SINTESI

Pro: un’ottima trasposizione di un genere videoludico apprezzato, ben realizzata e con una grafica accattivante.

Contro: longevità così così senza espansioni, gioco abbastanza “light” ma al contempo poco adatto ai principianti.

Consigliato a: amanti del genere “tower defense” videoludico e appassionati in cerca di un gioco divertente per passare una serata non troppo impegnativa.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
elevata

Incidenza della fortuna:
buona

Idoneità ai Neofiti:
sufficiente

Autore:
Guillaume Mazoyer

Grafica ed illustrazioni:
G. Denhard, O. Derouetteau

Anno:
2018

La scatola di Age of Towers

Age of Towers è la più recente novità della Devil Pig Games, completamente localizzata in italiano da 3Emme Games: da 1 a 4 giocatori (da 8 anni in su) dovranno affrontare un poderoso attacco di orchi e altri mostri. Le loro città sono minacciate e solo la costruzione di torri difensive sul percorso che collega i tunnel sotterranei nemici alla città potrà prevenire una catastrofe.

In ambito videoludico esiste da tempo un genere definito “tower defense”, che ha visto la pubblicazione di titoli anche molto famosi, tanto da meritare una pagina su Wikipedia. Possiamo affermare senza esitazioni che Age of Towers ne è una trasposizione analogica (non la prima: sono ormai numerosi i giochi da tavolo che hanno fatto tentativi in questa direzione). Rientrano in questa famiglia giochi accomunati dalla necessità di difendere una “base” da attacchi nemici via via più intensi, in genere tramite la collocazione di strutture difensive o di truppe, ma anche tramite attacchi diretti o altri effetti/bonus/capacità. Age of Towers non fa eccezione, come dice il nome stesso del gioco: armate le balestre e preparate archi e frecce! Arrivanoooo!

Il regno di uno dei giocatori durante lo svolgimento di una partita.

Unboxing

La scatola di Age of Towers, quadrata e di dimensioni standard, contiene: 5 fustelle di spesso cartoncino, che includono le plance dei giocatori e segnalini assortiti, le torri in plastica, suddivise in parte inferiore e superiore, 4 cubetti in legno, un sacchettino di gemme in plastica trasparente, un mazzo di carte e il manuale.

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Il regolamento, di facile consultazione e ricco di esempi, è affiancato da quattro carte che fungono da player aid. Purtroppo sono presenti diversi refusi e alcune imprecisioni nella traduzione in italiano, mentre non abbiamo riscontrato alcun problema di localizzazione sulle carte.

Molto bella e azzeccata la grafica, come tipico dei prodotti della DPG: le illustrazioni sono colorate e caricaturali, e piaceranno sicuramente anche ai più giovani.

Il gioco

In Age of Towers ciascuno dei giocatori è dotato di due plance: una è un segnapunti, utilizzata per tenere traccia dei soldati ancora vivi in città, che funge anche da riassunto delle azioni disponibili/scelte; l’altra rappresenta il percorso tra le miniere da cui emergeranno i mostri e la città. Tre carte ricerca formano il mercato, mentre ogni giocatore ne pesca una come mano iniziale. Ogni giocatore parte con 6 cristalli (la “moneta” del gioco) e con 10 mostri (distribuiti uniformemente per tipo tra i giocatori) coi quali deve formare una pila sulla miniera, formata dall’alto da 8 mostri casuali, un boss e altri due mostri. Vengono anche pescati quattro traguardi, obiettivi che permetteranno ai giocatori di ottenere punti extra. Alcuni andranno valutati a fine partita, altri invece andranno al primo giocatore che soddisferà la condizione indicata.

Setup per due giocatori.

L’obiettivo è resistere all’attacco il più a lungo possibile, o addirittura respingerlo completamente, uccidendo il boss. I mostri che arrivano alla città uccidono i soldati lì presenti: se dovessero morire tutti, la città cadrebbe e finirebbe la partita per tutti i giocatori. La partita finisce anche se muore il boss, che ha però numerosi punti vita e dovrà essere oggetto di “amorevoli attenzioni” da parte di un gran numero di torri difensive. A fine partita, sia i soldati sopravvissuti che le ferite inferte al boss forniscono punti, ai quali vanno sommati i traguardi raggiunti.

Il gioco è strutturato in turni; il primo giocatore cambia in senso orario ad ogni turno. A loro volta, i turni sono suddivisi in 4 fasi:

Crepuscolo

Nel primo turno viene rivelato un evento; a partire dal secondo, viene attivato quello rivelato nel turno precedente, e un nuovo evento viene rivelato per il turno successivo. Un certo numero di carte senza effetto garantisce la possibilità di variare la difficoltà della partita, visto che la maggior parte degli eventi è negativa per i giocatori.

Notte

In questa fase i mostri si muovono, poi due nuovi mostri o il boss vengono aggiunti al tabellone. Ogni mostro ha un livello, e si muove di un numero di caselle pari al livello. All’inizio del gioco la città dista solo sei spazi dalle miniere… l’orda incombe! I goblin si muovono di un numero di caselle pari al numero di goblin sul tabellone.

Alba

Appena sorge il sole, le torri che abbiamo costruito nei turni precedenti possono fare fuoco sui mostri, infliggendo un danno, ma solo ai mostri dello stesso colore della torre! Il boss può essere colpito da tutte le torri. Le torri possono essere migliorate da alcune carte ricerca, con effetti dipendenti dal colore della torre: quelle rosse faranno due danni, le gialle permetteranno di bloccare una pedina nemica non appena entra in una casella adiacente, le blu invece proteggono col loro miglioramento le torri adiacenti ortogonalmente, e verrà quindi distrutto il miglioramento al posto della torre adiacente colpita. I mostri hanno solo due punti vita, ma gli orchi se feriti e non uccisi distruggono la torre che li ha colpiti. Maledetti!

La torre rossa quando “potenziata” infligge due danni, ma solo ai goblin e al boss.

Giorno

E’ la fase più importante, quella in cui i giocatori avranno occasione di decidere come opporsi all’orda. Per farlo avranno a disposizione due azioni (anche uguali tra loro, volendo) tra le quattro seguenti:

  • Costruire una torre per due cristalli: le torri possono essere costruiti solo negli appositi spazi circolari (anche incompleti). Il colore è a scelta del giocatore.
  • Allungare il percorso con tre tesserine casuali, sempre al prezzo di due cristalli, sperando che formino una specie di serpentina, in modo da ottimizzare il fuoco delle torri.
  • Attivare una carta ricerca scoperta presente nel mercato, sostituendola poi con una nuova pescata dal mazzo.
  • Pescare due carte ricerca e metterle nella propria mano.

Le prime tre consentono anche di giocare, dopo l’azione, una singola carta ricerca dalla propria mano, in uno dei modi consentiti e descritti sulla carta (in genere un effetto, come costruire una torre o un miglioramento, o un bonus in cristalli). Alcune carte ricerca permettono di interagire con gli altri giocatori, ad esempio spedendo un mostro dal proprio tracciato a quello di un altro! Non dubitate che il giocatore colpito vi sarà grato… e si vendicherà alla prima occasione. Ci è sembrato che alcune carte interattive siano fin troppo forti e penalizzanti per il giocatore che ne è vittima, ma è questione di gusti. Torneremo sull’argomento.

Fine di una partita; il giocatore ha conseguito anche il traguardo “primo a costruire tre torri blu”.

Il tempismo nello svolgere le varie azioni, con un occhio costante alle gemme che abbiamo a disposizione, è la chiave per la vittoria.

Il gioco prosegue fino al verificarsi di una delle due condizioni di vittoria, distruzione di una città o uccisione di un boss; i mostri che arrivano in città uccidono un numero di guardie pari al livello, quelli che uccidiamo invece conferiscono immediatamente un bonus di due cristalli. Il boss fornisce invece punti vittoria in base alle ferite subite.

In solitario il gioco si svolge in modo simile, avendo tolto dal mazzo eventi e da quello delle certe ricerca alcune carte interattive che non sarebbero applicabili con un solo giocatore. Per compensare la semplificazione (nessun avversario ci metterà i bastoni tra le ruote) è stato aggiunto un tracciato lungo il quale al trascorrere dei turni verranno rivelate fino a tre carte con pesanti penalità e malus, alcuni con effetto immediato (come un bel furto di cristalli), altri permanente (veramente molto difficili!). Dovrete cercare di uccidere il boss prima che la città sia sconfitta. Non si usano in questo caso i traguardi.

Partita in solitario.

Queste carte sono usate solo in solitario. Man mano che passa il tempo avrete sempre nuove sorprese… brutte sorprese!

Conclusioni

Age of Towers è un gioco simpatico, anche se ha il difetto di essere un po’ troppo difficile per le famiglie e i bambini, ma al tempo stesso un po’ troppo semplificato per i giocatori esperti. Richiede infatti una certa attenzione nella fase di pianificazione, ma anche nell’attuazione delle regole: ad esempio, per un bambino è molto difficile pianificare la difesa tenendo in considerazione che le torri colpiscono solo mostri dello stesso colore. Invece per un esperto non è troppo complicato tenere a bada i mostri, anche se a volte il fattore aleatorio può rendere le cose più complicate: potremmo pescare carte poco utili, o essere penalizzati dall’ordine di uscita dei mostri, o ancora dalle tessere percorso pescate. Bisogna riconoscere che il sistema di punteggio permette a un tavolo di giocatori omogeneo di determinare comunque un vincitore: i tavoli di giocatori inesperti tenteranno di sopravvivere, e vedranno spuntarla il giocatore con più soldati alla caduta della prima città, mentre quelli di esperti probabilmente vedranno il boss cadere ingloriosamente sotto i colpi delle torri.

Ognuna delle 4 razze ha plance e percorsi diversi, ma la differenza è solo cosmetica.

Age of Towers è un gioco caciarone, che vuole prima di tutto essere divertente, più che bilanciato: e riesce nel suo intento! Alcune carte interattive, secondo la nostra modesta opinione, vanno lette proprio in quest’ottica: divertire, creare imprevisti e situazioni ingestibili, e scatenare faide tra i giocatori! Se proprio non vi piacciono… beh, toglietele dal mazzo ricerca. Ma Age of Towers non è un “german”, ed è destinato a un pubblico che voglia divertirsi, prima ancora che spremersi le meningi per vincere. Nelle partite di test che abbiamo fatto, il gioco ha riscosso i consensi di persone con “personalità ludiche” molto diverse tra loro, a dimostrazione della sua capacità di coinvolgere. A dispetto di quanto indicato sulla scatola (14+ anni), abbiamo anche giocato con bambini di 12 anni senza eccessivi problemi.

La sensazione che abbiamo avuto è che in realtà Age of Towers sia solo la scatola base per un sistema di gioco potenzialmente molto più ampio: in inglese infatti è già disponibile la prima espansione. La presenza (per ora) di soli tre tipi di mostri e di un numero limitato di carte e possibilità strategiche penalizza un po’ questa scatola base, impedendo di dare un giudizio del tutto definitivo: ma ci sentiamo molto propensi a credere che l’espansione (che presto sarà localizzata anche in italiano) sia solo la prima…

Ringraziamo la 3Emme Games per la review copy usata per questa recensione.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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Luca, “the Engineer’s Speech “

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