SINTESI

Pro:   Un astratto con molta profondità di gioco. Aprezzazzabili i richiami alla tradizione orientale e al gioco del mancala. Molto ben realizzato.

Contro:  Qualche icona di troppo (per il target del gioco) e qualche difficoltà a “pilotare” i draghi: l’immediatezza non è la specialità della casa.

Consigliato a: Giocatori che amano i giochi astratti e i combattimenti tattici.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
bassa

Incidenza della fortuna:
assente

Idoneità ai Neofiti:
sufficiente

Autore:
D. Lucchin, P. Latro

Grafica ed illustrazioni:
Dox Lucchin

Anno:
2017

La filosofia editoriale che sta alle spalle di Tao Long – La Via del Dragone è davvero molto intelligente. Tutto (o quasi) richiama i giochi astratti di origine orientale, ad iniziare da quel colore bianco e nero che tanto fa “Go“. E’ quindi evidente l’ammiccamento alla tradizione millenaria. Il meccanismo di base è in effetti quello del Mancala, un gioco diffusissimo fin da tempi remoti in Africa, Medio Oriente e anche Sud Est asiatico.

Fin dall’alba dei tempi, due dragoni hanno influenzato la direzione dell’umanità. Tra la fine di un’era e l’inizio della successiva, lottano tra loro per determinare chi avrà dominio su di noi per i prossimi cento anni. Uno è Tianlong, il dragone del cielo, l’altro è Dilong, il dragone della terra. Entrambi sono legati al Tao, il quale si manifesta attraverso il Bagua (o “otto segni”).

Unboxing

Unboxing

La fine di un’era è giunta e ancora una volta i dragoni iniziano la lotta: a voi non resterà che prendere il comando di uno dei due e iniziare a giocare in un trionfo di simboli e richiami al Tao.

Il Gioco

Se il contesto generale richiama antiche tradizioni orientali, già la componentistica prova che, pur rimanendo fedele a tale ispirazione, ci troviamo davanti ad un gioco moderno nei concetti ed efficiente nei tempi: una partita -nella peggiore delle ipotesi- non supera mai la mezz’ora. Il gioco è per 2 giocatori, ma in commercio è disponibile un’espansione che permette di giocare fino a 4.

Mancala

Il motore del gioco è rappresentato dal meccanismo del mancala. Al setup iniziale le pietre dell’Acqua (blu) sono già schierate sul tabellone: ogni qualvolta si perdono quattro pietre Acqua, il drago corrispondente perde uno dei propri segmenti.

Il piccolo tabellone è diviso in 2 parti:

  1. La Plancia del Bagua, ovvero la “ruota” a otto punti, dove con l’ausilio di altrettante pedine -dette Pietre del Bagua- verrà ricreata la meccanica del mancala.
  2. La Plancia dell’Umanità, che -bel disegno tematico sullo sfondo a parte- altro non è che una normalissima scacchiera/damiera di 8x8 caselle .

Al posto delle tradizionali caselle bianche e nere, a secondo degli scenari, troveranno posto delle tessere colorate (a coppie: due gialle, due rosse, ecc.) o delle tessere pietra. Le prime creano dei portali che permettono di saltare da una parte all’altra della mappa, le seconde invece rappresentano ostacoli insormontabili. Insomma, per quanto astratta e surrealista, la mappa di gioco si trasformerà proprio nel campo di battaglia di un wargame pieno di espedienti tattici da sfruttare o di pericolosi impedimenti alle manovre dei giocatori.

16 piccole pedine blu e rosse vengono rispettosamente definite Pietre dell’Acqua e Pietre del Fuoco. In modo piuttosto arzigogolato, alla fine risulteranno essere i punti attacco (entrambe) e i punti ferita (le sole pietre dell’acqua).

Le pedine di gioco sono due set da 4 pezzi (testa + 3 parti del corpo) che andranno a formare i 2 “lunghi” draghi antagonisti.

Pietre e Portali

Pietre e Portali: il setup di uno dei primi scenari.

La sensazione di trovarsi davanti a un mini-wargame -astratto e metafisico- viene confermata dal “Misuratore di Distanza”: i vostri draghi si colpiranno infatti fino a 3 caselle di distanza, con bordate di acqua e di fuoco!

La Tessera Roccia Grande/Villaggio e la moneta del Flusso vengono invece utilizzate per il gioco avanzato, nel quale troverà anche un significato il colore delle pedine delle Pietre del Bagua. Queste infatti sono realizzate in bianco e nero proprio per interagire con i draghi del corrispondente colore.

Il setup è relativamente semplice: si sistemano le pedine del Bagua sulle loro caselle di partenza (vedi foto) e si sistemano la mappa e i draghi secondo le indicazioni dello scenario scelto.

Setup del Mancala

Setup del mancala, ovvero… la disposizione iniziale delle pedine. L’esatta collocazione dei colori serve esclusivamente per il gioco avanzato.

Che conosciate o meno la meccanica del mancala, poco importa: si impara in pochi secondi. Al proprio turno ciascun giocatore prende una delle pile di pedine. Poi deposita una pedina alla volta su tutte le posizioni che incontra, procedendo in senso antiorario. Nel gioco base (cioè senza guardare il colore della pedina), si acquisisce il diritto ad eseguire l’azione indicata dall’ultima casella dove si è posata una pedina.

Alcuni dei movimenti

Alcuni dei movimenti come decodificati dalle icone. E’ la posizione (orizzontale e/o verticale) della testa del drago a determinare se è possibile l’utilizzo di una mossa.

Vediamo nel dettaglio le azioni possibili:

  • muovi fino a 2 caselle;
  • ruota e muovi (in diverse combinazioni);
  • muovi e spara/ricarica acqua e fuoco.

Da notare che le mosse “acqua” e “fuoco” permettono di:

  • incamerare: nel caso di fuoco, aumenterà la potenza del getto quando esso verrà usato, mentre nel caso di acqua permette di recuperare un punto ferita;
  • scaricare: cercare di colpire l’avversario utilizzando l’apposito strumento per calcolare le distanze e aggiungendo, nel caso si riesca a colpire, anche la potenza di fuoco accumulata o il numero delle pedine acqua presenti nella risorsa comune.

le altre icone del movimento

Le altre icone del movimento.

Insomma, un meccanismo un po’ contorto, ma tutto sommato semplice da assimilare, e comunque perfettamente ispirato ai principi degli equilibri del Tao.

Considerando che il Dragone è inizialmente composto da 4 caselle, è abbastanza intuibile che serva qualche partita per:

  • associare senza tentennamenti ogni casella alla giusta mossa;
  • imparare a manovrare scegliendo la cosa giusta da fare;
  • calcolare l’ingombro del corpo del proprio drago, che segue senza complicazioni il movimento della testa, ma rappresenta un bersaglio piuttosto ingombrante da occultare.

Sbaglia di grosso chi pensa che a sinistra (la ruota del bagua) si trovi il motore del gioco, ma che il volante (le decisioni da prendere) stia nella parte destra: entrambe le funzioni richiedono grande attenzione e nascondono rischi e opportunità.

Una mappa complessa

I dragoni sono pronti a sfidarsi su una mappa piena di ostacoli.

Sulla plancia dell’umanità in effetti è tutto abbastanza intuibile. Lo “svolazzare” dei due draghi che si affrontano a colpi di acqua e di fuoco rappresenta una scontro tattico piuttosto classico (Blu Max, tanto per citarne uno già recensito), seppur con il fascino delle “code” al seguito che riporta alla memoria dei più attempati vecchi videogiochi come Centipede.

Da notare che, man mano che un Dragone subisce danni, perde parte del corpo ma non perde alcuna prerogativa offensiva. Questo diventa un meccanismo di catch up formidabile: chi è in svantaggio offre un bersaglio più piccolo e quindi risulta più difficile da colpire.

Tatticismo da Mancala

Tatticismo da mancala: ora il giocatore non vuole che l’avversario possa “sparare”. Nessuna pedina può al momento raggiungere “Acqua”. Il giocatore di turno prudentemente sposta la pedina da “vento” a “cielo”. Esegue sulla mappa tattica la mossa “cielo” e al contempo evita che l’avversario nel turno successivo possa utilizzare “Fuoco”!

Sulla ruota del Bagua troviamo invece una battaglia meno intuitiva, ma non meno cruenta e decisiva. Spostare le pedine in modo tale che l’avversario non abbia mosse utili significa infliggergli un punto ferita e, al contempo, sistemare le pedine sulla ruota in modo tale che l’avversario non possa sfruttare “acqua o fuoco”, proprio mentre gli passiamo sotto il naso, significa evitare un grosso numero di danni. Il gioco mantiene cioè gran parte delle dinamiche tattiche/strategiche proprie del mancala. Se di questo gioco si sono trovate tracce sulle antiche vie carovaniere, ed è ancora diffusissimo tutt’oggi, un motivo ci sarà…

Colpito!

Colpito!

 

Conclusioni

I due meccanismi si fondono davvero bene anche se alla fine portano a un impegno importante. Giocare bene non è facile e serve una certa capacità di analisi e concentrazione.
Come per gli scacchi quindi è importante che i 2 avversari abbiano piu o meno abilità equivalenti se davvero ci si vuol divertire con Tao Long – La Via del Dragone.

Accettate queste premesse, il gioco riesce a catturare l’attenzione anche grazie a una realizzazione complessiva molto accattivante. Scenari e modalità avanzata garantiscono una longevità davvero considerevole ad un prezzo molto interessante: se stavate cercando una sfida di cervelli a colpi di draghi volanti, Tao Long – La Via del Dragone fa proprio per voi.

Il rapporto prezzo/qualità è davvero interessante, la rigiocabilità -grazie anche agli scenari- è piuttosto elevata, per non parlare poi del mancala… Chi può definirsi un vero giocatore se non ha mai provato nemmeno una volta a giocare a un gioco come questo?

Si ringrazia GoG – Gate on Games per aver reso disponibile la copia di valutazione del gioco.

Il riepilogo

Il riepilogo del manuale: dopo qualche sessione sarà tutto chiarissimo. In primo piano potete vedere alcune varianti del gioco avanzato.

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