THE CHAMELEON IN SINTESI

Pro: party games velocissimo da spiegare, ancora di più da giocare.

Contro: non è facile rompere il ghiaccio per chi non è abituato a questi tipi di giochi che richiedono una buona faccia da… camaleonte! Qualche dubbio sulla longevità.

Consigliato a: chiunque cerchi una parte di serata da vivere in modo spensierato e “caciarone”. Ottimo per essere utilizzato come tappabuchi!

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
bassa

Idoneità ai Neofiti:
buona

Autore:
Rikki Tahta

Grafica ed illustrazioni:
Ben Drummond, Zoe Lee

Anno:
2018

“Un camaleonte non lascia un albero se non è sicuro di trovarne un altro.(Anonimo)

Forse questa intro non ci azzecca molto con The Chameleon, gioco edito nel 2018 da Dal Tenda, però il suo non c’entrare c’entra più di quanto possiate pensare.

Vi abbiamo confusi? Bene, allora potremmo essere ottimi “Camaleonti” per questo party game da 3 a 8 giocatori!

Unboxing di The Chameleon

Quando si parla di tematizzazione dell’artwork di una scatola, crediamo che d’ora in poi The Chameleon possa diventare un indiscutibile termine di paragone.

Guardate voi stessi:

The Chamaleon

Ecco la scatola più mimetizzata del mondo!

Se non vedete nulla, dovrete guardare meglio… mimetizzato su un pattern a quadretti piccolissimi, troverete il titolo del gioco: THE CHAMELEON. Ma quanto ci piace!

La magia un pò si spegne aprendo la scatola che ci sembra un po’ sovradimensionata rispetto al contenuto:

  • 40 schede “tema” (+1 vuota per creare i vostri temi personalizzati), con griglie di 16 nomi ciascuna;
  • 8 carte “ruolo” (in realtà 16, 8 blu e 8 verdi): 7 mostrano una tabella di “trascodifica” (non spaventatevi, tra poco vedremo come si usano: è tutto molto semplice!), mentre solo 1 mostra una scritta “Sei il camaleonte!”;
  • 2 dadi (uno giallo e uno blu);
  • un pennarello da lavagna “cancellabile”.

Setup

Il setup di The Chameleon è forse più lungo da scrivere che da realizzare:

  • scegliete una scheda “tema” (o create il vostro da zero se volete una partita tematizzata);
  • prendete tante carte “ruolo” pari al numero di giocatori (assicuratevi di inserire sempre la carta “camaleonte”);
  • distribuitele segretamente a ciascun giocatore;
  • lanciate i 2 dadi;
  • scegliete il primo giocatore (dal secondo round sarà chi nel precedente turno ha ricevuto il ruolo di camaleonte);
  • siete quasi pronti per dare il via alla “mimetizzazione”!

The Chamaleon

Materiali e setup rapido per iniziare subito a mimetizzarsi

Il gioco

I giocatori sono ora consapevoli del ruolo che assumono durante questo round. Date loro un po’ di tempo per verificare sulla propria scheda, quale sia la parola segreta del round.  Tutti quelli che hanno ricevuto una carta ruolo di “trascodifica” consultano la tabella incrociando la riga (risultato dado blu) e colonna (risultato dado giallo) per scoprire così le coordinate della parola segreta. Non resterà che trovarla sulla scheda “tema” scelta in precedenza per il round.

Il “povero” camaleonte invece non ha ricevuto alcuna scheda di “trascodifica” e quindi non ha alcuna informazione a riguardo, se non vuole essere scoperto ancor prima di aver iniziato il gioco, è bene che inizi subito a mimetizzarsi, facendo almeno finta di cercare le coordinate sulla propria carta ruolo proprio come hanno fatto gli altri.

Proviamo a proseguire ora con un esempio concreto, osservando la foto qui sotto…

The Chamaleon

Una scheda tematica: riuscirete come un camaleonte a fingere di conoscere la materia segreta senza aver la minima idea di quale sia?

Carta Tema: Materie scolastiche
Coordinate dadi: C3
Parola segreta: Arte

A questo punto, contemporaneamente, tutti devono pensare a un termine (una singola parola, non una frase) che “descriva” la parola segreta del round.

Quando tutti sono pronti, iniziando dal primo giocatore e proseguendo in senso orario, si scandisce a voce alta la parola pensata anche se uguale a quelle già pronunciate, a costo di sembrare un po’ dei camaleonti copioni.

Le regole parlano chiaro: è possibile ripetere termini che sono già stati detto da qualcuno altro.

  • Il primo giocatore, conoscendo la parola segreta, dice “Chiesa” (avendo magari pensato all’arte delle vetrate a lui care di Sagrada);
  • il secondo (il nostro camaleonte) con il solo indizio che ha a disposizione azzarda “Libro” (pensando che la materia corretta sia “Religione”, ma senza sbilanciarsi troppo come avrebbe fatto con altro tipo “Bibbia”);
  • il terzo, che ricorda la scatola dei colori delle scuole elementari, dice “Giotto” rischiando di cadere in una scelta un po’ troppo d’aiuto al camaleonte…
  • Il quarto punta su qualcosa di più vago: “Galleria”.

Il giro di tavolo è terminato, e siamo alla resa dei conti: faccia tosta e dialettica tagliente, inizia la discussione fondamentale per difendere le proprie scelte.

Terminato il dibattito, in contemporanea, si vota per stanare il camaleonte: tutti puntano il dito verso la persona che vogliono accusare. Il giocatore che ha ricevuto il maggior numero di voti, deve rivelare la propria carta ruolo, svelando se è o meno il camaleonte.

In caso negativo, il camaleonte ce l’ha fatta: è un maestro di mimetismo!

In caso affermativo, il camaleonte ha ancora la possibilità di indovinare la parola segreta. L’indizio su Giotto, mischiato a quello della “galleria” l’hanno aiutato: ”Arte”!

The Chamaleon

Un esempio di scheda di “trascodifica”: dado blu 4 + dado giallo 1 = coordinate A3! Semplice no?

Ha indovinato  riuscendo così a scappare alla morsa degli altri giocatori.

Non c’è dubbio che questa meccanica ricorda quella di un grande classico (Dixit) che ha reso famosa questo tipo di dinamica: anche in The Chameleon il divertimento sta nel cercare di scegliere una parola che non sia troppo esplicita e vicina a quella da indovinare (si avvantaggerebbe troppo il camaleonte) ma nemmeno troppo distante, in quanto potreste essere scambiati voi stessi per il “camaleonte”!

La vita di un buon camaleonte non è semplice e, soprattutto alle prime partite, ci saranno situazioni che potrebbero mettere a dura prova le vostre doti di  mimetismo.

Capitare come primo giocatore del turno (magari alla vostra primissima partita) potrebbe essere una di queste: immaginate di dover pronunciare una termine che debba esprimere il concetto di… una parola che non conoscete!

Male, ma non malissimo; potete ancora tentare di essere “convincentemente vaghi”!
Non disperate, sangue freddo e…:

  • analizzate le 16 parole presenti sulla scheda del “tema” scelto per il round corrente;
  • cercate un termine che possa racchiuderne il numero più alto possibile (essendo il tema composto da parole con un filo conduttore, potreste avere qualche opportunità);
  • indossate la vostra migliore “maschera”…
  • sciorinate il frutto del vostro pensiero con una naturalezza da far tremare il migliore detective dell’FBI!

Però non sarete sempre il primo giocatore e in questo caso il gioco si fa ancora più interessante: più giocatori avete prima di voi nel turno, più potrete (anzi dovrete!) cavalcare l’onda di quanto sentito in precedenza per cercare, in fase di discussione post rivelazione, di screditare le scelte altrui e prepararvi a supportare la vostra tesi.

Ricordatevi che le parole sono snocciolate senza soluzione di continuità!

Siate pronti come un serpente a sonagli a caccia e rapidi come folgore nella tempesta perché anche solo una minima esitazione di qualche secondo a pronunciare la parola rivelerà la vostra vera identità.

Ricordatevi anche che l’espediente di ripetere una delle parole già dette in precedenza non ha lunga vita. Se usate spesso questo tatticismo sarà facile individuarvi come camaleonte anche se nella fase di argomentazione sarete bravi ed efficaci come un politico di professione!

The Chamaleon

Avete già finito tutte le schede tema a vostra disposizione? Nessun problema: con la scheda vuota e il pennarello cancellabile, potete sbizzarrivi creandone di personalizzate e portare nuova verve alle vostre sfide!

Conclusioni

The Chameleon ha regole di una semplicità disarmante, ma al contrario è davvero difficile da padroneggiare: per essere un buon camaleonte davvero vi servirà sangue freddo, velocità di pensiero e capacità di cambiare la parola pensata in un nano-secondo!.

Questo aspetto è maggiormente enfatizzato dalla davvero breve durata di un round (da scatola indicata intorno ai 15’) che potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione chi non è abituato a questo tipo di giochi di bluff.

Nel regolamento, tra le varianti per giocare in 3, 7 o 8 giocatori, c’è anche una proposta di punteggio che vi permetterà di giocare più round come se fossero una partita unica:

  • Se il camaleonte non viene scoperto ottiene 2 PUNTI (0 gli altri)
  • Se il camaleonte viene scoperto ma indovina la parola segreta ottiene 1 SOLO punto (0 gli altri)
  • Se il camaleonte viene scoperto e non indovina la parola segreta il camaleonte ottiene 0 punti e tutti gli altri ne ottengono 2!

Chi vince? Chi per primo arriva a 5 punti!

Troviamo che questo modo sia il più interessante da giocare, visto che la durata di una partita singola potrebbe anche essere molto veloce (una manciata di minuti) e risentire un po’ troppo della scelta del tema o del primo giocatore.

In conclusione, cosa possiamo dire di The Chameleon? Che tra un german e un american, tra 2 german o tra 2 american, lui si mimetizza molto bene e potrebbe diventare un filler interessante per un gruppo alla ricerca di risate e “caciara”!

Si ringrazia Dal Tenda per aver reso disponibile la copia di valutazione del gioco.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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Emmepi14, “il facilitatore”

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