SINTESI

Pro: Uno Zombicide più “asciutto” dai materiali (soprattutto) alle meccaniche, lasciando comunque spazio ad alcune novità. A tratti si percepisce l’atmosfera della pellicola.

Contro: Le aspettative dell’appassionato di Romero potrebbero essere disattese. Il sistema di gioco non si distacca molto dal resto della saga, dalla quale appunto eredita i principali difetti.

Consigliato a: Chi vuole sentirsi dentro un film horror e chi si esalta davanti a orde di zombi da sterminare.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
elevata

Incidenza della fortuna:
elevata

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
R. Guiton, J.B, Lullien, N.Raoult

Grafica ed illustrazioni:
E. Guiton, K. Kopinski, H. Ludvigsen, E. Nouhaut

Anno:
2020

Puoi acquistare LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI: A ZOMBICIDE GAME su www.getyourfun.it

Poteva mancare la versione Zombicide di uno dei più celebri film a tema zombi, ovvero La Notte dei Morti Viventi? Ovviamente no, e questa volta come giocatori non impersoneremo sopravvissuti all’apocalisse, eroi fantasy o marine ben addestrati, bensì i malcapitati protagonisti della pellicola (anche i più fastidiosi come Barbra o Harry), intenti a cercare di capire cosa gli stia succedendo.

Non entreremo troppo nel merito del film (se dovete ancora vedere quel capolavoro correte a recuperarlo!) ma sappiate che ne ripercorreremo alcuni momenti e saremo noi a decidere le sorti dei 6 personaggi come nel più classico dei What-If.

Poiché sulla scatola c’è scritto A Zombicide Game forse non utilizzeremo dei malcapitati impauriti per tutta la durata della partita: date un’occhiata alla miniatura di Helen con le katane… Normalissimo per una classica madre di famiglia di fine anni sessanta, non trovate?

Come ogni Zombicide parliamo di un cooperativo su mappa modulare da 1-6 giocatori, di durata variabile in base allo scenario (intorno ai 60-90 minuti), e con meccaniche di poteri variabili, tiro di dadi e punti azione.

 

MATERIALI: “POCHI”, MA BUONI

La scatola è di dimensioni pari a quelle di ogni scatola base della CMON ma, dalle miniature ai segnalini, ci sono meno componenti rispetto al solito. Questo però non è necessariamente un male, perché per esempio possiamo scordarci dei segnalini rumore da piazzare qua e là piuttosto che di tutte le casse di armi con cui disseminare il terreno di gioco.

Meno in questo caso vuol dire meglio anche dal punto di vista ergonomico: una qualsiasi altra scatola di Zombicide richiede più spazio per essere intavolata e, dovendo posizionare meno componenti fin dall’inizio, vengono anche ridotti i tempi di setup.

La qualità generale però non si discute: siamo ormai lontani da quello che fu il primo Zombicide e le miniature sono sempre più pregevoli, tanto alla vista quanto al tatto, ad ogni nuova iterazione della saga: ciò permette ai giocatori di calarsi meglio nell’ambientazione. Il cartone per le plance è sempre di ottima fattura e anche i segnalini si difendono bene. L’unico problema sono le basette in plastica dei personaggi, che fanno sempre fatica ad agganciarsi alle miniature (alcune sono addirittura troppo larghe).

Tom e Judy cercheranno di usare quante più gambe del tavolo possibili per respingere gli zombi.

Le illustrazioni rimandano a un mix tra quanto visto nel film di Romero e quanto siamo abituati a vedere in Zombicide, anche tramite la contrapposizione delle colorazioni in scala di grigio da un lato e con eccesso di colore dall’altro. Il comparto grafico svolge il suo lavoro benissimo e il sistema di icone è sempre molto chiaro, come da standard CMON.

Una nota di merito all’inserto e all’organizzazione dei materiali nella scatola: non bisogna più ingegnarsi per infilare segnalini e carte in ogni spazio utile per poter riuscire a chiudere la scatola, perché ogni cosa ha il suo alloggiamento e anche le carte imbustate (sì, armi e zombi vanno imbustati) ci stanno perfettamente.

Ecco cosa troviamo all’interno della scatola.

Il regolamento non ha particolari problemi da segnalare: è ricco di esempi per chiarire eventuali dubbi ed è ben tradotto.

 

ZOMBICIDE, IN BREVE

Se ci seguite da un po’ di tempo o se siete in generale esperti di Zombicide, vi troverete a vostro agio con il regolamento, poiché la base di partenza è sempre la stessa. Per riassumere brevemente, i giocatori si dividono i 6 personaggi e si sceglie uno scenario tra quelli disponibili, che indica la preparazione specifica e le regole speciali, nonché gli obiettivi da soddisfare per conseguire la vittoria.

Il gioco si compone di un numero variabile di round, ognuno dei quali suddiviso in:

  • Fase dei Giocatori nella quale, a partire dal primo giocatore e procedendo in senso orario, vengono attivati i vari personaggi facendo eseguire loro 3 azioni a testa tra movimento, ricerca di oggetti dal mazzo dedicato, aprire o chiudere porte (e barricate in questo caso), scambiare oggetti con gli altri giocatori e combattere in mischia o a distanza. L’uccisione dei nemici porta punti esperienza che sbloccano nuove abilità per i giocatori ma che contemporaneamente aumentano il livello di pericolo.
  • Fase degli Zombi (qui chiamati Ghoul) dove viene attivato ogni singola miniatura nemica che attacca se si trova nello stesso spazio di un sopravvissuto o cerca di muoversi verso il sopravvissuto visibile più vicino se non ha attaccato nessuno. Poi si generano nuovi zombi dalle zone indicate nello scenario tenendo conto del livello di pericolo più alto raggiunto dai personaggi dei giocatori.

Lo scenario è vinto se tutti gli obiettivi sono stati soddisfatti ed invece è perso se anche solo un personaggio perde l’ultimo punto salute (in alcuni titoli precedenti si continuava a giocare fintanto che un solo personaggio era ancora in grado di agire). Se volete saperne di più sulle scatole base di Zombicide ne abbiamo parlato qui e qui, ma a grandi linee questo è il funzionamento generale del gioco.

 

Il SOLITO VECCHIO ZOMBICIDE, DUNQUE? NON PROPRIO

La principale novità è data dai personaggi, per ciascuno dei quali esistono due modalità:

  • Modalità Romero, in cui i personaggi hanno pochissime abilità e non sono in grado di recuperare certi tipi di armi. Si tratta della versione cinematografica dei protagonisti, un po’ spaesati, titubanti sul da farsi e restii a fidarsi del prossimo.
  • Modalità Zombicide, dove abbiamo molte più abilità disponibili e capacità di sterminio dedicate. Chiaramente parliamo del marchio di fabbrica della saga: questi “eroi” non avranno pace fintanto che, là fuori, uno zombi respirerà ancora.

Doppia scheda che mostra in bianco e nero la modalità Romero e a colori la modalità Zombicide. Bisogna fare attenzione a cosa si sblocca in modalità Zombicide perché lato Romero potrebbe non esserci nulla.

Passare alla modalità Zombicide rende il sopravvissuto più performante ed è lo scenario a indicare come è possibile eseguire questo switch. Nel momento in cui però comparirà sul tabellone un Familiare, tutti i personaggi torneranno alla modalità Romero fintanto che ci saranno miniature rosse in gioco.

Esempio di un familiare. Una bella gatta da pelare se capita nel momento sbagliato, perché comporta l’immediata alterazione delle abilità, con conseguente depotenziamento dei personaggi. Tematicamente è un ottimo innesto al sistema, perché si tratta di un evento che rende increduli e impotenti i nostri “eroi”.

E degli zombi più classici invece, cosa ne hanno fatto i designer del titolo? In linea con la pellicola scompaiono i Runner (gli zombi del film sono tutti lenti), i Grassoni infliggono 2 ferite e non ci sono Abomini. Vengono introdotti invece i Demolitori, i quali sono in grado di distruggere le barricate faticosamente innalzate dai protagonisti e di aprire le porte a coloro che non vedono l’ora di entrare.

Mai lasciare un Demolitore vivo vicino ad una Barricata o altrimenti vi ritroverete un’orda di zombi affamati dentro casa in men che non si dica.

Ci sono altre differenze minori, come le zone speciali all’aperto (boschi e campi di grano) che modificano le regole della linea di vista, piuttosto che l’ordinamento delle zone di generazione: è sempre apprezzabile lo sforzo di sperimentare qualcosa di nuovo.

 

COME SI COMPORTA IL GIOCO AL TAVOLO?

Togliamoci immediatamente il dente: se il sistema Zombicide non vi ha mai convinto non sarà questo titolo a farvi cambiare idea, nonostante le differenze con il resto della saga. Sono sempre presenti, infatti, i principali difetti della serie: scenari tarati sempre e solo su 6 personaggi, il fortissimo impatto dell’alea e i soliti pochissimi modi per uccidere più di uno zombi alla volta (molotov su tutti).

Se riuscite a passare sopra a questo, vediamo cosa ha da dirci la Notte dei Morti Viventi.

Ci sono sì i difetti, ma ci sono anche i pregi. Zombicide è un insieme di meccaniche semplici e collaudate che porta una tensione crescente all’aumentare del livello di pericolo del gruppo e del numero degli zombi. Le semplificazioni alla linea di vista e al movimento degli zombi (essi si muoveranno verso bersagli che effettivamente vedono o verso i gruppi più numerosi di sopravvissuti) riducono il downtime nella parte “passiva” della partita e avere poche miniature nella scatola significa anche che finiranno prima, quindi attenzione alle attivazioni extra in fase di generazione!

Rispetto ai titoli precedenti, è un gioco un po’ più semplice soprattutto nei primi scenari al chiuso (quelli anche un po’ più simili a sé stessi). Da un lato questo può essere un pregio se si gioca con dei neofiti, dall’altro il gamer esperto potrebbe ritenerlo quasi banale: fortunatamente il regolamento ci viene in aiuto indicando come modificare il mazzo di generazione zombi per aumentare il livello di difficoltà della partita (opzione che consigliamo di sfruttare fin da subito).

Letteralmente sommersi dagli zombi! Forse abbiamo modificato il mazzo di generazione in modo eccessivo…

A quel punto la sfida c’è tutta e bisogna sempre decidere come gestire il proprio tempo: puntare alle zone di ricerca per le armi migliori, con il rischio che un Familiare mandi in aria il piano, piuttosto che cercare di ottenere il meglio da quel che si trova nei paraggi, senza contare il numero di zombi che aumenta esponenzialmente e che è difficilmente sgominabile. Di contro però abbiamo una durata che necessariamente aumenta, con alcuni scenari che possono estendersi ben oltre quanto indicato sulla scatola.

L’unico appunto che fa un po’ storcere il naso è la questione del passaggio alla modalità Zombicide, attuata con la consegna vicendevole del Winchester 94, una delle armi iniziali: tematicamente è un’idea sensata, perché il fucile è un elemento chiave all’interno del gruppo di sopravvissuti, e cederlo ad uno sconosciuto è sicuramente un atto di fiducia totale. Il punto è che le partite tendono ad assomigliarsi, con l’aggregazione iniziale dei personaggi che eseguono lo scambio per divenire autonomi e poter utilizzare le armi migliori. La questione non si pone all’aperto, dove si parte già in modalità Zombicide.

 

E SE HO ADORATO IL FILM? UN GIOCO CHE DIVIDE

La vera domanda che ci si pone davanti a questa scatola non è se La Notte dei Morti Viventi piacerà ai fan di Zombicide (la risposta è abbastanza scontata: sì), ma se riuscirà ad attrarre anche i fan dell’opera cinematografica.

La scatola del gioco.

I puristi del film potrebbero infatti rimanere delusi perché, giocando, ci si focalizzerà sulla modalità Zombicide: essa è sicuramente più conveniente ai fini della vittoria, ma stona un po’ con quello che ci racconta Romero, dato che parliamo di trasformare degli inetti in macchine da guerra (qualunque sia il What-If che abbiate in mente).

Probabilmente si sarebbe potuto spingere un po’ di più sulle atmosfere della pellicola, concatenando gli scenari in una campagna (visto che i punti di partenza degli stessi sono le scene del film) o prevedendo una modalità avanzata full Romero sicuramente più tosta, ma che effettivamente ricalcasse appieno le sensazioni da survival horror.

Se da un lato la Notte dei Morti Viventi pecca nell’essere sempre fedele all’ambientazione, esso rimane sicuramente valido sotto gli altri punti di vista, dai componenti all’ergonomia, dalla semplificazione di alcuni elementi alle novità introdotte. Il focus di qualsiasi cosa che riporti la scritta Zombicide sulla scatola è l’unire un gameplay dinamico ad una tensione crescente che diverte la maggior parte dei giocatori target del titolo.

Impossibile pensare una cosa del genere avendo in mente solo il film, ma durante la partita questo equipaggiamento rende capaci di azioni epiche e divertenti.

Se dunque siete assolutamente innamorati del film e non pensate possa esistere alcun tipo di rivisitazione che non sia al 100% fedele ad esso, state alla larga da questo gioco. Se siete un gruppo in cerca di un gioco a tinte horror ma caciarone, semplice e divertente, e se vi piace il sistema Zombicide ma siete aperti a qualche novità, date una possibilità alla Notte dei Morti Viventi.

Si ringrazia Asmodee Italia per aver reso disponibile una copia di valutazione del gioco.

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Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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