SINTESI
Pro: Freschezza, pulizia delle meccaniche, regole snelle e facili da assimilare. Buona profondità strategica in tempi contenuti. Piacevole anche in solo. Ottimo colpo d’occhio sul tavolo.
Contro: Il twist a volte ripetitivo ne limita un po’ le potenzialità.
Consigliato a: Famiglie e a gruppi con neofiti. Un buon titolo in modalità “full” anche per giocatori più esperti che cercano partite disimpegnate e di durata contenuta senza sacrificare senso strategico e ragionamento.
| Realizzazione | |
| Giocabilità | |
| Divertimento | |
| Longevità | |
| Prezzo |
Idoneità al solitario:
buona
Incidenza della fortuna:
discreta
Idoneità ai Neofiti:
buona
Autore:
Daniel Skjold Pedersen, Asger Harding Granerud
Grafica ed illustrazioni:
Vincent Dutrait
Anno:
2025
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Per fare un albero, ci vuole un fiore. E per fare una foresta ci vuole… Hutan. Sì, perché “Hutan – Vita nella foresta pluviale” è un gioco da tavolo che vi farà viaggiare con la fantasia – e anche un po’ di ragionamento – nel profondo della foresta vergine indonesiana.
Firmato da Daniel Skjold Pedersen e Asger Harding Granerud con le illustrazioni di Vincent Dutrait ed edito da Sidekick Games (in italiano distribuito da Asmodee), “Hutan – Vita nella foresta pluviale” è un titolo per 1-4 giocatori competitivo di piazzamento tessere e strategia. In Italia è arrivato la scorsa primavera in concomitanza con Play Bologna.
Astratto che non rinuncia all’ambientazione – e mai come in questo caso la parola ambientazione non è casuale – il gioco si presenta sui nostri tavoli come un family che punta a coinvolgere con una coloratissima visione d’insieme i giocatori meno assidui, ma strizza l’occhio anche ai gamer più esperti con una buona profondità strategica e una discreta variabilità.

Colori, forme e strategia: Hutan vi catapulterà nel fitto della foresta pluviale indonesiana. Ecco l’effetto di una partita a quattro giocatori
UNBOXING E MATERIALI
La scatola, di formato quadrato e di medie dimensioni, è ricca di materiali. Una miriade di fustelle si offrono alla nostra vista una volta aperto il coperchio: avremo tutto il necessario per assemblare a incastro ben 64 mini alberi di cartone che riproducono la vegetazione tipica dei tropici e 130 fiori dai toni sgargianti. Un piccolo panorama botanico della foresta indonesiana.
A questo spaccato di cartoncino e biodiversità vanno aggiunti 15 meeple serigrafati della fauna locale: orango (Orang Hutan in indonesiano significa appunto “uomo della foresta”), tigre di Sumatra, Bucero Rinoceronte, Casuario e Rinoceronte di Sumatra. Il tutto con tanto di breve ma gradita nota botanico-zoologica nel manuale.

Il ricco contenuto di materiali all’apertura della scatola
Conclusa la parentesi scientifica, che a noi piace sempre riscontrare nei giochi da tavolo, completano la dotazione 16 plancette modulari “foresta pluviale”, 70 carte “fiore”, 24 “carte ecosistema”, un segnalino pangolino (altro simpaticissimo abitante di queste lande) che accompagnerà il primo giocatore e un blocchetto segnapunti. Il regolamento è chiaro e ricco di esempi.
I materiali sono ben fatti. La qualità del cartone di alberi, fiori e plance è buona e i meeple in legno – piacevolissimi alla vista con i loro colori accesi che ci rimandano ai caldi toni tropicali – hanno il giusto spessore per dare edonistica soddisfazione anche al tatto. Le carte passano l’esame qualità, anche se consigliamo di imbustarle visto che dovranno essere mescolate a ogni sfida.
Nota di merito va al colpo d’occhio sul tavolo, soprattutto a partita inoltrata, quando le plance si riempiranno di alberi di forme diverse, fiori variopinti e animali, in un tripudio di biodiversità ludica che appaga sempre occhi e mente.

I meeple serigrafati rappresentano la fauna tipica della foresta indonesiana
SETUP
Il setup è rapidissimo: assemblate le quattro plance (in combinazione sempre differente), mescolate le carte “fiore” e create 9 mazzetti composti da un numero variabile di carte in base ai giocatori al tavolo. Collocate quindi alberi e fiori a portata di mano. Ora, scelto il primo giocatore, sarete pronti per iniziare. Nella modalità per “esperti” saranno presenti anche 5 carte obiettivo, scelte a caso tra 24, che forniranno ulteriori punti a fine partita indirizzando strategie e scelte di gioco.
REGOLAMENTO
Snelle e lineari, le regole di Hutan si apprendono in pochi minuti. Il primo giocatore, in possesso del segnalino specifico (il nostro amico pangolino, ricordate?), farà la sua mossa scegliendo dal display una delle carte “fiore” e riponendo contemporaneamente tra le rimanenti il token pangolino.
Lo sfidante successivo potrà quindi scegliere di raccogliere a sua volta una carta fiore oppure il pangolino, ottenendo in quest’ultimo caso un solo fiore a scelta ma assicurandosi di diventare primo giocatore nel prossimo turno. Un fattore spesso importantissimo.
La scelta delle carte dal mercato sarà piuttosto ristretta. A disposizione nel display in partite a due giocatori ce ne sono infatti tre, cinque in tre giocatori e sette in quattro. La sequenza continua finché tutti i giocatori non avranno effettuato due prese dal display, sancendo la fine del primo dei nove turni che compongono la partita.

Il mercato della carte ci mette a disposizione una quantità variabile di fiori da posizionare sulle nostre plance
Ora dobbiamo piantare i frutti del nostro raccolto: i bellissimi fiori della foresta! Da loro infatti germoglieranno gli alberi, che attireranno gli animali. Tradotto: punti su punti. Ecco come fare. Ogni carta raccolta ci darà un numero variabile di fiori da collocare nella nostra plancia, suddivise in zone di forme e dimensioni diverse. Attenzione, non andranno collocati liberamente. Il primo dei fiori ottenuti dovrà essere piantato adiacente ortogonalmente a un fiore già presente, oppure sopra uno dello stesso colore. I restanti seguiranno la regola della “crescita collegata”: in pratica tutti i fiori collocati in un turno devono essere connessi tra loro, sempre ortogonalmente.
Se avremo sovrapposto un fiore su uno dello stesso colore otterremo il miracolo della vita: la pianta germoglierà e nascerà un albero (di cartone, eh), che prenderemo dalla riserva. Non importa ai fini del gioco quale specie di albero sceglieremo: la differenza è puramente estetica. La pianta così ottenuta, oltre a riempire la zona di foresta prescelta, ci fornirà punti.

I token “fiori” di Hutan sono un’esplosione di colore sul tavolo da gioco
Ecco, come si ottengono i punti? Prima di tutto li riceveremo dagli alberi in plancia a fine partita: due per ciascuno. Andranno aggiunti i punteggi per le aree completate, che saranno proporzionali alle dimensioni delle stesse: più è grande, più punti faremo. Ma attenzione: se l’area risulterà completata da fiori di diverso colore o non lo sarà affatto quel punteggio ci si ritorcerà contro, rifilandoci un malus. Se invece l’area completata correttamente presenterà al suo interno uno degli animali in gioco riceveremo un corposo bonus aggiuntivo. Conclude la somma il punteggio ottenuto dalle carte obiettivo.
Vediamo ora come attirare gli animali nella nostra foresta. Niente paura, niente esche o trappole. Tutto più semplice: al momento del completamento di un’area, ovvero al piazzamento dell’ultimo fiore su un fiore dello stesso colore all’interno della stessa zona, anziché un albero otterremo un animale del colore corrispondente (a patto che in un’altra zona non ve ne sia un altro della stessa specie). Bel colpo! Ma ricordiamoci: gli animali di ogni specie sono limitati e non tutti i giocatori riusciranno a portarli nel loro habitat. Chi arriva prima meglio alloggia!

Gli alberi in cartone sono tantissimi e molto belli da vedere una volta sulle nostre plance
CONCLUSIONI
Hutan è un gioco piacevole e frizzante, che nasconde dietro la grafica fanciullesca la necessità di una attenta pianificazione e buone capacità strategiche per ottenere dal piazzamento di fiori, alberi e animali il maggior punteggio possibile.
Nella versione “family” potrà essere giocato senza particolare tensione, magari in compagnia dei più piccoli, che saranno sicuramente attratti da token, colori e meeple. Ma impostato a pieno regime, ovvero con le penalità di piazzamento attive e le carte obiettivo sul tavolo, acquisisce i connotati di un “family plus” capace di soddisfare anche gamer più smaliziati. Certo, siamo lontani dalla complessità di titoli di classe superiore, categoria cui Hutan comunque non pretende di appartenere. E’ piuttosto un titolo che rientra nella famiglia dei pesi leggeri, giocabili in relax e in tempi contenuti. Un piazzamento tessere capace di offrire mezz’oretta o poco più di divertimento al tavolo senza rinunciare a tenere accesi cervello e capacità di pianificazione. Per questo Hutan è perfetto anche con neofiti al tavolo.

Le carte “obiettivo” aggiungono profondità strategica e variabilità
Altro fattore che non fa mai male: Hutan garantisce un pizzico di interazione tra giocatori, che inevitabilmente si contenderanno un determinato tipo di fiore o quell’ultimo esemplare di animale rimasto a disposizione. Mettere i bastoni tra la ruote, almeno indirettamente, sarà all’ordine del giorno e non mancheranno ripicche e contromosse. Insomma, un po’ di pepe ludico che dà sapore al nostro tempo libero.
COSA VA E COSA NON VA
E quindi ci è piaciuto Hutan? Nel suo segmento il gioco c’è, lo promuoviamo senza riserve. Certo, non siamo di fronte a un mostro di rigiocabilità, anche se carte obiettivo, abbondanti carte fiore e plance modulari eviteranno partite sempre uguali. Non avremo però davanti infinite strategie per fare punti: il twist del gioco, in fondo, è sempre lo stesso. D’altro canto dovremo rimanere costantemente concentrati per piazzare nel modo più redditizio i nostri fiori e le mosse ben riuscite garantiranno sempre soddisfazione (e punti). E la tensione, da questo punto di vista, non mancherà.
Un piccolo punto debole forse può essere individuato nel fatto che a volte, soprattutto in late game, sarà più conveniente scegliere carte con un singolo fiore o il token pangolino, anziché ritrovarsi a dover fare i conti con aree non completate e quindi ottenere i malus di fine partita. Ma più che un difetto crediamo sia una scelta di game design da parte degli autori: a chi resta il cerino in mano dell’ultima carta con ben tre fiori da dover piazzare?

Ehi, c’è un rinoceronte tra gli alberi! Niente paura, sono punti a fine partita
Perché averlo in collezione, dunque? La risposta è semplice: è ben fatto, funziona, diverte, appaga l’occhio e seduce sicuramente i più piccoli. E poi è rapido, non ha regole laboriose da spiegare. Vanta un’ottima ”intavolabilità”, elemento che al giorno d’oggi – non ci stanchiamo mai di ripeterlo – è un plus nel mondo dei giochi da tavolo. Insomma, non è un must have, ma sfoderatelo al momento giusto per una serata disimpegnata e non deluderà. Hutan inoltre gira benissimo in solitario, modalità per la quale il manuale offre anche una serie di sfide e obiettivi dedicati, in pieno stile Cascadia: un accorgimento perfettamente riuscito, anche se evidentemente ispirato all’illustre predecessore, che scaccia la monotonia del gioco in solo e dà sapore alle nostre partite solitarie mettendoci sempre di fronte a nuove e più complicate sfide.
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