SAGRADA IN SINTESI

ProSagrada va molto oltre il colpo d’occhio davvero mozzafiato: un gioco snello, veloce e senza particolari tempi morti. Attenzione, però, perché per apprezzarlo al meglio servirà qualche partita.

Contro: la scalabilità a 2 o 3 giocatori scricchiola un po’, per il fatto che non ci sono setup diversificati. I dadi relativi al proprio obiettivo personale possono incidere parecchio sul raggiungimento del risultato finale. Meno sentita in solitaria.

Consigliato aamanti dei puzzle game che non temono l’intervento della dea bendata e non disdegnano un minimo di interazione!

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
buona

Incidenza della fortuna:
buona

Idoneità ai Neofiti:
ottima

Autore:
A. Adamescu, D. Andrews

Grafica ed illustrazioni:
Peter Wocken

Anno:
2018

******* UPGRADE: ESPANSIONE 5-6 GIOCATORI (clicca qui per saltare alla recensione del gioco base!) *******

Si chiama semplicemente “Sagrada – Espansione 5-6 giocatori” ma, a discapito del nome poco fantasioso, dobbiamo dire che in questa scatola lunga, stretta e colorata, c’è qualcosa in più che il solo materiale per giocare con 2 giocatori in più rispetto al gioco base.

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Cranio Creations infatti ha portato in Italia molto più dei 40 dadi da aggiungere al sacchetto per far sedere 2 amici in più al tavolo: tra le altre cose, l’aggiunta di una nuova tipologia di obiettivi personali e soprattutto la “riserva personale” cambiano un bel po’ la meccanica del già rodato Sagrada, permettendo di collezionare punti partita in modo differente e di sviluppare strategie con un po’ più di respiro!

I 6 nuovi obiettivi privati vanno mescolati (o in alternativa potete usare anche solo quelli nuovi) a quelli del gioco base: quindi ad un giocatore potrà capitare di fare punti sommando i valori di un colore in particolare (vecchi obiettivi) o per i dadi posizionati in determinate posizioni, indipendentemente dal colore dello stesso (novità dell’espansione!).

Un pesante peso strategico invece è dato dall’introduzione della riserva personale (questa cambia anche la meccanica del gioco per come lo conosciamo, tutto il resto rimane praticamente invariato): ogni giocatore ha una plancia rotonda, fustellata per contenere 10 dadi, dove andrà ad inserirne 2 per ciascuno dei 5 colori che, una volta lanciati, formeranno la propria riserva e non potranno subire variazione di valore (utensili a parte, ma ne parleremo tra poco).

Così facendo, viene meno la dinamica che vedeva riempire la riserva comune con la pesca di 2 dadi per giocatore + 1: con la riserva personale infatti, verrà estratto dal sacchetto 1 solo dado per giocatore + 1, facendo sì che, in ordine di gioco, ogni “vetraio” farà solo 1 turno ad ogni round (rispetto ai 2 fatti con il gioco base, dove il primo a scegliere il dado uno, risultava poi l’ultimo alla seconda scelta, secondo il classico schema ABCCBA).

Infatti ad ogni turno, con la nuova espansione, ogni giocatore può fare da 0 a 3 azioni (massimo una per tipo però) tra:

  • prendere un dado dalla riserva generale e piazzarlo sulla propria plancia;
  • prendere un dado dalla propria riserva personale e piazzarlo;
  • utilizzare un utensile.

Ovviamente, restando sempre 10 i round di una partita a Sagrada, saltare un’azione implica lasciare spazi vuoti sulla propria plancia e quindi pagare malus a fine partita (-1 pv per ogni “buco”).

Qualche considerazione su questa novità… Partendo dal fatto che è stata molto apprezzata, dobbiamo dire che ci è sembrata una sorta di arma a doppio taglio:

  • conoscere già 10 sui 20 dadi che popoleranno la vostra plancia dovrebbe velocizzare il gioco. Vero e falso: in alcuni casi avere di fronte più possibilità di gioco allunga i tempi di ragionamento per valutare al meglio le varie combinazioni. Resta comunque un “bel pensare” che non inficia la scorrevolezza del gioco;
  • sullo stesso tema, un appunto da fare riguarda la dea bendata: avere conoscenza dei dadi, permette sicuramente una strategia a lungo termine meno lasciata al fato. Vero e falso: i dadi della vostra riserva verranno lanciati solo a inizio partita e se il lancio non risulta particolarmente fortunato, risulta difficile se non impossibile intervenire sulla vostra riserva.

A parte queste considerazioni soggettive, troviamo che l’aggiunta di questa novità riesca ad amalgamare in modo perfetto una nuova meccanica in un sistema di gioco che già era solido e completo nella sua versione base.

Veniamo ora alla terza aggiunta accennata in precedenza (che poi rappresenta l’unico modo per intervenire sui dadi lanciati nella propria riserva personale), tra i nuovi materiali del buon vetraio, non potevano mancare 2 nuovi utensili:

  • la Pinza per il Piombo vi permette di rilanciare 2 dadi della vostra riserva personale;
  • la Taglierina a Striscia invece vi offre la possibilità di cambiare un dado dalla riserva comune con uno della vostra riserva personale.

L’aggiunta di due giocatori “potenziali” potrà essere gradita dai gruppi numerosi, anche se inevitabilmente potrà allungare i tempi morti e aumentare quindi in proporzione la durata della partita.

Per completezza, chiudiamo questo update facendo un recap dei materiali contenuti in questa espansione di Sagrada:

  • 40 dadi
  • 2 schede giocatore
  • 6 carte modello finestra
  • 2 carte utensili
  • 6 carte obiettivo
  • 6 private dice pool
  • 2 indicatori di punteggio
  • 12 gettoni favore
  • 1 vassoio per dadi
  • 1 libro delle regole

I materiali sono buoni, i cartoncini spessi e il valore aggiunto al gioco base è di spessore: ci sentiamo quindi di suggerire caldamente di provare questa espansione, soprattutto a chi, come noi, ha già apprezzato il gioco base.

 

Sagrada – il gioco base

La fortuna è come il vetro, così come può splendere, così può frangersi. ”(Publilio Siro) –

L’uscita di Sagrada (edito in italia da Cranio Creations) ha riportato in auge una nuova dicotomia: dopo l’eterno conflitto senza risposta tra “è meglio Agricola o Caverna?”, nel 2018 il leitmotiv è diventato “Azul o Sagrada?”. 

Di Azul (neo vincitore dello Spiel des Jahres) ne abbiamo parlato in una precedente recensione: dedichiamoci quindi a imparare l’arte della creazione delle più belle vetrate mai viste!

Unboxing di Sagrada

Proprio come per Azul, aprendo la scatola di Sagrada sarete colpiti, al limite dello stordimento, da una marea di vivaci colori.

sagrada

Dadi trasparenti, “gocce di vetro” come segnalini, plance giocatore fustellate, obiettivi privati e pubblici: ecco il colpo d’occhio di Sagrada!

Sfidiamo chiunque a non apprezzarne il design: 90 dadi trasparenti in 5 colori, gettoni prestigio che simulano gocce di vetro, plance personali fustellate e che possono accogliere al proprio interno una “scheda vetrata” sempre differente. Adrian Adamescu e Daryl Andrews -ideatori di Sagrada– hanno sicuramente puntato ad ammaliare i giocatori con un colpo d’occhio notevole.

Torniamo a noi e andiamo a scoprire il contenuto della scatola di Sagrada:

  • 90 dadi, 18 per colore: giallo, azzurro, verde, rosso e viola;
  • 1 sacchetto per i dadi;
  • 1 tracciato dei round / punti, fronte e retro;
  • 24 segnalini Favore;
  • 4 plance Vetrata, una per giocatore;
  • 4 segnalini Punteggio;
  • 12 carte schema Vetrata, fronte e retro;
  • 12 carte Utensili;
  • 5 carte Obiettivo Privato;
  • 10 carte Obiettivo Pubblico.

I materiali sono di ottima fattura: le plance sono di cartone spesso e ben fustellate per contenere perfettamente i dadi. Le carte sono un po’ delicate ma, visto che non avranno grande bisogno di selvagge mescolate, potreste anche provare a non imbustarle (a meno che non facciate come noi e vi ritroviate a consumare il gioco una partita dopo l’altra).

Setup

Diventare il migliore realizzatore di vetrate al mondo è un’arte, ma per fortuna per prepararvi a farlo ci vuole davvero poco:

  • date una carta obiettivo privato a ogni giocatore: a fine partita il valore dei dadi del colore riportato sulla carta varrà tanti punti vittoria quanto la loro somma;
  • date 2 carte schema in modo casuale a ogni giocatore: scegliete tra le 4 composizioni (fronte e retro) la vetrata che realizzerete in questa partita;
  • a seconda dei “pallini” riportati in basso a destra sulla scheda scelta, prendete il numero di Segnalini Favore corrispondenti (ricordate: più pallini significa anche maggiore complessità nello schema della vetrata);
  • inserite la carta Schema nella vostra plancia;
  • mettete al centro del tavolo la plancia conta turni;
  • mescolate le carte Utensili e scegliete i 3 attrezzi che vi potranno aiutare in questa partita;
  • fate lo stesso con le carte obiettivo Pubblico: queste mostreranno combinazioni di dadi (colori e/o numeri) che se soddisfatte conferiscono ulteriori PV a fine partita;
  • mettete i 90 dadi nel sacchetto e rimboccatevi le mani: che l’arte sia con voi!

N.B.: il setup non varia al variare del numero dei giocatori.

Il gioco

Tornando al confronto tra Azul e Sagrada, dobbiamo dire che in realtà i giochi sono molto diversi, anche se condividono la meccanica di “draft” di tessere (Azul) e dadi (Sagrada) da una fonte condivisa dai giocatori, che sfocia poi nel piazzamento di quanto prelevato secondo logiche di puzzle game.

Ma i nostri paragoni fra i 2 giochi finiscono qui e andiamo ad analizzare l’ambientazione di Sagrada. Per quanto il tema, bello e azzeccato, si faccia parecchio sentire, Sagrada va catalogato come gioco astratto.

Siccome però per tematizzarlo ce l’hanno davvero messa tutta, non saremo noi a rovinare l’atmosfera: con altri artisti provenienti da ogni parte del globo, siete in gara per realizzare la più spettacolare vetrata della Sagrada Familia.

sagrada

La scelta della vetrata da realizzare è il primo passo importante verso il successo: più è complessa, più vi fornirà “segnalini Favore” da spendere durante la partita…

Il vetro che avete a disposizione è di 5 colori (i colori dei dadi), e di 6 gradazioni differenti per ogni colore: i valori dei dadi infatti rappresentano le sfumature, le più chiare sono rappresentate dai valori bassi mentre quelle più scure da quelli più alti).

Noi vi avevamo avvisati: dovrete dotarvi di grande fantasia per riuscire ad immaginarvi i valori dei dadi che creano una perfetta scala cromatica!

Superato questo primo “scoglio”, veniamo al gioco: ad ogni turno di Sagrada il giocatore attivo pesca dal sacchetto un numero pari a 2 dadi/giocatore più uno (quindi 5/7/9 in 2/3/4 giocatori), li pone al centro del tavolo e inizia il round scegliendone uno e piazzandolo sulla propria plancia rispettando 4 semplici regole:

  1. il primo dado della propria vetrata deve essere piazzato su una casella perimetrale;
  2. ogni dado successivo deve essere piazzato adiacente a un dado già presente (ortogonalmente o diagonalmente);
  3. le caselle della propria vetrata che presentano stampato un colore o un valore numerico devono essere “coperte” solo con dadi del relativo colore / numero;
  4. due dadi ortogonalmente adiacenti non posso avere né lo stesso colore né lo stesso numero.

sagrada

Un esempio di piazzamento dei dadi: nessun colore o numero uguale è permesso ortogonalmente a dadi già piazzati.

Così facendo, si prosegue in senso orario finché tutti non hanno piazzato il loro primo dado. Poi si procede con una nuova selezione ma in ordine inverso, iniziando cioè dall’ultimo giocatore e tornando al primo.

Al termine del secondo giro, resta 1 solo dado che deve essere piazzato sul tracciato conta round: al termine del decimo round (quindi al decimo dado piazzato sul tracciato) termina la partita!

Sagrada è il più classico dei giochi “semplici da imparare (le regole si assimilano in un attimo) ma… meno da padroneggiare a dovere”. Incastrare colori e valori così come richiesto dalla propria vetrata metterà a dura prova le vostre meningi.

Per questo ci vengono in aiuto le 3 carte utensili che abbiamo selezionato durante il setup: queste sono a disposizione di qualsiasi giocatore che possa permettersi di pagarne il costo in segnalini Favore.

Ad ogni turno, ciascun giocatore può utilizzare al massimo un utensile e per una sola volta, potendo così spostare dadi già piazzati, cambiarne il valore, ignorare restrizioni di piazzamento (colore o numero)…

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3 carte utensile a disposizione dei giocatori e i segnalini Favore che servono per attivarli: un utensile mai usato prima da nessuno costa 1 segnalino, mentre ogni successivo utilizzo dello stesso costerà 2!

Il primo utilizzo di un utensile costa 1 segnalino, mentre ogni successivo ricorso allo stesso attrezzo costerà 2 segnalini (indipendentemente da chi lo ha utilizzato in precedenza!).

Il trade off che ne scaturisce è molto semplice: utilizzare gli utensili per primo, pagandoli meno ma nelle fasi iniziali, quando magari sono anche meno utili, oppure attendere che nel corso della partita possano aiutarvi a districare situazioni complicate?

Purtroppo in Sagrada i segnalini Favore non sono infiniti e non c’è modo alcuno di guadagnarne durante la partita: quindi, se volete che la vostra dote iniziale sia cospicua, durante la scelta della carta schema vi conviene sceglierne una “complicata”, in modo da avere più segnalini a corredo (con tutte le difficoltà che ne conseguono!).

Comunque vada la vostra scelta non risulterà vana anche se deciderete di cavarvela senza usare i vostri segnalini favore: ogni segnalino rimasto inutilizzato, a fine partita frutterà 1 punto vittoria.

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Il giocatore rosso ha come obiettivo segreto personale il colore verde: a fine partita sommerà i valori di tutti i dadi di quel colore e li aggiungerà ai suoi PV finali.

Al termine della partita, il vincitore sarà chi raggiunge il maggior numero di punti vittoria sommando:

  • i PV del proprio obiettivo personale;
  • i PV dei 3 obiettivi pubblici;
  • 1 PV per ogni segnalino Favore non utilizzato.

sagrada

Seguire gli obiettivi privati e quelli pubblici: ecco come potrete pianificare una strategia vincente!

Conclusioni

Che bel gioco questo Sagrada!

Ci ha colpito tanto positivamente almeno quanto il fatto che sia un po’ passato in secondo piano, probabilmente per la concorrenza di Azul e per il fatto di essere passato prima dalla piattaforma di crowdfunding e poi dalla distribuzione ufficiale.

L’interazione in Sagrada, nonostante non sia preponderante, c’è ma è sostanzialmente indiretta: in alcuni momenti vi troverete a scegliere un dado piuttosto che un altro solo per cercare di lasciare agli avversari una scelta difficile o addirittura una “non-scelta”.

Questo accade soprattutto negli ultimi turni, quando la vetrata è già in gran parte completa e i pochi spazi rimanenti sono “obbligati”.

Questo è il momento che può leggermente allungare il gioco se ci troviamo al tavolo con “artisti pensatori”, anche se nelle nostre numerose partite non si è mai sentito un downtime fastidioso.

sagrada

Tenere gli occhi aperti non solo sulla propria plancia vi permetterà di poter compiere scelte che possano mettere in difficoltà gli avversari.

La regola di non poter affiancare dadi con lo stesso colore o valore, è tanto semplice quanto geniale: molte volte vi troverete a voler prendere quel dado da 6 con il colore del vostro obiettivo segreto (che vi darebbe da solo ben 6 punti!) ma poi vi rendete conto di non poterlo piazzare perché gli spazi rimasti non ve lo permettono!

Anche le vetrate luminose hanno dei punti deboli, ecco quindi due piccoli nei.

1) Se si gioca in 2 o 3, il setup non varia e alla fine ogni giocatore piazzerà comunque sempre e solo 20 dadi. É evidente che in questo modo non tutti i dadi entreranno in gioco e se i dadi che resteranno nel sacchetto sono proprio quelli del colore che domina la vetrata che avete scelto di comporre, questo limiterà di parecchio il vostro margine di azione e renderà più complesso (o impossibile?) completarne la realizzazione. Forse un setup leggermente più complesso à la Mini Rails (togliendo un numero uguale di dadi per ogni colore) avrebbe giovato.

2) I dadi che restano nel sacchetto potrebbero essere del colore del vostro obiettivo segreto. Questo non vi permetterà di guadagnare molti punti da questa fonte: a fine partita, la somma dei valori dei dadi del “proprio colore” in media possono offrire circa un terzo del totale: il fato potrebbe togliervi una parte considerevole delle vostre potenzialità e questo farebbe storcere il naso a chiunque!

Ma è venuto il momento di parlare anche dei tanti pregi del gioco: Sagrada ci è sembrato rapido, dinamico, piacevole e alla portata davvero di tutti. Forse propone uno “scarso” utilizzo degli Utensili: capiamo che farne un uso smoderato andrebbe a semplificare un po’ troppo il piazzamento dei dadi, però avere qualche segnalino favore in più (o magare recuperarne qualcuno durante la partita) permetterebbe di aggiungere qualche ulteriore tatticismo (“combo”) che renderebbe Sagrada più appetibile anche a qualche gamer più navigato ed esigente.

Vedi scheda gioco su Big Cream

Avete un gruppo numeroso e giocare in 4 vi sembra riduttivo? Per dovere di cronaca vi informiamo che negli Stati Uniti è uscita proprio in questi giorni l’espansione che, oltre ad aumentare i giocatori fino a 6, promette qualche interessante novità inserendo un pool di dadi personale, nuovi utensili e nuovi obiettivi. Il tutto -sembra…- senza allungare i tempi di gioco o snaturarne il sistema che sembra rimarrà alla portata di tutti!

Per ora la troverete solo in inglese, ma Cranio Creations ci ha confermato la futura localizzazione anche per il “belpaese”!

Si ringrazia Cranio Creations per aver reso disponibile la copia di valutazione del gioco.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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Emmepi14, “il facilitatore”

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