prima edizione e le sue espansioni (a meno che non siate interessati alla modalità con master umano, ovviamente).

Da una sezione apposita è possibile gestire la propria collezione di prodotti "fisici", in modo che l'app possa utilizzarne i componenti per generare le avventure.

Da una sezione apposita è possibile gestire la propria collezione di prodotti “fisici”, in modo che l’app possa utilizzarne i componenti per generare le avventure.

A questo punto non ci resta che iniziare la prima avventura. Come prevedibile, gli autori hanno inserito una missione introduttiva, di durata e complessità contenute: vi cimenterete dunque con gli eventi misteriosi della tenuta Vanderbilt. Di qui in avanti staremo molto attenti a non darvi alcuno “spoiler”, motivo per cui le foto che abbiamo fatto sono tutte situazioni fittizie, e non abbiamo mai fotografato partite reali durante il loro svolgimento. Scelta la missione tra le quattro disponibili (DLC a parte… ne parleremo successivamente) dovrete selezionare gli investigatori, uno per giocatore. E’ anche possibile giocare in solitario, usando però 2 investigatori contemporaneamente. Grazie alla funzionalità dell’app che gestisce gran parte delle meccaniche, abbiamo trovato abbastanza semplice giocare in solitario anche con un maggior numero di personaggi.

Selezione dello scenario; nel momento in cui scrivo è stato aggiunto un quinto scenario a pagamento, al costo di 5.49€

Selezione dello scenario; nel momento in cui scrivo è stato aggiunto un quinto scenario a pagamento, al costo di 5.49€

La scelta degli investigatori

La scelta degli investigatori

A questo punto l’applicazione vi mostrerà gli oggetti con cui inizierete la partita e che potrete distribuire tra i giocatori nel modo che preferite. Alcuni di questi oggetti sono predefiniti, ma per lo più sembrano estratti a sorte tra quelli disponibili, o forse in base ai personaggi prescelti.

Ed ecco che per la prima volta abbiamo usato le parola “sembrano” e “forse”: è venuto dunque il momento di parlare di uno degli aspetti più tipici (apprezzati da alcuni e criticati da altri) di questo prodotto. Come accade anche in X-Com l’uso di un’applicazione “companion” nasconde ai giocatori una parte delle meccaniche del gioco, oltre allo svolgimento delle missioni.

Solo i programmatori e gli autori sanno esattamente come avvenga la scelta degli oggetti: potremmo cercare di desumerla empiricamente, ma non saremo mai certi al 100% dell’effettiva procedura. Tutti gli oggetti saranno equiprobabili? Sono divisi in gruppi e selezionati in modo da avere almeno un’arma, ad esempio? Secondo noi cercare di capirlo è poco utile, e anche poco divertente. In questo, come in molte altre cose, dovremo limitarci ad accettare i responsi dell’app, il nostro oracolo digitale.

E’ un bene? E’ un male? Nel caso specifico che abbiamo citato -cioè la scelta degli oggetti- è un bene, visto che non abbiamo mai trovato particolari squilibri  e che comunque questa soluzione permette di inserire tra gli oggetti qualcosa di utile per la missione, senza che i giocatori ne siano a conoscenza. Un oggetto apparentemente qualunque potrebbe invece rivelarsi determinante al momento opportuno.

Le proprietà iniziali, che cambiano ogni volta in modo semi-casuale.

Le proprietà iniziali, che cambiano ogni volta in modo semi-casuale.

Ogni missione è accompagnata da un’introduzione scritta e recitata (audio al massimo, mi raccomando: creerà la giusta atmosfera!), che permette di calarvi nella situazione;  Questo è di gran lunga il vantaggio più evidente dell’uso dell’app: Il livello di coinvolgimento che genera è elevatissimo e certo non solo  nell’introduzione.

La partita inizia posizionando una tessera terreno al centro del tavolo con gli investigatori, e gli eventuali segnalini/oggetti/mostri che l’applicazione vi indicherà. A questo punto inizia il primo turno dei giocatori. Questi hanno la facoltà di agire nell’ordine che preferiscono, e ogni giocatore deve eseguire due azioni, scegliendole tra quelle disponibili (è possibile eseguire due volte la stessa azione):

  • Movimento: la mappa è divisa in zone, delimitate da linee divisorie colorate e pareti. Con questa azione ci si può spostare di un massimo di 2 aree, ed è possibile effettuare uno dei due movimenti prima della seconda azione, e il secondo dopo. Se scegliamo di muoverci due volte potremo quindi spostarci di un massimo di 4 aree, per poi concludere il nostro round.
  • A volte i ritrovamenti non sono nulla di eccezionale, e dovrete scegliere bene DOVE cercare per non perdere troppo tempo.

    A volte i ritrovamenti non sono nulla di eccezionale, e dovrete scegliere bene DOVE cercare per non perdere troppo tempo.

    Esplorazione: ogni segnalino lanterna sulla mappa è esplorabile seguendo le indicazioni date dall’app. In genere basta essere adiacenti, e con un’azione è possibile rivelare nuove tessere terreno (ad esempio aprendo una porta).

  • Ricerca: i segnalini col punto interrogativo sono elementi ambientali dei quali l’app ci fornisce una descrizione, accessibile senza spendere azioni; in genere però per interagire con essi in modo completo dovremo spendere un’azione (tutto ciò che richiede un’azione è preceduto da un’icona apposita, in modo molto chiaro). Potrebbe trattarsi di un quadro, di un armadio o di un pannello segreto: spendendo l’azione potremo esaminarlo meglio o aprirlo. E’ sempre importante valutare quali siano i posti più utili dove cercare, perché spesso il risultato della ricerca è più una perdita di tempo che altro, mentre altre volte troveremo oggetti davvero utili e segnalini indizio. Questi possono essere spesi per aumentare i successi ottenuti coi dadi durante le varie prove di abilità che dovremo superare, e in certi momenti dell’avventura potrebbero essere richiesti per avanzare o per effettuare importanti scoperte.
  • Interazione: in modo analogo i segnalini punto esclamativo e alcuni personaggi non giocanti, rappresentati da appositi segnalini, possono richiedere un’azione per svolgere un’azione specifica. Attivare un macchinario, dialogare con un personaggio, o altro.
  • Un investigatore con le sue proprietà e i segnalini indizio.

    Un investigatore con le sue proprietà e i segnalini indizio.

    Attacco: se siamo entro la gittata di un mostro e abbiamo un’arma a distanza, oppure ci troviamo nella stessa casella, allora possiamo attaccarlo. Visto che i mostri non sono raffigurati nell’app sulla mappa, ma dovrete muoverli e gestirli sul tabellone “fisico”, per attaccarli dovrete selezionare un’apposito menu in basso a sinistra, che mostrerà tutti i mostri attivi, poi selezionerete quello che volete attaccare. A questo punto l’app vi chiederà il tipo di arma che intendete usare (è anche possibile combattere a mani nude) e vi dirà in base all’arma scelta cosa succede. In genere dovrete superare una prova di qualche genere per infliggere danni: ma il tipo di prova non è fisso in base all’arma! Certo, ci metterete poco a scoprire che un’arma da fuoco in genere richiede tiri di agilità o percezione, laddove le armi pesanti richiedono spesso tiri di forza… ma vi capiterà a volte di dover superare una prova imprevista. Di nuovo: è un bene o un male? Dipende dai punti di vista. Certo, aumenta l’emozione e l’imprevedibilità, favorendo colpi di scena… ma tutta questa imprevedibilità può anche essere fastidiosa. Immaginate di essere al tiro decisivo e di aver impugnato la vostra pistola, essendo dei tiratori perfetti… magari l’app vi dirà che la usate come un randello e che per questa volta dovrete fare un tiro di forza. I casi del destino… Gli attacchi magici hanno un ulteriore elemento aleatorio (ma a mio avviso piuttosto riuscito: è risaputo che la magia sia quantomeno… bizzarra): dopo aver usato gli incantesimi dovrete girare la carta e risolvere il retro (che non dovete leggere in nessun caso prima di aver usato la magia!). A volte rischierete effetti collaterali spiacevoli, altre volte effetti aggiuntivi più o meno desiderati. Poi dovrete scartare la carta e pescarne un’altra copia, che ovviamente avrà il retro differente.

  • Scambio oggetti: potrete scambiare oggetti con gli altri investigatori nella stessa area, raccogliere oggetti dal terreno o posarne (avete capacità di trasporto illimitate, ma potrebbe essere utile lasciare un equipaggiamento a terra per un altro giocatore).
Combattimento contro un cultista!

Combattimento contro un cultista!

L’esecuzione delle prove è molto simile a quanto già visto in altri giochi del genere: si tira un certo numero di dadi speciali a 8 facce, e si guarda il numero di successi, pari al numero di facce col segno degli antichi (un pentacolo). Le facce con le lenti di ingrandimento possono diventare successi spendendo gli indizi. Ad esempio, una prova di agilità-1 per un giocatore con agilità 4 consisterà nel lancio di 3 dadi; una prova di forza di difficoltà 2 per un giocatore con forza 5 consisterà nel tiro di 5 dadi ma richiederà almeno due successi.

Ricordate le avventure grafiche come Monkey Island, tanto in voga un tempo? Le azioni che il boardgame propone sono sostanzialmente le stesse di allora: muoviti, clicca sugli oggetti interattivi, cambia “stanza”.  Al punto che l’app spesso ripropone i “dialoghi multiscelta” ormai scomparsi dai videogame.

L'applicazione ci guida in modo dettagliato nell'affrontare prove di ogni genere, proprio come farebbe un master.

L’applicazione ci guida in modo dettagliato nell’affrontare prove di ogni genere, proprio come farebbe un master.

Le Case della Follia seconda edizione torna ad essere un boardgame tradizionale con la prova di elusione, necessaria a sfuggire a un mostro nella propria area durante un movimento o per svolgere un’azione non di combattimento mentre si è a contatto ravvicinato con un nemico; si svolge in modo abbastanza simile a un combattimento, attivando il menu dei mostri e scegliendo quello da eludere.

Alcune prove vi obbligano a superare un’ulteriore incognita: non saprete in anticipo il numero di successi richiesto, e la gamma di possibili risultati. Immaginate una prova relativa alla decifrazione di un documento: l’app potrebbe richiedervi di eseguire una prova di sapienza, differenziando tre possibili esiti (ad esempio nessun successo, 1 o 2 successi, o tre o più successi), ma voi non ne avrete alcuna idea, e vi limiterete a indicare il numero di successi ottenuto per poi assistere ai risultati. In questo modo a volte dovrete scommettere a caso sul numero minimo di successi necessario… userete magari degli indizi per aumentare il numero di successi senza bisogno, o invece li risparmierete pensando di aver fatto quanto basta mancando invece di un soffio un esito finale migliore. A volte intuirete dal risultato di aver fatto la cosa giusta o la cosa sbagliata… altre volte nemmeno quello. Anche in questo caso si può trattare di un’esperienza divertente e misteriosa, o al contrario frustrante: dipende molto da voi.

A volte avrete a che fare perfino con dei mini-puzzle... ma non scendiamo in dettagli per non rovinare la sorpresa :)

Come già succedeva nella prima edizione, a volte avrete a che fare con dei mini-puzzle… ma non scendiamo nei dettagli per non rovinarvi la sorpresa!

Quando tutti i giocatori hanno eseguito le azioni, inizia la fase dei Miti, come nella migliore tradizione dei giochi FFG ispirati a Lovecraft. E’ il momento delle forze del male…

Per prima cosa, capiterà qualcosa. Un evento che potrebbe colpire tutti i giocatori o nessuno (a volte l’evento richiede che si sia verificata una condizione, ad esempio che un investigatore sia in una certa tessera di terreno), solitamente infausto, ma quasi sempre evitabile superando una prova. Poi potrebbero comparire mostri o succedere le cose più disparate: seguite sempre le istruzioni. I mostri si attiveranno, uno per volta: l’app vi dirà cosa fare e come farlo. Non mancheranno di rincorrervi e di tentare di farvi del male, cosa che potrete cercare di prevenire -in tutto o almeno in parte- superando delle prove.

Rispetto alla vecchia edizione ci sono state piccole modifiche nel profilo degli investigatori, ad esempio le caratteristiche sono passate da 7 a 6.

Rispetto alla vecchia edizione ci sono state piccole modifiche nel profilo degli investigatori, ad esempio le caratteristiche sono passate da 7 a 6.

Poi dovrete svolgere le prove di orrore, tipicamente usando la vostra Volontà: ogni giocatore ne effettua una sola, usando come riferimento il mostro più orrendo (una semplificazione tutto sommato intelligente). A questo punto la fase dei miti finisce, e inizia un nuovo turno (se il tempo a disposizione non è finito). Come sempre, esaurire i punti vita o i punti sanità mentale è deleterio: la prima volta che esaurite i primi pescherete una carta ferita, la seconda morirete. Analogamente, la prima volta che esaurite i punti sanità mentale impazzirete, ma questa volta pescherete un carta apposita, i cui effetti saranno segreti e noti soltanto a voi. Potreste diventare cleptomane o piromane o chissà che altro. Gli altri si accorgeranno della patologia solo dagli effetti… e non sarà quasi mai piacevole. Si noti che la morte di un investigatore determina la fine della partita dopo un ultimo turno svolto dai giocatori rimasti: questo significa quasi sempre una sconfitta per tutti. I giocatori sono così obbligati a cooperare al massimo, usando i rari medicinali e poteri curativi anche in modo “altruistico”.

Prova di orrore, al termine della fase dei miti.

Prova di orrore, al termine della fase dei miti.

La follia è dietro l'angolo: se esaurite tutta la vostra salute mentale...

La follia è dietro l’angolo: se esaurite tutta la vostra salute mentale…

L’interazione con l’app è semplice e immediata; un possibile problema consiste in un click sbagliato che magari vi impedisce di finire la lettura di un messaggio, ma per fortuna è disponibile un elenco/log di tutti i messaggi visualizzati durante la partita. Purtroppo però (i difetti della tecnologia…) se doveste per errore compiere una scelta involontaria, questa non sarà annullabile in nessun modo. Se ad esempio l’applicazione vi chiede di decidere tra due alternative e selezionate per errore quella sbagliata, non c’è nessun modo per tornare indietro, salvo rigiocare da capo tutta l’avventura.

Durante la partita è possibile accedere a un menu con alcune funzioni molto utili, come il log di tutti i messaggi.

Durante la partita è possibile accedere a un menu con alcune funzioni molto utili, come il log di tutti i messaggi.

L’app è impietosa e questo è certo divertente ma -a tratti- anche frustrante. Nella recensione della prima versione scrivevamo che il master non doveva essere troppo “cattivo” e doveva saper venire incontro ai giocatori per farli divertire al massimo. L’applicazione è stata tarata apparentemente in modo da non risultare troppo “cattiva”, ma è un dato di fatto che non può che essere crudelmente fedele alla propria programmazione. Se una missione ha un tempo di esecuzione limitato (spesso l’app ve lo fa capire solo in modo vago), ad esempio, potreste trovarvi davanti a un bel “Hai fallito!” proprio quando eravate a un soffio dalla vittoria, e se non ve lo aspettavate… beh, di certo la cosa non vi rallegrerà.

Anche perché, ahimè, la rigiocabilità delle missioni ci è sembrata piuttosto bassa. Alcune mappe prevedono delle varianti, alcuni eventi possono cambiare, ma la trama principale è fissa e una volta nota… il divertimento cala sensibilmente. Il fallimento lascia quindi un certo amaro in bocca: sembra quasi di aver sciupato parte del gioco. Il rovescio positivo della medaglia è che le missioni sono tutte altamente diversificate, e quindi emozionanti e spesso sorprendenti. Come è naturale che sia, non le troverete tutte ugualmente di vostro gradimento, ma complessivamente è abbastanza evidente che è stato fatto un ottimo lavoro nel realizzare le storie.

L’app poi si rivela davvero maestra nel rivelarvele un poco alla volta. Inoltre, il software salva la partita automaticamente ogni volta che inizia un nuovo turno, così potrete sospendere le partite più lunghe e riprenderle in un secondo momento.

Segnalino esplorazione: spendendo un'azione riveleremo una nuova porzione di mappa.

Segnalino esplorazione: spendendo un’azione riveleremo una nuova porzione di mappa.

Conclusioni

La scarsa longevità, intesa come riuso del prodotto, può apparire il neo principale del gioco, ma a ben vedere è tipico della maggior parte dei giochi-avventura e di molti dungeon crawler (già, perché -anche se il tema non è fantasy- alla fine di un dungeon crawler si tratta) e, in questo caso, gli sviluppatori hanno già iniziato a pubblicare DLC completamente digitali, contenenti nuove avventure. La prima è stata resa disponibile da poco, in mezzo al tripudio dei fan… mitigato in parte dal prezzo: 5.49€ per una missione da 150 minuti dichiarati. Un prezzo non proprio economico ma comunque inferiore al prezzo di un biglietto per un film del cinema.

I DLC  ad oggi non sono “portabili” da piattaforma a piattaforma. Ad esempio, se comprate il DLC sul PC, questo non sarà disponibile sul vostro telefono Android e così via. Nulla di grave, l’importante è decidere con consapevolezza su quale piattaforma acquistarli e… rimanere fedeli nell’utilizzo.

In un certo senso si può dire quindi che la potenziale longevità de Le Case della Follia è infinita, ma solo in proporzione al numero di DLC che saranno effettivamente realizzati e a quanti soldi aggiuntivi vorrete spendere, dopo l’esborso non indifferente per il gioco base.

Non fatevi però ingannare dal tema lovecraftiano e dalla app: abbiamo già ricordato che “Le case della Follia” è essenzialmente un dungeon crawler tridimensionale e il prezzo di 90€, considerando quantità e qualità delle miniature, risulta in linea con altri giochi di questo tipo.

Il segnalino vista funziona in modo simile al segnalino esplorazione, ma non richiede azioni, l'unico requisito è di solito la linea di vista.

Il segnalino vista funziona in modo simile al segnalino esplorazione, ma non richiede azioni, l’unico requisito è di solito la linea di vista.

L’app è ben realizzata, ma la più lunga delle avventure sviluppate per il gioco base mostra qualche pecca, la più evidente delle quali ci è sembrata la coerenza del suo epilogo, che risulta un po’ troppo brusco e leggermente scollegato con quanto accaduto in precedenza.

Altri più bravi o più fortunati nelle decisioni del “master/app” magari hanno potuta apprezzarla appieno. Al di là dell’aspetto soggettivo, fa comunque riflettere il fatto che un master umano possa colmare lacune, aiutare gli investigatori a interpretare i fatti, evitare malintesi, dare segnali che qualcosa incombe, integrare le considerazioni fatte dai giocatori…

La possibilità di giocare in solitario o senza master rappresenta comunque un importante valore aggiunto, anche se non sempre compensa del tutto la perduta proattività del buon vecchio master. Torniamo alla nostra similitudine con le avventure grafiche per computer: in fondo questa diatriba è vecchia di 30 anni. I giocatori di ruolo -quelli con carta, dadi e matita- hanno sostenuto queste stesse argomentazioni già quando sui Commodore 64 iniziavano a comparire le prime avventure testuali, fino ai giorni nostri con i “first person shooter”, così belli da sembrare veri. Noi crediamo che i due universi esistano e coesistano, anche se ciascuno di noi troverà migliore -in via del tutto soggettiva- o l’uno o l’altro.

Abbiamo apprezzato molto la possibilità di coinvolgere anche giovani e profani (prestate molta attenzione al tema, perché potrebbe urtare la sensibilità di bambini troppo piccoli): Le Case della Follia è giocabilissimo anche da un bambino di 9-10 anni, se lo affronta insieme a un adulto (che può anche smorzare la drammaticità del tema, facendosi carico di leggere i messaggi sul tablet, in modo da offrirne una versione eventualmente edulcorata). Non che l’orrore sia così pervasivo o la violenza così manifestamente efferata… Quantomeno rispetto a ciò che si sente al telegiornale…

I boardgamer “veterani” potrebbero trovare il gioco un po’ troppo elementare nel suo svolgimento e forse anche un po’ troppo aleatorio, ma siamo di fronte a un “american” a 360°, è evidente, e in una serata buia e tempestosa, con le luci soffuse e magari la giusta colonna sonora di sottofondo, diventa semplicemente impossibile non apprezzare la tematicità e l’atmosfera di un titolo così immersivo.

Grazie ad Asterion/Asmodee Italia per la review copy usata per questa recensione.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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