Nuovo anno e nuova edizione di Play, la seconda nella nuova sede bolognese. Come avrete già sentito a più riprese, è stata l’edizione delle conferme sugli spazi più ampi e sulle possibilità di gioco anche nei giorni con maggiore affluenza di visitatori. L’organizzazione dei padiglioni in aree ben definite è sempre una scelta vincente ma occorre sempre avere un piano d’azione sui titoli da provare, i talk da seguire e ogni attività di contorno a cui si vuole partecipare o si rischia di fare confusione tra le mille proposte della fiera e perdere così parecchio tempo utile. L’offerta di gioco è sempre molto elevata e variegata sia per il grande numero di editori coinvolti, sia per le associazioni di volontari che ininterrottamente dimostrano qualsiasi cosa dall’inizio alla fine di ogni giorno. So che siete qui per i giochi, quindi ecco l’elenco in ordine sparso di ciò che siamo riusciti a provare in questa edizione di Play.
ACE OF SPADES
Approfittando di una spiegazione appena cominciata ad un tavolo di Devir proviamo Ace of Spades, un solitario giocabile anche come cooperativo per due nel quale, con un mazzo di carte da poker, dobbiamo abbattere una sequenza di nemici sempre più ostica fino al temibile Lord Overkill. Ogni avversario deve essere sconfitto entro un certo numero di mani per evitare di perdere la partita, e conferisce abilità passive o one-shot da utilizzare per gli scontri successivi. Chiaramente ispirato al videogioco Balatro, Ace of Spades è sfidante nonostante le pochissime regole e si presta a diverse “run” per mostrare ai giocatori tutto il suo potenziale.

SHIZOKU
Deer Games Studio ci presenta Shizoku, un party game da 3 a 8 giocatori in cui varie casate competono in vari modi per conquistare il prestigioso titolo di Shogun. In 4 round giocheremo per 3 volte una carta a testa cercando di ottenere quanti più punti vittoria possibili: che sia per la forza dei samurai, l’abilità dei ninja, il supporto dei ronin o il tentativo di combinare un matrimonio evitando una geisha, le regole base verranno sempre alterate da una carta terreno differente. Semplice, veloce e molto divertente nonostante un impatto della fortuna non indifferente ma comunque adatto alla tipologia di gioco. Ci ha colpito particolarmente il comparto artistico delle carte, abbastanza evocativo e che mantiene la leggibilità necessaria per il colpo d’occhio.

HOXFALL
Allo stand Teburu proviamo Hoxfall, un’anteprima della fiera dove possiamo toccare con mano il prossimo progetto Gamefound dei ragazzi di Xplored. Un esperimento fuori controllo sta mettendo in subbuglio una base di ricerca scientifica e, nella missione demo, i 4 protagonisti devono cercare di fuggire riattivando l’ascensore del loro piano. Il gioco si dipana nel più classico sistema di punti azione per muovere, interagire con le stanze e attaccare e ad una primissima occhiata sembra di vedere tante similitudini con la serie Zombicide. Il supporto digitale qui fa la differenza, con un sistema di eventi a tempo, il crafting con ciò che si trova nelle stanze, differenti utilizzi dell’arma che ne minano l’integrità e una narrazione emergente che intrattiene senza essere troppo pesante. Una demo che sicuramente fa ben sperare per il futuro della piattaforma.

ESPANSIONI DI AHOY
Da MS giochiamo in anteprima le espansioni di Ahoy che l’editore porterà prossimamente in italiano: Fangs and Fortunes e Rivals and Renegades. Entrambe contengono due fazioni che sostituiscono quelle del gioco base, la prima scatola per i contrabbandieri e la seconda per modificare il conflitto tra squali e molluschi. Una partita di qualche turno non può essere di certo esaustiva per un commento completo, ma se già Ahoy ci aveva convinto nella sua configurazione base, queste fazioni ci sono sembrate l’elemento necessario per rompere un po’ gli schemi che naturalmente si creano dopo tante partite. Le espansioni non snaturano il gioco ma ne cambiano l’esperienza in base alle combinazioni pazze con la scatola base. E poi, diciamocelo, non volete come me provare il Leviatano che mangia tutto quello che incontra (sì, anche le carte mercato)?

PANOPTICON
Pick’n’Roll Games propone un prototipo in stato molto avanzato di Panopticon, gioco che verrà lanciato su Gamefound nel prossimo futuro. Interpretiamo dei prigionieri che devono scappare entro un determinato numero di round, potendo compiere 3 azioni a turno e dovendo creare e soddisfare le condizioni di un piano di fuga. La comunicazione tra i giocatori è vietata (le guardie potrebbero sentirci e non dobbiamo “perdere nessuno”) ma tra corruzione di galeotti, passaggio di informazioni sottobanco e molte altre idee tematiche potremo far conoscere agli altri ciò che sappiamo, o comunque farglielo intuire. Teso dall’inizio alla fine, con una costante e adrenalinica valutazione del rischio e relativamente veloce nonostante una spiegazione corposa: decisamente ben fatto e molto atipico nel segmento dei cooperativi.
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SUB ZERO
Sempre nello stand Distropick, sempre un titolo che andrà su Gamefound a breve, proviamo in 4 questo titolo di maggioranze spiegato dal buon cogo71 di Giochi sul Nostro Tavolo per Dawn Town Games. Qui parliamo di un titolo di maggioranze su una mappa molto, molto stretta, dove interpretiamo animali nell’artico che cercano in tutti i modi di raccogliere cibo e sopravvivere all’inverno. Tramite un draft di dadi solo alcune azioni saranno disponibili ogni round, ma state certi che ogni azione farà male a qualcuno. L’interazione è altissima e il gioco spinge ogni fazione a mettere i bastoni tra le ruote agli altri qualsiasi cosa faccia. Per non parlare degli umani, una fazione neutrale che non si trova in quel luogo per una passeggiata in mezzo alla neve. Un gioco non adatto ai permalosi, ma che farà la gioia degli appassionati dei pesi medi dove il conflitto è al centro dell’esperienza al tavolo.

SAPROMETE
La nuovissima casa editrice LooMoon presenta il prototipo del suo primo titolo, un gestione risorse con elementi di dungeon crawling ambientato in un futuro molto lontano. Ogni giocatore interpreta una squadra di esploratori che cerca di estrarre dal terreno le risorse necessarie per la costruzione di equipaggiamenti, per il reclutamento di nuovi pionieri e per guadagnare la reputazione necessaria che migliora vari aspetti del proprio gioco e determina il vincitore alla fine della partita. Un sistema di obiettivi veicola la spinta sull’estrazione, il conflitto tra i giocatori e il contenimento dei mostri (i quali diventano sempre più letali man mano che “disturbiamo” l’equilibrio del pianeta). Nonostante la demo di 45 minuti su un gioco che dura almeno 2 ore, abbiamo riscontrato delle ottime idee di fondo e abbiamo discusso con il team delle nostre impressioni sul titolo. Sicuramente c’è qualcosa da limare e da rifinire ma le premesse ci sono, qualsiasi sia la strada che LooMoon intraprenderà.

OPERA MAGNA
Con la spiegazione di Tommaso Battista in persona, uno dei due autori, proviamo un’anteprima di Ludus Magnus in una partita completa a 4 giocatori. Interpretiamo mercanti della Firenze rinascimentale che contribuiscono alla costruzione della cattedrale di Santa Maria del Fiore interagendo con 3 città. Queste città costituiscono un motore comune di risorse e, ad ogni piazzamento, ne peggioriamo i costi o ne miglioriamo i benefici giocando una carta dalla nostra mano. Al piazzamento in città corrisponde sempre il pagamento indicato per ottenerne i benefici. Tutti questi scambi di risorse servono per ottenere più punti degli altri migliorando la nostra plancia ed edificando la cattedrale. Un peso medio per gli amanti delle combo con delle ottime idee alla base, una buona interazione tra i giocatori e una presentazione al tavolo degna degli altri titoli della Ludus.

MIAMS
Ho all’attivo diverse decine di partite su BoardGameArena a Miams, ma non avevo mai provato la versione fisica prima di Play. Trattasi di un Roll & Write con elementi di tableau building in cui cerchiamo di ottenere le combinazioni del poker più redditizie per aumentare i nostri punti vittoria e al contempo ottenere preziose stelle per comprare carte da un mercato comune. L’interazione tra i giocatori non è da trascurare perché le X ottenute dai nostri dadi conferiscono bonus agli avversari e il mazzo di carte, fonte di tantissime combo che cambiano radicalmente ogni partita, impedisce ai giocatori di guardare solo al proprio orticello: la condizione di fine partita dei 50 punti, infatti, può arrivare ben prima di quanto ci aspettiamo. Decisamente promosso!

OF SOIL AND STONES
Da Mancalamaro proviamo un piazzamento tessere cooperativo nel quale dobbiamo erigere una fortezza comune e circondarla con un fossato utilizzando tutte le tessere a disposizione. La particolarità sta nel fatto che una tessera deve coprirne altre 2 se posizionata ad un livello superiore e deve numericamente trovarsi nel range costituito dalle tessere coperte. Questo è quasi tutto il regolamento dello scenario iniziale, ma Of Soil and Stones prevede una sequenza di scenari a difficoltà crescente dei quali non abbiamo chiesto troppe anticipazioni. Inizialmente lo abbiamo sottovalutato, soprattutto con poche tessere in gioco e con i vincoli facilmente aggirabili, ma verso la fine abbiamo rischiato di perdere un paio di volte. Senza la giusta coordinazione, i giocatori non potranno che incontrare la sconfitta.

TORNADO SPLASH
Tornado Splash è un esilarante gioco di costruzione percorso dove dovremo competere in una gara di moto d’acqua. L’esperienza di gioco ci è piaciuta molto, le regole sono semplicissime ma l’esito della partita non è mai banale. Essenzialmente lo scopo del gioco è tagliare per primi il traguardo costruendo il percorso che seguirà la nostra moto d’acqua giocando una carta a turno. Le moto utilizzabili sono asimmetriche: ad esempio possono esserci moto più leggere, e quindi più veloci, ma con una notevole difficoltà nel curvare… o moto più pesanti e lente, ma estremamente maneggevoli in curva. Consigliatissimo per chi cerca esperienze di gioco veloci e coinvolgenti.

CASH A CATCH
Siamo al mercato del pesce e il negoziante, uno dei giocatori a turno, chiama ad alta voce la propria merce in vendita, rivelando una dopo l’altra le carte dal mazzo. Gli altri giocatori dovranno cercare di aggiudicarsi la mercanzia cercando di intuire le intenzioni avversarie e soprattutto riuscendo ad essere i più veloci a suonare il campanellino. I pesci acquistati vengono immagazzinati nella propria plancia e possono essere venduti durante il proprio turno da mercante, con il trick di far scartare una carta della stessa tipologia dalle riserve avversarie. Si tratta di un gioco veloce, con regole semplicissime, ma con una profondità che potrebbe sorprendervi: capire quando conviene investire per aggiudicarsi i pesci in vendita non è scontato e l’elemento dexterity del campanellino aggiunge frenesia all’esperienza di gioco.

KING OF TOKYO: GODZILLA
King of Tokyo non necessita certo di presentazioni, eppure siamo qui a parlarvene come una delle novità di questa edizione di Play. Questa nuova versione ricalca in pieno il titolo originale aggiungendo però alcune piccole meccaniche “rubate” dalle espansioni meglio riuscite e dalla versione duel. King of Tokyo: Godzilla risulta leggermente più profondo rispetto al suo predecessore, pur riuscendo a mantenere lo stesso coinvolgimento caciarone. Infine, un aspetto forse per alcuni secondario (ma non per il nostro Kuriboh), è la nuova veste estetica di questo gioco dato che le illustrazioni presenti in Godzilla sono qualcosa di eccezionale, come anche la cura nella realizzazione dei componenti.

ORCS UP
Nei pressi dello stand di Cranio ci imbattiamo in un gruppo di orchi intenti a scalare le mura di un castello. L’impresa sembra ardua, specie perché ogni tanto qualcuno gli scaglia dei macigni contro per farli cadere. Orcs up è un family game dexterity che unisce il piazzamento di pezzi di legno di forme diverse, equilibrio, colpo d’occhio e mano ferma, a la Tokyo Highway, con una buona dose di interazione diretta. Lo scopo dei giocatori è posizionare gli orchi della propria banda il più in alto possibile, cercando di non far cadere gli avversari durante il proprio piazzamento, ma con la licenza di abbatterli se si “spende” il turno per scagliargli una pietra addosso. L’esperienza di gioco è immediata e dal forte impatto scenico, consigliatissimo a chi è alla ricerca di giochi di destrezza.

BERLINO 1960
La nota coppia Brasini-Gigli ci propone un titolo insolito per i loro canoni: il player count fa pensare a un party game, così come la disposizione in due fazioni contrapposte; in realtà, si tratta di un duello serrato tra squadre, ben tematizzato, guidato da un mazzo di carte uguale per tutti i giocatori, i quali dovranno manipolare e indagare le manipolazioni in una plancia comune, su cui si intrecceranno maggioranze, spionaggi e controspionaggi, sparatorie, criptazioni e decrittazioni. Non fatevi fuorviare dai bei proiettili: non c’entra nulla col classico Bang!

MAGIC FIVE
Le tesserine numerate da 1 a 60 e le schede su cui segnare i numeri man mano che vengono pescati ricordano evidentemente la tombola, ma le somiglianze finiscono qua: in Magic Five l’alea non c’entra proprio nulla, perché siamo al cospetto di un gioco puramente deduttivo, dalla forte componente logico-matematica. Si spiega in due minuti, anche perché le azioni possibili sono soltanto due, e si gioca in una decina: in sostanza, uno dei filler più divertenti del momento, adatto tanto ai giocatori occasionali quanto a quelli più esperti!

I PRIMI 20 MINUTI
Gioco da tavolo sviluppato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, in cui ogni giocatore deve sviluppare un proprio personale universo attraversando i primi 20 minuti (di qui il titolo) successivi al Big Bang. Con un pool di dadi comune, si dovranno costruire progressivamente materia e antimateria, fino a generare protoni, neutroni e tutta l’energia necessaria per formare poi il primo nucleo di elio. A differenza della maggior parte dei giochi didattici, la componente ludica è un bel rompicapo sfidante, piacevole da giocare, con diverse modalità che consentono di adattarlo ad ogni tipo di tavolo.

FORMAGGIO
Un piazzamento lavoratori che si gioca simultaneamente, in cui gli effetti si possono calibrare in funzione del tempo che si decide di investire. Ci sono ordini da completare, produzioni da affinare e potenziare, e diverse risorse da gestire e manipolare; va da sé che, complice anche l’ambientazione enogastronomica, la mente corre subito a Viticulture, con un sistema di scoring finale più variegato e tempi morti pressoché nulli, tant’è che la partita completa dura meno di un’ora.

DRAGON IN THE HUTT
Gioco di carte rapido e caciarone, finanziato su Kickstarter, con un player count molto duttile (si gioca da 2 a 8 persone), interazione diretta a palate e bluff parecchio bastardi. In sintesi, si devono deporre le uova nelle stalle e proteggerle per fare schiudere fino a 3 nuovi draghi: tutto apparentemente molto semplice, se non fosse che… gli avversari faranno sempre di tutto per rompere letteralmente le uova!

Ringraziando tutti gli amici con cui abbiamo giocato o anche solo scambiato due chiacchiere, ci diamo appuntamento al 2027 per la prossima edizione del festival!
Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…
- Balena Ludens a Play 2026 - 8 Giugno 2026
- Gloomhaven: Buttons & Bugs - 18 Maggio 2026
- Origin Story - 1 Aprile 2026
















