SINTESI
Pro: ambientazione e sistema di regole ben sviluppati. Coinvolgente e con meccaniche che limitano il fenomeno di alpha player.
Contro: il grado di sfida si alza esponenzialmente al diminuire dei giocatori. Setup non immediato e non aiutato dall’ergonomia di alcuni elementi.
Consigliato a: chi cerca un cooperativo sfidante e coinvolgente con fazioni asimmetriche.
| Realizzazione | |
| Giocabilità | |
| Divertimento | |
| Longevità | |
| Prezzo |
Idoneità al solitario:
elevata
Incidenza della fortuna:
buona
Idoneità ai Neofiti:
sufficiente
Autore:
Henry Audubon, T.L. Simons
Grafica ed illustrazioni:
Meg Lemieur, T.L. Simons
Anno:
2024
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INTRODUZIONE
In Defenders of the Wild le macchine stanno prendendo il sopravvento su una terra un tempo rigogliosa. Nelle veci del capo di una delle quattro fazioni che abitano queste terre selvagge, dovrai fronteggiare l’avanzata delle macchine e la costruzione di nuove fabbriche, oltre a bonificare le aree inquinate da esse.
Defenders of the Wild è un gioco da 1 a 4 giocatori portato in italia da MS Edizioni. Si tratta di un titolo cooperativo in grado di unire un ottimo sistema di gioco a un’ambientazione forte, che sposa anche una tematica estremamente attuale ed importante come quella dell’inquinamento. Le meccaniche principali di Defenders of the Wild sono i punti azione su fazioni asimmetriche, la gestione della mano e il controllo territori.
Siete pronti a contrastare l’avanzata delle macchine?
COMPONENTI

I componenti di Defenders of the Wild.
La scatola di Defenders of the Wild è di dimensioni piuttosto ridotte, ma, una volta aperta, vedrete che comprende svariati materiali e tutti di ottima qualità.
I componenti principali di questo gioco sono: le tessere esagonali, con cui si andrà a comporre la plancia di gioco; gli elementi in legno, sia per le fazioni giocanti che per le macchine; e ovviamente non bisogna dimenticarsi il mazzo di carte, vero motore del gioco.
A questi si aggiungono alcuni elementi in cartone, come vari segnalini e le plance dei giocatori.
L’Arte di Defenders of the Wild:
Le illustrazioni di Defenders of the Wild sono davvero molto belle. Lo stile di disegno, sicuramente ricercato nelle armonie di toni e colori, riesce a rende perfettamente l’ambientazione (tra l’altro questo stile ricorda vagamente anche quello altri giochi sempre localizzati da MS Edizioni, come ad esempio Root o Ahoy).

L’arte di Defenders of the Wild.
UNA NUOVA MINACCIA INCOMBE SULLE TERRE SELVAGGE, BISOGNA PREPARARSI! IL SETUP DI DEFENDERS OF THE WILD
Il setup di Defenders of the Wild non è complicato, ma richiede di seguire una preparazione passo passo che potrebbe dilungarsi leggermente.
Il principale rallentamento nella preparazione lo incontriamo nella composizione della plancia di gioco: viene richiesto di posizionare tutte le tessere orientate nello stesso verso, seguendo una freccia direzionale stampata al centro, e ciò potrebbe rallentare il processo, oltre al fatto che potrebbero crearsi alcuni “buchi” se non si fa attenzione a come vengono posizionate le prime tessere all’interno del perimetro.

Il setup di Defenders of the Wild.
Una volta formato il tabellollone, bisognerà preparare la fazione delle Macchine schierando i loro primi Muri e Automi intorno al Nucleo della Macchina (casella centrale). Contestualmente, vanno anche posizionati tutti i Mech (unità delle Macchine) e i segnalini Inquinante nelle tessere che li rappresentano.
Ogni giocatore in gioco sceglie poi una fazione e prende tutti i materiali di quel colore. Sceglie uno dei due capi e seleziona le carte Difensore indicate per formare il proprio mazzo. Successivamente sceglie un esagono di partenza con l’Habitat corrispondente a quello della propria fazione e ci posiziona sopra sia la sua pedina Capo, che il suo primo Campo (casetta). Infine pesca tante carte quante indicate dal primo numero visibile sulla plancia personale, ovvero il numero più a destra non coperto dalla riserva dei Campi.

La scelta del Capo di una fazione e dei relativi Difensori.
RICONQUISTARE LA NATURA: IL FLUSSO DI GIOCO DI DEFENDERS OF THE WILD
Una partita a Defenders of the Wild prevede il susseguirsi di vari round fino al raggiungimento di una delle condizioni di vittoria o sconfitta.
La strada che vi porta alla vittoria è solo una, ed è molto ostica: i giocatori devono aver costruito tutti i loro Campi e tutte le fabbriche devono esser state rinaturalizzate.
La sconfitta, invece, si cela davanti a una diffusione troppo ampia delle scorie tossiche prodotte dalle fabbriche, dalla costruzione completa del Nucleo della Macchina o dalla morte di due Difensori appartenenti alla stessa fazione.

Un esempio di una sconfitta per “Massacro”, ovvero per la morte di due Difensori appartenenti allo stesso habitat.
Ogni round si suddivide in due fasi:
- Pianificazione: contemporaneamente, e senza parlare, tutti i giocatori scelgono quale carta giocare dalla propria mano. Quando tutti hanno scelto, si rivelano le carte e si applicano gli effetti dei Difensori scelti.
- Fase Azione: seguendo l’ordine di gioco, ogni giocatore svolge le proprie azioni e conclude il proprio turno rivelando una carta delle Macchine
Le Azioni di Defenders of the Wild
Partiamo col dire che il numero di azioni di gioco viene stabilito dalla carta giocata: ogni Difensore, infatti, riporta un numero nell’angolo in basso a sinistra che indica quante azioni è possibile svolgere nel turno in cui si attiva.
Le azioni ci permettono di: muoverci di uno o più spazi sfruttando l’adiacenza di esagoni dello stesso habitat (solo nell’habitat del difensore attivo); costruire un Campo in un terreno del proprio habitat; raggiungere un nostro Campo ovunque si trovi ed ignorando eventuali ostacoli lungo il tragitto; eliminare gli Inquinanti, distruggere un Mech o aprire una breccia in un muro; curarsi, presso uno dei propri campi; e rinaturalizzare una Fabbrica.
La meccanica più identificativa di Defenders of the Wild è quella del Supporto. Si tratta di un indicatore rappresentato dalla pedina colorata sulla plancia personale che simboleggia il riconoscimento delle nostre buone azioni contro l’invasione delle macchine da parte degli abitanti delle Terre Selvagge. Si ottiene Supporto svolgendo azioni che danneggiano le Macchine e, quando raggiungiamo il valore massimo, ovvero quando la pedina si trova adiacente al Campo nello spazio più a sinistra, potremo costruire un nuovo Campo in una casella libera dello stesso habitat del nostro leader. Costruire un Campo, oltre a contribuire alla vittoria, è l’unico modo che permette di pescare nuove carte dal mazzo.

Costruire un Campo.
La difficoltà di Defenders of the Wild? Al termine del turno di ogni giocatore si rivela una carta Macchina, che muove gli Automi, schiera nuovi Mech o Inquinanti, edifica Muri e perfino nuove Fabbriche.
Nella risoluzione di queste carte troviamo varie meccaniche molto interessanti: dalla diffusione degli Inquinanti, e la generazione di aree tossiche, che ricorda molto la meccanica di proliferazione alla base di Pandemic; al movimento dei nemici sulla mappa o allo sbarramento di determinate aree a seguito della costruzione di nuovi Muri, che costringerà i giocatori a cercare strade alternative o a crearsi una breccia.

Vogliamo sottolineare come il movimento degli Automi di Defenders of the Wild possa risultare leggermente macchinoso, soprattutto nelle prime partite. Infatti, bisogna fare attenzione ad indirizzarli lungo i giusti percorsi seguendo il senso di marcia e, soprattutto, bisogna capire bene il meccanismo di respawn quando gli Automi incontrano un ostacolo e vengono resettati.
CONSIDERAZIONI
Defenders of the Wild è un gioco molto sfidante e profondo, dove aggiudicarsi la vittoria non sarà di certo una passeggiata… ma è proprio grazie a ciò che risulta così divertente e coinvolgente.
Partiamo, quindi, col parlare proprio del grado di sfida di Defenders of the Wild. Come avrete intuito, stiamo parlando di un gioco parecchio sfidante, stretto nelle scelte e che concede poco spazio agli errori di valutazione. Se questo fattore per alcuni giocatori potrebbe risultare un difetto, noi riteniamo si tratti di uno dei pilastri di un gioco di questo genere. Se venisse a mancare l’elemento di sfida, siamo sicuri che non risulterebbe altrettanto coinvolgente nonostante l’ottimo insieme di meccaniche che lo caratterizzano.

Un’altra variante per aumentare ulteriormente la difficoltà di Defenders of the Wild è la possibilità di utilizzare carte Macchina avanzate.
Dobbiamo però subito soffermarci sulla scalabilità e sul suo impatto sul gioco. Defenders of the Wild, infatti, non riesce a garantire la stessa esperienza ludica al variare del numero di giocatori: quando questi diminuiscono, la difficoltà aumenta sensibilmente, principalmente perché la mappa mantiene sempre le stesse dimensioni e risulta quindi più difficile da “coprire”. Questo aspetto non è però detto che sia percepito da tutti come un difetto: diciamo che se cercate un gioco molto sfidante potete giocare Defenders of the Wild tranquillamente anche in due giocatori. Diversamente, consigliamo di essere almeno in 3 o 4.

Una partita in corso a Defenders of the Wild.
L’alea in Defenders of the Wild è sicuramente presente, sia nella pesca della propria mano di gioco sia, soprattutto, nella risoluzione delle carte Macchina, dove l’ordine di innesco di alcuni eventi può influenzare in modo significativo la partita a seconda delle circostanze.
Nonostante la presenza della fortuna appena citata, Defenders of the Wild rimane un titolo che richiede un approccio ampiamente strategico: coordinarsi con i compagni e ottimizzare le proprie azioni è essenziale per aggiudicarsi la vittoria.
In merito vogliamo anche sottolineare come questo gioco riesca, almeno in parte, a sopperire alla presenza di un alpha player al tavolo, obbligando la scelta del difensore da utilizzare durante il round in modo totalmente personale, senza la possibilità di confrontarsi e di conseguenza di imporre le proprie idee sul gioco dei propri compagni.
L’ambientazione, infine, risulta ben approfondita: sia nell’introduzione di pura lore, che il manuale ci propone nelle pagine iniziali, sia negli elementi di gioco, che la rendono particolarmente percepibile. La propagazione delle Fabbriche, la diffusione delle scorie inquinanti e la continua lotta a salvaguardia della natura, garantiscono un’ottima immedesimazione nell’ambientazione di questo gioco.

La scatola di Defenders of the Wild.
In conclusione, Defenders of the Wild è un gioco che ci è piaciuto molto, risultando un’ottima alternativa a titoli come Pandemic e in grado di coinvolgere ulteriormente i giocatori grazie all’incontro tra meccaniche solide e un’ambientazione approfondita.
Se siete alla ricerca di un cooperativo sfidante e coinvolgente dovete assolutamente provare questo titolo.
Non perdete altro tempo, le terre selvagge si aspettano che voi le difendiate!
Colonna sonora:
Per accompagnare le vostre partite a Defenders of the Wild vi consigliamo di utilizzare playlist a tema foreste fantasy (ne trovate molte per giochi di ruolo come Dungeons&Dragons). Alternativamente potete tranquillamente optare anche per una delle numerose playlist dedicate ad Everdell presenti su Youtube.
Si ringrazia MS Edizioni per la review copy di Defenders of the Wild gentilmente fornita per questa recensione.
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