Descent: Viaggi nelle Tenebre non ha bisogno di presentazioni, nè tantomeno di nuove recensioni: questa, ad esempio, può essere un buon inizio. Da oltre dieci anni, questo gioco ha riempito i nostri tavoli, le tasche della filiera produttiva (il brand conta decine di prodotti) e, infine, pure i forum di settore. Da anni infatti assistiamo a discussioni, accese per quanto infinite, sia sulle versioni – prima (2005) vs seconda (2012) – sia per le interpretazioni di regole e carte.

Eppure Descent: Viaggi nelle Tenebre ancora oggi mostra indici di gradimento piuttosto elevati e, nonostante i tanti competitor (Dungeon Saga, ad esempio), rimane il benchmark indiscusso dell’importante segmento di mercato (Dungeon Crawler heroic fantasy).

Descent 2 edizione

Descent 2^ edizione.

E’ incredibile come Descent: Viaggi nelle Tenebre, nonostante queste premesse, fino ad oggi non avesse mai trovato posto nelle pagine del nostro sito.

Abbiamo deciso di porre rimedio a questa mancanza, parlandovi della localizzazione in italiano di “La via per la leggenda”. Questa App per iOS e Android merita un approfondimento su un sito specializzato come Balena Ludens, perchè risulta molto diversa dalle tante conversioni digitali che sempre più spesso “smaterializzano” i boardgame più belli portandoli nei nostri tablet/cellulari.

Per evitare qualsiasi rischio di spoiler, le immagini del boardgame di questo articolo afferiscono a situazioni di gioco non attinenti alla app.

Prima di tutto è meglio chiarire costi e contenuti. L’app si scarica gratuitamente: possedendo la scatola base del gioco da tavolo (2^ edizione) è possibile giocare a un tutorial e a una campagna piuttosto lunga e articolata.

Al momento in cui scriviamo dentro l’app troviamo anche:

  • Una campagna che è giocabile senza alcun “acquisto in app”, ma solo se si possiede la scatola di espansione -fisica- “L’ombra di Nerekhall”;
  • 2 campagne/avventure, acquistabili come add on digitali, a circa 5€ ciascuna.

Esattamente come per l’app recentemente introdotta con la nuova release de “Le Case della Follia”, una funzione apposita permette di segnalare di quale materiale fisico di Descent (2^ edizione) si è in possesso. In questo modo le nostre avventure -gratuite o a pagamento che siano- potranno arricchirsi di mostri/personaggi/oggetti delle diverse scatole, rendendo il gioco decisamente molto più vario e interessante.

E’ ora giunto il momento di capire cosa faccia questa app e di parlarvi delle parecchie novità introdotte. Il nome (La via della Leggenda) riprende quello di una delle espansioni più famose e interessanti della prima edizione, che questa recensione definiva un vero e proprio punto di svolta. Finalmente il gioco “usciva” dagli spazi claustrofobici dei dungeon per trovare una propria dimensione nel mondo esterno, rafforzando così i rapporti tra Descent e l’universo di Runebound. Anche in questo caso, questo nome è stato dedicato a qualcosa non solo di molto simile, ma che rappresenta un punto di svolta ancora più radicale del precedente.

dichiarazione della collezione posseduta

Impostazione della collezione posseduta.

Va ricordato che Descent non nasce come gioco cooperativo, ma come asimmetrico perfettamente in linea con la tradizione dei giochi di ruolo: il master (“overlord”, in termini di gioco) da una parte e il party dei personaggi heroic fantasy dall’altra.

L’app prende il posto dell’overlord, un task molto complesso, e non solo perché un giocatore umano in genere dispone di maggiori capacità di una app. Senza voler entrare nel merito della bravura di chi interpreta questo ruolo, pensate soltanto a come poter ascoltare il processo con cui maturano le decisioni del party possa rendere responsivo l’atteggiamento dell’overlord.

Per quanto le funzioni dell’app siano del tutto simili a quelle viste in “Le case della follia seconda edizione” va ricordato che Descent è un sistema tattico più complesso del gioco ambientato nell’universo di HP Lovecraft, che fa della narrazione il suo punto di forza.

Va detto subito che l’app si limita alla sua funzione principale: rendervi partecipi di una storia interattiva. Vi dice dove piazzare i mostri e le rispettive priorità di attivazione, vi riempie l’atmosfera con tanto (bello per quanto classico) background, ma non vi guida passo a passo nella gestione dei gruppi o dei combattimenti. Tanto per capirci, sarete voi a selezionare e a lanciare i dadi, e soprattutto a verificare gli esiti degli attacchi, sia per voi che per i vostri acerrimi nemici.

Rimarrete piuttosto delusi se siete novizi e sperate che l’app possa agevolarvi nel compito di farvi imparare e/o gestire direttamente le regole del gioco (va ricordato che non si tratta propriamente di un titolo entry level) come spesso accade per molte recenti digitalizzazioni (Splendor, Through the Ages, Small World, Twilight Struggle, tanto per citare qualcuna di quelle attualmente installate sul mio cellulare). In questo caso le regole del gioco tavolo vanno studiate, comprese quelle dell’overlord.

Descent, IL dungeon crawler per eccellenza.

Descent, IL dungeon crawler per eccellenza.

Una volta assimilitato il regolamento -poco importa se grazie a un fresco studio o perché frutto di tante passate partite- vi consigliamo di recuperare questo file pdf dal sito della Fantasy Flight Games, che rappresenta il compendio di regole ufficiale dell’app. Purtroppo non abbiamo trovato il corrispondente file in italiano e, quindi, è in lingua inglese. Come si può notare dalle schermate, il link al file dovrebbe funzionare anche dall’interno dell’app.

Le differenze fra la versione da tavolo “tradizionale” e quella proposta dall’app non sono poche.

Non esiste più la differenziazione tra gioco epico e gioco base: il gioco si svolge attraverso una serie di missioni concatenate fra loro, attraverso una mappa strategica su cui i giocatori mantengono un’interazione limitata ma comunque apprezzabile vista la natura prettamente tattica della simulazione proposta da Descent. Quanto accade sulla mappa strategica è in qualche modo responsivo rispetto alle vicende dei giocatori. Man mano che i giocatori uccidono mostri e trovano tesori alimentano un indice -non presente nel gioco base di Descent- denominato “fama” che rappresenta l’eco delle loro imprese negli angoli più remoti del mondo conosciuto. Francamente non ci è dato di sapere se questo è interpretato dall’App come un meccanismo di catch-up (per tenere al passo i party meno performanti) o, al contrario, esalti la vena inevitabilmente epica del gioco, rendendo ancora più fulgida e complicata la via degli eroi conclamati.

La gestione della campagna in quanto tale richiamerà dolci ricordi ai videogamer con esperienza del “paleolitico pre-console”. La mappa strategica mostra una serie di avventure principali e una serie di mini-quest di contorno. Le avventure principali sono collegate tra loro temporalmente, con l’unità di misura espressa in settimane.

L'app non cambia il feeling del gioco

L’app non cambia il feeling del gioco.

Così, se siete nella privilegiata condizione in cui la “prossima avventura principale” inizierà tra 3 o 4 settimane, potrete scegliere se:

  • passare il tempo in qualche quest secondaria;
  • anticipare i tempi all’urlo di “chi ha tempo non aspetti tempo” (gli eventi che intercorrono durante i viaggi non sono più gestiti dalle carte della scatola del gioco, ma… eccome se ci sono!);
  • trastullarsi in qualche città… in attesa che il mercato offra oggetti di maggior interesse.

Le città offrono infatti la tradizionale funzione di luogo amico, dove recuperare il morale, acquistare e vendere oggetti. La funzione di training, come prevista anche dal boardgame (acquisire nuove abilità della classe di appartenenza), è invece disponibile in qualsiasi momento in cui i personaggi si trovano sulla mappa strategica.

Un’altra importante differenza sta nella variazione del turno di gioco. Proprio per ovviare all’inevitabile minore efficienza del “master automa” rispetto al corrispondente umano, quando sulla mappa sono presenti gruppi di mostri, questi si attivano alternativamente ai giocatori. Ad esempio: nel gioco analogico tradizionale si sarebbero attivati prima i 4 personaggi e poi i 2 gruppi di mostri, mentre giocando con l’app diventa:

Personaggio 1 (a scelta dei giocatori) –> Gruppo Mostri 1 (indicato dall’App) –>
Personaggio 2 –> Gruppo Mostri 2 –> Personaggio 3 –> Personaggio 4.

Risulta invece facile utilizzare l’app per attivare la cosiddetta “Fog of War”: la mappa si compone man mano che i giocatori aprono le porte o rivelano botole, rendendo il tutto più realistico e avvincente.

Così, oltre alle carte di riepilogo del turno di gioco -che a questo punto riportano indicazioni sbagliate- potete archiviare anche le carte overlord e le carte incontri di viaggio e qualche altra carta del mazzo delle ricerche. Questa è l’unica vera semplificazione alle regole che l’app porta in dote.

Viene introdotto anche il “morale”, che rappresenta la forza di volontà del gruppo di affrontare le situazioni avverse. Ad inizio campagna/aventura questo viene settato a un valore pari al numero di personaggi in gioco (da 2 a 4). Ogni volta che un eroe “sviene” (cioè subisce un numero di ferite pari o superiore ai suoi punti ferita) questo valore viene ridotto di uno: in questo modo, quando il numero di svenimenti eccede il numero di personaggi, i giocatori hanno perso la partita.

Alcune delle avventure/campagne disponibili

Alcune delle avventure/campagne disponibili.

Ora possiamo finalmente avviare l’app e iniziare il tutorial che vi racconterà in modo efficace quanto vi abbiamo appena descritto, aiutandovi nell’apprendimento del gioco. Ecco il nostro consiglio accorato: se decidete di fare il tutorial, prendetevi il tempo necessario per farlo in una singola sessione, senza dover mai utilizzare le funzioni di salvataggio dell’app stessa.

Va infatti detto che, in generale, i giocatori non hanno l’opportunità di scegliere quando salvare la partita in corso (questo avviene automaticamente in momenti specifici: a fine turno, a fine avventura a fine sessione di mercato, ecc.) Questa caratteristica non crea criticità durante il gioco, ma può trasformare il tutorial in una noiosissima serie di restart.

Sempre parlando di salvataggi, tutorial o non tutorial, l’app NON tiene conto della posizione di personaggi e mostri. Se decidete di sospendere una sessione di gioco dovrete utilizzare un sistema di stivaggio che vi permetta di riprendere la partita dal punto esatto in cui l’avete lasciata.

Finito di elencare le criticità, non ci resta che “goderci” il bello dell’app.

Dal punto di vista del gameplay, il gioco migliora perché il diventa “cooperativo” puro: si gioca tutti contro l’app! Lo spirito di squadra migliora e con esso anche la game experience, almeno per i gruppi di giocatori che amano questo tipo di esperienza ludica.

La modalità campagna risulta avvincente e più facilmente gestibile di quella del boardgame.

Lo spirito del boardgame rimane però intonso: pescherete carte e tirerete le solite secchiellate di dadi. Anche i più restii all’uso dei mezzi elettronici non avranno granchè da obiettare.

I giocatori più esperti potranno apprezzare anche Descent in solitario: quattro personaggi e gran parte del ruolo dell’overlord è -come si suol dire- “tanta roba”, gestibile solo da vecchi grognard o giocatori molto metodici. Una volta presa dimestichezza, nessun altro dungeon crawler in solitario risulta così completo e dettagliato.

Ad onor del vero, Descent non è mai stato un gioco per mammolette e principianti, e l’app si adegua alla filosofia della casa: se non gli chiederete di rendervi facile la vita… avete appena trovato il vostro overlord perfetto per tante belle sessioni di gioco!

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