SINTESI

Pro:   Gioco con solide basi matematiche (per gli eurogamer), in cui si interpreta il ruolo di truffatori (per i tematici): un mix interessante e vincente. Per vincere serve azzardo, pianificazione accurata e una forte capacità di gestire l’interazione con gli altri giocatori: non facile trovare questa combinazione di elementi dentro un solo gioco. Le regole non sono più complesse del Monopoli, ma il gioco impegna e intriga anche gli hardcore gamers.

Contro: Tanta microgestione sul tabellone e qualche tempo morto a “tavolo pieno” lo allontanano dagli standard di ergonomia anche di giochi oggettivamente più complessi. Il contenuto del gioco alla prima occhiata non sembra giustificare il prezzo da fascia medio alta. Ad essere onesti, qualcuno dice anche alla seconda occhiata…

Consigliato a: Se vi piacciono i giochi economici e/o con solide basi matematiche Ponzi Scheme è un “must have”. Da far giocare però a giocatori mediamente esperti: se non si ha polso ed esperienza si può compromettere la partita di tutti.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
bassa

Idoneità ai Neofiti:
bassa

Autore:
Jesse Li

Grafica ed illustrazioni:
Chih-Fan Chen

Anno:
2016

 

Carlo Ponzi –noto al mondo come Charles Ponzi– ha lasciato un segno indelebile nella storia della moderna finanza. Non ponetevi però domande sul perché non avete mai sentito ricordare neanche uno straccio di scuola/via/piazza che porti il suo nome. Ponzi non è un “genio italico” di cui andare fieri: subito dopo la fine della prima guerra mondiale realizzò negli Stati Uniti d’America una delle più importanti truffe del secolo scorso.

Portò allo stato dell’arte un modello economico truffaldino conosciuto -già allora- da circa 50 anni, ma lo fece con tale efficacia ed efficienza che da allora ha assunto il suo nome: ancora oggi, un secolo dopo, vengono inventate nuove truffe utilizzando il cosiddetto “Schema Ponzi“. Se non ne conoscete il funzionamento, potete attingere maggiori informazioni sui link di questo paragrafo, oppure accontentarvi di sapere che il meccanismo funziona finché si riescono a trovare “polli” che forniscono denaro fresco e che, con il passare dei giorni (non “mesi” o “anni”), tale fabbisogno cresce esponenzialmente fino all’inevitabile “crack”.

Il gioco

Per realizzare lo schema di Ponzi serve per prima cosa una platea di persone facoltose propense al guadagno facile e un poco credulone, disposte cioè ad investire denaro in mirabolanti per quanto effimeri investimenti.

Questi allocchi (passateci il termine) sono rappresentati da un mazzo piuttosto corposo di “carte fondi”: Ognuna di queste rappresenta un “investimento” e pertanto ne riassume tutti i dati: ammontare della cifra consegnata al giocatore, durata del periodo di maturazione della cedola e importo della **sola cedola** da pagare alla scadenza. Per evitare che i giocatori si perdano in complicati conteggi, ogni carta riporta anche il calcolo della percentuale relativa agli interessi corrisposti ad ogni “unità di tempo”.

Le carte fondi

Le carte fondi

Il “tempo” nel gioco è rappresentato dai “turni di gioco”. Una unità di misura astratta (non esistono giorni, mesi od anni) ma di comprensione immediata. Presto scopriremo che queste unità di tempo possono essere anche “virtuali”: esiste la possibilità tutt’altro che remota che durante un turno di gioco trascorrano 2 unità di tempo anziché una soltanto.

Il periodo di tempo tra un “pagamento cedole” e il successivo è compreso fra un minimo di 3 turni fino ad un massimo di 5. Esempio: una carta garantisce al giocatore un incasso di 20 dollari ma costringerà a pagare 16 dollari dopo ogni 4 turni. La carta ci ricorda che l’interesse corrisposto è del 20% a turno.

Altra caratteristica di queste carte è di mantenere uno stretto rapporto matematico tra le somme proposte e gli interessi da corrispondere. Secondo le leggi economiche della domanda ed offerta, per invogliare gli investitori a corrispondere cifre più consistenti è necessario promettere cedole più corpose con un crescita più che proporzionale dei tassi di interesse. Esulando dalla terminologia della materia: più la sparate grossa, più soldi otterrete ma -più prima che poi- dovrete corrispondere cedole smodatamente più corpose.

Le “carte fondi” sono di 3 differenti tipi:

  1. Blu: sono le carte di inizio partita. Rappresentano un mercato non ancora drogato dal dilagare dello schema Ponzi: garantiscono quantità molto limitate di soldi e costringono a pagare interessi relativamente bassi.
  2. Bianche: sono le carte ordinarie e rappresentano la stragrande maggioranza delle carte presenti nel gioco.
  3. Rosse: Sono definite “carte orso” in omaggio alla tradizione di Wall Street che associa a questo animale i periodi in cui i mercati finanziari vanno in difficoltà. Rappresentano quindi gli elementi, esogeni allo schema di Ponzi, ma che comunque destabilizzano l’offerta di denaro fresco: notizie sui giornali, concorrenza di altre forme di investimento etc. Queste carte garantiscono incassi più elevati ma sono tutte a breve periodo (costringono a pagare cedole ogni 3 turni) e i tassi di interesse risultano persino più folli di quelli delle altre carte.

Le carte fondi di inizio partita

Le carte fondi di inizio partita piazzate sulla funding board per il setup

Passiamo ad analizzare un altro elemento indispensabile dello Schema di Ponzi: i “titoli spazzatura”, i fantasiosi per quanto mirabolanti investimenti che servono a coprire il reale utilizzo del denaro (corrispondere le cedole degli investimenti precedentemente ottenuti).

Il gioco li astrae in generici “certificati azionari” (così li chiameremo nel corso del gioco) suddivisi in 4 diverse tipologie: “grano, trasporti, media e proprietà immobiliari”. Le tessere che li rappresentano non riportano altra indicazione che del colore/icona che rappresenta la tipologia di appartenenza.

L’unico aspetto che interessa è la cosiddetta “vita economica” della bugie che, per il vero, non differisce da quella di qualsiasi altro prodotto lanciato sul mercato: la curva del grafico qui riportata la potete trovare in qualsiasi libro che tratta di marketing di base.

il ciclo di vita delle bugie di Ponzi

Il ciclo di vita delle bugie di Ponzi

Se avete studiato economia potete saltare questo e il prossimo paragrafo: Proveremo a rendere credibile questa curva facendo l’esempio di una bugia che avrebbe potuto raccontare Ponzi nel 1920. Ai quei tempi, la bassa capacità di attingere alle informazioni (internet, carta stampata, educazione etc etc) rendeva molto più semplice rendere credibile la panzana.

A New York, viene aperta una società che si occupa di commercio attraverso l’Oceano Pacifico (dall’altra parte degli USA). Per venderne le quote, si racconta che l’attività principale della società è quella di vendere pregiato legno di sequoia della California in Giappone: aver scoperto che i giapponesi impazziscono per i mobili realizzati in legno di sequoia garantisce profitti incredibili. I primi investitori, attratti dalla promessa di facile guadagno, timidamente iniziano ad investire in questa attività. Presto verranno pagati loro i primi importanti dividendi, rendendo credibile -a breve termine- la bugia. L’opinione pubblica comincerà a ritenere la società affidabile migliorando la reputazione dell’investimento. Questo aumenterà il numero di investitori potenziali garantendo una maggiore quantità di denaro. Esaurito questo serbatoio, per attirare nuovi investitori ancora più avidi, sarà necessario aumentare le prospettive di ricavo: le navi di ritorno dal Giappone vengono caricate con un particolare tipo di riso che, venduto a Los Angeles (ricordate? ci troviamo a New York…), garantisce altrettanti mirabolanti ricavi. Finito di attingere anche da questa platea di creduloni, non si avranno ulteriori possibilità di inventare scuse che prospettano affari incredibili: questa bugia avrà esaurito la sua vita commerciale. Per continuare a raccogliere denaro fresco quindi sarà necessario aprire a Los Angeles una nuova società che tratta di costruzioni immobiliari a New York: l’arrivo dall’europa di nuovi emigranti rende il mercato della casa particolarmente appetibile…

E’ necessario soffermarsi un attimo sul cosa rappresentano nel gioco questi “certificati azionari”. Seppur formalmente rappresentino “titoli spazzatura”, essi modellano un concetto molto più astratto: ognuno rappresenta un “pezzo di bugia” da gestire. Questo non è un aspetto puramente tematico ma è fondamentale per “dare un senso” alle condizioni di vittoria: lo scopo del gioco è quello di dimostrare di saper gestire un sacco di bugie senza essere costretti a dichiare fallimento.

Setup iniziale

Setup iniziale, i certificati azionari sono quelli a sinistra della funding board

Se esiste una domanda (richiesta di fondi) e un’offerta (titoli spazzatura), non può non esistere un “mercato” dove questi si incontrano. Nel gioco è rappresentato dalla “funding board”: si tratta di una piccola plancia dove in ogni momento del gioco sono presenti 9 “carte fondi”, ordinate in 3 file, sempre disposte in ordine crescente.

Trattandosi di una simulazione di una truffa finanziaria, il denaro contante ha un ruolo di primo piano (forse anche nella determinazione del costo del gioco). Il gioco riesuma le banconote di carta, stile monopoli, e non soltanto per meri motivi tematici (tutti e 4 i tagli disponibili riportano una foto di Carlo Ponzi!).

L’utilizzo delle banconote ha un impatto sull’ergonomia del gioco: troviamo nella scatola una astuccio-portafogli che durante la partita, gonfio di banconote, passerà spesso di mano in mano assolvendo a due funzioni fondamentali:

  1. rende possibili gli scambi di certificati azionari fra giocatori, permettendo a “Ponzi Scheme” di proporsi come un gioco ad altissima interazione diretta;
  2. annulla ogni tentativo dei giocatori di memorizzare la quantità di contante in possesso degli altri giocatori.

Per ognuno dei 5 possibili partecipanti, Ponzi Scheme mette a disposizione un “set” composto da:

  • uno schermo protettivo che celerà il denaro di cui il giocatore è in possesso;
  • un grande esagono diviso in 6 spicchi che rappresentano il turno corrente e i 5 turni successivi (ricordate? le promesse di pagamento possono essere appunto procrastinate al massimo per 5 turni!);
  • una carta delle stesse dimensioni delle “carte fondi” che risulterà molto utile nel solo caso che, durante la partita, qualche giocatore dimenticasse di “girare” il proprio esagono.

Completano la dotazione 4 tessere “beni di lusso” che rappresentano la cosiddetta “cresta”: i soldi che rimangono in mano del truffatore nel mentre che maneggia il denaro degli investitori. Questi tasselli vengono utilizzati diversamente a seconda del tipo di partita scelta dai giocatori:

  • Nel gioco base, consigliato solo per le prime partite, queste tessere fungono da promemoria di come, alla fine, i soldi vengono convertiti -da tutti i giocatori- in punti vittoria.
  • Nella modalità avanzata, queste tessere saranno acquistabili ognuna da un solo giocatore. In questo modo, i partecipanti saranno costretti ad abbandonare le strategie più prudenti (sarebbe meglio dire “meno folli”) e iniziare a pensare anche al proprio patrimonio sin dalle prima battute del gioco.

Accessori

A destra i beni di lusso, al centro le banconote, a destra l’ingombrante “penna del primo giocatore”

Il regolamento, chiaro e ben illustrato, alla fine risulta solo poco più complesso di quello del Monopoli. Bastano pochi minuti di spiegazione e si è pronti a fare il setup.

Se avete ben compreso lo “Schema Ponzi”, non vi stupirà dover iniziare il gioco senza denaro a disposizione! Se invece non si conosce il funzionamento della truffa servirà qualche minuto aggiuntivo per assimilare il meccanismo “mangiasoldi” così vorace per quanto poco intuitivo per le persone meno avvezze ai calcoli matematici.

Ogni giocatore prende il proprio “kit” e pone la carta “time marker” davanti alla freccia rossa (che, ricordiamo, indica il turno in corso). Le 9 carte blu (iniziali) vengono poste in rigoroso ordine crescente sulla tavola dei finanziamenti.

E’ importante sistemare azioni e denaro della banca in modo tale che i giocatori possano accedervi senza interferire con la funding board. Questo vi permetterà di eliminare qualche tempo morto: intanto che il giocatore conta il denaro acquisito, il giocatore successivo può già iniziare il suo turno.

Ponzi scheme si gioca a turni, ognuno dei quali diviso in fasi. Durante la prima fase, in stretto ordine sequenziale, i giocatori possono (non sono costretti a farlo) prendere una “carta fondi” dalla board.

Prima di iniziare però ricordiamo però lo scopo principale d ogni turno di gioco che ricordiamo simula una certa quantità di tempo. Nei primi turni si cerca di accumulare 4 o 5 turni si cerca di accumulare quanti piu soldi possibili: Ancora non ci sono interessi da pagare e giocatori possono cercare di accumulare denaro e, nel gioco avanzato, acquistare oggetti di lusso.  Quando inizieranno a scadere le cedole, la prima parte del turno verrà dedicata ad acquisire nuovo denaro necessario per pagare,  a fine turno, le promesse fatte. Siccome queste promesse fatte non si scartano ma produrranno nuovi dediti da onorore, l’accumolo è progressivo e  prima o poi insostenibile. Il gioco termina appena qualcuno non riesce ad onorare i propri debiti.

  A tutto questo, il gioco aggiunge una forte interezione diretta che eprmette di vendere/acquistare certificati azionari. che è rappresentata dalla parte centrale di ciascun turno.

 Prima parte del turno: acquisire nuovo denaro

Per prima cosa, devono prendere un certificato azione di un qualsiasi tipo di cui non se ne possiedono già tre o più. Ora il giocatore potrà prendere una “carta fondi” dalla riga della funding board corrispondente al numero di azioni possedute della tipologia di cui si è appena acquisita una azione. Quindi più è alto il numero di azioni possedute più alto è il ricavo atteso, fino al momento in cui la “bugia” non è “cotta” e non permette di accedere ad ulteriori fondi.

Funding board

Dopo qualche turno i valori delle carte fondi sulla funding board crescono in modo evidente

Una volta preso il denaro indicato, la carta fondi viene posta sul lato della propria ruota corrispondente alla sua prima scadenza. Le carte sono strutturate in modo che possono essere facilmente sovrapposte in modo tale che venga visualizzato soltanto l’ammontare da pagare e la cadenza della cedola: quanto esse hanno garantito di incasso non ha più alcuna importanza nel prosieguo del gioco.

Una nuova carta fondi viene pescata e inserita nella board e tutte le carte vengono riposizionate in modo tale che venga mantenuto lo stretto ordine crescente delle cifre offerte.

L’incidenza della fortuna è relativa: da questo punto di vista il gioco è davvero sorprendente. E’ innegabile che esiste qualche colpo vantaggioso che non sarà disponibile al giocatore successivo anche se -nelle nostre partite- questi non sono mai risultati determinanti.

La stretta correlazione matematica tra cifra incassate / interessi pagati e l’alto numero di carte sempre disponibili riescono a creare le diverse situazioni umorali tipiche dei mercati finanziari. I giocatori devono trovare il modo di gestire al meglio i momenti in cui sono disponibili solo fondi a breve termine, oppure momenti con parecchia disponibilità (o scarsità) di denaro.

A dare ulteriore impulso a questo aspetto ci pensano le “carte orso” che, come vedremo, possono determinare il tracollo del mercato finanziario e spesso la fine della partita.

 Seconda parte del turno: scambiarsi certificati azionari

La fase successiva, denominata del “mercato clandestino”, permette ai giocatori di scambiare fra loro i certificati azionari.

Mercato clandestino

Mercato clandestino: per un certificato azionario “giallo” stanno per essere inseriti nel portamonete 11 monete: il destinatario accetterà o raddoppierà l’offerta?

A turno, ogni giocatore può scegliere un altro partecipante che abbia almeno un certificato azionario dello stesso tipo di quello che intende commerciare. Scelta la “vittima” (il giocatore target non può rifiutare la proposta), l’offerente inserisce un qualsiasi ammontare di denaro (non zero) dentro l’apposito astuccio e la consegna alla controparte. Sempre segretamente, chi riceve l’offerta controlla l’importo inserito nella busta e decide se:

accettare l’offerta: prende i soldi dalla busta e consegna alla controparte un proprio certificato azionario del tipo scelto dal venditore;

rilanciare l’offerta: raddoppia la cifra presente nella busta e la rispedisce al mittente facendosi consegnare il certificato azionario oggetto di trattativa.

Se si gioca con le regole avanzate, invece di offrire la vendita/l’acquisto di un’azione ad un altro giocatore, è possibile acquistare uno delle “tessere beni di lusso” pagando il prezzo corrispondente alla cassa comune.

Immaginiamo il brillare degli occhi dei lettori di questa recensione che amano l’interazione diretta! il trade off risulta semplice ma al contempo molto efficace: dare/ricevere soldi (che garantiscono “sopravvivenza”) in cambio di azioni (potenziali punti vittoria)?

Seppur i giocatori perdano prestissimo il computo della liquidità degli avversari, rimane forte la sensazione delle disponibilità degli avversari: “Ha molto/poco denaro” perchè “ha comprato/venduto azioni e/o beni di lusso”. Questo permette di calibrare le offerte del mercato clandestino: dare la certezza agli avversari di essere a corto di denaro ci rende deboli e target appetibili durante la fase del mercato clandestino.

Crescita del numero di certificati azionari

Crescita del numero di certificati azionari: il giocatore previdente cerca sempre di avere la possibilità di accedere a tutte e 3 le linee della funding board. Inoltre l’unico modo di ottenere più di 3 certificati azionari è quello di comprarli da altri giocatori.

Una interazione così libera, immediata e determinante non può che avere qualche riverbero da gestire con cura: il “king making” -volontario od involontario- è sempre in agguato. Imparare a giocare a “Ponzi Scheme” è molto semplice, ma il gioco rimane riservato a giocatori almeno mediamente esperti.

Terza parte del turno: pagare i propri debiti

Finiti gli scambi si passa alla parte “contabile” del turno che, almeno parzialmente, può essere svolta contemporaneamente da tutti i giocatori.

Per prima cosa, l’enorme pedina “primo giocatore del turno” cambia di proprietario. Il ricevente ha ora diritto a rimuovere UNA qualsiasi carta delle 9 presenti sulla board e, come sempre accade, la sostituisce con una nuova.

Ora è necessario controllare quante “carte orso” sono presenti sulla board. Se sono in numero inferiore al numero dei partecipanti, tutti i giocatori “girano” il proprio esagono di un lato. Altrimenti tutte le carte orso vengono rimosse dalla plancia (e sostituite) e gli esagoni dei giocatori muovono di DUE lati i propri esagoni. In questo secondo caso, le carte fondi ora passate “troppo oltre” (trovandosi ora sul lato “5”) vengono riposizionate sul lato freccia rossa “turno in corso”) complicando notevolmente la vita ai giocatori che, tra l’altro, sono costretti a scartare un’azione dalla tipologia dove ne hanno di più.

Il tempo passa

Il tempo passa: se alla fine di questo turno venisse dichiarato un turno “orso”, il giocatore sarebbe già costretto a pagare le cedole dei 2 titoli ora posizionati sul “2”

Ecco che quella che sembrava un’operazione di routine (sostituire una delle nove “Carte fondi”) diventa un’opzione tattica importante a disposizione del primo giocatore di turno: togliere una “carta orso” o una carta normale significa aumentare/diminuire le possibilità del “doppio turno”. La scelte dipende dalla propria disponibilità di denaro rispetto a quella, presunta, degli avversari.

Tutti i giocatori sono infatti chiamati ora a pagare il totale delle cedole che si trovano in corrispondenza della freccia rossa: pagati i debiti, le carte fondi vengono rimesse nuovamente in corrispondenza del lato numerato indicato sulla carta; le carte fondi acquisite non vengono mai scartate ma, a scadenze regolari, continuano a maturare cedole onerose.

Se tutti i giocatori sono riusciti a pagare i propri interessi passivi, si inizia un nuovo turno altrimenti si passa al conteggio dei punti vittoria dal quale sono esclusi i giocatori che hanno dichiarato bancarotta. Se tutti i giocatori non riuscissero a pagare le cedole nello stesso turno, il gioco termina senza vincitori!

Il calcolo dei punti vittoria si basa, ancora una volta, su solide e sofisticate base matematiche. Ogni tipo di mercato garantisce un numero di punti che segue la regola dei “numeri triangolari“. Esempio: se si possiedono 5 tessere grano, queste garantiscono 15 punti (1+2+3+4+5) e se ne possiedono 2 si ottengono 3 punti (1+2).

Ponzi scheme

Ponzi Scheme: un buon gioco, ma lontano dagli standard “euro” e non solo per i titoli sulla scatola in cinese!

Nel gioco base, i soldi rimasti in possesso dei giocatori vengono semplicemente convertiti in punti vittoria: ad esempio, fino a 29 monete non si guadagna nulla, da 30 a 55 si guadagna un punto vittoria.

Nel gioco avanzato, ogni giocatore somma i punti vittoria derivanti dai tasselli “beni di lusso” posseduti in suo possesso. Usando questa regola a fine partita i soldi in possesso dei giocatori non garantiscono più alcun punto vittoria.

Bottom line

Al primo approccio, Ponzi Scheme si fa notare per il costo un po’ elevato. Seppur tra i contenuti non troviamo né miniature, né dadi personalizzati il lieve sovrapprezzo è comunque giustificato soprattutto dalla particolarità di almeno parte della componentistica.

Il gioco funziona bene in 4 o 5 giocatori, anche se in 5 serve pazienza (qualche tempo morto emerge) ed abilità (diminuisce la possibilità di esercitare influenza sulle carte presenti nella funding board). La versione a 3 risulta comunque divertente ma non ottimale.

Per tirare le conclusioni sulla “game experience”, bisogna dare il giusto peso alle parole: Ponzi Scheme simula un “modello matematico truffaldino noto in economia“.

Modello matematico“: il gioco si basa su solidi algoritmi che tengono sotto controllo alea e inibiscono l’improvvisazione. Se pensate di vincere scegliendo a caso le azioni da prendere e le carte fondo da acquisire presto dichiarerete bancarotta. I certificati azionari vanno fatti crescere “scalati” perchè bisogna sempre cercare di poter accedere a tutte e 3 le righe della funding board.

Noto in economia“: Ponzi scheme potrebbe essere usato a lezione universitaria e non solo per dimostrare lo schema Ponzi. Concetti come “vita commerciale di un prodotto” e “incontro delle curve di domanda ed offerta” vengono dimostrate e modellate con grande efficacia. Il “mercato clandestino” ci permette di ottenere certificati azionari oltre al terzo, ma i nostri avversari, che dovranno venderceli, sanno bene che questo significa concederci dei punti vittoria in grande quantità: e questo innesca la legge della domanda e dell’offerta.

Truffaldino“: ecco la parola magica. Giocare con i modelli di base dell’economia potrebbe essere noioso ma pensare che si sta cercando di portare a termine una grande truffa regala il “pepe” necessario per scaldare gli animi anche ai giocatori meno “matematici”. Non vince il più zelante studente di economia ma il giocatore più scaltro e furbo.

Ma non dimentichiamo la parola “gioco“: da un punto di vista ludico, l’ergonomia di Ponzi Scheme risulta un poco compromessa dalla quantità di microgestione necessaria. Carte fondi che vanno e vengono, funding board da tenere sempre ordinata e fase del mercato clandestino, con le sue ripetute interazioni faccia a faccia, abbassano la soglia di attenzione dei giocatori non implicati negli scambi.

A ben pensarci, la meccanica di base è quella del baccarà o del “Sette e mezzo”: arrivare più vicino possibile al massimo, senza andare oltre, ha sempre avuto un grande fascino ludico, come James Dean ha magistralmente portato sul grande schermo.

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