SINTESI

Pro: semplice e originale, ma soprattutto “addictive”; per quanto minimale, è un esempio perfetto di gioco cooperativo ben bilanciato e assolutamente senza alpha player.

Contro: nella sua estrema semplicità, è esposto al rischio di trucchi e trucchetti che potrebbero rovinare l’esperienza di gioco; quando si supera l’ultimo livello, il gioco può perdere parte del suo “mordente”.

Consigliato a: chi cerca un titolo, meglio se cooperativo, tascabile ma tutt’altro che banale; chi vuole un gioco adatto a “fare squadra” con altre persone che magari non sono avvezze ai giochi da tavolo.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
buona

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
Wolfgang Warsch

Grafica ed illustrazioni:
Oliver Freudenreich

Anno:
2018

PREMESSA:

Esistono editori storici che non hanno mai ottenuto neppure una candidatura allo Spiel des Jahres (basti pensare a GMT Games o a Lookout), altri grandi (come ad esempio Days of Wonder) che ci sono arrivati appena una volta, e altri ancora che in soli 4 anni hanno accumulato già due nomination con un paio di giochi tascabili e semplicissimi, eppure… tutt’altro che banali.

È il caso dell’editore tedesco Nürnberger Spielkarten Verlag (NSV per semplicità), che nel 2015 ha lanciato il primo titolo della fortunata serie The Game e quest’anno si è ripetuto con The Mind, un altro card game cooperativo a dir poco minimale per 2-4 giocatori.

Con ogni probabilità, neppure quest’anno riuscirà a portare a casa l’ambito premio (i bookmaker danno in netto vantaggio Azul), ma è sicuramente motivo d’orgoglio per un piccolo editore che fino a qualche anno fa era noto ai più soltanto per la produzione di carte da gioco classiche.

Premi a parte, vediamo ora insieme se The Mind, recentemente distribuito in Italia da DV Giochi, meriti davvero l’attenzione ricevuta in questi ultimi mesi.

L’interno della piccola scatola del gioco.

UNBOXING:

Siamo alle solite -nel senso buono- per quanto riguarda NSV: scatola tascabile di una dozzina di centimetri di lato, contenente il sintetico -ma chiarissimo- regolamento e 120 carte standard telate di eccellente qualità. Attenzione, imbustatori seriali: se deciderete di proteggerle, purtroppo non riuscirete più a farle rientrare nella scatola.

Le carte sono di 4 tipologie diverse:

  • 100 carte numerate progressivamente da 1 a 100 (del tutto simili a quelle di The Game);

    Le carte da gioco numerate da 1 a 100.

  • 12 carte livello, numerate da 1 a 12;

    I primi 4 livelli di gioco: notare che in basso a destra nei livelli 2 e 3 è riportata l’icona di un bonus in caso di superamento (una stella ninja al 2 e una vita al 3).

  • 5 vite (raffiguranti un coniglio traslucente in posa meditativa…);
  • 3 stelle ninja (raffiguranti un classico shuriken nipponico; cosa c’entri con un roditore dedito allo yoga non ci è dato saperlo…).

    Stelle ninja e vite: le carte per ciascuna tipologia sono tutte uguali, e il limite massimo è… la disponibilità delle carte stesse!

Il gioco è tutto qua, e anche il prezzo di vendita attorno ai 10 euro sembra più che adeguato.

PREPARAZIONE:

In base al numero dei partecipanti, preparate al centro del tavolo il mini-mazzo con i livelli di gioco (da 1 a 12 per 2 giocatori, da 1 a 10 per 3 e da 1 a 8 per 4) in ordine crescente, un numero di vite pari a quello dei giocatori e 1 stella ninja.

Mescolate il mazzo con le carte numerate e distribuitene una soltanto a ogni giocatore (il numero di carte della mano è pari a quello del livello di gioco, e ovviamente si parte sempre dal livello 1).

La mano di ciascun giocatore viene ovviamente tenuta segreta ed è inoltre vietato comunicare in qualsiasi modo o forma tra tutte le persone sedute al tavolo.

Non occorre neppure stabilire chi sarà il primo giocatore, perché come vedremo il turno sarà estremamente variabile: insomma, in meno di un minuto la partita può avere inizio.

Il setup per una partita in 4 è tutto qua…

SVOLGIMENTO:

Senza comunicare in alcun modo con gli altri giocatori, ognuno deve ragionevolmente determinare -basandosi sulle proprie carte in mano e su quelle eventualmente giocate in precedenza- se sia in possesso della carta più bassa al tavolo: quando si sente pronto, appoggia il palmo di una mano sul tavolo.

Quando tutti i partecipanti sono pronti (o, meglio, “concentrati”), si comincia a giocare: chi ritiene di avere la carta più bassa, parte per primo e si procede calando una alla volta le carte in ordine crescente.

Pronti… via! Siamo al livello 1 e la carta che abbiamo è questa: non sarà facile quando calarla nel momento più opportuno…

Se tutti i giocatori riescono a esaurire la propria mano, il livello si considera superato (e si ottiene l’eventuale bonus associato: dopo il secondo ad esempio si ottiene un’ulteriore stella ninja) e si passa a quello successivo, rimescolando tutte e 100 le carte e distribuendo nuovamente una mano di grandezza pari al numero del livello da affrontare.

Ovviamente non esiste alcun modo -salvo talvolta la memoria- per essere certi di avere la carta inferiore in un dato momento, e inevitabilmente capiterà di sbagliare: quando questo succederà, tutti i giocatori dovranno immediatamente scartare le eventuali carte più basse di quella calata poc’anzi e si perderà una vita; dopodiché ci si “ri-concentra” e si riparte.

In qualsiasi momento, un partecipante può alzare il braccio per chiedere di usare una stella ninja: se anche tutti gli altri sono d’accordo con lui, si procede scartando uno shuriken, insieme alla carta più bassa che ogni giocatore ha in mano, per poi riprendere a giocare normalmente.

Se si esauriscono le vite a disposizione, la partita è… game over! Se invece si supera con successo l’ultimo livello del mazzetto, allora la squadra ha vinto, proprio come nella miglior tradizione arcade!

E anche il livello 2 è stato superato senza perdere neppure una vita!

DURATA:

Le prime partite o durano troppo poco, nel caso in cui prevalga l’irruenza dei neofiti e questo porti rapidamente all’esaurimento delle vite, o al contrario durano troppo, se l’incertezza ha il sopravvento e nessuno si decide mai.

Dopo un paio di partite, magari con lo stesso gruppo di persone, si affina una certa sintonia, e a quel punto… le partite durano comunque una ventina di minuti, perché si riesce ad arrivare a livelli più alti che in precedenza.

Di certo, considerato che comunque si parla sempre di un quarto d’ora circa, The Mind è il tipico gioco che coinvolge molto rapidamente e, alla fine, una partita tira l’altra, nella perenne ricerca di raggiungere un livello superiore.

AMBIENTAZIONE:

Sull’argomento non c’è molto da dire: l’ambientazione è… non pervenuta! Però bisogna riconoscere un altro merito all’astratto The Mind: non avendo una tematica precisa e non presentando neppure quegli inquietanti teschi di The Game, si presta a qualsiasi contesto e può essere tranquillamente utilizzato in ufficio in pausa pranzo, magari per fare team building.

La copertina del gioco.

CONSIDERAZIONI:

Come avrete capito, The Mind è con ogni probabilità il gioco di carte cooperativo più semplice della storia, anche più dei suoi illustri predecessori Hanabi e The Game: ciò nonostante, riesce a risolvere alla radice il problema dell’alpha player (vietando ogni forma di comunicazione verbale) e, soprattutto, a creare un forte senso di squadra tra i giocatori, che devono affidarsi all’intuito e alla sintonia per sincronizzare le proprie calate.

Certo è che l’alea ci mette sempre e fortemente lo zampino: perfino i primi livelli possono diventare difficilissimi se capita che le poche carte distribuite abbiano valori molto vicini tra loro, mentre nei livelli più avanzati succede spesso che un giocatore cali una di seguito all’altra carte molto vicine tra loro (ad esempio, il 57 e il 59) ma magari un altro al tavolo ha proprio quell’unica carta che si colloca tra le due (in questo caso il 58) e allora una vita va in fumo in un baleno.

Oltre all’importanza di un tempismo “chirurgico”, che deve rispecchiare il valore della propria carta più bassa (per capirci: è fuorviante attendere mezzo minuto per calare un 10, nell’incertezza che ci siano altri con carte inferiori), è essenziale imparare a usare al momento giusto le stelle ninja: tanto ogni 2 o 3 livelli se ne guadagna sempre una, quindi non ha alcun senso esserne troppo parsimoniosi.

Decisamente meglio spenderne una dopo un colpo fortuito, per alleggerire la mano di tutti i presenti e avere una vaga indicazione sull’ordine di grandezza della carta inferiore che ognuno ha ancora in mano.

Per quanto riguarda la scalabilità, non abbiamo evidenziato sostanziali differenze al variare del numero dei giocatori: in 2 è un po’ più facile stabilire una certa sintonia non verbale, ma per vincere bisogna arrivare al 12° livello e le vite a disposizione sono solo due, mentre in 4 diventa decisamente più complesso intendersi dal 5° livello in poi (anche perché entra in gioco più del 20% del mazzo totale) anche se le vite da “bruciare” salgono a 4.

Calare o non calare… questo è il dilemma… E purtroppo il 39 è stato letale, perché uno dei giocatori aveva ancora il 34 in mano!

L’ultima riflessione che vogliamo proporvi riguarda la componente -per così dire- “metaludica” che contraddistingue The Mind: è evidente che sarebbe a dir poco banale stabilire al tavolo una serie di segni che permetterebbero di stabilire chi deve giocare in qualsiasi momento, così come sarebbe ugualmente semplice risolvere definitivamente il gioco decidendo di contare mentalmente fino al valore della propria carta più bassa.

Si tratta quindi di un titolo che potenzialmente si presterebbe a un’infinità di trucchi e comportamenti “gamey” che faciliterebbero il compito dei giocatori; ma… sarebbe un po’ come “frullare” a biliardino, cioè una facilitazione ammessa solo per i più piccoli. Le persone sedute al tavolo devono affrontare ogni partita in modo integerrimo, con la chiara consapevolezza che sarà difficilissimo vincere e la ferma volontà di scoprire nuove forme di telepatia per comunicare con gli altri.

E se le vite dovessero esaurirsi prima del previsto, non bisognerà neppure inserire un’altra monetina per ricominciare daccapo: d’altra parte, stiamo pur sempre parlando di un mazzo di carte, mica di un coin-op

POSOLOGIA:

The Mind è un tipico integratore di divertimento familiare, da assumere indifferentemente prima, durante e dopo i pasti. Può essere tranquillamente somministrato a chi viene sottoposto per la prima volta a una terapia di questo tipo: si tratta, infatti, di un ottimo catalizzatore per introdurre i pazienti al mondo dei giochi da tavolo cooperativi. Chi soffre di allergia conclamata all’alea può avvertire una leggera irritazione, così come chi è affetto da competitività cronica. Il gioco può essere tranquillamente impiegato per uso pediatrico dai 7/8 anni in su.

SOTTOFONDO MUSICALE:

Il brano “Strength of the mind” dei Killswitch Engage.

Si ringrazia DV Giochi per aver reso disponibile la copia di valutazione del gioco.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

Mercuzio

Mercuzio

Luca, "the Nightwriter"

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Mercuzio

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