SINTESI

Pro: un gioco con regole semplici, velocissimo da preparare e giocare, eppure appassionante e adatto anche ad essere giocato in squadra.

Contro: il gioco è moderno e vivace ma le rivisitazioni dei grandi classici non possono essere innovative. La scatola non è comodissima da trasportare

Consigliato a: tutti, sia giocatori esperti che neofiti, perché le regole sono semplici ma il risultato è tutt’altro che banale.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
bassa

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
Spartaco Albertarelli

Grafica ed illustrazioni:
Annika Brüning, Marina Fahrenbach

Anno:
2019

Tags è un titolo partorito dalla mente di Spartaco Albertatelli, una dei gamer designer più autorevoli e longevi in Italia e non solo. È in verità la rivisitazione di Category, titolo pubblicato nel 1994. Il gioco è stato rivisto e corretto e ora è riproposto in Italia da Asmodee.

Può un gioco simile mantenere lo smalto dopo un quarto di secolo? Sì, soprattutto se si tratta di una rivisitazione di uno dei giochi “fatti in casa” (e a scuola) più famosi di sempre. Stiamo parlando di “Nomi Cose Città”: una serie di categorie, una sequenza di lettere, e i giocatori devono associare in un tempo limitato il maggior numero possibile di parole afferenti alle categorie/lettere. Spiegare Tags è molto semplice. Riportate alla mente qualche vostro ricordo di quel gioco e trasformate la classica meccanica “we go” (tradizionalmente tutti giocano assieme) in una meccanica sequenziale “I go, you go”. Aggiungete qualche regola ad hoc, che vi spiegheremo, sul tempo a disposizione e punteggio e il gioco, Tags, è fatto. Pensate che tutto questo sia semplice e  banale? Dimostratelo. Avete 15 secondi per farvi venire in mente un frutto con la V. Non dovrebbe essere difficile, vero? E invece…

Questo è esattamente l’effetto innescato da Tags. Tags si gioca da 2 a 4 giocatori “solitari”, o fino a 4 squadre da massimo 3 persone. Come specificato da regolamento, “le squadre non devono necessariamente avere lo stesso numero di giocatori”, quindi per una volta tanto ci si può divertire anche con numeri difficilmente divisibili. Certo che da da 2 a 12 giocatori è un range davvero ampio. Torneremo sull’argomento tra qualche riga, dopo avervi spiegato il gioco. Tags Ha una durata media di 30 minuti, anche se il numero di giocatori può influenzare parecchio questo valore. Sarà comunque molto difficile superare i 45 minuti.

Tags il gioco

La confezione di Tags

La confezione di Tags è davvero particolare: medie dimensioni, inserto di plastica a vista che si trasforma direttamente nel campo da gioco.

La componentistica è eccellente, soprattutto in rapporto agli standard di mercato in tema di rapporto qualità prezzo: cartone rigido e plastica per la plancia, etichette sagomate, biglie di marmo di grandi dimensioni (!), ciotole in plastica dura per tenere le biglie. Le tags si dividono in due tipologie: lettere e argomenti. Gli argomenti a loro volta sono di molti tipi: abbiamo cibo, natura, scienza, crimini, musica e chi più ne ha più ne metta. Le tags per argomento sono anche divise per difficoltà, da una a 5 stelle. Nelle partite facili si utilizzeranno solo le difficoltà inferiori.

Il campo di gioco

il “campo” di gioco di Tags. In alto vediamo le tag “argomento”, a lato le tag lettera.

Come si gioca a Tags? Le regole sono molto semplici, anche se il risultato è tutt’altro che scontato. Ci aiutiamo con l’immagine qui sopra per descriverlo. Cominciamo dal setup.

  • Ogni giocatore sceglie un cono segnapunti di un colore e prende una ciotola.
  • Sui lati della scatola ci sono degli slot sagomati per inserire le tag: le lettere in quelli laterali poco profondi, le categorie in quelli in alto, più profondi. I giocatori possono scegliere di escludere alcune materie prima di iniziare (come ad esempio la categoria “Crimini”, sconsigliata da regolamento per i bambini).
  • Al centro c’è una griglia 5×5; qui le palline vanno distribuite casualmente in modo che tutti i fori siano coperti.

Le regole sono poche e semplici. Scopo del gioco è totalizzare il maggior punteggio. Per farlo, ci sono due modi:

  1. collezionare le biglie, di valore crescente: 1 punto le bianche, 2 le blu, 3 le nere.
  2. collezionare i tag argomento, che valgono tanti punti quante stelle sono disegnate sopra

Si stabilisce il primo giocatore. Essere il primo giocatore concede un notevole vantaggio, quello di poter scegliere tra tutte le parole disponibili. Non vi preoccupate: a fine turno il segnalino “primo giocatore” passa al giocatore successivo, fino a quando tutti avranno ricoperto questo ruolo. Quando tutti sono pronti, si fa partire la clessidra: a turno, ogni giocatore ha 15 secondi per dire il maggior numero di parole possibili. Ne dice una alla volta, perchè ogni parola deve essere verificata prima di poterne dire altre. Le parole risultano corrette quando:

  • Rispondono a un argomento della riga delle Tag Argomento
  • Rispettano la condizione della lettera di un tag Lettera

Gameplay

Un esempio di parola. L’argomento della colonna è “colori”. La lettera sulla riga è “O”. Il giocatore attivo dice la parola “Ocra”, che è un colore che inizia con la lettera O, quindi appartiene alla categoria. Il giocatore prende la biglia (che vale 2 punti) e il Tag “Colori” (3 stelle, quindi 3 punti), visto che ha preso l’ultima biglia della colonna. In un solo turno, 5 punti; non male no?

È inevitabile che nascano diatribe sulla distribuzione delle parole: un formaggio è da considerarsi un dessert, ad esempio? Si consiglia di definire a priori qualche linea guida (lo stesso regolamento ne suggerisce qualcuna); ma se un dubbio sorge, se ne discute in gioco e la clessidra non si ferma. Quindi cercate di andare a colpo sicuro se avete tante parole da dire.   Ogni giocatore continua a dire parole -corrette o sbagliate- fino allo scadere del proprio tempo. Potrà tornare a proporre nuove parole quando il turno tornerà a lui,   Se un giocatore prende l’ultima biglia di una colonna, prende anche il tag di quella colonna. I Tag valgono parecchi punti, perciò attenzione a lasciare una sola pallina sotto un tag argomento! Le lettere invece restano, quindi completare una riga non vi frutterà alcun punto. Il gioco va avanti fino a che non si verifica una di queste due condizioni:

  1. Un giocatore prende l’ultima biglia sul campo
  2. Tutti i giocatori passano il loro turno senza prendere alcuna biglia (aka si fa un giro a vuoto).

Quando si verifica una di queste due condizioni, il round si conclude e si procede col ripristino: si tolgono le tag argomento avanzate e se ne girano di nuove; si sostituiscono le tag lettera, si contano i punti del turno e si fanno avanzare i segnapunti sul tracciato. Ricordiamo: un punto per le biglie bianche, due per le blu, tre per le nere, più un punto per ogni stella sulle tag conquistate. Fatto ciò, il segnalino primo giocatore passa al giocatore successivo e inizia un altro round. Quando tutti sono stati primi giocatori, la partita finisce e il gioco si conclude. Chi ha fatto più punti vince.

Considerazioni:

Abbiamo già detto che la matrice originale di Tags è “nomi cose città”, un gioco che tutti almeno una volta nella vita abbiamo provato. Abbiamo delle categorie e cerchiamo di dire il maggior numero di parole che iniziano con lettere predefinite: dove sta la novità? Tags porta questa semplice idea a un altro livello.

Le regole di Tags, pur essendo semplici (sono più difficili da spiegare che da capire, in fondo) aggiungono non poco al ritmo di gioco. Con un certo tempo a disposizione tutti sono in grado di farsi venire in mente una parola che inizia con una certa lettera (almeno… è quello che ci raccontiamo tutti. Vi è venuto in mente il frutto con la v?) ma con la pressione dei 15 secondi il tutto diventa decisamente diverso. Poi in alcuni casi sarebbero meglio prenderne 2 oppure nessuna. Poco tempo per pensare, poco tempo per decidere, poco tempo per scavare nel proprio repertorio di vocaboli. Tags è solo apparentemente semplice da giocare.

Punteggi

Dettaglio sulle biglie. In questo caso nella prima ciotola abbiamo 9 punti, mentre la seconda ne contiene solo 5, ma sale a 11 con le due tags conquistate.

Come promesso torniamo a parlare del numero di giocatori: Tags è un gioco progettato per essere altamente scalabile, un vantaggio notevole per tutti i giocatori. Si può giocare in due. Non è la configurazione ideale, perché si perde molta dell’interazione tra giocatori ed è più facile che i giocatori restino (letteralmente) senza parole. Va anche detto che in questo modo il gioco dura davvero poco (ci sono due soli round a partita) quindi diventa un ottimo filler tra una partita e l’altra.

Tra tre e quattro ci troviamo nello “sweet spot” di Tags: il numero ideale di giocatori, partite che durano al massimo 45 minuti, impegnano senza logorare e lasciano un buon ricordo del gioco. Senza contare che 4 è il numero ideale per quasi qualsiasi serata di gioco: i giocatori si lasceranno con una sensazione piacevole.

Ma la parte più interessante è la possibilità di giocare a squadre. Magari non consigliatissimo in 5 giocatori, e in sei c’è l’opzione “due squadre da tre” se siete maniaci della simmetria. Tuttavia la possibilità di giocare in squadre dispari senza forzare le regole è una grande opportunità. I 15 secondi restano 15, perciò che una squadra sia composta da una persona o tre non cambia molto. Anche i tempi non cambiano: 3 squadre da tre giocatori hanno un round in meno e sono tendenzialmente più veloci a indovinare le parole che 4 giocatori singoli. Quindi una partita a squadre può durare addirittura meno di una partita in singolo. Riassumendo: possibilità di giocare in tanti, regole invariate che non subiscono contraccolpi e partite che non si allungano all’infinito: cosa volete di più dalla vita?

Gli Argomenti

qualche esempio di Tag. Quelle base danno 2-3 stelle e sono argomenti più semplici. Le altre sono Tag avanzate: 4-5 stelle, valgono molti punti.

Ora bisogna fare una riflessione: che tipo di gioco è Tags? Di solito la tassonomia ci interessa relativamente, dire che un gioco è “american” o “german” ci serve solo a trasmettere rapidamente un’idea delle sensazioni che potremmo provare giocandoci. Ma in questo caso la riflessione è più interessante. Analizzando le caratteristiche di Tags, sicuramente la prima categoria che ci viene in mente è il party game: fino a 12 giocatori, possibilità di giocare a squadre, durata contenuta, regole facili da spiegare, a portata di bambino, incentrato sulle parole. Tanti giochi basati sulle parole in fondo rientrano in questa categoria, come DiLemmi, ma anche il classicissimo Taboo.

Tuttavia, andando a guardare le cose un po’ più al microscopio, vediamo alcuni dettagli che stridono. La durata è sì contenuta, ma intensadensa. Le regole sono facili ma il gioco è tutt’altro che semplice o banale. Come spesso capita ai giochi semplici ma non banali (gli scacchi ad esempio), il gioco risulta divertente se e solo il livello dei giocatori è fra loro equilibrato. Un bambino ha (di solito) un vocabolario più ridotto di un adulto; quindi un bambino potrebbe trovarsi in difficoltà in un faccia a faccia con qualcuno “più grande” e si troverà a suo agio solo con giocatori con lessici simili. Anche la stessa scatola non è adatta al trasporto (altra caratteristica che io personalmente ritengo molto importante in un party game).

Insomma, siamo in qualche modo su un piano un po’ diverso. Il modo migliore per rendersene conto è osservare chi ci sta giocando. Spesso in un party game le facce sono rilassate, divertite, pronte ad aprirsi in una risata. Le facce dei giocatori di Tags, perlomeno quelli adulti, invece sono concentrate, assorte, focalizzate: come abbiamo anticipato, ricordarsi una parola di una categoria specifica in quindici secondi è impresa tutt’altro che banale. Il focus non è tanto sul divertimento e sulla risata facile, ma sulla sfida d’intelligenza, memoria linguistica e prontezza.

Per questo mi sento di dire, personalmente, che Tags rientra in qualche modo in una categoria a sé, intermedia tra il party game e qualcosa di più impegnativo. Per questo motivo ci sentiamo di consigliare particolarmente Tags anche a gruppi di persone che cercano esperienze di gioco un poco più profonde dei party games: Tags insomma è breve, si può giocare a squadre e mantiene un certo livello di impegno. Difficile chiedere di più alla rivisitazione di un grande classico dei passatempi di gruppo…

Conclusioni

Tags è quel genere di gioco da tavolo che tutti vorrebbero avere nella propria libreria. Prese le dovute precauzioni, tutta la famiglia lo può apprezzare; e anche un giocatore più appassionato lo può trovare simpatico. Con una buona padronanza della lingua  italiana e può diventare un buon fine serata anche per un giocatore esperto. Le meccaniche sono molto agili: ci troviamo di fronte a un titolo con un setup rapido e regole intuitive che si spiegano in fretta. Le dinamiche generano invece un gameplay impegnativo che non diventa mai pesante. L’idea di evolvere un gioco come Nomi Cose Città trasponendolo in un gioco da tavolo con componenti di buona qualità ha dato risultati più che soddisfacenti. In conclusione, un gioco altamente consigliato, che risolverà molte delle vostre serate più affollate con una sfida di qualità che non mancherà di farvi alzare soddisfatti.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

Gatto Scozzese

Lorenzo, “the young blood”

vedi la biografia>>
Gatto Scozzese

Latest posts by Gatto Scozzese (see all)