SINTESI

scelto_da_noi-trasp_150Pro: divertente, interattivo, caciarone; è il perfetto compagno di ogni festa!

Contro: il mazzo di carte è corposo (parliamo di oltre 500 parole) ma prima o poi arriva a ripetersi.

Consigliato a: tutti, ma proprio tutti, tranne a chi detesta i giochi cooperativi.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
sufficiente

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
L. Roudy, B. Sautter

Grafica ed illustrazioni:
E. Azagury, F. Poullet

Anno:
2018

PREMESSA:

Conoscete il gioco We Are The Word? E’ stato pubblicato nel 2017 da Fun Consortium, una piccola startup francese che un paio d’anni prima aveva raggiunto una discreta notorietà grazie a un altro gioco tanto semplice quanto originale, ovvero Power Tattoo: un simpatico sistema di tatuaggi temporanei in bustina, con annesso un regolamento molto veloce che rielaborava il classico “sasso-forbice-carta”.

Tornando al nostro We Are The Word, a parte il titolo accattivante (che parafrasava il noto brano dell’iniziativa benefica USA for Africa), non ebbe un grande successo commerciale, complici i materiali tutt’altro che irresistibili e una distribuzione estremamente limitata.

Il gioco arriva sui tavoli della belga Repos Production, partner del colosso Asmodee, dove si accorgono del suo grande potenziale e, dopo aver migliorato i materiali rimpiazzando delle semplici vignette bianche con una serie di ben più ergonomici sostegni cancellabili, gli cambiano anche titolo…

Nasce così Just One, il party game da 3 a 7 giocatori, pubblicato in Italia dalla sopraccitata Asmodee, che nel 2019 si è aggiudicato il prestigioso Spiel Des Jahres, l’Oscar dei giochi da tavolo: vediamo insieme come funziona!

La copertina della prima edizione del gioco.

UNBOXING:

La scatola di Just One è molto compatta, più o meno delle stesse dimensioni di un altro celeberrimo party game a base di parole, ovvero Nome In Codice.

Al suo interno troviamo un termoformato con due vani:

  • quello più piccolo contiene un mazzo di 110 carte standard (non sono di qualità eccelsa, ma si mescolano giusto a inizio partita, e non è neppure essenziale mescolarle troppo accuratamente);
  • quello più grande contiene 7 “cavalletti” (così li definisce il manuale…) e 7 pennarelli in altrettanti colori differenti.

I cavalletti, nonostante l’apparenza, sono in realtà mini-lavagne cancellabili, con un dente presente su un lato, per potervi collocare una carta. Segnaliamo un ulteriore dettaglio raffinato: sul tappo dei pennarelli è presente un tampone spugnoso che consente di cancellare quanto scritto più facilmente.

L’interno della scatola del gioco.

PREPARAZIONE:

In Just One, ogni giocatore riceve un pennarello e un cavalletto, si mescola il mazzo delle carte e si stabilisce chi sarà il primo giocatore attivo: il setup è tutto qua!

In meno di un minuto si può approntare una partita e non è neppure necessario un tavolo vero e proprio per giocare, perché è sufficiente avere un sostegno per il giocatore attivo, tenendo tutto il resto in mano o in grembo.

La dotazione minimale di ciascun giocatore.

SVOLGIMENTO:

Il giocatore attivo pesca una carta dal mazzo e, senza guardarla, la sistema rivolta verso il resto del tavolo, nell’apposito dente presente sul lato frontale del proprio cavalletto. Dopodiché sceglie in modo casuale un numero da 1 a 5: quella sarà la parola misteriosa che il resto del gruppo dovrà fargli indovinare tra quelle presenti sulla carta appena pescata.

La palla passa agli altri giocatori, che dovranno scrivere col pennarello sul retro del cavalletto (proprio come se si trattasse di una lavagna) una singola parola che secondo loro dovrebbe fungere da indizio per far indovinare la parola misteriosa.

Non è finita qui: appena tutti avranno scritto la loro parola, faranno chiudere gli occhi al giocatore attivo e mostreranno quanto scritto; ogni parola scritta due o più volte dovrà essere immediatamente cancellata, lasciando sulle lavagnette soltanto le parole scritte una volta sola.

Solo a questo punto il giocatore attivo potrà aprire gli occhi e leggere gli indizi, e in base a quelli dovrà tentare di indovinare la parola misteriosa. Se riesce, la carta finisce nella pila dei successi; se invece passa, la carta va nella pila dei fallimenti; se infine sbaglia, la carta va nella pila dei fallimenti… insieme anche a quella sopra al mazzo (quindi ogni errore costa ben 2 carte).

Si cancellano tutti i cavalletti e il turno passa al giocatore successivo. La partita continua così finché non si esaurisce il mazzo e allora si procede al conteggio delle carte presenti nella pila dei successi: il manuale riporta una tabella molto generosa, con tutta una serie di giudizi in base al numero di parole indovinate. Vi diciamo subito che con un pizzico di allenamento e di sintonia nel gruppo, supererete facilmente le 20 carte, quindi potrete ritenervi davvero bravi se farete almeno 30…

Il giocatore attivo ha pescato questa carta e ha dichiarato il numero 3: gli altri partecipanti hanno scritto “weiss”, “luppolo”, “orzo” e “Oktoberfest”… Chissà se indovinerà…

VARIANTE PER 3 GIOCATORI:

Ogni giocatore prende 2 cavalletti e, quindi, deve scrivere due indizi per ogni turno; per il resto, valgono le stesse regole descritte sopra.

HOUSE RULE:

Vi consigliamo di aggiungere nella scatola di Just One un semplice dado da 6: potrete lanciarlo all’inizio di ogni turno per decidere quale parola far indovinare al giocatore attivo. Qualora uscisse il 6, allora potrete rilanciarlo, oppure -se vorrete- potrete fargli decidere il numero da 1 a 5 della parola da indovinare.

Di fatto, questa mini-regola aggiuntiva accelera i tempi di gioco perché, almeno sulla base della nostra esperienza, a ogni turno bisogna sempre aspettare che il giocatore attivo scelga il suo numero, in un susseguirsi di “Ehm…”, “Non saprei…”, “Il mio numero fortunato è… ma invece preferirei…”.

Peschiamo la carta, lanciamo il dado… et voilà: la parola da indovinare in questo round è “Fattoria”!

DURATA:

Una partita completa a Just One può durare anche un’ora, soprattutto se ci sono battute, discussioni e incertezze varie: d’altra parte, si tratta di un gioco di società nel vero senso della parola, quindi buona parte del divertimento dipende anche dalle chiacchiere che si faranno al tavolo, un po’ come quando si gioca a Dixit.

Inoltre, nulla vieta di interrompere la partita in qualsiasi momento, magari dopo un numero prestabilito di giri di tavolo, e tirare le somme dell’andamento in base alla maggioranza di carte indovinate oppure sbagliate. In questo modo, potremo far durare la nostra partita anche soltanto un quarto d’ora o poco più, a puro scopo dimostrativo.

AMBIENTAZIONE:

Non pervenuta: perfino le carte hanno uno sfondo neutro!

CONSIDERAZIONI:

Just One ha meritato di vincere lo SdJ2020? A nostro modesto parere, fatti i dovuti distinguo (ormai lo sappiamo tutti che per vincere bisogna essere pubblicati in lingua tedesca, essere adatti al pubblico più ampio possibile e avere un buon editore alle spalle), il premio è stato stra-meritato!

Era dai tempi di Dixit che non provavamo un titolo così unanimemente apprezzato ai tavoli e, soprattutto, così coinvolgente a prescindere dal target proposto: ci abbiamo giocato in famiglia, anche con bambini, in ludoteca con i gruppi più disparati, e tra amici sotto le feste; in tutti i casi è sempre stato un successone!

D’altra parte, insegna ad essere sintetici e, al tempo stesso, originali; a sviluppare la propria empatia, anche in gruppi di sconosciuti, ma anche a recuperare ricordi che magari ci legano a una o più persone in particolare.

Scendendo più in dettaglio dal punto di vista tecnico, Just One ha un’ottima scalabilità, in termini di ergonomia è impeccabile (il dettaglio del “dente” per reggere le carte ne è l’emblema) e, pur essendo un cooperativo puro (si vince tutti insieme, cercando di indovinare quante più carte possibili), non soffre dei classici problemi come l’alpha player o la variazione della difficoltà in funzione dell’esperienza e/o del numero dei giocatori.

Dobbiamo proprio trovargli un difetto? Beh, allora bisogna ammettere che -come in tutti i giochi di questo tipo, e Dixit ne è la prova- la longevità è strettamente connessa al numero di carte presenti, e dopo qualche decina di partite si inizia ad avvertire l’esigenza di un mazzo d’espansione, che siamo certi non tarderà ad arrivare.

Alcune carte presenti nel mazzo del gioco.

POSOLOGIA:

L’assunzione di Just One è consigliata fuori dai pasti, in gruppi preferibilmente numerosi e vivaci. Il coinvolgimento di bambini e babbani (leggi: neofiti) non presenta alcuna controindicazione, perché stimola l’attività celebrale. È consigliabile una pausa di almeno un paio di settimane tra le somministrazioni, altrimenti può svilupparsi una forma d’intolleranza verso il solo mazzo di base.

SOTTOFONDO MUSICALE:

Il brano “Watch your words” degli Alter Bridge.

 

Si ringrazia Asmodee Italia per aver reso disponibile la copia demo del gioco. 

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

Quelli del camioncino…

Siamo su Facebook

Mercuzio
Latest posts by Mercuzio (see all)