SINTESI

Pro: Un titolo con un regolamento non troppo complicato che regala sfide sempre tese. Altissima longevità e buona aderenza al genere da cui trae ispirazione.

Contro: La durata è superiore a quella indicata. Rende al meglio in 2 giocatori. Richiede un po’ di dedizione per essere apprezzato al meglio.

Consigliato a: Appassionati di MOBA e di card games.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
discreta

Idoneità ai Neofiti:
bassa

Autore:
Giacomo Neri, Riccardo Neri

Grafica ed illustrazioni:
AA.VV.

Anno:
2025

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Onward è l’ultimo titolo di Skytear Games, editore che abbiamo conosciuto negli anni per il mondo creato attorno a Skytear appunto (uno dei loro giochi) nel quale sono stati ambientati altri titoli, come l’oggetto di questa recensione. L’idea alla base di Onward è riproporre sul tavolo l’esperienza di un MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) dove 2 squadre di campioni si affrontano (a suon di carte in questo caso, a differenza della controparte videoludica) per riuscire ad ottenere la vittoria tipicamente distruggendo la base nemica.

Onward è un gioco competitivo per giocatori esperti, da 2 a 4 partecipanti, con una durata indicativa di 60-120 minuti a partita e con meccaniche di punti azione, area influence e carte multiuso. 

UNBOXING

La scatola ha un formato leggermente più largo del classico standard quadrato a cui siamo abituati e si presenta con un po’ di spazio in più del necessario, una volta rimosse le fustelle: l’editore ha già lanciato alcune espansioni insieme a questa scatola base e, nella versione senza miniature, essa può contenere tutti gli eroi aggiuntivi con le loro carte (anche se sono imbustate). Dal punto di vista della qualità dei componenti il livello è abbastanza buono su carte e tabellone, mentre i token sono nella media. 

Gli standees di questa scatola base non fanno rimpiangere le miniature, mentre i segnalini dei minion e, in particolare, delle torri non rendono chiarissima la lettura degli stessi nelle lane più affollate.

Gli standees di questa scatola base non fanno rimpiangere le miniature, mentre i segnalini dei minion e, in particolare, delle torri non rendono chiarissima la lettura degli stessi nelle lane più affollate.

Il gioco occupa relativamente poco spazio se pensiamo ad altri titoli della stessa categoria: buona parte dei componenti è sempre sul tabellone e le schede dei personaggi sono della dimensione giusta per mostrare le informazioni necessarie. Ovviamente è difficile leggere le abilità altrui dall’altra parte del tavolo, quindi la conoscenza dei personaggi è molto importante.

Ottima l’illustrazione identica ripetuta su carte, standee e scheda del personaggio: per quanto superficialmente possa sembrare una “pigrizia” di realizzazione, queste immagini aiutano molto il colpo d’occhio sul tavolo e nella gestione della mano. L’artwork è personalmente molto azzeccato e aiuta i giocatori  a calarsi nell’ambientazione: da un lato rimanda ai giochi online da cui Onward tra ispirazione, e dall’altro rimane coeso al mondo di Skytear di cui fa parte.

Il regolamento è ben fatto e lascia pochi dubbi fin dalla prima lettura. Le eventuali incertezze che si risolvono tutte nell’arco della prima partita e tramite l’ausilio delle risorse sul sito dell’editore. Molto utile, infine, la scheda di riferimento fronte retro per avere chiara la struttura del round.

COME SI GIOCA A ONWARD

La sfida è tra due squadre di 3 o 4 eroi a seconda della mappa, organizzata in 2 o 3 lane. Il lato sinistro del tabellone unisce il conta round con il tracciato delle ferite per ogni personaggio e per il nexus, mentre quello destro organizza gli oggetti acquistabili in base alla categoria. In ogni lane sono presenti lo stesso numero di torri per squadra e nella zona di giungla i mostri neutrali. Ogni squadra prepara le schede degli eroi e unisce le carte dei personaggi mettendo le ultimate nella pila degli scarti.

La sfida è tra due squadre di 3 o 4 eroi a seconda della mappa, organizzata in 2 o 3 lane. Il lato sinistro del tabellone unisce il conta round con il tracciato delle ferite per ogni personaggio e per il nexus, mentre quello destro organizza gli oggetti acquistabili in base alla categoria. In ogni lane sono presenti lo stesso numero di torri per squadra e nella zona di giungla i mostri neutrali. Ogni squadra prepara le schede degli eroi e unisce le carte dei personaggi mettendo le ultimate nella pila degli scarti.

Una partita ad Onward si sviluppa nell’arco di un massimo di 5 giorni, nei quali le due squadre devono infliggere più danni possibili al nexus avversario. Al termine del quinto giorno vincerà la squadra con il nexus con più vita rimanenti, mentre una vittoria istantanea verrà immediatamente attribuita alla squadra che distruggerà completamente la base nemica.

Un giorno termina quando tutti gli eroi sono stati attivati e in ogni round presente all’interno del giorno agisce un eroe per parte. Il singolo round inizia con una fase Shop, nella quale in ordine di priorità le squadre acquistano oggetti, potendo assegnare ad ogni personaggio un oggetto per colore. Nella fase Plan i team scelgono un eroe da attivare utilizzando una carta, che ne determina i punti movimento e i punti azione per il round in corso. A quel punto il personaggio con più punti movimento assegnati agisce per primo ed esegue tutto il suo turno, muovendo (al costo di MP), attaccando o svolgendo altre azioni (al costo di AP) e dando la possibilità al proprio team di lanciare magie giocando carte per il loro effetto.

La priorità è determinata da un token a doppia faccia che viene flippato per spezzare un pareggio in favore della squadra con il simbolo corrispondente. Questa priorità si sposta da un team all’altro ed è una risorsa da gestire con molta attenzione.

La priorità è determinata da un token a doppia faccia che viene flippato per spezzare un pareggio in favore della squadra con il simbolo corrispondente. Questa priorità si sposta da un team all’altro ed è una risorsa da gestire con molta attenzione.

Il turno dell’eroe più lento è identico, ma è preceduto dalle fasi Minion e Jungling: nella prima si esegue lo scontro tra minion ed eroi in ogni lane generando un push verso una delle due basi a seconda della maggioranza sulla presenza in quella lane, mentre nella seconda fase gli eroi sconfiggono i mostri neutrali per ottenere monete con cui acquistare oggetti. Infine, se il giorno è finito si ripristinano tutti gli eroi prima di procedere con il round successivo. Al termine del primo giorno entra in gioco l’outsider, un mostro neutrale difficile da abbattere ma che conferisce bonus potenzialmente devastanti.

CONSIDERAZIONI

Da appassionato di MOBA, avevo provato Skytear ad un Lucca Comics di qualche anno fa e mi fece una buona impressione senza incontrare però completamente il mio gusto personale. In Onward si vede il lavoro di snellimento fatto rispetto al predecessore, pur mantenendo intatta la struttura tematica del genere di ispirazione e la profondità del titolo. Le fasi del round abbraccia infatti quasi tutte le peculiarità del loop (semplificando un po’) che un team esegue in una partita online: la gestione dei minion per il push sulle lane, il controllo della giungla, la spesa oculata sugli oggetti per esaltare determinate strategie e la cooperazione tra i membri della squadra per risolvere i problemi di natura tattica e strategica.

L’esperienza nei giochi di carte da parte dell’editore si vede nella realizzazione di queste carte multiuso: ognuna di esse è utilizzabile per l’assegnazione dei punti all’inizio del turno, può essere pescata per infliggere i danni in alto a destra durante un'azione di attacco e può diventare una spell lanciabile dal personaggio raffigurato se le condizioni lo permettono.

L’esperienza nei giochi di carte da parte dell’editore si vede nella realizzazione di queste carte multiuso: ognuna di esse è utilizzabile per l’assegnazione dei punti all’inizio del turno, può essere pescata per infliggere i danni in alto a destra durante un’azione di attacco e può diventare una spell lanciabile dal personaggio raffigurato se le condizioni lo permettono.

Un aspetto che abbiamo particolarmente apprezzato è la gestione delle reazioni: alcune delle carte presentano un piccolo fulmine a sinistra del nome e indicano che la carta è giocabile dal personaggio in questione come una reazione a qualcosa che lo coinvolge (pensate, nel più semplice dei casi, ad un flash per spostarsi ed evitare un attacco). Non c’è limite al numero di reazioni concatenabili in maniera alternata tra una squadra e l’altra, ma vige la regola della “pila” mutuata da Magic, ovvero che un volta che i giocatori terminano le reazioni esse si risolvono al contrario partendo dall’ultima giocata. Oltre ad essere terribilmente tematica (a qualsiasi giocatore di MOBA è capitato almeno una volta di subire una reazione inaspettata, magari dopo aver preparato un colpo abbastanza dispendioso) questo aspetto mantiene tutti i giocatori incollati alla partita, coinvolgendo tanto gli avversari quanto eventuali compagni di squadra. 

La varietà è un altro punto a favore del gioco: nella scatola base ci sono 16 eroi suddivisi in tutte le possibili classi che Onward mette a disposizione. Ogni eroe è stato gestito in maniera semplice ma con una buona caratterizzazione (di fatto 6 carte e un’abilità sulla scheda) e ci vorranno parecchie partite per esplorare tutte le possibili combinazioni oltre a quelle consigliate dal regolamento. Una volta diventati esperti del gioco, ci sono varie modalità di selezione dei team, anche il famoso draft con ban a seconda della selezione corrente. Tra le sperimentazioni dei team, l’uscita casuale delle carte dal mazzo di pesca e la costante necessità di adattare i piani in base agli avversari, la longevità non sarà mai un vostro problema.

L’Outsider è un mostro neutrale che può essere sconfitto da una a quattro volte per ottenere un bonus di + 2 al calcolo della maggioranza su una specifica lane. Inoltre, una volta sconfitto definitivamente diventerà un ulteriore eroe all’interno di uno dei due team, generando una spinta devastante verso il nexus nemico. Non fate l’errore di sottovalutarlo, perché alcuni personaggi ben equipaggiati possono ucciderlo molto velocemente…

L’Outsider è un mostro neutrale che può essere sconfitto da una a quattro volte per ottenere un bonus di + 2 al calcolo della maggioranza su una specifica lane. Inoltre, una volta sconfitto definitivamente diventerà un ulteriore eroe all’interno di uno dei due team, generando una spinta devastante verso il nexus nemico. Non fate l’errore di sottovalutarlo, perché alcuni personaggi ben equipaggiati possono ucciderlo molto velocemente…

Lo scoglio principale che riscontrerete fin da subito riguarda la durata: è molto difficile avvicinarsi ai 60 minuti dichiarati dalla scatola, soprattutto in 3-4 giocatori. In 2 è fattibile ma solo nel momento in cui si padroneggiano gioco e personaggi (che per quanto semplici, vanno utilizzati nel modo giusto). Il downtime dato dall’interazione tra gli effetti delle carte e dalla gestione generale della mano e delle proprie risorse può essere ridotto giocando e rigiocando il titolo. Onward, come anticipato nell’introduzione, richiede dedizione e, aggiungiamo, funziona meglio con un partner o un gruppo allo stesso livello di esperienza perché la differenza di abilità nel gioco può crescere molto velocemente.

Concludiamo questa disamina con due ultime considerazioni: nonostante ci sia scritto 2-4, Onward è decisamente più interessante come gioco 1 contro 1, sia per quanto detto sul downtime, sia perché tutto è in mano al giocatore ed è più facile sorprendere il proprio avversario per via dell’assenza di comunicazione tra i compagni di squadra. Di contro, trovare le sinergie e costruire un team efficace non è affatto semplice, così come gestirlo a dovere durante tutta la partita, ma riuscire a sopraffare l’avversario in un modo che non si aspetta pur conoscendo i personaggi regala grandi soddisfazioni. Infine per quanto Onward possa, ad una lettura del regolamento, sembrare un gioco molto casuale, vi possiamo assicurare che l’impatto della fortuna è minimo e che l’abilità del giocatore e le scelte operate in partita influiscono molto di più sul risultato finale rispetto alla pesca delle carte e alla disponibilità di oggetti che a prima vista sembrano più forti di altri.

CONCLUSIONE

Non scoraggiatevi se la prima partita ad Onward dura più del doppio di quanto indicato sulla scatola. Il gioco è valido e, per chi adora la combinazione tra MOBA e gioco di carte, merita quantomeno qualche partita. Non solo una semplice prova ovviamente, perché grattereste soltanto la superficie dell’esperienza che il gioco può offrire.

La scatola del gioco.

La scatola del gioco.

E se foste indecisi tra questo e Guards of Atlantis 2 (che abbiamo provato alla Gobcon 2026)? Sappiate che i titoli non necessariamente si escludono a vicenda, perché Guards è più deterministico e profondo ma scala meglio con molti giocatori (preferibilmente da 6 in su), mentre Onward arriva al massimo a 4, offre un’esperienza molto più aderente ai MOBA ed è più accessibile nella gestione dei personaggi, laddove per capire bene come utilizzare un singolo personaggio in Guards serve ben più di una prima partita.

Si ringrazia Skytear Games per aver reso disponibile una copia di valutazione del gioco.

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Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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