SINTESI
Pro: Regole semplici, gameplay sfidante, meccaniche fluide. Materiali top e illustrazioni eccezionali: un piacere anche per gli occhi.
Contro: Dopo alcune partite ravvicinate potrebbe risultare un po’ ripetitivo per chi cerca profondità strategica. In due giocatori perde un po’ di brio.
Consigliato a: Giocatori easy e a chi cerca un family-plus capace di fondere facilità di regolamento, capacità di pianificazione e tempismo. Accessibile e godibile anche per i meno esperti.
| Realizzazione | |
| Giocabilità | |
| Divertimento | |
| Longevità | |
| Prezzo |
Idoneità al solitario:
discreta
Incidenza della fortuna:
sufficiente
Idoneità ai Neofiti:
discreta
Autore:
Henry Audubon
Grafica ed illustrazioni:
Josh Emrich, Lisk Feng
Anno:
2025
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Se amate la natura, un viaggio tra i grandi parchi nazionali americani è un’esperienza indimenticabile. Se in più amate anche i giochi da tavolo, allora dovete assolutamente provare Parks.
Portato in Italia da Ghenos Games, Parks – competitivo da 1 a 5 giocatori creato da Henry Audubon – finalmente sbarca sui nostri tavoli nella sua sontuosa seconda edizione, determinato a conquistare gli appassionati di pesi medio-leggeri e a sedurli con le sue illustrazioni meravigliose, i materiali superlativi e un game play sfidante in un lasso di tempo non esagerato.
Oltre a colmare una lacuna del mercato italiano – la prima edizione del gioco non è stata mai localizzata nel nostro Paese pur avendo un buon riscontro tra i giocatori amanti del genere – in questa seconda edizione Parks offre comunque un’esperienza e un prodotto nuovo rispetto al proprio celebre progenitore, pur mantenendone meccaniche e filosofia di fondo. E generalmente, dobbiamo dirlo subito, lo fa in meglio.

Esempio di allestimento iniziale per una partita in tre giocatori
In questo Parks troviamo infatti racchiusi in un unico titolo gran parte degli spunti maggiormente apprezzati non solo dell’originale gioco base, ma anche delle vecchie espansioni Nightfall e Wildlife. Una sorta di “all in” che consente di vivere l’esperienza totale del mondo di Parks con un’unica scatola.
Ma attenzione: non si tratta di una ristampa con all’interno tutti i contenuti o di una big box con il materiale tradotto in italiano. La seconda edizione di Parks è a tutti gli effetti un nuovo gioco che incorpora, elabora e sviluppa il meglio dei contenuti delle precedenti espansioni, selezionandone alcuni ed escludendone altri. Oltre a piccole modifiche al gameplay e alle meccaniche, sono state fatte aggiunte, bilanciate alcune carte e reso più fluido ed ergonomico il setup.
Il tutto per offrire un “pacchetto completo” per passeggiate indimenticabili nel mondo… dei giochi da tavolo. Obiettivo raggiunto? Vediamo com’è andata la nostra esperienza di gioco.

L’organizer all’interno della confezione è pratico, esteticamente pregevole e ordinato. Anche i materiali sono super promossi
MATERIALI
Un minuto di religioso silenzio. Fatto? Bene. Ci sta tutto per sottolineare la bellezza della grafica, la qualità dei componenti, la cura nei dettagli di Parks. Un gioco esteticamente magnifico: non solo non abbiamo trovato nulla da eccepire, ma lo prendiamo a modello per dettagli e qualità.
Partiamo – e non potrebbe essere altrimenti – dalle illustrazioni delle 63 “carte parco” di grande formato (erano 48 nella prima edizione base), fiore all’occhiello di questa produzione: Josh Emrich e Lisk Feng hanno fatto un lavoro superlativo ridisegnando completamente l’artwork della prima edizione. Il risultato è una serie di immagini spettacolari, vere e proprie cartoline dallo stile originale, che una volta sul tavolo esprimono bellezza e freschezza visiva. Intendiamoci, le carte della prima edizione erano altrettanto d’effetto, ma anche per questo essere riusciti a pareggiare il risultato con illustrazioni completamente nuove è degno di sottolineatura per chi, come noi, ama anche il lato artistico ed estetico dei giochi da tavolo.

Sole, montagna, foresta, acqua e fauna sono le risorse di Parks. I token in legno sono sagomati e di ottima qualità
A livello top anche il resto della componentistica, partendo dalle risorse in legno sagomate, passando per i segnalini fauna (differenziati con fogge di vari animali pur avendo tutti la stessa funzione), i segnalini falò e tenda in legno generoso e finendo con i vari token. Insomma, un piacere per occhi e tatto. La cura nei particolari si conferma anche nella grafica del manuale – tanto bello quanto esaustivo – e nella qualità della carta scelta per confezionarlo.
Completa il tutto un pratico organizer in plastica, anch’esso molto curato esteticamente, per ordinare carte e segnalini. Ad affiancarlo ci sono due contenitori separati per le risorse, a forma di tronco, da distribuire ai giocatori in modo tale da lasciare sempre a portata di mano i materiali: il tutto è davvero molto funzionale. Insomma, una produzione super promossa.

Le risorse sono contenute in due pratici organizer, molto belli anche esteticamente
SETUP
A differenza della prima edizione, in Parks troviamo una plancia principale che, oltre a contenere i vari componenti, indica l’itinerario dei nostri escursionisti. Su di essa prepareremo i mercati con tre carte parco, tre carte equipaggiamento e tre token borraccia visibili nelle rispettive aree.
Dopo aver disposto le tessere stagione, costruiremo il “sentiero”, collocandovi casualmente le tessere “punto di interesse” (sono quelle che ci indicano che tipo di risorsa riceveremo o che azione faremo visitando quel luogo): ogni partita avrà così un itinerario sempre differente. Lungo il sentiero andranno inoltre collocati in alternanza i segnalini meteo (sole e acqua), il segnalino fotografo, eventualmente i tre segnalini tenda del modulo opzionale (consigliamo di utilizzarlo dopo la prima partita) e il dado sentiero.
A questo punto ai giocatori non resterà altro da fare che prendere due escursionisti del colore prescelto e collocarli all’inizio del sentiero: dopo aver ricevuto la propria dotazione iniziale siamo pronti per la nostra full immersion nella natura selvaggia!

Ogni giocatore avrà a disposizione una coppia di escursionisti. A ogni turno dovrà decidere quale fare avanzare sul sentiero e di quante caselle. Attenzione: tornare indietro non sarà possibile fino alla stagione successiva
COME SI GIOCA A PARKS
In Parks i nostri escursionisti non vivranno sempre una passeggiata rilassante, anzi: dovranno spesso correre per ottenere il piazzamento più redditizio o temporeggiare, se possibile, in attesa dell’azione dal momento perfetto. Durante le tre stagioni di trekking, raccoglieremo risorse, scatteremo foto e visiteremo parchi. Ma soprattutto competeremo per ottenere punti. Vediamo come.
Ogni giocatore di Parks controlla due escursionisti. Nel nostro turno dovremo sceglierne uno e farlo avanzare lungo il sentiero, fermandoci su qualsiasi spazio libero davanti a noi ed eseguendo l’azione corrispondente. Nota bene: non siamo obbligati a procedere di uno spazio alla volta, ma potremo muoverci di quante caselle riterremo.
Occhio però: fino alla stagione successiva non potremo più tornare indietro, quindi scegliamo con cura le nostre tappe! Inoltre, se uno spazio è occupato da un altro escursionista, non potremo accedervi, a meno di non “spendere” il nostro token falò. Questo token non potrà più essere utilizzato fino alla stagione successiva, a meno di abilità particolari: quindi anche in questo caso ci toccherà ponderare bene la scelta.

Il sentiero è il cuore del gioco: scegliere bene di quanto avanzare a ogni turno sarà fondamentale
Molti degli spazi che visiteremo ci forniranno risorse (acqua, sole, foresta, montagna) o ci permetteranno di svolgere un’azione: acquistare equipaggiamento, tirare un dato (che assegnerà risorse), scattare fotografie oppure spendere una risorsa per ottenere un segnalino fauna. Quest’ultimo soddisfa richieste specifiche ma funziona anche come jolly in sostituzione di qualsiasi altra risorsa. Ve lo assicuriamo: sarà estremamente prezioso per portare a termine le nostre scampagnate tra boschi e canyon.
Appunto, i parchi. Come si visitano? Semplicissimo: spendendo risorse. Nel display del mercato avremo sempre visibili tre carte parco, oltre alla possibilità di pescare alla cieca dal mazzo. Ogni carta parco mostra un “costo” specifico in acqua, sole, foresta, montagna o fauna. Pagato questo costo potremo ottenere la carta che ci darà un numero variabile di punti e, in alcuni casi, un gradito effetto una tantum.
Ma attenzione: la “visita” sarà possibile solo quando svolgeremo l’azione “Parks”, ovvero quando occuperemo lo spazio azione corrispondente al centro o al termine del sentiero, oppure sfruttando l’effetto di una nostra borraccia (su questo ci torneremo…).

Che escursione sarebbe senza fotografie? In Parks ogni fotografia scattata durante un’escursione varrà un punto a fine partita
Parks ci fornisce anche un’altra interessante opzione: quella di prenotare la visita a un parco. Si tratta della possibilità di prendere una carta parco che ci interessa e posizionarla alla sinistra della nostra plancia, pronta per essere soddisfatta in un secondo momento. Un accorgimento utile per assicurarci le carte più interessanti oppure per toglierle perfidamente dalla disponibilità dei nostri avversari… Non soddisfarla a fine partita infatti non comporterà alcun malus.
Durante il nostro trekking potremo anche acquistare carte equipaggiamento, ottenendo così effetti e bonus: ad esempio il grandangolo ci consentirà di scattare foto quando saremo in un determinato spazio, mentre l’acciarino ci farà riattivare il segnalino falò. Parks ci permette così di costruire gradualmente una piccola combinazione di strumenti che renda più efficiente il nostro motore di gioco e dia un tocco di asimmetria alla partita.

Durante le tre stagioni di Parks potremo acquistare attrezzatura per ottenere effetti e potenziare il nostro motore di gioco
Asimmetria e indirizzo strategico arriveranno inoltre dalle “carte passione”: si tratta di una novità introdotta dalla seconda edizione di Parks che abbiamo molto apprezzato. A inizio partita ogni giocatore ne riceverà una: si tratta di un obiettivo raggiunto il quale potremo scegliere tra una potente abilità permanente oppure un moltiplicatore di punti a fine partita.
Già, i punti. Si raccolgono solo visitando i parchi o con la carta passione? Assolutamente no: alzi la mano chi non ha mai scattato una foto di un panorama mozzafiato. Ecco, lo stesso faranno i nostri escursionisti. Scattare foto costerà una risorsa ma ci fornirà un punto a fine partita per ogni immagine nel nostro album. In più il fotografo più prolifico riceverà un ulteriore bonus di punti. Altri tre punti, infine, verranno assegnati a chi avrà soddisfatto il requisito finale dell’ultima stagione.
Durante la passeggiata potreste avere un po’ di sete. Niente paura, ogni escursionista che si rispetti non si separa mai dalla propria borraccia. Così anche in Parks avremo a disposizione uno spazio della nostra plancia che potremo “potenziare” con alcuni token che rappresentano bonus, risorse o azioni. Ogni volta che otterremo una risorsa acqua potremo decidere se metterla da parte normalmente oppure “versarla” nella borraccia, ottenendo così la coppia di bonus scelti.

Zaino e borraccia rappresentano la nostra plancia: nello zaino potremo conservare un massimo di dodici risorse, mentre le borracce ci consentiranno di ottenere effetti o bonus quando raccoglieremo acqua lungo il sentiero
Parks presenta, infine, anche un modulo “camping” opzionale. Se lo introdurremo dovremo posizionare tre segnalini tenda negli spazi stabiliti. Quando li occuperemo potremo scegliere di utilizzare l’azione offerta dal campeggio al posto della normale azione del sentiero, ottenendo un vantaggio unico, più potente e specializzato.
Al termine della terza stagione il nostro viaggio sarà giunto alla fine e scatterà il conteggio dei punti. E’ il momento del classico ritorno a casa stanchi ma felici… soprattutto se saremo i vincitori!
IMPRESSIONI SU PARKS
Parks è un gioco solido, divertente, sfidante e che mantiene quanto promette. Le sue meccaniche di base non sono nulla di trascendentalmente originale, ma, come spesso accade in titoli di questa categoria, sono coerenti e riescono a creare un mix interessante e piacevole, sicuramente in grado di garantire sedute di gioco coinvolgenti e allo stesso tempo accessibili anche ai meno esperti.
Il gioco, inoltre, farà sicuramente breccia nel cuore di chi ama l’ambientazione a base di natura e animali, oppure il lato artistico di un prodotto ludico. La componente emozionale in Parks, del resto, non è un dettaglio e il piacere visivo che si prova nell’affrontarlo è innegabile.

Per visitare un parco e ottenere punti dovremo spendere un determinato set di risorse. Non c’è limite al numero di parchi che potremo visitare con una singola azione “Parks”, a patto di avere risorse sufficienti nel nostro zaino
Parks presenta comunque spunti interessanti anche dal punto di vista del game design. La partita si dipana sostanzialmente in un’alternanza ragionata di movimento e tempismo: scegliere l’escursionista da spostare e il punto di interesse da visitare sarà infatti cruciale per rispondere tatticamente agli avversari o per portare avanti la nostra strategia.
Se le regole di Parks sono indubbiamente semplici e lineari, più complesso sarà dunque scegliere lo spazio azione più conveniente da visitare: “Meglio occupare quella casella prima di un altro escursionista oppure rallentare e fare scorta di risorse?” O ancora: “Mi serve quello spazio ma è occupato: fino a che punto mi conviene temporeggiare senza il rischio di restare indietro?”. Insomma in Parks il timing non è tutto, ma quasi.
Durante la partita inoltre i nostri programmi dovranno costantemente fare i conti con gli avversari, che potranno anticiparci sui parchi, soffiarci attrezzature o token borraccia, oppure semplicemente occupare quel punto di interesse che ci serve disperatamente.
Il controllo delle nostre azioni pertanto non sarà mai totale. Ecco, gestire simultaneamente pianificazione e adattamento risulta una delle sfide più interessanti di Parks. L’interazione indiretta al tavolo è costante senza mai comunque essere distruttiva: la capacità di anticipare le mosse dei concorrenti, di sfruttare opportunità inattese o di adattarsi agli imprevisti sarà una chiave decisiva lungo il sentiero verso la vittoria.

Un esempio di partita in tre giocatori, una delle configurazioni che abbiamo preferito. In due il gioco risulterà largo e rilassante, mentre in cinque stretto e cattivo
Il grado di interazione, va sottolineato, cambia radicalmente in base al numero di giocatori. E qui arriviamo alla croce e delizia del gioco: nelle partite a due giocatori avremo più punti di interesse disponibili e un ventaglio di scelte più ampio. Proprio per evitare di allargare eccessivamente il gioco, il regolamento offre anche la possibilità – opzionale – di introdurre Teddy il Ranger, un simpatico automa che farà muovere una terza coppia di escursionisti sul tracciato occupando spazi e restringendo le opzioni.
In cinque giocatori il sentiero al contrario diventerà un piccolo inferno, tipo over tourism sull’Everest: muoversi nel punto di interesse che ci serve sarà un’impresa e a volte le scelte limitate potrebbero rivelarsi un po’ frustranti. Diciamo subito però che, in fondo in fondo, Parks non ha una configurazione ideale: in tre o quattro giocatori – la nostra preferita – la sfida sarà più equilibrata, in due più larga e family, in cinque invece serrata e cattiva. A voi la scelta! Il gioco, infine, presenta anche una modalità solitario, semplice ma funzionante.

Le carte di grande formato sono uno dei fiori all’occhiello di questo titolo: le illustrazioni sono splendide e contribuiscono ad arricchire il flavour delle nostre partite
CONCLUSIONI
Parks ci ha regalato un’esperienza di gioco divertente e sorprendentemente ricca di scelte: un esercizio di pianificazione lineare ma non banale, durante il quale ogni passo può fare la differenza. Il titolo ha il pregio di metterci davanti a opzioni interessanti all’interno di un sistema snello e fluido.
Per questo Parks sarà apprezzato anche dai giocatori più esperti per una serata più easy, anche se i duri e puri della profondità tattica potrebbero trovarvi possibilità di sviluppo contenute e, dopo un po’ di partite ravvicinate, una certa ripetitività strategica. Ma niente paura: la rigiocabilità resta comunque buona, grazie a un setup che ci offre sentieri, tessere bonus e carte attrezzature differenti a ogni partita.
Insomma, Parks si rivela un family-plus che abbiamo intavolato con soddisfazione per una serata non troppo impegnativa: garantisce competizione, richiede programmazione e capacità di adattamento. E lo fa con eleganza e senza stressare la mente con regole hardcore. Perché, a volte, in un gioco come in un viaggio quello che conta non è la meta finale, ma quello che viviamo durante il percorso.
Si ringrazia Ghenos Games per la review copy gentilmente fornita per questa recensione.

La copertina di Parks
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