SINTESI

Pro: Presa in mano quasi immediata, dato che la meccanica di base è quella della posa di polimini alla Tetris (qui hanno la forma di edificio). Poi la difficoltà cresce man mano che si aprono le buste di nuovi capitoli e si modifica la plancia.

Contro: Per chi non sopporta di dover modificare il proprio “gioco” c’è una scappatoia: il retro della mappa serve a giocare indipendentemente dal sistema “Legacy”.

Consigliato a:

Ragazzi, famiglie, giocatori occasionali, assidui o esperti. Tutti sanno giocare a Tetris e tutti hanno provato almeno uno dei vari “derivati” che hanno invaso il nostro mondo ludico negli ultimi anni, a partire da Patchwork. Qui ci sono due tocchi in più: la modifica costante della plancia e la difficoltà crescente.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
bassa

Incidenza della fortuna:
bassa

Idoneità ai Neofiti:
buona

Autore:
Reiner Knizia

Grafica ed illustrazioni:
Michael Menzel

Anno:
2020

Introduzione

In questi ultimi anni ci sono stati due tipi di gioco che hanno avuto un buon successo: quelli che utilizzano dei polimini (alla Tetris, per essere più chiari) per riempire delle griglie e quelli cosiddetti “Legacy”, costituiti cioè da una serie di episodi durante i quali si modifica permanentemente il tabellone. Poteva sottrarsi a questa “moda” il Re degli autori tedeschi, Reiner Knizia? Certamente no, ed ecco infatti arrivare il suo My City, un gioco “Legacy” (edito in Italia da Giochi Uniti) che utilizza i polimini per permettere a 2-4 giocatori, di 10 anni o più, di costruire e personalizzare le “loro” città.

A tutti coloro che, come chi scrive, pensano che scrivere su un tabellone o modificarlo permanentemente sia un “sacrilegio” dico subito che in My City non c’è un tabellone ed ognuno utilizza una plancia personale stampata su entrambi i lati: il primo serve per il gioco “Legacy” (e dunque verrà modificato nel corso delle varie partite) mentre il lato B sarà utilizzato indipendentemente dall’avanzamento e senza alcuna modifica. Ricordo anche che questo gioco è stato fra i tre finalisti dello Spiel des Jahres 2020 (insieme a Nova Luna e Pictures, che poi ha vinto il premio).

Unboxing

I componenti)

I componenti.

Aprendo la scatola di My City scopriamo quattro grandi plance quadrate, stampate su entrambi i lati (per le ragioni già esposte), tre fustelle da cui estrarre i 96 “edifici” (i soliti polimini di 3-4-5 quadretti, in varie forme), un mazzo di 24 carte e 4 cubetti bianchi da usare come segnapunti.

Quello che più colpisce l’occhio però sono le 8 buste bianche “sigillate”, ognuna delle quali verrà usata per un “capitolo” del gioco, composto a sua volta da 3 diversi “episodi” (ognuno dei quali può essere giocato da solo): tutti i capitoli aggiungono delle regole specifiche a quelle di base e, naturalmente, degli adesivi (o altro) con cui modificare il lato A della plancia personale.

Busta per il Capitolo 1.

L’apertura della busta per il Capitolo 1.

Tranquilli, non vi riveleremo alcunché delle istruzioni specifiche e nella foto qui sopra vi mostriamo il contenuto della Busta 1 semplicemente perché deve essere comunque aperta per iniziare la prima partita.

I materiali sono tutti di buona qualità e l’autore delle illustrazioni (il pluri-decorato Michael Menzel) ha contribuito a rendere più piacevole la vista: bisognerà fare un po’ di attenzione a staccare tutte le tessere dalle rispettive fustelle per non rovinarle e dunque ci limitiamo a consigliarvi di utilizzare un normale cutter per facilitare il distacco.

Preparazione (Set-Up) e Gioco

La plancia Legacy.

La plancia personale sul lato Legacy.

La preparazione di una partita di My City è molto veloce: ogni giocatore prende una plancia e posa il cubetto segnapunti sulla casella 10 del relativo tracciato. Poi sceglie un set di tessere (i set sono tutti uguali e si differenziano solo per un diverso simbolo sul retro, identico a quello della plancia scelta).

Si mescola il mazzo delle carte e si posa coperto sul tavolo. Infine si apre la busta del capitolo da giocare e si estraggono i materiali, leggendo attentamente le regole specifiche per sapere se e in cosa si differenzierà la partita dalle precedenti.

Le carte edificio.

Le carte edificio.

A My City si gioca “a giro”: all’inizio della partita viene mostrata una carta “edificio” e tutti i giocatori posano contemporaneamente l’edificio indicato sulla loro plancia, rispettando una serie di regole e cercando di non “coprire” le caselle con il simbolo “albero” ma di nascondere quelle con un simbolo “roccia”. Dopo un tempo “X” (concordato dai giocatori ma che comunque deve essere il più breve possibile per evitare perditempo o impedire a qualcuno di “pensare” troppo a lungo) viene girata una seconda carta, e così di seguito finché non si esaurisce il mazzo (evento raro, per la verità) o tutti i giocatori sono stati costretti a passare per mancanza di spazi liberi sulla loro griglia.

Inizialmente sulla plancia ci sono solo 5 alberi e 8 rocce (tutti piazzati “strategicamente” per complicarci la vita), quindi le cose sono abbstanza semplici, ma con l’aggiunta di nuovi elementi si faranno via via più complesse. Proprio per questo motivo l’autore consiglia di giocare ogni capitolo sempre con le stesse persone, se possibile, perché l’esperienza acquisita in una partita è sempre utile in seguito.

Fustella con gli edifici.

Una delle fustelle con gli edifici.

L’ordine con cui “usciranno” gli edifici dipende dai capricci della sorte dopo aver mescolato il mazzo, quindi non sarà possibile programmarne la costruzione e tutti dovranno cercare piazzare intelligentemente i loro edifici per non trovarsi poi con troppi spazi inutilizzabili: il primo edificio deve essere obbligatoriamente piazzato adiacente al fiume che attraversa la plancia, per gli altri sarà sufficiente che abbiano almeno un lato in comune con quelli già sul tavolo.

Alla fine di ogni Episodio di My City si calcolano i Punti Vittoria (PV) guadagnati da ogni giocatore sommando al valore iniziale (10 PV) il numero di caselle scoperte con un albero (+1 PV per ognuno) e sottraendo -1 PV per ogni roccia visibile ed ogni casella rimasta scoperta.

La plancia sul lato B.

La plancia sul lato B, immutabile.

Il lato B della plancia verrà usato invece per partite estemporanee ed è indipendente dai Capitoli già fatti (anche se l’autore consiglia di arrivare almeno al quinto prima di usarla): essa riproduce approssimativamente la plancia che potrebbe corrispondere all’episodio 10 del gioco “Legacy” e bisognerà dunque scartare qualche tessera prima di iniziare a giocare.

Torneremo ad esaminare più approfonditamente My City dopo averlo giocato su più tavoli, ma possiamo anticipare che si tratta di un gioco di una certa “durata”: infatti se è vero che ogni “episodio” si può completare al massimo in una mezzoretta, per concludere un Capitolo serviranno circa 90 minuti. Dunque per finire tutto il gioco potrebbe servire qualcosa come 12 ore, divise in più sessioni: come si vede si tratta di un buon rapporto fra … l’investimento fatto ed un uso così prolungato.

La scatola.

La scatola.

 

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

Quelli del camioncino…

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