SINTESI

Pro: semplice, ma non banale, con una buona componente strategica e aleatorietà contenuta; da un gioco di carte è difficile chiedere di più.

Contro: un pizzico di aleatorietà e di incontrollabilità c’è comunque; la grafica è molto bella e originale, ma -quantomeno nelle prime partite- penalizza la leggibilità.

Consigliato a: chi ha un debole per i giochi di set collection in cui contano memoria e matematica, adatti tanto in coppia quanto in piccoli gruppi.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
discreta

Idoneità ai Neofiti:
buona

Autore:
Chih-Fan Chen

Grafica ed illustrazioni:
Cinyee Chiu

Anno:
2017

PREMESSA:

La storia dell’isola di Formosa (nota ai giorni nostri come Taiwan) è a dir poco complicata: prima contesa dai pirati di Cina e Giappone, poi colonia portoghese, olandese e infine cinese, quindi di nuovo contesa tra Giappone e Francia, in ultimo dopo la Seconda Guerra Mondiale annessa alla Cina; da diversi anni si è auto-proclamata indipendente all’interno della Repubblica di Cina.

Tralasciando storia e politica, è da sempre considerata un’isola estremamente produttiva e ridente, grazie a un clima favorevole (per quanto talvolta venga colpita da pericolosi tifoni) e temperato che la contraddistingue per tutto l’anno, e favorisce una crescita rigogliosa della vegetazione.

Tra parentesi, chi è cresciuto tra gli anni Settanta e Ottanta la ricorderà anche come sede di diverse grandi aziende produttrici di giocattoli, in primis la Mattel, ma non solo: Barbie, Masters of the Universe, Transformers e altri ancora presentavano spesso e volentieri la dicitura “Made in Taiwan”.

Tornando a noi, Harvest Island è un gioco di carte da 2 a 4 giocatori, distribuito in Italia da GateOnGames, ambientato proprio nell’isola di Formosa e basato su meccaniche di set collection e maggioranze, che ha per protagonisti i suoi rinomati frutti: agrumi, manghi, pesche e altre succose prelibatezze.

La bella copertina del gioco.

UNBOXING:

La scatola di Harvest Island è nel formato quadrato più compatto, tipico dei giochi della Jumbo (e, ad esempio, della serie per 2 giocatori della Kosmos).

All’interno, troviamo un tabellone delle Stagioni in cartoncino, che ci consente di organizzare al meglio le aree comuni, ospitare i segnalini delle maggioranze e ricordarci la composizione di ciascun mazzo stagionale (capirete meglio successivamente di cosa stiamo parlando).

Sotto di essa, nell’unico vano centrale, vengono collocati i mazzi delle carte (159 in tutto, di formato standard) e i segnalini di animali e raccolta (12 per ciascun tipo, quindi 24 in tutto).

Complessivamente i materiali sono ordinari: le carte non sono telate (quindi vi consigliamo caldamente di imbustarle) e i token in cartoncino.

Questa scelta giustifica il prezzo tutto sommato contenuto e assolutamente congruo per questo gioco.

Una menzione a parte la merita il comparto grafico: le carte hanno colori vivaci ma dai toni delicati, con illustrazioni minimali e al tempo stesso esotiche. La sensazione al colpo d’occhio è estremamente piacevole e rilassante, anche se nelle prime partite va a penalizzare leggermente la leggibilità dei simboli. Ad ogni modo, dopo un paio di partite di rodaggio, tutto si sistema e l’unica piccola mancanza che si avverte è… il taccuino segnapunti per i conteggi di fine partita.

Il contenuto della scatola: tutto in ordine, anche se… leggermente oversize, e peccato per l’assenza di un segnapunti!

PREPARAZIONE:

Innanzitutto si pone il tabellone delle Stagioni al centro dell’area di gioco, con tutti i segnalini Raccolta (uno per ogni frutto rappresentato sulle carte) nel primo spazio libero a sinistra delle caselle riportate lungo il margine inferiore; i segnalini Animale invece vengono lasciati accanto, pronti all’uso.

Il tabellone principale: notate tutte le indicazioni riportate (sotto forma di icone) lungo i bordi, per individuare le diverse aree di gioco. Le 4 colonne centrali, invece, ci ricordano la composizione, in termini di frutti e di eventi meteorologici, dei diversi mazzi stagionali.

Basandosi sui differenti dorsi delle carte Stagione, si mescolano i 4 mazzi (appunto uno per Stagione), rimuovendo in funzione del numero dei giocatori 6 carte da 1 a 3 stagioni; quindi in 2 giocatori mancheranno 6 carte da estate, autunno e inverno, mentre in 4 verranno meno solo 6 carte dall’inverno.

Le 12 carte fertilizzante si posizionano alla destra del tabellone dove indicato, e si distribuiscono 3 carte Terreno (una per ciascuna tipologia tra pianura, collina e montagna) a ciascun giocatore.

Infine dal mazzo primavera si prendono 2 carte per l’area di Approvvigionamento, 3 carte per quella di Stoccaggio e si sistemano a faccia in su accanto al solito tabellone; dopodiché ogni partecipante riceve una mano di 4 carte dallo stesso mazzo.

Se tra tutte queste carte pescate dovesse capitare una (o più) carta meteo, questa (o queste) dovrà essere rivelata immediatamente e rimescolata nel mazzo Primavera.

Dopo aver deciso il primo giocatore (il gioco stabilisce che sia colui che per ultimo ha mangiato dell’uva… quindi non vale chi ha bevuto del vino…), la partita può avere inizio.

Il setup non dura quindi più di un paio di minuti e lo spazio richiesto è tutto sommato contenuto.

Ecco il setup per 2 giocatori: tempo e spazio richiesti sono piuttosto contenuti, e in breve la sfida può avere inizio!

SVOLGIMENTO:

Durante il proprio turno, il giocatore può o coltivare o raccogliere, poi la mano passa alla persona alla sua sinistra e si prosegue finché non si esauriscono tutti e 4 i mazzi stagione, e tutti i giocatori hanno eseguito lo stesso numero di turni.

Scendendo nel dettaglio, in Harvest Island le due possibili azioni per turno possono essere svolte nei seguenti modi:

  • Coltivare: si giocano 2 carte e si reintegra la mano fino ad averne di nuovo 4. Le carte si possono seminare singolarmente, posizionando un frutto sotto a una carta terreno che non contenga già semi; oppure si possono piantare, mettendo un frutto (o un fertilizzante) sopra a una carta terreno in cui lo stesso frutto è già collocato come seme. Bisogna però prestare attenzione ai terreni in cui si pianta, perché colline e montagne possono rispettivamente ospitare fino a 5 o 3 frutti, mentre in pianura si può coltivare senza limiti. In alternativa, le carte possono essere scartate nell’area di Stoccaggio e, se vengono lasciate contemporaneamente entrambe le carte, allora il giocatore può prendere una carta fertilizzante. Se nell’area di Stoccaggio si raggiungono o si superano le 4 carte, si scartano tutte quelle presenti nell’area di Approvvigionamento e si sostituiscono con queste. Alla fine del turno, quando si reintegra la mano, si può scegliere se pescare dal mazzo Stagione più a sinistra, oppure dall’area di Approvvigionamento.

    Il giocatore inizia a coltivare i mandarini Tankan: si “intravede” il seme sotto al terreno, che in questo caso consentirà di coltivare un numero illimitato di piante!

  • Raccogliere: il giocatore sceglie da quanti e quali campi raccogliere i frutti; dopodiché prende tutte le carte frutto da ciascun terreno lavorato e le pone davanti a sé (come le prese della briscola), scartando le eventuali carte fertilizzante e quelle usate come semi. Ogni carta frutto raccolta a fine partita garantirà i punti riportati su di essa (da 1 a 6), mentre il numero delle carte frutto (e non il loro valore) sommato a quelle fertilizzante eventualmente presenti (le quali valgono due punti) va confrontato immediatamente con il valore riportato nella prima casella libera alla destra dello stesso frutto sul tabellone delle Stagioni. Se questo valore è pari o superiore, allora si sposta il segnalino frutto nella casella corrispondente e si ottiene il segnalino animale associato. A fine partita, ogni animale in proprio possesso garantirà ulteriori 8 punti, e questo semplice ma efficace sistema di maggioranze dà un interessante twist al gioco, che aggiunge un ulteriore trade off alla classica raccolta di set: meglio puntare alle maggioranze (e investire anche sui fertilizzanti), oppure piantare meno frutti o più lentamente, ma di maggior valore?

    Il giocatore in questione ha deciso di raccogliere le cocomere: otterrà 25 punti a fine partita, più ulteriori 8 punti se riuscirà a conservare la maggioranza che, in questo caso, verrà spostata a 5 carte! Niente male!

Il gioco sarebbe tutto qui, se non ci fossero di mezzo le condizioni meteorologiche che possono scombinare tutto: ogni volta che si pesca una carta meteo (indifferentemente sole o pioggia) bisogna subito rivelarla e collocarla nell’apposita area; quando si accumulano un sole e una pioggia, entrambe devono essere scartate, ma se capitano 3 simboli uguali in successione, allora si verifica una catastrofe!

Purtroppo sono arrivati i monsoni: come potete vedere in basso a destra, sono uscite 3 carte pioggia di fila, quindi i campi subiranno un’alluvione…

Quando succede, tutti i giocatori scartano la metà (arrotondata per difetto) delle carte frutto piantate nel campo con più carte in quel preciso momento, dando la priorità a quelle con i valori più elevati!

Anche questo elemento push your luck aggiunge un altro trade off al gioco: meglio puntare alla maggioranza di un dato frutto, rischiando la catastrofe, oppure raccogliere più frequentemente, incamerando punti sicuri per la fine della partita?

Gli effetti di una catastrofe meteorologica: uno dei due campi più coltivati, viene “dimezzato” e privato delle sue carte più “corpose”! Per fortuna che il fertilizzante non è stato dilavato via…

Va da sé che, quando la partita termina, tutti contano i punti delle carte raccolte e degli eventuali segnalini animale ottenuti, e chi ha ottenuto il punteggio maggiore viene dichiarato vincitore.

Il gioco si spiega quindi in 5 minuti soltanto ed è assolutamente alla portata dei neofiti, senza scontentare i veterani più esigenti, perché presenta diverse scelte “pesanti” a ogni turno.

DURATA:

Una partita ad Harvest Island può durare dai 30 ai 45 minuti, a seconda del numero dei giocatori e della loro esperienza.

La durata può essere sicuramente influenzata anche dalla presenza di “pensatori”, propensi alla paralisi da analisi: in 4 specialmente, mancando solo qualche carta dall’ultimo mazzo stagionale, si può usare la memoria e fare qualche calcolo in più per pianificare le scelte strategiche migliori.

I tempi morti infine sono estremamente contenuti, in linea con quelli della maggior parte dei giochi di carte.

AMBIENTAZIONE:

In Harvest Island il tema è piuttosto “posticcio”: la piccola componente push your luck si correla bene con l’imprevedibilità delle condizioni meteorologiche più estreme, e la produzione di frutti esotici è coerente con il passato dell’isola di Formosa, ma al di là di questo non è certamente l’ambientazione il punto di forza di questo gioco.

I 12 diversi frutti che potremo raccogliere nel gioco: la grafica è davvero bella, anche se la differenza -almeno a colpo d’occhio- è piuttosto contenuta.

CONSIDERAZIONI:

Come avrete intuito, per quanto leggero Harvest Island è tutt’altro che banale, con vari trade off che abbiamo già sottolineato ad ogni turno.

Non è tutto: sul tabellone delle stagioni è riportata la composizione dettagliata di ogni mazzo stagione, quindi -soprattutto in 4 giocatori, quando mancano soltanto 6 carte dal mazzo Inverno- chi è avvezzo a usare la memoria nei giochi di carte, qui potrà controllare con grande precisione il futuro del meteo e con buona precisione le prospettive di ampliamento dei raccolti. Ad esempio, è inutile continuare a coltivare i manghi e le angurie quando l’estate si avvicina al termine, oppure i frutti del drago oltre l’autunno.

Allo stesso modo, sapendo i numeri dei frutti presenti nei mazzi è facile capire quando si raggiunge una maggioranza che non sarà più battibile nel prosieguo della partita, e allora conviene affrettarsi a raccoglierlo per fare spazio ad altre coltivazioni, e aggiudicarsi un animale sicuro fino al conteggio finale.

Sarà questo il momento giusto per raccogliere i mandarini, dopo aver fatto incetta di cocomere?

Proprio le maggioranze garantiscono un buon livello di interazione, che altrimenti sarebbe quasi assente nel gioco: le catastrofi meteorologiche capitano a tutti contemporaneamente, quindi tutti devono tenere sotto controllo l’area Meteo, così come i campi, quindi è facile controllare la strategia degli avversari (e anche qua la memoria dei punti raccolti può aiutare a fare scelte strategiche interessanti).

La longevità è ottima, perché a ogni partita cambierà la distribuzione e l’ordine di uscita delle carte, quindi non c’è mai una strategia dominante o una scelta obbligata.

L’alea inevitabilmente può metterci lo zampino, sia nelle spiacevoli sorprese che il clima può riservare, sia nella pesca dei frutti che non sempre saranno quelli desiderati, ma come già evidenziato sopra ci si può sempre aiutare con la memoria e con le informazioni chiaramente visibili in ogni momento in tutta l’area di gioco: non stiamo parlando di un gioco a informazione completa, ma… comunque di ignoto c’è sempre molto poco!

Questo comporta anche che un giocatore con molte partite all’attivo saprà leggere la partita con un’efficienza difficilmente contrastabile e prevarrà senza sforzarsi troppo sugli altri.

In conclusione, Harvest Island funziona a dovere, diverte e impegna le meningi, senza mai esagerare (non è un brain burner, intendiamoci) ed è adatto a un target estremamente vario e variegato. Infine, vi farà scoprire alcuni frutti molto interessanti da gustare: al di là degli ormai stra-noti litchi e frutto del drago, coltiverete prelibatezze come il mandarino Tankan e la mela chomphu; provare per credere!

Siamo entrati nell’ultima stagione, l’inverno, e le maggioranze sono distribuite lungo la barra in basso. Sarà difficile “strappare” la banana al primo giocatore, ma fragola e papaya sono ancora da aggiudicare!

POSOLOGIA:

La somministrazione di Harvest Island è possibile tanto nei soggetti che hanno già assunto altri giochi da tavolo in passato, quanto nei neofiti alla prima dose, perché i suoi principi attivi sono facilmente metabolizzabili da tutti, soprattutto se coadiuvati dalla supervisione di un giocatore più esperto. Si tratta comunque di un titolo a base esclusivamente di carte, pertanto l’assunzione può avvenire in tempi relativamente rapidi, anche se l’intera seduta può durare più di mezz’ora.

Il gioco non ha alcuna dipendenza linguistica, ma richiede buona concentrazione, capacità di pianificazione strategica e un pizzico di competenze matematiche: non è pertanto consigliabile l’uso pediatrico, quantomeno in soggetti di età inferiore agli 8 anni, come correttamente indicato sulla confezione.

SOTTOFONDO MUSICALE:

Il brano “Tangerine” tratto dal terzo album dei Led Zeppelin.

Si ringrazia GateOnGames per aver reso disponibile la copia di valutazione del gioco.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

Quelli del camioncino…

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