SINTESI
Pro: Meccaniche semplici ma non banali. Ottima variabilità. Materiali eccellenti e impatto estetico da urlo.
Contro: Non brilla per originalità rispetto al predecessore Bonsai.
Consigliato a: Giocatori che cercano un titolo strategico ma rilassante, agli amanti dei piazzamenti tessere e a tutti gli appassionati di giochi a tema orientale.
| Realizzazione | |
| Giocabilità | |
| Divertimento | |
| Longevità | |
| Prezzo |
Idoneità al solitario:
buona
Incidenza della fortuna:
sufficiente
Idoneità ai Neofiti:
discreta
Autore:
Rosaria Battiato, Massimo Borzì, Martino Chiacchiera
Grafica ed illustrazioni:
Emiliano Castellano
Anno:
2025
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Sessioni ludiche stressanti? Cinghiali interminabili? Stremanti spremi-meningi? Niente paura: se volete dedicarvi a una tranquilla serata squisitamente zen il gioco che fa per voi è Koi.
Titolo da 1 a 4 giocatori creato da Rosaria Battiato, Massimo Borzì e Martino Chiacchiera (i designer di Bonsai) e pubblicato da Dv Games, Koi è un puzzle game competitivo con piazzamento tessere e carte azione, arrivato da poche settimane sui nostri tavoli di gioco.
Sapientemente illustrato da Emiliano Castellano, questo titolo made in Italy sprizza Giappone da tutti i pori, anzi da tutti i componenti, ed è pronto a trasportarci nelle terre del Sol Levante. Qui, nei panni di sapienti maestri, dovremo realizzare il laghetto ornamentale più bello, popolandolo con carpe (koi in giapponese), alberi, ninfee, lanterne, statue e cascate. Il tutto si tradurrà in splendide e rilassanti meditazioni… e punti vittoria.

Grazie agli splendidi materiali il colpo d’occhio di Koi sul tavolo è davvero notevole.
UNBOXING E COMPONENTI
Che dire? Koi è un gioco che fa della componentistica uno dei propri punti di forza. La confezione non è delle più voluminose in circolazione, ma è ben stipata di fustelle e materiali. Su tutto spiccano le spesse tessere raffiguranti le carpe: sono coloratissime e di tre dimensioni diverse. Riproducono fedelmente sei varietà di carpe koi: dalla Kohaku alla Onagagoi… gli appassionati del genere non mancheranno di apprezzarne il realismo. La bellezza di queste tessere sta però nel materiale con cui sono realizzate: non si tratta di cartone, ma di plastica trasparente. L’effetto finale è spettacolare, con i pesci che una volta collocati nel laghetto sembreranno letteralmente galleggiare sotto i nostri occhi.
Come se non bastasse, il gioco punta molto sull’aspetto tridimensionale. Molti pezzi andranno infatti assemblati realizzando ponti, cascate, alberi e lanterne 3D che una volta piazzati sul tavolo creeranno un colpo d’occhio di sicuro effetto.

All’interno della scatola troviamo tanti componenti: i materiali sono di fattura pregevole. Anche l’occhio vuole la sua parte!
Completano la dotazione 48 carte illustrate, 10 carte obiettivo, 170 tessere laghetto, monete in cartone, segnalini vari, quattro plance sensei (una per giocatore) e una plancetta principale. Insomma, i materiali sono davvero top e meritano una menzione speciale.
Ottimo – e lo segnaliamo sempre quando è così perché un buon gioco non può prescindere da un buon regolamento – anche il manuale. Snello quanto basta, ma chiaro ed esplicativo. Carte e obiettivi inoltre sono spiegati singolarmente, lasciando poco all’interpretazione. Da sottolineare anche le brevi note di carattere storico-scientifico che chiudono l’opuscolo: approfondire tematiche e ambientazioni con un po’ di flavour per noi è un plus non indifferente. Soddisfa la curiosità e stimola la conoscenza: il gioco da tavolo è, e deve essere, anche questo.

Le quattro plance giocatori: il gioco ha anche una modalità solitario ben sviluppata con sfide specifiche descritte nel regolamento.
Vista la grande quantità di componenti, avremmo però gradito la presenza di un semplice organizer in plastica o in cartone, purtroppo assente. Certo, inserirlo avrebbe inciso probabilmente sul costo finale e sul nostro portafogli. A proposito, chiudiamo proprio facendo quattro conti: un grosso punto a favore di Koi, infatti, è il prezzo di listino, che non supera i 40 euro. Per quanto troviamo all’interno della scatola, di questi tempi, davvero niente male.
SETUP E CONCETTI DI BASE
Il setup è piuttosto agevole, soprattutto dalla seconda partita in poi, quando i vari componenti 3D in cartone saranno già stati assemblati. Montarli la prima volta è un po’ laborioso, ma consideriamo questa operazione parte del processo – diciamo così – di meditazione zen…
In ogni caso teniamo conto che gli elementi 3D andranno collocati sul tavolo in base agli obiettivi selezionati. In ogni partita ne avremo a disposizione solo tre, da scegliere casualmente, mentre gli altri resteranno nella scatola. La scelta è ampia, il che si traduce in un’eccellente variabilità, garantendo partite con strategie differenti. Davvero un ottimo lavoro quello fatto dagli autori da questo punto di vista.

Gli obiettivi sono una parte particolarmente riuscita di Koi: garantiscono rigiocabilità e con i loro componenti di 3D sono splendidi da vedere.
Dopo aver mescolato le carte (ne andranno tolte alcune, in base al numero di partecipanti), stabilito il numero di carpe (idem come sopra) si distribuirà la dotazione iniziale a ciascun giocatore. Tutti riceveranno, oltre alla “sorgente”, due tessere laghetto (ovvero due tiles di forma esagonale, “mattoni” necessari per ampliare il nostro stagno), due monete e un segnalino “fortuna”, mentre secondo, terzo e quarto giocatore otterranno anche una carpa.
Ogni giocatore dovrà posizionare tessere e carpe nel proprio magazzino, collocato sulla propria plancia sensei. Inizialmente questo è composto da cinque spazi, ma potrà essere ampliato durante la partita con tessere speciali che aggiungeranno due spazi ciascuna.
Il concetto di fondo è che ogni componente occuperà nel magazzino e nel lago un determinato spazio: la carpa piccola – ad esempio – avrà bisogno di un singolo esagono, una media di due, una grande di tre. Stesso discorso per le tessere fogliame e per alcuni componenti degli obiettivi. Gestire attentamente le tessere e piazzarle nella posizione migliore sarà fondamentale.
Nota bene: prima di essere collocati nello stagno, gli elementi dovranno essere presi dal magazzino del giocatore, eccetto qualora una carta indichi il contrario.

La plancia giocatore a inizio partita: si parte da una tessera sorgente intorno alla quale costruire il proprio lago.
COME SI GIOCA A KOI
Meditare o lavorare? Questo è il dilemma. E anche le due principali scelte che dovremo affrontare giocando a Koi. Alternando queste due nobili attività porteremo a termine il nostro lago ornamentale: quanti più pesci, ninfee e decorazioni vi collocheremo nella giusta combinazione, tanti più punti otterremo.
Vediamo dunque le due principali azioni del gioco:
- Meditare
Non preoccupatevi, non vi saranno richieste particolari doti spirituali: sarà sufficiente scegliere una carta tra le cinque presenti sul display della plancia principale. La loro posizione non è però ininfluente: la prima carta a disposizione (ovvero l’ultima svelata dal mazzo, quindi potenzialmente la più appetibile) avrà un costo in monete, la seconda non richiederà alcuna spesa. Le successive tre invece ci faranno ottenere una ricompensa, ovvero tessere laghetto, fogliame, monete… insomma quello che ci serve per rendere più bello e ampio il nostro stagno.
Le carte possono avere effetti vari e sono di tre tipologie. Alcune ci forniranno subito tessere acqua o fogliame da stivare nel nostro magazzino, oppure monete. Altre ci forniranno aiutanti che saranno preziosissimi nel corso del gioco perché ci consentiranno di svolgere azioni aggiuntive durante la fase di “lavoro”. Altre ancora – le carte pergamena – ci daranno punti a fine partita fungendo da moltiplicatori.
Carte, carte e ancora coloratissime carte: sono di tre tipologie differenti e sono il principale motore di gioco di Koi.
- Lavorare
È il cuore del gioco, il momento in cui costruiremo fisicamente il nostro lago, lo abbelliremo con ninfee, alberi, ponti, lanterne e cascate e lo riempiremo di carpe colorate. In questa fase sarà possibile innescare le combo che ci permetteranno di potenziare e far girare al massimo il nostro motore di gioco.
Le azioni opzionabili durante la fase lavoro sono denominate azioni sensei. Sono quattro e sono riassunte sulla plancia di ogni giocatore. Eccole:
a) piazzare nel nostro lago fino a due tessere acqua prese dal nostro magazzino.
b) piazzare una tessera sponda presa dal magazzino oppure migliorarne una già presente decorandola con una lanterna.
c) piazzare nel laghetto una tessera fogliame presa dal magazzino o migliorarne una sostituendola con una ninfea.
d) piazzare nel laghetto una carpa presa dal magazzino o spostarne una già presente.
Di queste azioni dovremo sceglierne una per turno. Ma qui viene il bello: prima, dopo e durante queste azioni sensei potremo attivare tutte le “carte aiutante” in nostro possesso, effettuando le azioni riportate su di esse e innescando così una sequenza di mosse. È in questa fase che arriveranno le combo a cascata e il nostro smagliante stagno ci farà ottenere un mare – ehm… un lago – di punti vittoria.
Durante il turno potremo anche spendere dei segnalini “fortuna” in nostro possesso: si tratta di una sorta di jolly che potremo convertire in tessere o utilizzare per acquistare carpe.

La plancia giocatore nella fase avanzata di una partita.
Una volta terminato il turno il giocatore potrà, qualora ne soddisfi i requisiti, reclamare un obiettivo. Attenzione: non sono a disposizione di tutti i giocatori ma solo di chi riuscirà a soddisfarli per primo (in due giocatori) o tra i primi due (in più giocatori). Insomma, qualche ritardatario rimarrà a bocca asciutta. Ogni obiettivo – ça va sans dire – genererà ulteriori punti vittoria a fine partita.
Già, i punti vittoria. Una volta innescata la fine della partita, ovvero quando saranno terminate tutte le carpe in gioco o si esaurirà il mazzo delle carte, si farà un ultimo turno e poi si procederà al conteggio. La somma sarà data in primis dalle carpe presenti nel nostro lago: due punti per ogni carpa piccola, quattro per ogni carpa media, sei per quelle grandi. Ogni ninfea adiacente a una carpa andrà ad aumentare il conteggio di un punto. Inoltre ogni carpa completamente circondata da acqua raddoppierà il proprio valore totale.
Forniranno punti anche le lanterne posizionate sulla riva: uno per ogni tessera esagono presente in linea retta davanti a essa. A questi andranno aggiunti i punti derivati dalle carte pergamena e dagli obiettivi reclamati. Ogni token “fortuna” non utilizzato, infine, varrà un punto.

Le carpe collocate nel proprio lago daranno punti in base al posizionamento e agli ornamenti vicini.
CONCLUSIONI
Koi è un puzzle game molto piacevole, strategico quanto basta e sicuramente di forte impatto visivo. Le regole piuttosto semplici (siamo di fronte a un peso leggero, un family plus) rendono accessibile il titolo, se non proprio ai neofiti, sicuramente anche a giocatori meno esperti. Per la durata relativamente contenuta e l’alta giocabilità, inoltre, Koi è ideale per sedute ludiche non troppo impegnative e potrà essere intavolato abbastanza di frequente.
Passiamo alla principale nota dolente. Considerato l’evoluzione di Bonsai, titolo con il quale condivide autori e ambientazione orientaleggiante, Koi rischia di non distinguersi troppo dal suo “fratello” più anziano. Certo, Koi presenta complessità e profondità superiori, ma molte delle meccaniche del predecessore sono riproposte senza grosse variazioni. Un fattore quest’ultimo che potrebbe far desistere gli appassionati dal possedere entrambi i titoli in collezione (La nostra scelta? Votiamo Koi).

Colori pastello, materiali top a tema e ambientazione orientale: c’è tutto per gli amanti dei giochi a tema Giappone.
Fatta questa doverosa premessa, Koi ci è piaciuto e lo promuoviamo: pur non brillando per originalità delle meccaniche, queste sono in ogni caso ben intrecciate tra loro, con un effetto finale nel complesso appagante. Già, perché il gioco funziona e propone spunti interessanti: particolarmente riuscito abbiamo trovato il ruolo delle “carte aiutante”. Averne a disposizione una buona schiera ci consentirà di svolgere più azioni e portare a termine turni più robusti e redditizi.
Ma attenzione: gli aiutanti andranno scelti con cura, facendo in modo che i loro effetti si inneschino in combo tra di loro. Senza la dovuta pianificazione, infatti, rischieremo di trovarci con uno stuolo di carte di scarsa utilità, che renderanno il nostro motore di gioco poco performante. La conseguenza? Un lago povero di carpe e ornamenti… che si tradurrà in disonore e sconfitta.

Le splendide tessere “carpa”: sono coloratissime e sembrano galleggiare sulla plancia.
Altro fattore chiave sarà il timing. La partita scorre infatti più velocemente di quanto inizialmente potremmo aspettarci: “meditare” troppo per raccogliere carte e materiali e di conseguenza temporeggiare nella costruzione del proprio laghetto potrebbe rivelarsi presto un doloroso errore, con il rischio di non riuscire a portare a termine tutto quanto ci eravamo prefissi di fare. Insomma, serve programmazione: Koi è uno di quei titoli facili da giocare, ma non semplici da giocare bene.
Meccaniche e aspetti strategici a parte, Koi soddisferà anche gli esteti del gioco da tavolo: materiali e componenti sono davvero di ottimo livello e sicuramente il lato “emozionale” contribuisce a far apprezzare il titolo, assicurando un’atmosfera rilassata al tavolo, nel pieno rispetto della filosofia zen. Non ci resta dunque che sederci sulla sponda del nostro lago e immergerci nel rigenerante mondo di Koi.
Si ringrazia Dv Games per la review copy gentilmente fornita per questa recensione.

Koi soddisferà senza dubbio gli appassionati di puzzle game e piazzamento tessere.
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