SINTESI

Pro: Elegante, molto rigiocabile, una sfida intensa per giocatori esperti.

Contro: La costruzione della piramide può causare paralisi da analisi e rallentare il flusso (altrimenti scorrevole) del gioco.

Consigliato a: Appassionati di giochi “german” di piazzamento in cerca di un gioco profondo.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
elevata

Incidenza della fortuna:
bassa

Idoneità ai Neofiti:
bassa

Autore:
Daniele Tascini

Grafica ed illustrazioni:
Odysseas Stamoglou

Anno:
2019

Teotihuacan: Città degli Dei è una delle ultime novità proposte da Giochix: un gioco di piazzamento per 1-4 giocatori firmato da Daniele Tascini (Tzolk’in, I Viaggi di Marco Polo), consigliato dai 12 anni in su. Nonostante l’impegno profuso, il recensore ha avuto (ha) notevoli problemi a ricordare il nome del gioco, che ha già storpiato in tutti i modi possibili, attirando le ire di divinità precolombiane dimenticate: per farsi perdonare non dimenticherà dunque di spiegare che Teotihuacan è uno dei siti archeologici precolombiani più importanti. Situata a circa 40 chilometri da Città del Messico, la località è nota per le caratteristiche piramidi e il “Viale dei Morti”, elementi che come vedremo sono presenti anche nel gioco di cui vi raccontiamo. Per i curiosi, maggiori informazioni e foto qui.

L’ambientazione è abbastanza simile a quella del già citato Tzolk’in, circostanza che non poteva non far sorgere il dubbio che si tratti di una nuova versione magari “aggiornata” dello stesso gioco. Diremo quindi subito che i due giochi sono invero abbastanza diversi, salvo appartenere allo stesso genere (“german” di piazzamento di peso medio, con qualche elemento di “set collection”). Dato l’enorme successo di cui ha goduto Tzolk’in, saldamente in top 100 su BGG da anni e vincitore di numerosi premi, le aspettative degli appassionati su questo nuovo gioco sono state molto alte: scopriamo insieme se sono state soddisfatte o deluse.

Eccoci a Teotihuacan, il nuovo gioco di Daniele Tascini.

Unboxing

Dal punto di vista realizzativo questo Teotihuacan rappresenta un buon esempio di come si possa sfruttare qualche elemento di gioco per dare un tocco caratteristico e distintivo al prodotto: impossibile passare vicino al tavolo durante una partita senza notare la piramide centrale, con i suoi grossi tasselli in legno che fanno pensare al gioco cinese del Mahjong, e la grafica ricca e coreografica, con icone e simboli che richiamano i caratteristici tratti delle pitture precolombiane. Il tabellone rappresenta una veduta aerea della città, con tanto di abitanti, vie e soprattutto templi. Ogni giocatore dispone di 4 normali dadi a sei facce e di 12 dischetti in legno del proprio colore, e non è prevista una plancia personale; non ci sono carte, ma numerosissime tessere in cartone che permettono di variare il setup, non solo alterando l’ordine delle azioni intorno al tabellone, ma anche modificando i bonus di molte di esse. Le risorse (oro, pietra e legno) sono ben rappresentate, mentre dei gettoni in cartone che rappresentano il cacao faranno da moneta durante la partita. Le già citate tessere quadrate in legno che formano la piramide centrale sono abbastanza grosse e pesanti da rendere molto improbabile la distruzione accidentale dell’edificio in costruzione (aspetto che ci preoccupava non poco).

I materiali del gioco sono accattivanti e curati.

La lista completa del materiale presente:

1 Tabellone
6 Plance Azione
15 Tessere Decorazione
54 Tessere Scoperta
9 Tessere Tecnologia
18 Tessere Iniziali
9 Tessere Reali, suddivise in 3 tipologie
7 Tessere Bonus dei Templi
2 Segnalini Calendario: 1 Chiaro e 1 Scuro
11 Edifici
32 Tessere Piramide
4 Segnalini Ordine di Turno
16 Dadi (in 4 colori)
48 Dischetti
4 Segnalini Giocatore (in 4 colori)
60 Risorse (20 Legno, 20 Oro, 20 Pietra)
4 Segnalini Moltiplicatore
39 Segnalini Cacao (25 da 1 e 14 da 5)

Il gioco è completamente indipendente dalla lingua; l’ottimo manuale in italiano è chiaro e dotato di una appendice che dettaglia una per una tutte le tessere in gioco. Unica pecca (davvero minore) l’assenza di un sacchetto di tela per la pesca delle tessere scoperta.

Il colpo d’occhio sul tabellone apparecchiato è di sicuro effetto; il prezzo di circa 50€ appare quindi in linea con la qualità e la quantità del materiale presente nella confezione.

Manca un solo tassello alla piramide, poi la partita sarà finita…

A spasso per Teotihuacan

Il regolamento prevede una versione “base” del gioco, oltre a quella classica e a una variante; inoltre sono riportate anche le regole per giocare in solitario contro un automa. Astutamente il tabellone è stato prestampato con le azioni e le tessere predefinite per il setup della versione base, che può quindi essere “setuppata” più in fretta e sempre con gli stessi elementi, in modo anche da facilitare il compito al dimostratore e garantire l’assenza di bonus troppo complessi da memorizzare. Intorno al tabellone sono disposte le 8 azioni principali di gioco (che nella versione normale sono disposte casualmente grazie a plance mobili). Al centro, da sinistra a destra, troviamo i tracciati dei tre templi, blu, rosso e verde, lo spazio per erigere la piramide, il sentiero dei morti e l’area col calendario (che traccia lo scorrere del tempo e le tre parti della partita) e la descrizione dei bonus ottenibili quando un lavoratore ascende, cioè arriva alla massima potenza. A seconda del numero di giocatori verrà costruita una parte iniziale di piramide centrale di forma differente; verranno inoltre disposte le casette bianche sotto al sentiero dei morti, posizionati i segnalini calendario, e pescate le numerose tessere necessarie a personalizzare alcune azioni (ad esempio, solo 6 su 9 delle tecnologie saranno utilizzate in ogni partita). Le tessere scoperta sono piazzate a faccia in su nei cinque spazi culto delle azioni che lo prevedono, sui tracciati dei templi e sul sentiero dei morti.

Partita iniziata da poco, col setup predefinito

I giocatori posizionano sei dei dodici dischetti sul tabellone: uno come segnapunti, e uno su ciascuno dei 5 tracciati (tre templi, sentiero dei morti e tracciato piramide, sotto la piramide). I restanti sei serviranno per indicare le tecnologie già scoperte. Un dado per giocatore è posizionato a destra del sentiero dei morti nell’area coi bonus per le ascensioni (con la faccia 3 visibile); gli altri saranno piazzati in tre diverse azioni. Nella partita base, risorse iniziali, posizione e forza (numero mostrato dal dado) dei lavoratori sono predefiniti, sollevando i giocatori dall’ingrato compito di scegliere a casaccio con cosa partire senza avere ancora capito lo svolgimento del gioco! Ma in quella normale i partecipanti pescano quattro delle apposite tessere iniziali, e ne tengono due, scartando le altre; prendono i bonus e le risorse indicate, e posizionano i propri lavoratori su 3 dei 4 spazi azione indicati sulle tessere stesse, due per tessera, ignorandone uno a piacere. Il primo giocatore resterà tale per tutta la partita, e i turni si susseguiranno in senso orario e senza fasi, con uno svolgimento davvero molto lineare: una azione a testa, a turno.

Ogni volta che tutti hanno fatto un’azione, ovvero alla fine della mossa dell’ultimo giocatore, viene fatto avanzare il segnalino calendario bianco: se raggiunge o supera quello nero avrà luogo una eclissi, ovvero uno dei tre conteggi di punti della partita (due intermedi e uno a fine gara). Punti ulteriori si raccolgono durante lo svolgimento del gioco. La somma totale a fine partita decreterà il vincitore. Fin qui, tutto semplice!

Il segnalino bianco traccia l’avvicinarsi dell’Eclissi (rappresentata dal segnalino nero).

Molte azioni presenti sulla plancia possono essere svolte a livelli diversi di “potenza”, a seconda che il giocatore abbia 1, 2 o 3 dadi sull’azione e in base al livello raggiunto dai lavoratori presenti. I lavoratori faranno “esperienza” svolgendo azioni, fino ad “ascendere” (il ciclo della vita, signori!). Per questo motivo il valore 6 dei dadi non è mai usato: appena raggiunto infatti il lavoratore torna al livello 1 (una nuova generazione!) e viene riposizionato al Palazzo, dopo aver conferito un bonus al giocatore.

Durante il proprio turno i giocatori scelgono uno e un solo lavoratore, e lo spostano in senso orario di una, due o tre plance azione; quindi scelgono se prendere cacao (il numero di dadi di colore diverso già presenti + 1), o effettuare un’azione sulla tessera raggiunta. Se è presente uno slot culto, contraddistinto dal simbolo di una chiave, è possibile bloccare il proprio dado per pregare, ottenendo in genere l’avanzamento su un tempio e/o una tessera scoperta (per fare entrambe le cose, opzione spesso interessante, serve un cacao); il dado si sblocca se un altro giocatore vuole occupare lo stesso slot (e deve pagare un cacao per farlo), oppure pagando 3 cacao è possibile sbloccare tutti i propri dadi bloccati immediatamente. Vi starete chiedendo: e se tutti i dadi sono bloccati e non ho cacao? Nessun pericolo: saltando interamente il proprio turno è possibile sbloccare tutti i dadi bloccati gratuitamente, quindi lo stallo è impossibile.

Oltre alle aree culto c’è ovviamente l’azione principale, rappresentata in quella che il gioco definisce “l’area generale” della plancia azione. I dadi presenti su di essa non sono bloccati, e attivano il potere caratteristico della specifica plancia azione.

Vediamole in breve: la foresta, la cava d’oro e quella di pietra permettono di ottenere le rispettive risorse. Più dadi abbiamo sull’azione, e più sono esperti, e maggiori saranno i benefici: sulla plancia è presentata una semplice matrice di premi, con sulle righe il numero di dadi e sulle colonne il valore del dado PIU’ PICCOLO. A questo fine è meglio avere dadi dello stesso valore, ovviamente.

La foresta, uno dei tre spazi di produzione di risorse.

L’area di costruzione e quella di decorazione permettono di costruire e decorare la piramide, piazzando nel primo caso le tessere piramide, e nel secondo i tasselli decorazione. I primi valgono un numero di punti dipendente dal livello (“piano”) a cui sono costruiti, e costano legno e pietra; i secondi valgono sempre 3 punti e costano oro. Inoltre i simboli sottostanti (ricoperti) forniscono un punto extra se coincidono con quelli sovrastanti, quindi una tessera piramide può valere fino a 4 punti aggiuntivi, e una decorazione 2. Non finisce qui: se il simbolo coprente (nb: non coperto) oltre a coincidere è colorato, guadagneremo anche un avanzamento sul tempio corrispondente. Ogni elemento costruito fa avanzare di una casella il dischetto del giocatore sul tracciato piramide.

Area di costruzione…

…e area di decorazione.

L’area del sentiero dei morti permette di usare il legno per costruire edifici e avanzare sul sentiero dei morti col proprio dischetto. L’edificio è posto sulla riga corrispondente al numero di dadi presenti sull’area, se c’è spazio, conferendo un numero di punti maggiore se i dadi sono due o tre.

Su questa area è possibile ottenere avanzamenti sul sentiero dei morti.

L’area tecnologia permette di spendere oro per piazzare un proprio dischetto su una delle sei tecnologie, potendo così usufruire del relativo bonus fino a fine partita. Possiamo costruire tranquillamente le stesse tecnologie di altri giocatori, volendo, ma questi guadagneranno automaticamente 3 punti vittoria, come premio per aver scoperto quella tecnologia per primi.

L’area in cui è possibile sviluppare le sei tecnologie del gioco.

Resta solo il palazzo, che è un po’ diverso dalle altre aree: qui l’area generale non fa nulla, in sostanza, ma sono presenti tre aree culto speciali, che sono pescate a inizio partita e conferiscono dei bonus dipendenti dalla forza del lavoratore bloccato. Ad esempio potremmo convertire cacao in pietra e oro un numero di volte pari al valore sul dado. E’ anche presente una tessera scoperta, su questa plancia, ma si può prenderla solo pagando un cacao e a condizione di aver bloccato un dado su una delle tre aree culto speciali appena citate.

E infine il Palazzo, con le sue tre aree culto.

Come detto il segnalino calendario bianco avanza verso quello nero fino a sovrapporsi o a superarlo, visto che avanza anche quando i lavoratori ascendono, oltre che ad ogni “giro di tavolo”: quando la condizione si verifica si finisce il giro, e poi tutti i giocatori effettuano un ultimo turno prima dell’eclissi. Si tratta in sostanza di due conteggi di punti intermedi e del conteggio finale, nei quali dovremo:

  1. contare i punti fatti sul tracciato dei morti, pari al numero della casella raggiunta moltiplicato per il valore sotto l’ultimo edificio costruito;
  2. contare i punti per i set di maschere, particolari tessere scoperta che i giocatori collezionano durante la partita;
  3. contare i punti per il tracciato piramide, pari a 4/3/2 a seconda dell’eclissi corrente moltiplicato per la posizione raggiunta sul tracciato, più 4 punti per il primo (poi tutti i dischetti tornano sullo 0);
  4. pagare i salari in cacao, 1 cacao per i dadi di valore 1,2 e 3 e 2 cacao per i restanti valori.

Solo nell’eclissi finale si aggiungono anche i punti sbloccati dai bonus presenti nelle caselle subito prima dell’ultima di ciascun tempio, a patto che i giocatori l’abbiano raggiunta, ovviamente! Anche questi bonus sono pescati casualmente a inizio partita, e possono conferire moltissimi punti.

Reminder dei conteggi di punti da fare ad ogni eclissi.

Le possibilità di fare punti non mancano, dunque, e sono ben diversificate: punterete su un rapido sviluppo delle tecnologie, per godere dei loro effetti nel resto della partita? vi concentrerete sul sentiero dei morti, che non si azzera tra le eclissi e vi darà benefici per tutta la durata della partita? o su uno specifico tempio, del quale avete addocchiato le tessere scoperta e il bonus finale, congeniale per la vostra strategia? Non potrete però esimervi dal costruire almeno una parte della piramide, magari approfittando delle tessere che danno più punti. Anche le maschere possono dare moltissimi punti, un set completo da 7 maschere vale addirittura 28 punti!

Una variante per esperti prevede che non ci sia il turno extra prima dell’eclissi: in sostanza solo i giocatori successivi a quello che fa scattare l’eclissi hanno un ultimo turno, poi si verifica subito il conteggio.

Abbiamo raggiunto l’ultima eclissi!

Il gioco scala bene tra 3 e 4 giocatori, dando il meglio di sé a tavolo pieno; in due e in tre bisogna posizionare a ogni eclissi (e all’inizio della  partita) dei dadi dei giocatori non attivi a occupare permanentemente delle azioni, facendone aumentare il costo, una soluzione che francamente non ci ha entusiasmati.

Apprezzabile la presenza di un automa per il gioco in solitario con diversi livelli di difficoltà, realizzato da David Turczi.

Conclusioni

Teotihuacan è un buon gioco. Profondo e ricco di strategia, è consigliato a un pubblico esperto. La longevità è garantita dalla grande varietà di situazioni offerte dal setup casuale, e la durata della partita di circa 2 ore lo rende abbastanza facile da intavolare per una “serata german”.

L’elemento del gioco più interessante è a nostro avviso la necessità di ottimizzare le proprie azioni in base a quelle degli avversari. Infatti a volte effettuare l’azione che avevamo previsto e che sarebbe teoricamente ottimale potrebbe risultare troppo costosa in cacao, e potrebbe essere meglio differirla di un turno o due in favore di altre. Anche l’ascensione dei lavoratori offre interessanti spunti tattici e strategici: meglio ottenere in fretta il bonus concentrando i potenziamenti su un solo lavoratore, o potenziare i lavoratori in modo omogeneo con benefici sull’efficacia delle azioni (ricordo che spesso si considera il valore del dado del giocatore col valore più basso presente sull’azione).

La situazione dei templi a fine partita.

Invece l’elemento del gioco che ci è piaciuto di meno è il “gioco nel gioco” di posizionamento delle tessere piramide, che può inceppare lo scorrimento del gioco: il giocatore di turno quando si trova a poter posizionare più tessere nello stesso turno deve anche pensare all’ordine ottimale per massimizzare i punti ottenuti, e visto che spesso la seconda tessera può essere sovrapposta alla prima l’operazione richiede un po’ di tempo. Spesso abbiamo notato che gli altri giocatori finiscono per scegliere di aiutare quello di turno a trovare la migliore combinazione, pur di velocizzare il gioco! Ci è sembrato che questo elemento di gioco sia un po’ “appiccicato” rispetto al resto, e che qualcosa di più immediato non avrebbe tolto nulla alla bellezza di Teotihuacan.

Vedi scheda gioco su Big Cream

Inoltre risulta macchinosa la continua manipolazione del cacao per ogni azione del gioco: quasi tutto ha un costo anche in cacao, e bisogna fare attenzione ad averne sempre un po’ di riserva per evitare di restare bloccati al momento meno opportuno. Lo svolgimento del turno richiede una certa attenzione per non dimenticare di applicare qualche bonus conferito dalle tecnologie o qualche costo o qualche avanzamento su uno dei tracciati: forse una plancia individuale per le tecnologie avrebbe potuto migliorare leggermente l’ergonomia.

Chiudiamo con un consiglio strategico: non ignorate del tutto le azioni culto… senza di esse arrivare in cima ai templi è quasi impossibile, e sono un ghiotto modo per impossessarsi di un set di maschere. Buon divertimento!

Si ringrazia Giochix per la review copy utilizzata per la recensione.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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Luca, “the Engineer’s Speech “

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