SINTESI

Pro:    Sherlook mescola elementi ludici che ad una prima occhiata possono sembrare incompatibili. La ricetta è quasi perfetta: il gioco scorre tra azione e riflessione, tra bluff e offerte ben ponderate. Soddisfa grandi e piccini seduti allo stesso tavolo e non è detto che vincano gli adulti.

Contro:   Esagerando con l’una o l’altra componente si snatura il gioco: giocatori iper-riflessivi e bluffatori seriali dovranno sforzarsi per trovare un punto di incontro. E’ pur vero, però, che ogni tavolo è libero di divertirsi come preferisce, dosando i diversi elementi a piacimento.

Consigliato a:  E’ un gioco da famiglia e ludoteca, un party game che non incita a climi da caciara totale. Non ha limiti di età e puo trovare estimatori in chiunque cerchi un gioco non troppo impegnativo.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
sufficiente

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
Silvano Sorrentino

Grafica ed illustrazioni:
Gemma,Vallerga,Vercesi

Anno:
2017

Al dipartimento di polizia era un mito: nulla sfuggiva al suo occhio attento e per tutti era semplicemente “Sherlook”, l’investigatore dall’infallibile capacità di osservazione. Saprete raccogliere la sua eredità?

In attesa di avere una risposta a questa ambiziosa domanda, potete allenare il vostro famoso colpo d’occhio, magari divertendovi tra le mura domestiche.

Tutto quello che vi serve è una famiglia disposta a giocare con voi e una scatola di Sherlook, il gioco prodotto nel 2017 da Oliphante, a firma dell’italiano Silvano Sorrentino.

Dentro la scatola troviamo:

  • 40 tessere di grandi dimensioni che rappresentano altrettante scene del crimine. Tutte QUASI uguali. Come potete vedere dalla foto qui sotto, il lato posteriore delle tessere mostra le differenze rispetto allo standard.
  • 10 Evidence Marker gialli, versione in miniatura di quelli che vediamo nei telefilm polizieschi: sono numerati progressivamente, ma non perché così “quelli della scientifica” possono analizzare e catalogare i reperti probatori; servono invece a gestire un sistema di offerte piuttosto intrigante.
  • 10 gettoni verdi che mostrano le “posture” delle tessere luogo del delitto. Le immagini vi chiariranno ogni dubbio sulla loro funzione.
  • 20 gettoni, un po’ più piccoli, equamente divisi tra gialli e rossi. Questi gettoni, insieme a quelli verdi appena citati, rappresentano i punti vittoria guadagnati dai giocatori.

Scene del delitto

Scene del delitto: allargate le immagini e aguzzate la vista!

Visti i materiali, il setup non può che essere ultra-rapido:

  1. s’impilano i 10 gettoni verdi in modo che mostrino il retro;
  2. si piazzano i marcatori gialli in modo da delimitare la futura area di gioco;
  3. si mescolano le tessere “scene del crimine” e s’impilano, avendo cura di tenerle rivolte verso l’alto.

Siamo pronti per iniziare il primo dei 10 turni di gioco. Anche in questo caso è tutto molto semplice: per prima cosa, vengono selezionate casualmente due tessere “scena del crimine”, poi si capovolge il gettone verde in cima alla pila, che ci mostrerà come piazzarle sul tavolo.

Setup

Setup

Pronti? Via! Tutti i giocatori cominciano a osservare le scene del crimine, annotandosi mentalmente le differenze che emergono osservando le due schede (potete anche prendere appunti, ma state attenti perché Gigetto, il cucciolo d’uomo di casa, ha l’occhio lungo…).

Le possibili combinazioni delle tessere creano un numero variabile di differenze: da 1 a 10, esattamente come sono numerati gli Evidence Marker.

Quando pensate che sia venuto il momento di prendere una decisione, a prescindere dalla convinzione di aver trovato tutte le differenze tra le 2 scene del delitto, prendete l’Evidence Marker che pensate si avvicini di più alla verità.

Quando il penultimo giocatore avrà preso il proprio numero, l’ultimo indeciso avrà non più di 3 secondi per prendere il suo Evidence Marker.

Si passa quindi alla fase punteggio, assegnando -quando possibile- un gettone per tipo:

  • Verde a chi ha indovinato esattamente (vale 3 punti);
  • Giallo a chi maggiormente si avvicina per difetto (vale 2 punti);
  • Rosso a chi più si avvicina per eccesso (vale 1 punto).

svelate le differenze

Svelate le differenze…

Se Gigetto è piccolo e tende a stancarsi, non ci sono controindicazioni a giocare un numero minore di round di quelli previsti. Al termine della partita, il vincitore sarà colui che, in base ai gettoni catturati, avrà totalizzato più punti.

Se descrivere le meccaniche di Sherlook è stato davvero molto semplice, un poco più complesso è raccontarvi l’esperienza di gioco.

Il gioco si basa su due dinamiche che a una prima occhiata potrebbero non sembrare compatibili. La dinamica principale è quella tipica dei giochi di destrezza (Fantascatti, ad esempio) che tanto piacciono ai più giovani, perché coniuga rapidità di azione (gigetto, si sa non ama stare troppo fermo e composto…) e colpo d’occhio.

I getoni per i punti vittoria

I gettoni per i punti vittoria.

Bisogna essere buoni osservatori e, soprattutto, bisogna farlo senza tergiversare. E qui troviamo il primo elemento originale del gioco. In fondo il meccanismo base è quello di “trova le differenze” della Settimana Enigmistica: uno dei giochi più riflessivi e rilassanti per antonomasia ha messo il turbo!

L’altra dinamica del gioco è quella tipica dei giochi di bluff. Volendo, si può giocare a Sherlook senza dare la benché minima occhiata alle scene del delitto… Prendere subito una carta azzardando una soluzione qualsiasi può essere un bluff che mette pressione e fretta agli avversari.

Conclusioni

Il gioco fila via scorrevole e permette diverse interpretazioni. Nei nostri tavoli, i giocatori -grandi e piccini- non hanno mai trovato difficoltà a interpretare Sherlook nel modo giusto, e le partite sono sempre risultate piacevoli e divertenti. Il merito va soprattutto -almeno a nostro avviso- alla realizzazione delle carte “scena del delitto”: graficamente gradevoli e difficili da scrutare al punto giusto, ti fanno sempre venire la voglia di prenderne un’altra coppia per cercare di indovinare quante differenze ci sono.

L'ambientazione "giallo americano" non manca

L’ambientazione da “giallo americano” non manca…

L’altra faccia della medaglia di questo aspetto è che Sherlook non può essere un campione di longevità, ma è decisamente una componente secondaria sia rispetto al buon prezzo, sia al target del gioco. L’unico vero appunto di un qualche rilievo che può essere mosso è il fatto che i giocatori devono sempre avere il buonsenso di non esagerare mai né con una, né con l’altra anima del gioco. Perché una ricetta funzioni a dovere, serve che tutti gli ingredienti siano mescolati al punto giusto.

A proposito, quante volte abbiamo scritto Gigetto minuscolo? Non avete risposto “una”? Probabilmente dovrete aspettare ancora qualche partita per ambire al titolo di Sherlook…

Si ringrazia Oliphante per aver reso disponibile la copia di valutazione del gioco.

La scatola del gioco

La scatola del gioco

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