SINTESI

Pro: ci sono giusto un paio di regole da conoscere e il resto è tutta tattica e, soprattutto, strategia; se giocato con i poteri divini e magari l’espansione, ogni partita diventa diversa dalle altre.

Contro: è un gioco del tutto astratto: per quanto i materiali riescano a sopperire a questo limite, nessuno si convincerà mai di essere nell’antica Grecia. Talvolta qualche divinità può sembrare più “forte” di altre (ma è pura apparenza).

Consigliato a: coppie che cercano un gioco dall’anima scacchistica ma che, al tempo stesso, garantisca una certa variabilità strategica ad ogni partita; chi ha un debole per la mitologia greca e tutti i suoi personaggi.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
assente

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
Gordon Hamilton

Grafica ed illustrazioni:
L. Cossette, D. Forest

Anno:
2016

Benvenuti in un’altra recensione/videotutorial sperimentale. Abbiamo provato a mixare di nuovo la descrizione del gioco insieme al pratico videotutorial di Bridget, aggiungendo qualche considerazione, scritta secondo lo stile tipico delle nostre recensioni.

Per cui se desiderate:

  • godervi il videotutorial: sarà sufficiente guardare il filmato che trovate qui sopra;
  • leggere la recensione: basterà seguire l’ordine della pagina, guardando il video quando viene proposto.

Sono particolarmente graditi i vostri commenti su questo nuovo format: se vi piace e, soprattutto, se non vi piace, scrivetecelo sulla nostra pagina Facebook!

Buona visione/lettura!

PREMESSA:

Siamo nel lontano 2004 e il matematico canadese Gordon Hamilton inventa un gioco di piazzamento tridimensionale tanto semplice nelle regole quanto scacchistico nelle implicazioni: si tratta essenzialmente di un astratto, ma decide di far impersonare a ciascun giocatore diverse divinità del pantheon classico greco e lo ambienta su una piccola isola vulcanica del Mar Egeo.

Nasce così la prima versione di Santorini, che però non suscita subito l’interesse che meriterebbe, anzi: Hamilton propone il gioco a diversi editori importanti, tra i quali anche Gigamic e Kosmos, ma nessuno accetta di pubblicarlo; alla fine decide di affidarsi a una piccola casa canadese, ma la sua distribuzione rimane comunque limitata e, così, diventa un titolo di culto per pochi fortunati.

Passa oltre un decennio e l’editore canadese Roxley (che evidentemente ambisce a “specializzarsi” in remake di culto, visto che nel momento in cui scriviamo si sta occupando della nuova edizione di Brass) decide di riproporre lo stesso gioco su Kickstarter, migliorando abissalmente la componentistica e aggiungendo qualche “effetto speciale”: questa volta, però, il risultato cambia radicalmente e si trasforma subito in un grande successo, arrivando a raccogliere ben mezzo milione di dollari.

E non è tutto: da vero e proprio “underdog” semi-sconosciuto del mondo ludico, Santorini inizia a scalare posizioni su posizioni nelle classifiche di BoardGameGeek, attestandosi in terza posizione assoluta sia nella categoria degli astratti, sia in quella dei giochi per famiglie.

Questo ci dimostra anche un’altra cosa: quantomeno nel mondo dei boardgame, non è affatto vero che “l’abito non fa il monaco”…

L’interno della scatola: lo spazio a disposizione è tanto, ma è davvero stipato di componenti!

UNBOXING:

La scatola di Santorini è nel classico formato quadrato, tipico dei “grandi” giochi. Al suo interno troviamo in un unico open space tutta la componentistica:

  • la plancia di gioco tridimensionale, il cui bordo richiama le ripide scogliere basaltiche che circondano appunto l’isola di Santorini; l’area di gioco vera e propria è suddivisa in un reticolato quadrato di 5 caselle per lato;
  • 22 blocchi edificio di livello 1;
  • 18 blocchi edificio di livello 2;
  • 14 blocchi edificio di livello 3;
  • 18 cupole blu;
  • 30 carte con i poteri divini;
  • 6 miniature di lavoratori, suddivise in 3 coppie di colore diverso (bianco, azzurro e beige).

Per quanto riguarda l’espansione Golden Fleece (il cui contenuto sta tranquillamente all’interno della stessa scatola), questa include:

  • uno schermo protettivo e una piccola mappa con le stesse caratteristiche del “tavoliere” di gioco, che servono per il potere divino di Hecate;
  • 4 miniature di lavoratori extra, che servono per i poteri divini di Gaea, Moerae e Graeae;
  • la sagoma in cartone di Talus, che serve per il potere divino di Europa;
  • una serie di token in cartoncino per i poteri divini di Aeolus, Charybdis, Clio, Siren e Tartarus;
  • una miniatura di colore giallo che rappresenta la Statua del Montone;
  • 15 carte con altri poteri divini aggiuntivi;
  • 10 carte con i poteri eroici.

Sia la plancia che i blocchi degli edifici sono realizzati in plastica colorata e la città che si sviluppa nell’arco della partita ricorda davvero i tipici paesini greci, con le case di un bianco accecante, i tetti celesti tondeggianti, e scale e balconi e finestrelle in ogni angolo.

Anche i lavoratori sono modellati davvero bene, anche se sono stati realizzati di dimensioni alquanto ridotte (personalmente ce li aspettavamo più grandi, così sarebbero stati anche più ergonomici).

Ciliegina sulla torta, ogni carta (in verità le avremmo preferite telate…) ha un’illustrazione diversa dalle altre e il progetto grafico dell’intero gioco è proprio accattivante ed azzeccato, un riuscito mix tra l’iconografia classica e il cartone animato.

Il regolamento, infine, è realizzato in modo impeccabile: in una pagina spiega il gioco, peraltro con una serie di illustrazioni chiarissime, mentre nelle rimanenti 4 dà ampio spazio alla spiegazione dei singoli poteri degli dei e del contenuto dell’espansione.

VIDEOTUTORIAL:

L’ESPANSIONE GOLDEN FLEECE (IL VELLO D’ORO):

Il contenuto dell’espansione: tante carte in più, una manciata abbondante di token ad esse associati, una plancia speciale con schermo (per Hecate), la sagoma di Talus in cartone e la miniatura del montone dorato.

Oltre a 15 nuovi poteri divini (buona parte dei quali è abbinata ad alcuni token speciali da posizionare sul tabellone in determinate circostanze), questa espansione aggiunge due interessanti novità:

  1. i poteri eroici: un piccolo mazzo di carte con caratteristiche analoghe ai poteri divini, ma decisamente più potenti e, proprio per questo, utilizzabili solo una volta per partita e solo nelle partite tra 2 giocatori, dopodiché devono essere scartati;
  2. la Statua del Montone: un’altra miniatura che viene posizionato sullo scacchiere e che resta ferma per l’intera partita, garantendo l’uso di un potere divino (sorteggiato a inizio partita) a chiunque vi posizioni accanto un proprio lavoratore.

In tutta franchezza, dobbiamo ammettere che non si tratta di una di quelle espansioni che rivoluzioni l’intera game experience, ma complessivamente eleva al quadrato la già buona longevità di Santorini, offrendo una marea di variazioni e varianti, utilizzabili insieme oppure separatamente.

Pertanto se entrerete nel “tunnel” di questo gioco, vi consigliamo vivamente di procurarvela, perché non giocherete mai più a una partita uguale all’altra, tante saranno le combinazioni possibili tra dei, eroi e montoni.

DURATA:

Una partita a Santorini può avere una durata abbastanza variabile: se c’è una forte asimmetria in termini di esperienza tra i giocatori, con ogni probabilità il più abile riuscirà a prevalere in meno di un quarto d’ora; viceversa, se entrambi i partecipanti sono “navigati” e magari anche riflessivi, la partita può addirittura superare la mezz’ora.

Si tratta comunque di un titolo abbastanza veloce, perché la griglia di 5x5 è sempre piuttosto stretta, si costruisce piuttosto alla svelta e ogni mossa è sempre sul filo del rasoio tra la vittoria e la sconfitta.

Ovviamente, come per tutti i giochi astratti di tipo scacchistico, il rischio di paralisi da analisi e conseguentemente di tempi morti è relativamente elevato.

L’inserimento dei contenuti dell’espansione, infine, non altera in alcun modo la durata, perché non va ad alterare se non marginalmente le meccaniche del gioco.

La copertina del gioco.

AMBIENTAZIONE:

Come già ribadito più volte, il gioco è di tipo astratto, quindi l’ambientazione è relegata soltanto alla componentistica: certo è che capita davvero di rado di vedere uno scacchiere a forma di isola, con tanto di scogliere, e una città che cresce al di sopra di esso -cupole celesti incluse- con il passare dei turni. Francamente, a un titolo come questo non si può proprio chiedere di più.

CONSIDERAZIONI:

Il segreto del successo di Santorini? Un intelligente mix di fattori che hanno reso questo gioco appetibile al grande pubblico, pertanto è interessante provare ad analizzarlo in dettaglio:

  • innanzitutto ha un regolamento semplicissimo, alla portata di tutti (assolutamente corretta l’indicazione che ne consiglia l’uso dagli 8 anni in su) e spiegabile davvero in 30 secondi contati;
  • in secondo luogo, il buon equilibrio tra la componente tattica (il tabellone “claustrofobico”, lo sviluppo tridimensionale e il doppio lavoratore garantiscono varietà e flessibilità) e quella strategica (bisogna sempre pensare avanti di un paio di mosse e pianificare con cura scalate e blocchi);
  • poi bisogna riconoscere che il “twist” dei poteri divini porta una serie infinita di vantaggi: imprevedibilità, asimmetria, longevità, rigiocabilità; insomma, la voglia di rimetterlo subito sul tavolo è sempre piuttosto forte;
  • e proprio a proposito dei poteri divini (e anche di quelli eroici dell’espansione), il lavoro svolto in fase di scelta e bilanciamento è stato davvero eccellente: ce n’è qualcuno apparentemente più forte di altri, ma è solo apparenza, perché alla prova dei fatti anche quello più fiacco in determinate situazioni può diventare altrettanto letale (di nuovo, dipende tutto dalla pianificazione); in più, le poche reali incompatibilità sono riportate espressamente (ogni carta riporta il numero di giocatori consigliato e le eventuali divinità contro cui non può combattere), quindi… non ci sono scuse per chi perde;
  • infine il progetto grafico è da manuale di Kickstarter: in passato c’è capitato di provare giochi che proprio perché sviluppati da editori alle prime armi attraverso il crowdfunding peccavano di coerenza, efficacia e -in senso più lato- “bellezza”; in questo caso, invece, i materiali sono perfetti sia in termini estetici che ergonomici, le carte grandi e ben illustrate, e i disegni sono proprio belli e adatti a tutti (non ci sono divinità discinte o cruente).

Se proprio vogliamo individuare il tallone di Achille -tanto per restare in tema mitologico- in un progetto come questo, quello è sicuramente il prezzo di vendita: in confronto ad altri giochi di tipo astratto (come qualsiasi titolo della serie GIPF, oppure Hive) stiamo parlando di una cifra che è praticamente il doppio, e solo per la versione senza espansione.

La partita si è appena conclusa: il giocatore con i lavoratori azzurri è riuscito a salire al terzo livello di un edificio (in alto a destra). Il colpo d’occhio è davvero notevole!

Ad ogni modo, questa è comunque una soluzione più economica di una vacanza nella nota isola dell’Egeo e, se poi avete anche paura di volare, vi eviterete perfino il trauma del viaggio, e avrete la vostra Santorini direttamente sul tavolo in salotto.

POSOLOGIA:

Vedi scheda gioco su Big Cream

Santorini è somministrabile solo a coppie affette da passione ludica, anche in diverso stadio di avanzamento. Per la sua rapida metabolizzazione, spesso si rende necessaria una seconda – e talvolta una terza – dose di richiamo, subito dopo la prima somministrazione: questo non causa alcun problema, perché ad oggi non è stata segnalata alcuna controindicazione da sovradosaggio.

Grazie anche al suo metabolismo relativamente semplice, specialmente nella versione senza l’aggiunta di eccipienti divini od eroici, può essere utilizzato tranquillamente per uso pediatrico, preferibilmente sotto la supervisione di un adulto.

SOTTOFONDO MUSICALE:

Il brano “Athena’s Wrath” degli Spartan.

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