SINTESI

Pro:   Facile, immediato, solido e pieno di situazioni interattive. Per questo livello di difficoltà è difficile chiedere di più. Il sistema di combattimento è meno aleatorio di quanto apparirebbe.

Contro:   Il gioco presta inevitabilmente il fianco a qualche forma di gamey. Il  numero delle missioni e la loro rigiocabilità non giustifica del tutto il prezzo, anche se la pittura delle miniature fa parte del gioco stesso. Tante comunque le espansioni disponibili.

Consigliato a:  Giocatori tematici, meglio se portati a una game experience non troppo complessa.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
discreta

Incidenza della fortuna:
buona

Idoneità ai Neofiti:
buona

Autore:
Stewart Gibbs

Grafica ed illustrazioni:
n.a.

Anno:
2017

Per Star Saga useremo il sistema che spesso utilizzate per introdurre una nuova fidanzata alla sua prima puntata della vostra serie TV preferita. E’ ormai giunta alla settima stagione e sono già successe un milione e mezzo di cose, che voi sapete a memoria ma di cui lei è assolutamente ignara… Preparatevi dunque al super riassunto delle 6 stagioni precedenti!

Quando venne pubblicato Dungeon Saga, scrivemmo in questa recensione di come il gioco si proponesse come erede spirituale di HeroQuest. In termini ludici, Dungeon Saga mira allo stesso target di mercato, proponendosi come dungeon crawler heroic fantasy entry level. Così, come a Heroquest era seguito Starquest, oggi siamo qui a scrivere di Star Saga, la trasposizione del brand in un mondo fantasy/hi-tech.

Unboxing

Unboxing

Nella recensione di Dungeon Saga vi avevamo già parlato delle politiche editoriali della Mantic, editore inglese che avevamo ritrovato anche in The Walking Dead – All Out War. Anni di indiscutibili successi, spesso accompagnati da qualche critica, riguardanti soprattutto il regolamento di Dungeon Saga che, oggettivamente, ha avuto bisogno di più di un rattoppo (sia ufficiale che ufficioso).

Star Saga persegue lo stesso ambizioso obiettivo dei due giochi appena citati: rendere “mass market” il mercato del gioco 3D, ma è indubbio che Mantic abbia saputo far tesoro delle esperienze passate e questo nuovo prodotto è davvero molto diverso dal suo predecessore. Non cambia solo il sistema di combattimento e altre importanti regole, ma è il gioco stesso a risultare più solido, concreto e maturo.

Arrivano i nostri!

Arrivano i nostri!

Unboxing

Se tutto si evolve e si muove alla voce miniature, i giochi della Mantic rimangono fedeli a stessi. Tantissime miniature di qualità medio-alta:

  • 30 miniature di grandezza “umana” (6 personaggi, 24 antagonisti);
  • 5 Superboss (qualcuno davvero enorme);
  • oltre 30 elementi di arredo (armadi, tavoli terminali e naturalmente porte).

Il resto della componentistica rispetta in pieno i canoni della tipologia di gioco:

  • 33 tessere di vario formato e misura, che serviranno a comporre i lunghi cunicoli;
  • oltre 100 carte suddivise tra carte personaggio e mostro, eventi, equipaggiamenti e “azioni”;
  • 10 dadi personalizzati per gestire i combattimenti.

Completano la dotazione 3 misuratori di distanze che servono a gestire la gittata delle armi da fuoco. Mantic aveva già proposto questa soluzione in altri suoi giochi: è indubbio che rappresenti una semplificazione -molto efficace- dei cosiddetti “righelli”, sistemi tipici dei giochi tattici di miniature.

Dadi personalizzati e carte

Dadi personalizzati e carte: i fans di Dungeon Saga avranno notato già una grande differenza.

L’impianto grafico è piuttosto tradizionale ma -giudicatelo voi stessi- a noi è sembrato elegante e funzionale. Così anche il regolamento risulta chiaro e ben strutturato, arricchito di un ottimo compendio nella pagina di chiusura.

Regole chiare e modulari, box rossi per gli esempi, box verdi per le regole per il solitario: siamo lontani anni luce da quelle di esordio di Dungeon Saga.

I 6 personaggi di cui i giocatori prenderanno le redini non sono propriamente “in cerca di autore”: tutto fila senza grandi sussulti innovativi, con 4 valori canonici (attacco a distanza e ravvicinato, movimento e abilità con i computer), un paio di abilità speciali e anche qualche “keyword”.

Schede dei Personaggi

Schede dei personaggi.

Interessante invece la gestione dei punti ferita che, grazie a un set di icone molto semplice da assimilare, offre una certa varietà di situazioni. Su alcuni personaggi parte dei punti ferita vengono trasformati in scudi di energia che si rigenerano turno dopo turno. Inoltre è stato inserito uno stadio intermedio tra il personaggio “sano” e quello “morto” (fuori dal gioco). I personaggi vicino alla dipartita assumono lo stato di “menomati” che ne limita le abilità di gioco.

Sulla parte laterale destra troviamo una traccia per tenere il conto dei punti esperienza guadagnati: nella modalità campagna, ogni colpo a segno e ogni porta aperta con successo diventa preziosa esperienza che farà guadagnare delle abilità. Una soluzione non proprio efficace ed efficiente, ma che preserva lo spirito del gioco tematico ispirato ai giochi di ruolo. Per gestire la crescita, ecco una serie di “carte tratto” che possono essere acquistate e che implementeranno abilità e migliorie.

Qualche rappresentante della Nexus

Qualche rappresentante della Nexus.

La parte antagonista prende il nome (nel gioco e nella recensione) di “Nexus”. Anche in questo caso Star Saga rispetta i canoni della tradizione: trattasi infatti di una megacorporazione supercattiva impegnata in diabolici esperimenti anche biogenetici.

Al servizio della Nexus troviamo semplici scienziati, guardie armate, ma anche marines e guardie scelte. Con l’andare del tempo affronteremo però anche quelli che ormai vengono comunemente definiti “Boss”, o mostri di fine livello/avventura. Naturalmente gli esperimenti di biogenetica hanno trasformato qualche essere umano in creature “zombie-like” che prima o poi popoleranno le stanze che visiterete.

Carte equipaggiamento

Carte equipaggiamento: un must per i dungeon crawler!

Insomma, anche in questo caso Star Saga propone una game experience piuttosto tradizionale, quasi da arcade videoludico: tanti nemici non troppo forti, fino agli scontri di fine avventura. Naturalmente ci saranno tempi ed espansioni per diversificare… Ma non solo: l’interazione con i terminali e… altro (meglio non rovinarvi la sorpresa!) permette al gioco di introdurre elementi tipici del gioco di ruolo: trovare codici segreti, personaggi particolari, ecc. ecc.!

I pezzi Grossi della Nexus

I pezzi grossi della Nexus.

A richiamare l’attenzione sono i dadi che servono a gestire il combattimento (rossi per chi attacca e blu per chi difende). Le abilità di attaccante e difensore definiscono quanti dadi devono essere tirati rispettivamente da chi attacca e chi difende. Le facce suddividono i colpi inferti e parati in 3 categorie strettamente gerarchiche: i colpi di livello più alto possono essere parati solo da scudi dello stesso livello, mentre gli scudi di livello più alto possono parare colpi di livello inferiore.

Molto importante: soltanto una delle facce di ciascun dado non riporta “colpi” o “parate”. Questa soluzione, pur mantenendo una certa semplicità, tende a eliminare l’alea negli scontri “tanti dadi contro pochi”, lasciando invece tanta incertezza negli scontri fra forze più o meno equivalenti. Insomma, a parità di avversari l’alea si fa sentire eccome, mentre è quasi assente in situazioni di squilibrio. Non preoccupatevi: chi ama questi giochi adora il fatto che la propria arma laser diventi inspiegabilmente inaccurata proprio nel momento topico…

Poteri Psionici

Poteri psionici.

In sostanza, il sistema di combattimento funziona bene e lo riteniamo una valida alternativa a quello di Dungeon Saga, per quanto i “Risiko-nostalgici” si sentiranno abbandonati.

Nelle carte equipaggiamento spiccano invece le “armi dispiegabili”: mitragliatrici pesanti e altre armi di grossa stazza di solito trovano posto solo in giochi tattici di una certa complessità, ma non sorprendetevi di trovarli in Star Saga: rendere semplici le regole di solito complesse è un po’ la specialità della casa, pertanto non sarà né la prima né l’ultima volta che faremo questa constatazione.

Armi pesanti

Armi pesanti.

Il gioco

Va infatti subito sottolineato come Star Saga sia un dungeon crawler entry level perfettamente conforme agli standard: si tratta di un gioco asimmetrico, dove un giocatore assume il ruolo del master (colui che gestisce i personaggi non giocanti, gli eventi, ecc.) e il resto del gruppo gioca in modo cooperativo. La struttura è quindi quella tipica del gioco di ruolo, anche se il gioco risulta competitivo. Il gioco propone in tutto 12 scenari, di cui 3 introduttivi, tutti concatenati tra loro e arricchiti da parecchio background di grande atmosfera.

Il turno di gioco vede l’alternanza fra i personaggi e il giocatore Nexus: salvo indicazioni diverse dello scenario, i personaggi compiono un turno per ciascuno prima di lasciare l’iniziativa all’overlord Nexus.

Ogni personaggio attivato (giocante o non giocante che sia) può muoversi, per poi compiere una delle azioni (sparare, combattere corpo a corpo, aprire e chiudere porte, interagire con alcuni elementi scenici e computer, compiere azioni speciali, ecc.).

Gli elementi di arredo

Gli elementi di arredo: in un modo o nell’altro sono tutti interattivi.

Il movimento risulta piuttosto ampio (3-5 caselle) ed è anche privo di particolari limitazioni. Salvo ostacoli, i personaggi possono muoversi in diagonale (alle mappe di gioco è sovrapposta una griglia a quadrati) e sono costretti a fermarsi solo entrando nelle caselle adiacenti a un nemico (neppure tutte: sono escluse le caselle sul retro dell’avversario). Con tanta libertà di azione, si sente un po’ la mancanza del cosiddetto “fuoco di opportunità”, ovvero sia la capacità di reazione di qualsiasi soldato armato con un’arma a gittata a tiro rapido.

Non poter interrompere il turno dell’avversario per sparargli mentre ci passa sotto al naso significa innescare forme di “gamey” (“giochini”) che sminuiscono la qualità della simulazione. Anche il quotato Assalto Imperiale -salvo rare eccezioni- ha regole del tutto simili: niente di preoccupante quindi, ma questo aspetto mette in luce la principale chiave di lettura della game experience di Star Saga, cioè se non siete troppo esigenti in fatto di qualità di simulazioni ultra tattiche, il gioco vi garantirà parecchie ore di divertimento; altrimenti rivolgete il vostro interesse altrove, a cominciare da Warhammer 40.000.

Impatto scenico

Impatto scenico di tutto rispetto.

Anche perché Star Saga in altri aspetti eccelle per quantità di situazioni tattiche proposte: il gioco modella con semplicità ed efficacia quanto necessario a gestire un combattimento nei tunnel di basi e astronavi. E’ previsto il fuoco da dietro copertura, oppure sporgendosi da dietro l’angolo del muro che ci offre riparo. Le armi sono distinte fra quelle che sparano al solo bersaglio e quelle che invece investono tutto ciò che incontrano. Prendete ad esempio il caso che fra voi e il vostro nemico ci sia un vostro compagno. Se sparate al vostro bersaglio con un fucile, soltanto il vostro nemico dovrà tirare i dadi per difendersi, mentre se usate un lanciafiamme anche il vostro alleato sarà coinvolto.

Fase di gioco

Fase di gioco (con miniature dipinte dal proprietario).

Il disingaggio dal corpo a corpo da un nemico comporta un attacco gratuito di quest’ultimo. D’altra parte, non è possibile sparare a un nemico se questi si trova adiacente a una miniatura amica…

Poter interagire con casse ed altri elementi scenici qualche volta permette di acquisire qualche carta equipaggiamento, mentre altre volte rappresenta l’unico modo per progredire nell’avventura.

Hackerare i computer si tramuta in una sorta di combattimento che utilizza le proprie abilità tecnologiche come abilità di attacco e il livello di Firewall come abilità di difesa. Anche in questo caso non si tratta solo di una semplificazione: a differenza dei combattimenti normali, soltanto il giocatore Nexus conosce il valore di difesa (soprattutto se tira i relativi dadi di nascosto…), creando nel gruppo una certa apprensione sulla propria reale capacità di aprire una porta.

Come sempre in questo tipo di giochi è infatti l’abilità del master a determinare il livello di divertimento dell’intero gruppo, soprattutto se abbandona un atteggiamento ipercompetitivo per abbracciare il ruolo di “creatore di mondi” e di atmosfere di gioco.

Le Carte Nexus

Le carte Nexus: aiutano il giocatore “cattivo” a generare colpi di scena.

Il giocatore Nexus non solo ha a sua disposizione il libro delle 12 missioni: il gioco gli fornisce anche un apposito mazzo di carte Nexus, che lo aiuterà a tirare fuori dal cilindro effetti speciali (come la carta che permette al computer di “colpire” con una scarica chi cerca di hackerarlo, oppure eventi come allarmi che suonano e porte che si aprono all’improvviso). Una gestione semi-casuale molto efficace: il mazzo viene formato secondo le indicazioni dello scenario, mentre altri eventi verranno richiamati “fuori mazzo” e verranno innescati in conseguenza di quanto accade nel gioco.

Inoltre, bisogna sottolineare che le carte Nexus sono sempre multifunzione e gestiscono anche i rinforzi disponibili. Così il giocatore Nexus avrà modo di interagire con la propria mano di carte, senza diventare necessariamente un “mero esecutore di eventi” in balia del motore di gioco. Altra importante scelta tattica che il giocatore Nexus deve fare ad ogni turno è decidere quali unità attivare: ogni scenario prevede infatti il numero di miniature “Nexus” che possono essere attivate in ogni turno e, anche al netto di eventuali modificatori delle carte, costringe il master a fare delle scelte.

Le abilità

Le abilità vengono guadagnate con l’esperienza e fanno “crescere” i personaggi avventura dopo avventura.

Così per il gioco totalmente cooperativo o solitario sono presenti alcune regole che, come è giusto che sia, si appellano spesso alla buona fede di chi le interpreta. Anche in questo caso, Star Saga è fedele alla propria filosofia: tutto funziona perfettamente, soprattutto se c’è la buona volontà dei giocatori a non cercare l’appiglio regolamentare a tutti i costi. Essendo un gioco semplice, la scalabilità è altissima. In pochi, partecipanti non si hanno difficoltà a gestire più personaggi e a tavolo pieno i tempi morti sono accetabilissimi anche se il gruppo dei giocatori si divide in punti diversi della mappa.

Bottom line

Per gli appassionati del tridimensionale, il rapporto tra costo del gioco e numero delle miniature è davvero eccellente. Se state pensando che le missioni sono “solo” 12, pensate anche a quante ore potreste occupare dipingendo (o imparando a farlo…) tutto il materiale presente. Per i possessori di Dungeon Saga: la qualità di intaglio delle miniature è leggermente inferiore, ma anche le miniature di Star Saga rimangono comunque “pitturabilissime”!

In sede di commento finale, non mancano neppure i “ma”: il gioco è abbordabile da chiunque e le semplificazioni sono efficaci, MA qualcuna sarà un po’ eccessiva, almeno per qualche palato raffinato. La qualità del regolamento e del libro delle missioni è buona sia come impaginazione (esempi, box di inserti, ecc.) sia come struttura che permette un apprendimento modulare, MA qualche volta la diluizione delle informazioni è dispersiva e serve un po’ di tempo per trovare dove è stata inserita. Ma soprattutto serve la volontà dei giocatori a calarsi nel tema.

La game experience è semplice e solida, equilibrata e piena di imprevisti. La varietà di mostri e personaggi è sufficiente già con la scatola base. Insomma, Star Saga fa ciò che si propone di fare: far giocare e divertire un pubblico vasto con tante belle miniature e con una bella storia da vivere e raccontare.

La scatola del gioco.

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