SINTESI

scelto_da_noi-trasp_150Pro: la semplicità delle regole, la portabilità della scatola, la durata limitata e la grande tensione dell’asta ne fanno un “must have” per gli amanti del genere.

Contro: la presenza importante dell’alea, unita alla regola di fine partita, può costituire un mix mal digeribile per quei giocatori che prediligono il controllo totale sul gioco. Componentistica bipolare. Prezzo leggermente altino per un gioco di carte appena ristampato.

Consigliato a: tutti ma proprio tutti!

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
buona

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
Reiner Knizia

Grafica ed illustrazioni:
Medusa Dollmaker

Anno:
1995

Premessa

Una delle prima cose che saltano all’occhio di High Society è la sua ambientazione: immaginiamo di essere dei personaggi francesi dei primi del ‘900 con un sacco di soldi, nobili di nascita o diventati ricchi da poco che, per dimostrare di poter far parte dell’alta società, siano disposti a spendere i loro averi in gioielli, pasti raffinati e in tutto ciò che permetta loro di ostentare la propria ricchezza stando al passo con il trend del momento.

Ma come il manuale del gioco riporta: “la moda è passeggera, mentre lo stile è per sempre”. Quindi per quanto questi personaggi cerchino di guadagnare prestigio tra le sfarzosità e il voler mostrare quanto entusiasmante sia la loro vita, devono anche fare i conti con quel che gli rimane nel portafoglio: il rischio di restare al verde è sempre dietro l’angolo, e quell’alta società a cui aspiravano non ci penserà due volte a sbatterli fuori.

Un’ambientazione molto particolare per un gioco da tavolo, ma molto efficace per ciò che andremo a raccontare oggi.

High Society è un titolo da 3 a 5 giocatori, con una durata indicativa di 15-20 minuti a partita, basato sulla meccanica delle aste.

L’edizione in nostro possesso è l’ultima pubblicata (nel momento in cui stiamo scrivendo), fresca fresca del 2018, ad opera della Osprey Games.

Quindi, armiamoci delle nostre ricchezze e facciamo vedere a quei giocatori la fuori chi è il nobile con più stile, andando ad esaminare questo filler intrigante.

Unboxing e Preparazione

I componenti di gioco.

All’interno della scatola, oltre al regolamento, troviamo due mazzi di carte, uno “oversized ” chiamato Status, mentre il secondo contiene le carte Moneta, di dimensione più contenuta.

Il mazzo Status è a sua volta suddiviso in tre blocchi ben distinti:

  • 10 carte Lussuria, numerate da 1 a 10, corrispondono agli sfizi che i giocatori, da bravi ostentatori della loro ricchezza, vorranno togliersi. Le carte andranno a incrementare il proprio Status, da cui il nome del mazzo stesso.
  • 3 carte Prestigio, che introducono moltiplicatori per lo Status, aumentando l’invidia degli altri aspiranti nobili.
  • 3 carte Disgrazia, che riducono lo Status in modi differenti, e che costituiranno passi falsi nella scalata all’alta società.

Esempio di carta Status.

Esempio di carta Prestigio.

Esempio di carta Disgrazia.

Importante notare la presenza di 4 carte a sfondo verde scuro, in particolare le 3 carte Prestigio e una delle carte Disgrazia. Questa informazione ci servirà in seguito.

Il secondo mazzo di carte è diviso in 5 set da 11 carte moneta ciascuno. Le riconosciamo per via dei 5 colori differenti. Ogni set comprende in singola copia dei tagli di moneta che vanno da 1 a 25 franchi. Sono presenti sia tagli piccoli (1, 2, 3, 4, 6, 8) sia tagli più grandi (10, 12, 15, 20, 25).

Il setup è semplicissimo. Consegniamo ad ogni giocatore il set completo di carte moneta del proprio colore e scegliamo un primo giocatore casualmente: egli mescolerà le 16 carte Status tutte insieme componendo un mazzo di pesca a faccia in giù. La partita può quindi cominciare.

Svolgimento

Il gioco si svolge in un numero variabile di round fintanto che non viene raggiunta la condizione di fine partita. Il primo giocatore rivela la carta in cima al mazzo Status, la quale viene immediatamente messa all’asta. A quel punto si susseguono un numero variabile di turni nei quali i giocatori possono decidere se rialzare l’attuale offerta vincente o se ritirarsi, come in una normalissima asta. La prima offerta è sempre del giocatore che rivela la carta.

Le offerte vengono fatte utilizzando le carte moneta ricevute durante la preparazione. Nel proprio turno un giocatore può superare l’offerta del giocatore precedente utilizzando quante carte desidera dalla propria mano.

Ma attenzione, le aste sono effettivamente al rialzo, anche dal punto di vista delle carte che abbiamo a disposizione: volendo infatti rilanciare l’offerta attuale, il giocatore di turno è costretto ad aggiungere carte dalla mano senza poterne recuperare tra quelle già presenti sul tavolo. Non è possibile, per esempio, giocare un 20 e riprendersi in mano un 10 dicendo di aver offerto 10 in più rispetto a prima.

Se il giocatore non vuole più partecipare all’asta per il round in corso, può decidere di ritirarsi. Questo comporta il recupero di tutte le carte moneta giocate nel round attuale, e l’impossibilità di fare altre offerte per il suddetto round. La mano passa immediatamente al giocatore alla sua sinistra.

Una volta che tutti i giocatori tranne uno hanno passato, il giocatore rimanente vince l’asta, quindi piazza la carta Status ottenuta di fronte a sé (in modo che sia ben visibile) e mette i soldi spesi in una pila degli scarti coperta nella propria area di gioco. Tale pila indicherà a ogni giocatore i soldi spesi, e non potrà essere consultata dagli avversari.

Se la carta ottenuta è di tipo Lussuria, allora lo Status del giocatore verrà incrementato del valore della carta stessa. Se la carta invece dovesse essere di tipo Prestigio, allora il giocatore otterrà un moltiplicatore (x2) da utilizzare nel calcolo del punteggio a fine partita.

Il vincitore del round rivela la carta Status successiva e si prosegue con una nuova asta.

La seconda regola, che distingue il gioco da una normale asta a suon di rilanci, riguarda le 3 carte Disgrazia citate nel paragrafo precedente. Se una di esse viene rivelata, l’asta avviene non per far vincere chi offre di più, ma per evitare di ottenere la carta stessa. Il round terminerà quando uno dei giocatori deciderà di passare, ritirandosi. Costui prenderà la carta Disgrazia, ma riprenderà in mano i soldi, dell’asta corrente, nella propria area di gioco, mentre tutti gli altri dovranno scartare quanto puntato. Il giocatore che ha ricevuto la disgrazia diventa il nuovo primo giocatore.

Le 3 carte Disgrazia.

Vediamo molto rapidamente l’effetto delle 3 carte:

  • Faux Pas indica che, all’ottenimento, si dovrà scartare (a scelta) una delle carte Lussuria nella propria area di gioco. Se il giocatore non dovesse disporre di Lussurie, allora rimuoverà dal gioco la prima carta che acquisterà in seguito.
  • Passè ridurrà il proprio Status di 5 punti.
  • Scandale è la carta in constrapposizione al Prestigio, e come tale si controlla nel punteggio finale. Invece di offrire un moltiplicatore per 2, indica al giocatore che dovrà dividere per 2 il suo Status.

La partita prosegue in questo modo finchè non viene rivelata la quarta carta a sfondo verde scuro. Quest’ultima carta non viene messa all’asta poichè la partita termina immediatamente e viene eseguito il calcolo del punteggio finale. Prima di questo, però, c’è una fase nella quale vengono valutati i soldi risparmiati da tutti nel corso del match. Il giocatore con il minor numero di franchi viene eliminato dal gioco e totalizza 0 punti per quella partita, indipendentemente dalla carte accumulate. Se questo dovesse accadere per più giocatori contemporaneamente, vengono tutti eliminati. Ecco come si viene scacciati dall’alta società!

Per tutti i nobili rimasti in gioco, ogni carta Lussuria fornisce in totale punti vittoria pari al proprio valore. Ogni carta Prestigio raddoppia quel totale, mentre le carte Disgrazia lo dimezzano o diminuiscono. Neanche a dirlo, chi ha più punti vittoria è il vincitore. In caso di pareggio vince chi ha più soldi rimanenti, e in caso di ulteriore pareggio, il vincitore è colui che possiede la carta Lussuria di valore più alto.

Esempio di punteggio finale: Il giocatore con queste carte a fine partita guadagnerà 11 punti per le due carte lussuria, ridotti di 5 punti per la carta disgrazia. Il valore ottenuto sarà infine aumentato dal moltiplicatore, per un totale di 12 punti.

Considerazioni

Abbiamo dunque visto il regolamento, molto semplice e facile da assimilare, motivo per cui il gioco è alla portata di chiunque, soprattutto dei neofiti. Ma anche il gamer potrà approcciarsi a questo titolo dal momento che c’è la possibilità di sviluppare un “gioco nel gioco” nelle teste dei giocatori tra la pesantezza delle scelte sulla gestione dei propri soldi e la capacità di saper bluffare per far spendere più del dovuto agli altri.

Sembra proprio che sarà necessario calare il 25 a questo punto…

La ferocia che può raggiungere una meccanica come l’asta la conosciamo bene e quello che succede applicando una tattica di acquisto piuttosto che un’altra, unitamente all’uso della miglior faccia da poker che uno è in grado di sfoderare, e al rilancio con le carte di piccolo taglio, regala esperienze al tavolo molto interessanti.

Le partite in questo modo sono sempre diverse, e il titolo non peccherà mai di longevità e variabilità, nonostante il mazzo di 16 carte sia sempre lo stesso.

Poichè il gioco si basa sul pescare carte da un mazzo l’alea ha il suo peso senza alcun dubbio: è vero che il mazzo è conosciuto da tutti, e quindi in qualunque momento siamo in grado di sapere quali carte devono ancora essere rivelate, ma quei giocatori che prediligono il controllo totale potrebbero storcere un pò il naso. Questo si nota soprattutto nel finale di partita, dopo che le prime tre carte a sfondo verde sono uscite e qualunque carta del mazzo può interromperla bruscamente. Per alcuni tutto ciò può aumentare il brivido e la tensione del gioco, ma per altri può risultare frustrante. Il tutto è comunque mitigato da una durata contenutissima (e dalla possibilità di richiedere subito, giustamente, la rivincita).

Per quanto riguarda la scalabilità, High Society copre abilmente tutto il range indicato sulla scatola. Nonostante infatti sia risaputo che i giochi di aste funzionino meglio all’aumentare del numero di giocatori, questo titolo risulta eccezionale anche solo in tre. In cinque giocatori, con magari qualche pensatore, i tempi possono leggermente dilatarsi oltre la durata della scatola, ma niente di preoccupante o che pregiudichi l’esperienza di gioco.

L’artwork è molto particolare e, valorizzato dalle carte oversized, conferisce al tavolo un ottimo colpo d’occhio. Anche se stiamo parlando di un semplice gioco di carte, troviamo le illustrazioni particolarmente ispirate, in particolare per quanto riguarda le carte Status. Su quelle moneta probabilmente avremmo preferito dei colori leggermente più accesi per distinguerli meglio, soprattutto per le scelte cromatiche di un paio di set, ma qui si ricade facilmente nel gusto personale. L’artwork però non basta a rendere ottimale la componentistica: le carte purtroppo sono molto fragili, ed è importante che i giocatori non sappiano quale carta stia per uscire, quindi il nostro consiglio è di imbustarle senza pensarci due volte.

Menzioniamo anche la scatola, grande per la dimensione delle carte, ma comunque facilmente trasportabile. High Society è un filler che potremo avere facilmente sempre con noi. Tutto questo oversized però ha un prezzo, che abbiamo ritenuto leggermente alto per un filler di pochi minuti.

La copertina del gioco

La dipendenza dalla lingua è praticamente assente, togliendo l’eccezione del regolamento, perchè i nomi delle carte in francese sono semplici richiami all’ambientazione, e non occorre capirle per poter padroneggiare il gioco.

Vedi scheda gioco su Big Cream

In conclusione il titolo risulta essere un ottimo filler che, con lo stesso mazzo di poche carte, regala ogni volta una partita completamente diversa, complice il tipo di giocatori al tavolo e il loro modo di interagire. Vi consigliamo caldamente di provare almeno una partita a questo High Society, ben consapevoli del fatto che ad essa ne seguirà una seconda e una terza… probabilmente una di seguito all’altra.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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Marco, “the Actions' Programmer“

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