SINTESI

scelto_da_noi-trasp_150Pro: è un gioco semplicissimo, che va all’essenza della dimensione ludica, eppure ha una profondità strategica difficilissima da trovare in una “banale” manciata di dadi.

Contro: è un gioco di dadi, quindi è del tutto astratto e, soprattutto, ha una minima componente aleatoria che potrebbe far storcere il naso ad alcuni german-puristi.

Consigliato a: chi cerca un gioco tascabile e dalla durata contenuta, che però sia tattico e strategico al tempo stesso, garantisca una buona interazione e magari si possa usare anche in solitario. In pratica… tutti dovrebbero comprarlo!

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
elevata

Incidenza della fortuna:
sufficiente

Idoneità ai Neofiti:
buona

Autore:
Wolfgang Warsch

Grafica ed illustrazioni:
Leon Schiffer

Anno:
2018

PREMESSA:

Il vero outsider dell’anno allo Spiel des Jahres 2018 (l’Oscar tedesco del gioco da tavolo) è stato Ganz Schön Clever, che tradotto in italiano suona come: “molto intelligente”.

Se la nomination di un gioco come The Mind non ha sorpreso più di tanto gli addetti ai lavori, perché l’editore aveva già fatto “centro” in passato con un altro titolo simile (The Game) e un cooperativo così meta-ludico (e appassionante) e semplice non s’era mai visto prima, ha lasciato invece tutti di stucco l’inserimento nella terna finalista della sezione per esperti (il cosiddetto “kennerspiel”) di un gioco di dadi in una confezione tascabile. Tra l’altro, nel momento in cui scriviamo Ganz Schön Clever è stato pubblicato solo in lingua tedesca e francese, e non è neppure di facilissima reperibilità.

Insomma… questi giurati si erano bevuti qualche boccale di buona dunkelweiss bavarese per fare una scelta -apparentemente- così azzardata e “di nicchia”?

Dobbiamo ammettere che, davanti a questo sfizioso interrogativo, non abbiamo resistito alla tentazione di provarlo e… dopo una cinquantina di partite in poco più di una settimana ci siamo ritrovati a concordare pienamente con loro!

Ma procediamo con ordine e vediamo insieme il funzionamento di questo Ganz Schön Clever.

La copertina del gioco.

UNBOXING:

La scatola di Ganz Schön Clever è nel tipico formato dei filler teutonici, piccola e rettangolare. All’interno troviamo… tanto spazio vuoto e i pochi componenti necessari al gioco:

  • 6 dadi da 6 in legno, in altrettanti colori diversi;
  • 4 pennarelli;
  • un blocco con 100 fogli che sul fronte presentano la “plancia” di gioco e sul retro hanno un pratico segnapunti.

L’interno della scatola (in alto, il blocco con le schede da usare per giocare).

Noi abbiamo provveduto a plastificare 4 di questi fogli e in questo modo possiamo riutilizzarli quasi all’infinito, e i pennarelli inclusi nella confezione sono perfetti all’uso (magari inserite anche un pezzo di gommapiuma per cancellare tutto tra una partita e l’altra).

Come avrete intuito, i materiali sono davvero essenziali e all’occorrenza si può ridurre lo spazio d’ingombro ai minimi termini: ad esempio, per portare il gioco con voi in vacanza, potete prendere le 4 plance plastificate che vi sarete fatti, i 6 dadi e un pennarello, e non vi servirà altro (quindi in valigia vi occuperà meno spazio del doppio mazzo di carte da ramino).

Al massimo, se volete proprio “pimpare” il gioco, potete aggiungere nella scatola un piattino o un piccolo vassoio, da usare per raccogliere i dadi scartati.

I dadi scartati andrebbero posti nel vassoio d’argento stampato all’interno della scatola…

PREPARAZIONE:

Ogni giocatore prende davanti a sé un foglio dal lato scuro e un pennarello; i dadi vengono poi consegnati al primo giocatore e, se avete con voi la scatola originale, dovete riporla al centro del tavolo, con il vassoio d’argento ben in vista.

La partita può già iniziare, ed è evidente che il tempo di setup sia prossimo allo zero, senza richiedere particolari superfici per giocare (riprendendo il tema vacanziero, potrete tranquillamente giocarlo anche sotto l’ombrellone o a bordo di un treno o di un aereo).

Il setup è tutto qua!

SVOLGIMENTO:

Il giocatore di turno (si parte ovviamente dal primo e si prosegue in senso orario) lancia tutti e 6 i dadi, dopodiché sceglie quale colore attivare: a seconda, infatti, di questo dovrà usare il risultato del dado nell’area corrispondente e scartare nel vassoio argentato (cioè… nella scatola) tutti i dadi di valore inferiore.

Gli altri dadi rimasti (di valore pari o superiore) vengono poi lanciati di nuovo e il giocatore ne sceglie un secondo seguendo la stessa logica. Dopo aver usato quest’altro dado, si esegue un terzo ed ultimo lancio, che porta alla selezione dell’ultima azione da compiere.

Alla fine di ogni turno, nel vassoio “virtuale” rimangono quindi 3 dadi, che i rivali dovranno scegliere per eseguire un’azione extra. Dopo aver completato da quattro (in 4) a sei (in solitario oppure in coppia) turni pro capite, si tirano -letteralmente- le somme: si considerano i punteggi di ognuna delle 5 aree della plancia, si sommano e chi ha ottenuto il valore maggiore vince la partita.

Scendendo nel dettaglio, ognuna di queste 5 aree ha un colore che la contraddistingue (e che è lo stesso di un dado, mentre il sesto dado -di colore bianco- funge da jolly) e un sistema diverso per segnare i risultati, ottenere punti e conferire bonus:

  • il riquadro giallo presenta un reticolato 4x4, in cui andremo a “crocettare” il valore ottenuto con il dado giallo o bianco; completando una riga, una colonna o la diagonale principale si ottengono punti aggiuntivi, oppure bonus da inserire in caselle vuote nelle altre aree;
  • il riquadro blu ha 3 righe di caselle (una da tre e due da quattro), in cui andremo a “crocettare” i risultati ottenuti sommando i valori dei dadi blu e bianco; anche in questo caso, ultimando una riga o una colonna si ottengono bonus di diverse tipologie, mentre a fine partita garantirà dei punti in funzione degli spazi cancellati (1 per 1, 2 per 2, 4 per 3, 7 per 4, e così via);
  • la riga verde permette di segnare progressivamente le caselle, a patto che si ottenga un valore maggiore o uguale a quello riportato nel primo quadretto libero (si parte da 1 e si arriva fino a 5, per poi ricominciare e arrivare fino a 6); più caselle si riempiono, più punti si ottengono (seguendo la progressione dei numeri triangolari: 1, 3, 6, 10, 15, ecc.);
  • la riga arancione invece richiede di inserire il valore numerico (e non una semplice crocetta) senza seguire regole particolari; più sarà alto e meglio sarà, specialmente nelle tre caselle con il moltiplicatore “x2” e in quella con il “x3”;
  • la riga viola infine richiede allo stesso modo il solo numero, ma in ordine crescente; quando però si raggiunge il “6” è possibile ripartire da “1” e proseguire con più sequenze fino all’ultima casella.

Da notare che in ognuna di queste tre righe, proprio come nei due riquadri in alto, di tanto in tanto compaiono delle icone che rappresentano diversi bonus:

  • i riquadri arancioni o viola con un valore numerico permettono di aggiungere quel numero nella prima casella libera del tracciato di quel colore;
  • i riquadri blu, gialli o verdi con la X consentono di “crocettare” una casella libera a scelta nell’area di quel colore;
  • il quadrato nero con le frecce in cerchio permette di rilanciare una volta i dadi;
  • il quadrato nero con il “+1” dà la possibilità di riprendere e usare (ma senza rilanciare) un dado a scelta dal vassoio degli scarti.

Così diventa possibile innescare delle sorte di “combo” che permettono di riempire anche 3 o 4 caselle con un dado solo.

Ad esempio, il giocatore segna la terza ed ultima casella nella riga più in alto della zona blu, poi riporta il 5 nella quinta casella della linea arancione, dopodiché aggiunge la crocetta nella prima casella della terza riga del riquadro giallo e di nuovo segna una casella nel blu per completare un altro bonus, e così via…

Tra le varie icone dei bonus ce n’è una speciale, che raffigura una volpe rossa stilizzata (il logo del gioco): ogni volpe sbloccata darà un “boost” di tanti punti quanti quelli ottenuti nell’area meno proficua della propria plancia (quindi è buona norma non trascurare nessuna delle 5 zone, perché spesso si guadagna almeno una volpe o due per partita).

Esiste perfino una variante in solitario del gioco: ogni volta che il giocatore termina il proprio turno, rilancia tutti e 6 i dadi e piazza i 3 di valore più basso nel vassoio d’argento; dopodiché deve scegliere la propria azione aggiuntiva tra uno di questi tre (fingendo che siano gli scarti di un giocatore virtuale).

DURATA:

Ganz Schön Clever è un gioco molto veloce: per completare una partita servono davvero 5/10 minuti (al massimo) per giocatore, quindi si va dai 10 minuti scarsi in solitario alla mezz’oretta a tavolo completo (ovvero in 4). Trattandosi di un gioco essenzialmente matematico, in cui ogni mossa dev’essere quella subottimale (altrimenti sprecherete punti su punti), è altresì evidente che abbia una certa propensione alla paralisi da analisi, perché bisogna eseguire parecchi calcoli a mente.

Quindi… se proprio volete contenere la durata della partita entro tempi ragionevoli (soprattutto se tra i vostri amici c’è gente parecchio… pensierosa) aggiungete nella scatola una bella clessidra da 5 minuti.

AMBIENTAZIONE:

Assolutamente non pervenuta: come per i suoi cugini Qwixx e Criss Cross, o il suo antenato Yahtzee, i giocatori devono limitarsi a lanciare in continuazione dei dadi e a segnare su un foglio i risultati scelti. Non c’è alcun tema e non c’è nessuna giustificazione: bisogna tirare e fare quanti più punti possibili.

CONSIDERAZIONI:

A questo punto c’è ben poco da aggiungere: come avrete capito, Ganz Schön Clever è il tipico gioco che si spiega in un paio di minuti (non meno, perché comunque è sufficientemente articolato) eppure servono una decina di partite per iniziare a padroneggiarlo a dovere.

Pur trattandosi di un cosiddetto “roll-and-write”, l’alea è davvero moderata e ad ogni lancio le possibili scelte a disposizione del giocatore sono molteplici, e ce n’è sempre una che garantisce un buon apporto in termini di punti.

L’aspetto più interessante del gioco è comunque il perfetto connubio tra tattica e strategia: ad ogni round bisogna usare solo il 50% dei dadi a disposizione, attivando solo 3 delle 5 aree disponibili in plancia; bisogna quindi prestare molta attenzione ai bonus che si vanno a sbloccare subito e quelli che si vanno a preparare per i turni successivi, magari creando effetti a cascata (vere e proprio combo) che consentono di segnare anche 4 o 5 caselle in un solo round.

In termini di longevità e scalabilità, Ganz Schön Clever si comporta in modo impeccabile: il motore “dadoso” fa sì che non ci sia mai una manche uguale all’altra, e lo stesso vale per le partite; e anche il sistema di recupero dei dadi scartati funziona bene sia in solitario che a tavolo pieno.

Non dimentichiamo inoltre l’interazione tra i giocatori: d’accordo, è esclusivamente di tipo indiretto, ma ogni scelta non può mai prescindere da qualche piccola considerazione in merito ai dadi che andiamo a lasciare agli avversari.

D’accordo, cominciate pure a lanciare i dadi, e che vinca il più intelligente (e non siamo noi a dirlo… è proprio il titolo del gioco): per la cronaca, superare la fatidica soglia dei 200 punti non è un’impresa affatto semplice; arrivare oltre i 250 è davvero da maestri!

POSOLOGIA:

Ganz Schön Clever è un tipico integratore di divertimento familiare, da assumere indifferentemente prima, durante e dopo i pasti. Può essere tranquillamente somministrato a chi viene sottoposto per la prima volta a una terapia di questo tipo: si tratta, infatti, di un ottimo catalizzatore per introdurre i pazienti al mondo dei giochi da tavolo. Chi soffre di allergia conclamata all’alea può avvertire una leggera irritazione, nonostante l’abbondanza di eccipienti matematici. Questo gioco non è particolarmente indicato per uso pediatrico, perché l’esercizio mentale delle diverse progressioni matematiche non è affatto semplice, rendendolo quindi inadatto ai pazienti di età inferiore agli 8/9 anni.

SOTTOFONDO MUSICALE:

Il brano “…To be loved” dei Papa Roach.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

Mercuzio

Mercuzio

Luca, "the Nightwriter"

vedi la biografia >>
Mercuzio

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