SINTESI

Pro: Deck building divertente e sfidante basato su un impianto classico ma con piacevoli elementi di novità, a partire dalla gestione del bersaglio. La meccanica dei metalli da bruciare per giocare carte è coerente con il tema e offre interessanti spunti strategici.

Contro: L’alea ha ovviamente il suo peso specifico. In quattro giocatori durata della partita un po’ troppo lunga, mentre l’eliminazione progessiva dei giocatori può non piacere a tutti.

Consigliato a: Appassionati di deck building e giochi di carte in genere, anche non particolarmente assidui. Un must have per gli appassionati dei libri di Sanderson, anche se conoscere i romanzi è ininfluente ai fini del gioco.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
buona

Incidenza della fortuna:
buona

Idoneità ai Neofiti:
sufficiente

Autore:
John D. Clair

Grafica ed illustrazioni:
AA. VV.

Anno:
2024

Puoi acquistare Mistborn – Il gioco di carte su bottegaludica.it

Possono ferro, acciaio, zinco, stagno, rame, bronzo, ottone e peltro fondersi in un gioco da tavolo? La risposta è sì se davanti a voi c’è Mistborn – il gioco di carte, titolo da uno a quattro giocatori ideato da John D. Clair e recentemente portato in Italia da Devir

Dichiaratamente ispirato, con tanto di licenza,  all’universo letterario della saga nata dalla penna dello scrittore statunitense Brandon Sanderson, Mistborn – il gioco di carte ci farà indossare i panni dei protagonisti delle avventure fantasy della ridente città di Luthadel (i Mistborn, appunto) a colpi di Allomanzia, oscure magie, metalli da bruciare, missioni da affrontare e devastanti danni da infliggere agli avversari.

DALLA SAGA AL TAVOLO DI GIOCO

Il titolo strizza l’occhio ai fan della produzione letteraria di Sanderson, ma in realtà si rivolge a tutti gli appassionati di deck building: conoscere i libri non è infatti necessario per addentrarsi nel mondo di cenere e nebbia dei Mistborn e nelle meccaniche di questo gioco che fa del potenziamento del mazzo la caratteristica principale.  Certo, un fan si getterà a capofitto nell’ambientazione, immedesimandosi in Vin, Kelsier, Shan o Marsh, cogliendo citazioni e riferimenti, ma questo Mistborn è pensato per essere giocato a prescindere dalla conoscenza del pianeta di Scadrial.

"Mistborn - Il gioco di carte" è ambientato nel mondo creato dallo scrittore fantasy Brian Sanderson. Conoscere i libri aiuterà a cogliere l'ambientazione, ma non è necessario ai fini del gioco

“Mistborn – Il gioco di carte” è ambientato nel mondo creato dallo scrittore fantasy Brandon Sanderson. Conoscere i libri aiuterà a cogliere l’ambientazione, ma non è necessario ai fini del gioco

Per affrontarlo avremo in ogni caso due possibilità: Mistborn – il gioco di carte è infatti un competitivo – a nostro parere la sua configurazione migliore – ma può  essere giocato anche in modalità cooperativa, schierando tutti i Mistborn contro il temuto Lord Reggente, il “cattivo” del gioco e soprattutto della saga letteraria. Menzione anche per la modalità solitario, nella quale un impavido eroe affronterà il suddetto Lord: è particolarmente sfidante.

Un po’ Star Realms, un po’ Dune Imperium e un po’ Etherstone, Mistborn – il gioco di carte non nasconde l’ambizione di portare sul tavolo degli appassionati un titolo capace di amalgamare le classiche dinamiche del deck building con spunti originali e interessanti. Entriamo in questo duro mondo fatto di fuoco e metalli e vediamo com’è andata la nostra esperienza di gioco.

UNBOXING E MATERIALI

Aprendo la scatola di Mistborn – il gioco di carte respiriamo subito atmosfere tra il dark fantasy e il gotico: le scelte cromatiche spaziano dai toni cupi del nero a quelli duri dei metalli, fino a quelli più accesi del rosso e dell’arancione. Un insieme che rende bene, anche visivamente, l’ambientazione lugubre e infuocata, parecchio lontana dal fantasy classico alla Tolkien.

Tra token e fustelle la fanno da padrone le oltre 120 carte sapientemente illustrate, che ricordano vagamente quelle di Magic. Lo stile dei disegni non è particolarmente originale (Etherstone, che abbiamo citato prima, dal punto di vista artistico è di un altro pianeta), ma nel complesso Mistborn – il gioco di carte esteticamente dice la sua e non lascia insoddisfatti gli occhi, contribuendo a rendere immersiva ogni partita. 

Il materiale contenuto nella confezione di "Mistborn - Il gioco di carte"

Il materiale contenuto nella confezione di “Mistborn – Il gioco di carte”

Molto ben fatte le quattro plance giocatori: sono double layer e permettono ai gettoni metallo e al cubetto del tracciato addestramento di rimanere saldamente ai loro posti. Nulla da segnalare sul fronte dei token, delle monete e dei segnalini Atium, il metallo rarissimo che spopola su Scadrial (ricordate la mitica spezia di Dune?) che nel gioco funziona da jolly e soprattutto da attivatore di carte potentissime.

Abbiamo trovato invece un po’ piccoli i caratteri del testo sulle carte, con conseguente lettura non sempre immediata. Problema che si avverte ancora di più sulle quattro “carte personaggio” promo in foil: meravigliose alla vista, ma non il massimo dal punto di vista ergonomico. Meglio giocare con quelle standard.

I token metallo sono la principale valuta del gioco: "bruciarli" servirà per attivare carte, schierare alleati o innescare effetti

I token metallo sono la principale valuta del gioco: “bruciarli” servirà per attivare carte, schierare alleati o innescare effetti

Non impeccabile anche il manuale, in generale ben scritto ma a volte vago su alcune situazioni di gioco. Qualche esempio in più avrebbe giovato per sciogliere eventuali dubbi di interpretazione in un impianto regolistico che in fin dei conti è snello e lineare. Mistborn – il gioco di carte è infatti un peso medio-leggero, che si spiega in pochi minuti e, con un minimo di assistenza durante la prima partita, adatto anche a giocatori non particolarmente assidui. 

Da segnalare, infine, alcuni errori di traduzione, in primis quello in bella vista sulla scatola che confonde l’autore del gioco con l’illustratore per un’errata trasposizione della frase nell’originale inglese “designed by”…

SETUP

Che dire, setup velocissimo quello di Mistborn – il gioco di carte. Davvero, il titolo si intavola in due minuti di orologio: si posiziona il corposo mazzo delle carte azione al centro del tavolo e se ne rivelano sei che andranno a formare il mercato iniziale.

Ogni giocatore sceglie quindi uno dei quattro personaggi, riceve una plancia addestramento, posiziona su di essa gli otto token metallo corrispondenti, mescola il proprio mazzo iniziale composto da quattro “carte azione” e da sei “carte risorsa”, pesca la mano e… via, si parte a colpi di metalli da bruciare e danni da infliggere. Non prima, però, di aver scelto tre carte missioni comuni e averci collocato sopra i cubetti di ciascun giocatore: su questo tracciato saliremo durante la partita ottenendo effetti vari e competendo per la vittoria finale (anche qui il gioco ci ha ricordato Dune Imperium). 

Il tavolo di gioco in una partita a tre: al centro spicca il mercato comune delle carte, mentre in alto i tre tracciati missione

Una porzione del tavolo di gioco in una partita a tre: al centro spicca il mercato comune delle carte, mentre in alto i tre tracciati missione

Mistborn – il gioco di carte non è infatti solo botte da orbi: le condizioni di vittoria sono tre, una delle quali arriderà proprio al primo giocatore che completerà le tre carte missioni. Le altre due sono eliminare gli avversari infliggendo loro danni fino ad azzerarne i punti vita oppure giocare la carta più potente – e costosa – del gioco, quella denominata “Resa dei conti”, che alla modica cifra di nove risorse e quattro Atium sancisce la vittoria istantanea. 

COME SI GIOCA A MISTBORN – IL GIOCO DI CARTE

Premessa: i quattro personaggi hanno poteri asimmetrici e, pur potendo puntare su qualsiasi strategia, ciascuno di essi sarà specializzato negli effetti di un determinato metallo. Le carte che richiedono ferro, ad esempio, spiccano nel combattimento, quelle in ottone nell’avanzamento nelle missioni, altre nella cura delle ferite e via dicendo. Il manuale offre un’esauriente panoramica con i vari effetti, utile per farsi un’idea delle strategie a disposizione.

Diamo ora un’occhiata al flusso di gioco. Durante il nostro turno per prima cosa dobbiamo avanzare di uno spazio sul nostro tracciato addestramento: una progressione che ci farà ottenere benefici o sbloccare abilità aggiuntive, rendendoci via via più potenti. 

Il mazzo di partenza di ogni Mistborn, leggermente asimmetrico, sarà composto da dieci carte, di cui quattro con abilità. Fondamentale sarà potenziare il mazzo con carte e alleati in combo tra loro

Il mazzo di partenza di ogni Mistborn, leggermente asimmetrico, sarà composto da dieci carte, di cui quattro con abilità. Fondamentale sarà potenziare il mazzo con carte e alleati in combo tra loro

Si entra ora nel vivo del turno, durante il quale giocheremo tutte le nostre cinque carte a disposizione nella nostra mano. Nel deck di partenza potremo contare in tutto su quattro “carte abilità” e sei “carte risorsa”: starà a noi potenziare adeguatamente il mazzo, come nei più classici dei deck building.

Giocare una carta ha ovviamente un costo. Quale? Beh, ovvio, il metallo. Per giocare una “carta abilità” e attivarne l’effetto dovremo infatti “bruciare” il tipo di metallo richiesto, collocando il relativo token sulla carta. All’inizio del turno successivo il metallo tornerà sulla nostra plancia pronto a essere utilizzato di nuovo. Non è così semplice però: a inizio partita il nostro Mistborn sarà alle prime armi e avrà la capacità di bruciare un solo metallo per turno. 

In attesa che impari a fare di meglio, riuscendo a bruciare più metalli e quindi attivare più carte, avremo altre due opzioni: o “avvampare” un metallo (in inglese flare), ovvero consumarlo per ottenere tutta la sua potenza. Tradotto: utilizzeremo quel metallo come se lo stessimo bruciando. Ma con una differenza sostanziale: non si ripristinerà automaticamente e resterà sulla nostra plancia in modalità “dormiente” (giriamo il token) fino a quando non lo renderemo nuovamente pronto. Per renderlo di nuovo disponibile dovremo scartare una carta dalla nostra mano della stessa “famiglia” del metallo in questione, oppure attivare un effetto di gioco da altre carte o da avanzamenti specifici. 

Il secondo metodo per attivare una carta sarà invece quello di utilizzare un’altra carta, sempre della stessa famiglia di metalli, posizionandola in orizzontale sotto di essa. Non c’è limite di volte in cui potremo servirci di queste due alternative, ma attenzione a valutare bene le scelte perché ci priveranno rapidamente di carte e metalli.

I token metallo posso essere attivi oppure esausti. In quest'ultimo caso andranno ripristinati (usando una carta dello stesso genere o un effetto specifico) per poter essere utilizzati di nuovo

I token metallo posso essere attivi oppure esausti. In quest’ultimo caso andranno ripristinati (usando una carta dello stesso genere o un effetto specifico) per poter essere utilizzati di nuovo

In mano avremo anche delle “carte risorsa”. Si tratta del denaro con il quale fare acquisti al mercato comune per potenziare il mazzo. Il sistema è il classico: sommiamo le icone denaro visibili nella nostra mano e acquisiamo le carte che ci interessano per pari valore, mettendole quindi nel mazzo degli scarti (sempre alla Dune Imperium). 

Dal mercato oltre che “carte abilità” molto potenti – alcune delle quali richiedono doppi o tripli metalli da bruciare in cambio di effetti importanti – potremo scegliere anche “carte alleato”, che una volta giocate rimarranno sopra la plancia giocatore fornendo potenti effetti passivi pronti a “scombare” con le altre carte che giocheremo. Non solo: gli alleati, finché non saranno sconfitti, ci proteggeranno anche dalle ferite che i nostri rivali inevitabilmente ci infliggeranno turno dopo turno. 

COMBATTIMENTI E BERSAGLIO

Già, il combattimento. Come funziona in Mistborn – Il gioco di carte? Facile: alla fine del proprio turno il giocatore somma tutte le eventuali icone combattimento visibili nella sua mano, sugli alleati e sulla carta personaggio. Il valore ottenuto è la forza del nostro attacco. A chi lo infliggeremo? Nelle partite a due giocatori ovviamente al nostro avversario, mentre in tre o quattro giocatori al possessore del token bersaglio, che a inizio partita viene assegnato all’ultimo Mistborn nell’ordine di turno.

Durante il combattimento potremo scegliere se colpire gli alleati o direttamente il Mistborn con il bersaglio (a meno che questi non abbia un alleato con tratto Difensore: in quel caso i danni saranno assorbiti obbligatoriamente da quest’ultimo). Se invece siamo noi ad avere il bersaglio durante il nostro turno d’attacco? Beh, saremo molto arrabbiati e infliggeremo contemporaneamente i danni a tutti i giocatori al tavolo! 

Il bersaglio è la chiave tattica nelle partite a tre e quattro giocatori: gestirlo sapientemente sarà fondamentale per infliggere il maggior numero di danni ai rivali al momento giusto

Il bersaglio è la chiave tattica nelle partite a tre e quattro giocatori: gestirlo sapientemente sarà fondamentale per infliggere il maggior numero di danni ai rivali al momento giusto

Ma non finisce qui. Il funzionamento del bersaglio prevede che il possessore, dopo aver ricevuto almeno un danno, possa cederlo a un altro giocatore a sua scelta, oppure tenerlo. Il bersaglio diventa così un accorgimento decisamente interessante: è estremamente tattico, equilibra la distribuzione dei danni evitando l’accanimento contro un singolo giocatore e aumenta l’interazione diretta del gioco. Ma soprattutto è molto, molto divertente perché inevitabilmente la sua gestione scatenerà al tavolo proteste, risate e innocenti vendette. 

Ma perché dovremmo tenere il bersaglio e ricevere danni? Qui sta il bello: a volte possedere il bersaglio ha indubbi vantaggi. Un giocatore in possesso di una mano di carte dal valore di combattimento devastante, potrebbe decidere di non cederlo per infliggere sonore batoste a tutti i concorrenti in un unico turno. Oppure potrebbe ritenere semplicemente più conveniente passarlo al momento giusto, in modo tale da lasciare il giocatore che lo riceve con il cerino in mano.

Qualunque sia la sofferta – ve lo assicuriamo – decisione il turno del giocatore attivo terminerà con la pesca di nuove cinque carte, mentre le cinque sul tavolo finiranno nel mazzo degli scarti, da cui formeremo alla fine un nuovo mazzo. Ovviamente esistono carte o effetti che ci faranno “esiliare” carte, consentendo al nostro mazzo di diventare più snello e di ciclare rapidamente, riproponendo così le carte più performanti.

Il Lord Reggente è il grande avversario nelle partite giocate in modalità cooperativa o in solitario. Noi preferiamo comunque la versione competitiva

Il Lord Reggente è il grande avversario nelle partite giocate in modalità cooperativa o in solitario. Noi preferiamo comunque la versione competitiva

IMPRESSIONI

Mistborn – Il gioco di carte ci ha sorpresi soprattutto perché riesce a inserire twist originali in un impianto iper tradizionale come quello di un classico deck building. Il tutto rimanendo tematicamente fedele all’ambientazione cui si ispira. I token metallo, al pari delle carte, saranno infatti gli indiscussi protagonisti del gioco, non solo perché fondamentali per attivare le potenti carte che via via acquisiremo, ma anche perché essi stessi diventeranno strumento per innescare effetti devastanti e combo da urlo. 

Da questo punto di vista è risolutiva la possibilità prevista dal regolamento di poter bruciare un metallo anche senza giocare la carta: questo accorgimento permetterà di innescare gli effetti che abbiamo a disposizione su carte giocate o nella rete dei nostri alleati. Il sacrificio di un singolo metallo (o di una carta legata a quel metallo) a volte può innescare effetti a catena degni dei migliori engine building di tedesca memoria. La sensazione è che proprio la gestione di questi alleati, che tra l’altro una volta sconfitti non verranno eliminati ma finiranno nella nostra pila degli scarti, sia una delle chiavi fondamentali del sistema sul quale i Mistborn saranno chiamati a competere.

Il rovescio della medaglia è presto detto: se le carte a disposizione sul mercato saranno favorevoli sarà più facile costruire il nostro impianto di gioco, se invece non gireranno… beh, ovvio: è un gioco di carte e l’alea dice la sua. La nostra esperienza, in ogni caso, ha riscontrato una buona attitudine di Mistborn a mettere a disposizione gli strumenti per contrastare la casualità: le possibilità sul tavolo sono sempre varie e numerose e concederanno al giocatore sfortunato (quasi) sempre una via di uscita. 

In una partita a quattro giocatori sarà difficile rimanere nei sessanta minuti di gioco dichiarati dalla scatola

Nota dolente: in una partita a quattro giocatori sarà difficile rimanere nei sessanta minuti di gioco dichiarati dalla scatola

Discorso diverso meritano durata e scalabilità. Una pecca di questo titolo, secondo la nostra esperienza, è stato il tempo necessario a portare a termine lo scontro: in quattro giocatori la partita andrà sicuramente oltre i sessanta minuti dichiarati sulla confezione. Il rischio è che a volte la nostra battaglia si dilati e dia la sensazione di tirare troppo per le lunghe, stiracchiando i combattimenti e togliendo tensione al tavolo. 

A questo si aggiunge il fatto che il primo e il secondo Mistborn a essere sconfitti saranno estromessi dalla sfida: a quel punto non resterà loro che guardare la partita da spettatori, finché non sarà decretato il vincitore. Ecco, si tratta di una scelta di design ludico che in genere non ci fa impazzire.  Di contro dobbiamo comunque registrare il fatto che nella fase finale, con l’aumento della potenza dei Mistborn, ogni attacco infliggerà valanghe di danni, accelerando i tempi della resa dei conti.

Tantissime le carte a disposizione in Mistborn: potremo scegliere tra carte abilità e carte alleato. Un giusto mix di entrambe potrà essere decisivo

Tantissime le carte a disposizione in Mistborn: potremo scegliere tra carte abilità e carte alleato. Un giusto mix di entrambe sarà decisivo

CONCLUSIONI

Queste considerazioni ci spingono a ritenere Mistborn – Il gioco di carte un titolo perfetto per due giocatori. In questa configurazione, pur rinunciando all’interessante gestione tattica del bersaglio, ogni mossa, ogni attacco, ogni sforzo sarà concentrato contro il nostro avversario non solo nel combattimento ma anche nella corsa alle missioni, condizione di vittoria da non sottovalutare mai.

Allora sì che Mistborn – Il gioco di carte darà il meglio di sé risultando un deck building avvincente, solido, ad alta interazione e con quel tocco di originalità che gli consente di ritagliarsi il suo spazio tra i titoli di un genere  ricchissimo di proposte da cui non è semplice emergere.

Si ringrazia Devir Italia per la review copy di Mistborn – Il gioco di carte gentilmente fornita per questa recensione. La copertina di "Mistborn - Il gioco di carte"

Puoi acquistare Mistborn – Il gioco di carte su bottegaludica.it

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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