SINTESI

Pro: un’edizione sontuosa per un classico dei giochi d’asta

Contro: in alcune meccaniche mostra un poco l’età; scala male in 3 giocatori

Consigliato a: chi apprezza i giochi di aste e non è affetto da “paralisi da analisi”; giocatori esperti

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
bassa

Idoneità ai Neofiti:
bassa

Autore:
W. Kramer, R. e J.C. Ulrich

Grafica ed illustrazioni:
Mirco Paganessi

Anno:
2017

Il gioco di cui parleremo oggi è Principi di Firenze (2-5 giocatori, 12+), un “classico” dei giochi d’aste che rientra a buon diritto nella nostra rubrica “Sempreverdi“. Edito nel 2000, è stato ripubblicato in versione deluxe da uplay.it Edizioni nel 2017. Nel Rinascimento le famiglie nobili fiorentine furono particolarmente attive nel ruolo di mecenati di artisti di ogni genere, che lasciarono in eredità al nostro patrimonio culturale alcune delle più belle e famose opere d’arte di quel periodo storico. Ovviamente non fu pura e semplice filantropia: si trattò di una vera e propria sfida politica, senza esclusione di colpi… di pennello! La notorietà derivante da tali opere d’arte e dalla presenza degli artisti più in voga presso le loro corti avrebbe permesso ad alcune di queste famiglie di emergere sulle altre e di detenere il potere. Riuscirà la vostra famiglia a fare altrettanto?

La scatola della versione deluxe

Unboxing

L’edizione deluxe che ci apprestiamo ad usare per la recensione è veramente pregevole quanto a materiali e cura realizzativa. La scatola appare più pesante e solida della media; all’apertura spicca il sacchetto di velluto con fiorini in metallo, veramente sontuosi; ma anche il resto dei componenti appare in linea con le aspettative. Il tabellone e le plance individuali sono di solido cartone; anche i tasselli-segnalini in cartone hanno uno spessore incredibile (tra i maggiori che ci è capitato di osservare). La grafica è “a tema” e piacevole, i segnalini in legno adeguati. Consigliamo di imbustare le numerose carte. Il manuale è ben fatto e chiaro, oltre che ricco di esempi. Peccato che il bellissimo termoformato vellutato non sia in grado di contenere le carte una volta imbustate: seppur a malincuore, siamo stati costretti a rimuoverlo.

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Il gioco

Principi di Firenze è considerato in primis un gioco di aste, ma come vedremo sono numerose le meccaniche utilizzate, incluso un piazzamento tessere “à la Tetris”.

La partita è suddivisa in sette round, durante i quali i giocatori cercheranno di accumulare il maggior numero possibile di Punti Prestigio. Il setup è piuttosto rapido: ogni giocatore riceve una plancia rappresentante un appezzamento di terreno (il vostro principato), uno schermo dietro cui celare i propri fiorini (3500), una pedina del proprio colore e 4 carte Mestiere (che rappresentano i vari tipi di artisti), tra le quali sceglierà le tre con cui iniziare la partita. Sul tabellone e intorno ad esso vengono posti i restanti materiali e le carte, divise per tipo. Il primo giocatore varia a ogni round in senso orario. Il round è diviso in due fasi: asta e azioni.

Il tabellone a inizio partita

Durante la fase d’asta i giocatori si contendono a suon di offerte in fiorini gli oggetti presenti nella sezione sinistra del tabellone (l’area centrale si usa solo con una variante inclusa in questa edizione deluxe). Ci sono sette pile di oggetti a disposizione, e ogni giocatore potrà aggiudicarsene uno soltanto, di tipo differente da tutti gli altri giocatori. A partire dal primo giocatore, ognuno ha l’occasione di scegliere un tipo di oggetto puntando la base d’asta di 200 fiorini; gli altri possono rilanciare di 100 in 100. Chi si aggiudica l’oggetto è fuori dall’asta per questo round, e quel tipo di oggetto non potrà più essere scelto dagli altri: come promemoria viene utilizzato il dischetto colorato, che viene posto sulla pila prescelta. L’ultimo giocatore, se lo desidera, sceglie uno degli oggetti restanti pagandolo esattamente 200 fiorini.

Vediamo ora i sette tipi di oggetto a disposizione:

  • Foreste/Laghi/Parchi: sono tasselli Paesaggio da piazzare nel proprio principato (ovvero sulla propria plancia giocatore). Possono essere posizionati adiacenti ad altri elementi di paesaggio o agli edifici. Le regole per questi tre tipi di oggetto sono simili: ogni artista che sovvenzioneremo ha i suoi “gusti” riguardo al luogo dove preferisce svagarsi all’aria aperta, e il valore delle opere da lui realizzate aumenterà di tre punti se disponiamo del giusto tipo di Paesaggio. Il secondo Paesaggio dello stesso tipo e i successivi fanno inoltre segnare 3 Punti Prestigio immediatamente. Si noti che le foreste sono più grandi dei laghi, ma ben 9 su 21 tipi di artisti (Mestieri) le prediligono; i laghi sono più piccoli, ma sono preferiti da solo 7 tipi di artisti; i parchi sono ancora più piccoli, ma sono favoriti solo da 5 Mestieri. L’area a disposizione nel principato è ridotta, e avete tante cose da farci stare… scegliete quindi oculatamente!
  • Giullari: piacciono a tutti i Mestieri! Ogni giullare aumenta di 2 il valore delle opere realizzate in quel principato, a prescindere dal Mestiere che le realizza! In questo caso però niente punti extra se ne comprate più di uno…
  • Costruttori: se ne possono avere al massimo tre. Il primo fa scendere il prezzo degli edifici da 700 a 300 fiorini, il secondo permette di costruire edifici adiacenti tra loro (normalmente è vietato!) e fa guadagnare 3 punti, il terzo permette di acquisire gli edifici gratis e assegna ulteriori 3 punti.
  • Carte Prestigio: il giocatore che vince l’asta per le carte prestigio ne pesca 5 e ne sceglie una. Sono i cosiddetti “obiettivi segreti” presenti in molti giochi: conferiscono punti vittoria al giocatore che li possiede se a fine partita soddisfa una condizione. Se questa viene soddisfatta con un pareggio, allora i punti sono dimezzati; se invece non è soddisfatta, la carta prestigio è del tutto sprecata. Un rischio, certo, ma se scegliete bene e perseguite astutamente il vostro obiettivo potreste segnare fino a 8 Punti Prestigio. Un vero bottino!
  • Carte Attrazione: permette di richiamare alla propria corte un Mestiere già giocato da un altro giocatore. A questo fine, chi gioca un Mestiere lo deve tenere ben visibile nella propria area di gioco, in modo che gli altri giocatori possano sfruttare le proprie eventuali carte attrazione. La possibilità di scegliere in modo flessibile tra quanto già sfruttato dagli altri può essere una mossa decisiva…

Considerando che le fasi d’asta sono solo 7, si tratta di bonus preziosissimi che possono favorire in modo considerevole la propria strategia: ma attenti a non sperperare troppi fiorini, a volte anche accontentarsi di un oggetto diverso da quello desiderato pagandolo solo 200 fiorini può rivelarsi una mossa saggia.

Lo spazio nel proprio principato è veramente poco… dovrete fare parecchia attenzione, per far stare tutto!

Terminata la fase d’asta inizia la fase d’azione. Ogni giocatore può effettuare un massimo di due azioni tra le seguenti:

  • Realizzare un’opera: è l’azione principale del gioco. Si effettua giocando una carta Mestiere della propria mano, totalizzando tutti i bonus indicati, in base ai Paesaggi e agli Edifici presenti nel proprio principato, ai Giullari, alle carte Bonus e alle Libertà (di cui parleremo tra poco). Il Valore dell’opera complessivo deve essere maggiore di un valore riportato sul tabellone, che aumenta di turno in turno: la popolazione si abitua ad opere meravigliose, e diventa sempre più esigente! Il giocatore guadagna 100 fiorini per ogni punto di Valore dell’opera realizzata, e se vuole può rinunciare immediatamente a parte dei soldi in cambio di Punti Prestigio (uno ogni 200 fiorini). Alla fine della fase azione, dopo che tutti hanno giocato, si guarda chi ha realizzato l’opera di maggior valore, che sarà premiata con 3 Punti Prestigio extra (in caso di parità tutti i giocatori alla pari li guadagnano). Nota: se si realizzano due opere in un turno, il giocatore guadagna fiorini per entrambe, ma compete per la miglior opera solo con la migliore delle due, e NON con la loro somma…
  • Costruire un Edificio: con 700 fiorini è possibile costruire un edificio nel proprio principato (300 se si ha un Costruttore, 0 se si hanno due Costruttori). Gli Edifici funzionano in modo del tutto analogo ai Paesaggi: i più grossi sono prediletti come luogo per realizzare le proprie opere da più mestieri. Gli artisti che lavorano in un principato col giusto Edificio fanno opere di valore maggiorato di ben 4 punti (mentre erano 3 quelli conferiti dalla presenza del giusto Paesaggio). Inoltre, ogni edificio costruito fa guadagnare immediatamente 3 Punti Prestigio. Ciascun tipo di edificio può essere costruito una sola volta; per posizionare edifici adiacenti ad altri è necessario aver vinto all’asta due Costruttori.
  • Prendere una carta Mestiere, pagandola 300 fiorini e scegliendone una tra le 5 pescate. Questo è l’unico modo di acquisire carte Mestiere, oltre all’uso della Carta Attrazione già citato.
  • Introdurre una Libertà: sono tre le libertà acquistabili per 300 fiorini, e sono sostanzialmente svaghi o privilegi consentiti dal principato. La meccanica innescata è di nuovo analoga a quella di Paesaggi ed Edifici: ogni tipo di artista predilige una specifica Libertà. Ogni Libertà può essere acquistata da un giocatore solo una volta per partita (quindi il massimo a cui si possa ambire è averle tutte e tre).
  • Prendere una carta Bonus: aumenta il valore di un’opera se la si gioca (scarta) nel momento in cui si decide di Realizzare un’opera. Costa 300 fiorini, e il giocatore può pescarne cinque e tenerne solo una.

Un’ultima nota: chiaramente affrontare alcuni dei passaggi chiave del gioco senza abbastanza fiorini può determinare un danno veramente tremendo al giocatore, motivo per cui è possibile in ogni momento convertire Punti Prestigio in soldi, anche se al poco conveniente rateo di 100 fiorini per ogni Punto Prestigio. Insomma, da usare come extrema ratio…

Alla fine della partita alcuni oggetti scarseggiano, e potrebbero anche finire del tutto…

Alla fine del settimo round i giocatori svelano le loro eventuali Carte Prestigio, prendendo gli eventuali punti ottenuti. In caso di pareggio sui Punti Prestigio vince il giocatore con più fiorini.

E’ possibile giocare anche in 2, con piccole modifiche alle regole descritte in un paragrafo del regolamento, ma il gioco è sicuramente più divertente con 4 o 5 giocatori. In 3, invece, risulta troppo poco “conflittuale”, con rarissimi rilanci, vanificando in parte la fase d’asta e togliendo molto del divertimento.

Questa edizione deluxe include anche due interessante varianti. Musa e Principessa aggiunge un’ulteriore fase d’asta da giocare sfruttando l’area centrale del tabellone. Scopo della fase in questione, collocata subito dopo la Fase d’Asta normale e prima della Fase Azioni, è l’accaparrarsi i servigi di uno dei 6 personaggi a disposizione. Ognuno di essi conferisce un bonus valido solo per quel round. La variante Cooperazione invece sfrutta il retro delle plance dei giocatori per creare un terreno condiviso.

Partita finita! Il gioco ha una durata contenuta, soprattutto senza le varianti.

Conclusioni

Questa nuova edizione di Principi di Firenze rappresenta un investimento sicuro per tutti gli amanti dei giochi di aste, anche se il prodotto risente un poco dell’età in alcune meccaniche. Il piazzamento tessere è abbastanza elementare, ma il sistema di punteggio delle opere d’arte nasconde sapientemente una meccanica di “set collection variabili” ben congegnata. Per fare tanti punti è necessario prima di tutto individuare i set più convenienti a cui puntare, anche in modo da non entrare in competizione diretta con altri giocatori, trovandosi poi costretti a rilanciare durante l’asta sempre per gli stessi oggetti.

Di certo anche se il tema è interessante, si tratta di un gioco piuttosto astratto e “meccanico”, al punto da ingenerare talvolta il rischio di paralisi da analisi, soprattutto se al tavolo ci sono giocatori inesperti oppure molto competitivi. A volte il beneficio di una scelta rispetto a un’altra è veramente molto sottile, e se i giocatori pretendono di ragionare nel dettaglio sul fatto che sia opportuno o meno spendere 100 fiorini in più per cercare di aggiudicarsi una certa asta… beh, avete capito, meglio cambiare gioco (e magari non scegliete Alta Tensione…). Se invece si lascia fluire il gameplay in modo meno “cerebrale”, Principi di Firenze risulta perfino più immediato di quanto potrebbe sembrare a una prima lettura del regolamento: certo, sbaglierete e vi ritroverete magari a un certo punto a corto di denaro, ma una volta capito che è bene tenersi una “riserva” di sicurezza non avrete più grossi problemi. Il bilanciamento è ottimo, come in molti giochi d’aste: d’altra parte, è il meccanismo stesso dell’asta a fare da “bilanciatore”.

Come già detto, consigliamo il gioco per gruppi di 4 o 5 giocatori, perché in 2 o in 3 non esprime assolutamente il suo potenziale.

La longevità è molto buona, grazie alla relativa astrattezza e alla presenza delle varianti di gioco (non indispensabili, ma assolutamente gradite).

Il fatto che i materiali siano stati rivisti e migliorati, unitamente alla qualità del gioco stesso, giustificano un prezzo certamente importante (circa 80€); peccato per il termoformato invero troppo piccolo e poco pratico. Per il resto… gli artisti alla corte di uplay.it Edizioni hanno realizzato un’opera di indubbio valore, che ci sentiamo di raccomandare soprattutto ai giocatori più navigati.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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Luca, “the Engineer’s Speech “

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