Eccoci alla terza parte dell’AAR che, come si intuisce dal titolo, si conclude prima dei dieci Turni canonici :chi sarà stato il vincitore? Leggete e lo scoprirete…

Turno 4

H4

L’apertura della Mid-War si presenta con una mano non fenomenale per l’USSR. Avrei preferito avere almeno uno Scoring visto che sono piazzato decentemente un po’ ovunque. Il vero guaio è che avrei, ancora una volta, potuto giocare una Headline migliore. Trascuro IPW, che mi avrebbe dato buone chances di ottenere 2VP ed anche 2 MilOPs (queste sicure), non considero neanche Opec che mi darebbe subito 5VP , ma mi faccio abbagliare da Quagmire. Se è pur vero che questa carta annulla sicuramente almeno l’AR1 degli US (e gli fa scartare almeno una carta), però mi toglie dalle mani 3Ops. Le uniche  altre 3Ops che mi rimangono sono quello di Opec (che dovrei giocare come evento invece!). Ho già deciso che carta tenere (OAS) e quale gettare sicuramente nella SR (Colonial Rear Guards). Ad acuire i problemi c’è l’Headline degli americani che non si lasciano sfuggire la possibilità di giocare Sadat Expels Soviets e così mi scacciano dall’Egitto (piazzando anche un proprio IP). Inoltre l’avversario mi toglie uno dei paesi che fruttano VP con Opec. Male, molto male…

AR 1,4

A questo punto si profila un turno difficile in cui non potrò attaccare forte in maniera diretta, ma piuttosto dovrò difendermi dove ho presenza ed espandermi per non  perdere troppo terreno. In questo turno free (per Quagmire) mi espando con Nixon Plays the China Card, controllando il Brasile al costo di 2VP a favore degli US. Se quest’ultimi tirano male e rimangono sotto Quagmire si respira, altrimenti sarò costretto ad un coup “scarso” in Egitto per aumentare la Defcon e difendermi in Medio Oriente. Il dado non mi aiuta questa volta e gli US si liberano da l pantano sacrificando AIW.

AR 2,4

Al momento, in questo turno, sono stato io il mio nemico principale, ma ho perso anche un alleato (finora) fedele: il dado. Niente di fatto per il coup in Egitto (con le 2 Ops di Willy Brandt), tranne per la Defcon diminuita a 2 (ergo Coups limitati ai solo non-BG di Africa ed America Latina) e le due MilOps: prevedibile, ma comunque scarso bottino. Il nemico cala l’aggressiva Puppet Governments e si insinua con successo in Africa, Asia e Sud America. Sempre peggio!

AR 3,4

Molti fantasmi si fanno vivi, incarnati dalle varie very nasty cards che possono essere in mano all’avversario e della relativa impotenza della mia mano (ancora mea culpa). Che fare? Scelgo alla fine di monetizzare Opec per 4VP, sperando che siano sufficienti a parare le potenziali bordate che il mio avversario può sparare in questo turno (evitando al contempo la minaccia di Missile Envy che aggiungerebbe al danno la beffa). Gli US non infieriscono troppo per ora (…che ci sarà dietro? Remember the title… siempre!) e giocano One Small Step per il controllo di Argentina e Afganistan.

AR 4,4

Mmmmmm… Decido di lasciare l’iniziativa all’avversario in questo AR centrale e mi tolgo il dente della SR con Colonial Rear Guards… Ed il dado torna amico! L’URSS incomincia a capirci qualcosa di volo spaziale (un VP per noi bolscevichi). A questo punto era facile: bastava il semplice osservare la folla di razzi e razzetti made in US che sfrecciano da qualche anno su per il cielo per imparare qualcosa! E come se non bastasse Zio Sam ribadisce il concetto: Flower Power nel bidone spaziale ed il primo homo sapiens (si fa per dire: è sempre uno yankee :)) entra nell’orbita terrestre (con 3VP guadagnati).

AR 5,4

Tre AR to go per questo turno, il cui bilancio è più positivo dell’atteso date le premesse: potrei perfino incamerare i 2VP che al momento mi offrono le MilOps, visto che gli US non hanno bersagli utili per un Coup. Io del resto non ho intenzione, al momento, di offrigliene. Se la situazione non cambia, mi asterrò nel piazzare IP in nazioni non-BG (…e di couppare quindi in Colombia) anche se potrebbe non bastare (carte WAR et altro). Comunque niente per cui allentare l’attenzione perché in tre AR e le carte giuste, le cose possono cambiare (in peggio) di molto. Vado con Liberation Theology e mi piazzo nei BG centroamericani. L’avversario torna con successo a finanziare la NASA con U2 Incident,  il che gli frutta l’opportunità di scartare la carta rimasta nella mano alla fine di ogni turno.

AR 6,4

Non mi discosto dalla strategia delineata poco sopra e quindi continuo a spandere il comunismo a destra e a manca, ma solo nei BG. La carta scelta per la bisogna è HILTSW(avete 5 secondi per capire l’acronimo :)), il cui evento non mi è utile in questo frangente, mentre le due Ops mi fanno acquisire il controllo di Algeria e Panama. Questo mi consente di non mollare la presa nei prossimi possibili teatri da monetizzare in termini di VPs. Lo nemico gioca anche lui una carta neutra per le Ops (Summit) e guadagna il controllo del Messico, riaprendo così l’America Centrale a tutte le ipotesi.

AR7,4

Il controllo dell’Afganistan da parte degli USA mi fa scartare l’ipotesi di giocare IPW per l’Evento. Gioco quindi le 2 Ops in difesa di quanto acquisito, visto che non mancano gli eventi che possono agevolare la penetrazione statunitense in Sud America e Africa: un IP va a rafforzare sia il Venezuela che lo Zaire. Gli US non stavano messi meglio di me, per fortuna, e preferiscono tenersi China per uno dei prossimi turni. Giocano Truman Doctrine per il punto Ops (l’Europa non è il nostro focus al momento) ed acquisiscono il controllo dell’Egitto, già fiaccato da Sadat Expels Soviets ad inizio turno. In virtù dello sforzo nella SR possono anche scartare la carta indigesta che gli è rimasta nella mano (Blockade). La scelta di non offrire bersagli per coups avversari ha pagato questa volta e mi frutta 2 PV, il che mi fa raggiungere quota 10. Il nemico ha acquisito parecchi vantaggi grazie agli sforzi nella SR ed ha piazzato anche un buon numero di IPs. Si va al turno successivo nel cuore della Mid-War…

L’importanza strategica del Brasile è fuori discussione…

“Nel tentativo di impedire ai bolscevichi di prendersi tutto il cucuzzaro, gli Stati Uniti non danno retta a Sun Tzu (“…chi vuole difendere tutto, non difende niente…”)  e si impantanano in tante, troppe zone calde. Però nuovi strateghi entrano al Pentagono e questi non le sbagliano proprio tutte: il dopo-Nasser è “gestito” molto bene. In Egitto, con l’ascesa di Sadat al potere, il rubinetto del petrolio si chiude di qualche giro ed il flusso di oro nero perde un po’ della sua portata nel riempire le riserve sovietiche. Il cambio generazionale tra le teste d’uovo americane sortisce altri effetti positivi. I new kids, capiscono subito che il paio di marines sparsi ai quattro venti dai babbioni che li hanno preceduti, non pagano. Il nemico russo fa comunque in tempo a stanziarsi pericolosamente in Sud America anche se provocano una incazzatura cinese coi fiocchi: volevano andare loro a villeggiare sulla spiaggia del Copacabana …e come dargli torto?

Non è andata bene bene in Egitto…

Nel mentre, alcuni baldanzosi insorti, forti dei possenti BT-7a vintage messi a disposizione dal generoso benefattore sovietico, marciano verso il Cairo pronti a far sventolare la bandiera rossa ancora una volta sulla piramide di Cheope. Come è andata a finire? Stendiamo un velo pietoso… Tutt’altro epilogo sortiscono gli sforzi US ,che insediano al potere i loro amichetti (perlopiù in uniforme)  un po’ dappertutto: che stia tramontando il glorioso sogno della Terza Internazionale? A Mosca i passati rapidi successi fanno bruciare ancor di più le recenti, amare, sconfitte. Il Cremlino mette da parte l’intervento diretto, che sembra fare sempre cilecca in questo periodo. I sovietici si buttano quindi nell’impresa di rendere difficoltoso l’approvvigionamento di petrolio per l’occidente capitalista, appoggiando la nascita dell’OPEC. Apparentemente Washington fa spallucce mentre si accomoda prepotentemente alle porte dell’Impero Sovietico (in Afganistan) ed anche in Argentina, quest’ultima sconfinata terra ricca di pecore, ma anche d’altro…

Costate la vita a molti agenti USA ecco le prime foto dei propulsori rossi ed anche un primo dettaglio concettuale del loro avanzato sistema di spinta.

Sembra un sogno! I bolscevichi pare abbiano proprio smesso definitivamente di destabilizzare a destra e a manca. Il Sol dell’Avvenire certamente risplenderà in tutto il mondo, ma per libera scelta dei popoli! All’uopo a Baikonur riesumano una vecchia V2 trovata nelle campagne berlinesi, ci schiaffano dentro un par di galline e via verso l’infinito ed oltre! Gli Stati uniti se la bevono ed abbandonano i fruttuosi dirty jobs degli ultimi anni. Ritornano quindi a competere alla maniera dei pavoni ed utilizzano l’Atlas per trasportare Mr. Glenn in un giretto panoramico attorno al globo (invece che per deliverare Mr. Megaton…). Gli yankee, ancora una volta, non danno retta alla saggezza popolare: il lupo perde il pelo… E come ti sbagli! Dopo la finta con la V2, Mosca ricomincia pian pianino a seminare il suo credo e lo fa nella maniera che non ti aspetti. Tutto si sarebbe detto, ma che quegli ateacci potessero approfittare dallo scompiglio provocato dalle  “tonache rosse” sudamericane! Evidentemente i teologi brasileri hanno recepito il lievissimo malanimo che serpeggiava tra le genti di quel continente: che sia stata conseguenza delle ammazzatine e torture varie perpetrate dai pochi governi fantoccio foraggiati dallo zio Sam? L’Amministrazione US fa orecchie di mercante e… anche lo struzzo! Ma invece che ficcare la testa sotto la sabbia, la stirano oltre l’atmosfera. Sor Kennedy non batte ciglio e neanche i bolscevichi al confine lo distolgono dall’impresa spaziale: gli astronauti US fanno due passi nel cosmo… Ma la primavera cremisi non si ferma qui e sbocciano commies dappertutto: dalle montagne dell’Atlante fino all’istmo di Panama, dall’Africa Nera all’oro nero venezuelano. Tutto in mano ai rossi. Va meno bene per l’URSS nella vecchia Europa, dove gli spazi di manovra per il socialismo reale si sono fortemente ristretti. Inoltre il confine messicano è messo prontamente in sicurezza e così negli States si ricomincia a mangiare chili rosso senza che McCarthy venga a rompere le palle all’ora di cena.”

 Turno 5

H5

La mano servitami è molto positiva: ho carte con Ops alte anche se non tutte della mia side (sarebbe stata la classica “Troppa Grazia Sant’Antonio!”). Come se non bastasse ho tre, diconsi, tre carte Scoring: tutte in posti dove il paziente lavoro della posa di IP nei precedenti turni, fa vedere un luminoso futuro per il bolscevismo! Prima di tutto il SEA Scoring è un no brainer come Headline ed anche per l’AR1 c’è già programmato un Coup in Argentina. La reazione americana è facile perché vede in anteprima la mia Headline, grazie ai progressi nella SR: Brush War in Indonesia. Infatti con un successo (con il 33% di possibilità) gli US si assicurerebbero: 2PV (uno per la carta ed uno in meno per me per lo Scoring in SEA), il controllo del’Indonesia e 3 MilOPs (queste comunque acquisite)! Fortunatamente, non si avvede della scritta, in piccolo, Made in USSR sul dado e tira un uno! Balzo a 16PV!

AR 1,5

Il Sud America è il mio bersaglio per il Coup nell’ottica dello Scoring che ho in mano. Scelgo questo teatro perché è meno probabile che l’avversario riesca ad intervenire direttamente, essendo presente solo in Colombia e lontano dai BGs. Certo con gli eventi potrebbe rompermi le uova nel paniere praticamente ovunque… Il Coup in Argentina riesce,(uso le 3Ops di De Gaulle leads France), ma non abbastanza per prenderne il controllo. Ed ecco la mossa dello statunitense: Missile Envy! Non c’è che dire… Devo dargli una carta da 3Ops! Ma quale? Non voglio dargli un mio evento perché potrebbe piazzare IP dove non voglio e poi voglio riservarmi di giocare la carta in questione proprio come evento, se le cose non dovessero andare come preventivato (si tratta di Cultural Revolution che mi farebbe rientrare in possesso della carta China). L’altra alternativa sarebbe Ussuri Skirmish, ma il dover poi eventualmente giocare Bear Trap tardi nel turno mi spaventa di più. Decido quindi proprio per Bear Trap perché se va male male, butterei John Paul II Elected Pope e Ussuri Skirmish e poi con il turno appena iniziato posso confidare nel, fin’ora comunistissimo, dado.

AR2,5

Come capito leggendo nei forum opportuni, la prima carta che devo scartare è proprio l’appena ricevuta Missile Envy: poco male il dado tovarish caccia fuori un bell’uno e sono fuori dalla trappola. Gli americani sfruttano questo loro AR libero dall’azione sovietica, piazzando con Arms Race 3IP in Africa. Così facendo controllano il Sud Africa ed il Sudan ed iniziano a costruire le premesse per un buon bottino di VPs da quelle parti, ma (spero…) forse è troppo tardi.

AR3,5

Vado diritto per la mia strada e con i tre IP di Ussuri Skirmish prendo il controllo di Paraguay e Haiti: anche nel caso di un colpo di stato in uno dei due paesi sono tranquillo avendo in mano lo Scoring di entrambi i teatri! L’effetto negativo dell’evento si palesa nella perdita del controllo di Pakistan e Thailandia, ma non fa male, anestetizzato come sono dall’odore della possibile Vittoria! Gli US, con molta probabilità, non hanno carte in mano in grado di contrastarmi efficacemente in America Latina e non provano nemmeno uno dei due possibili Coup: con Formosan Resolution per l’evento prendono tempo e poco altro.

AR4,5

Ed ecco l’Epilogo: South America Scoring per 5PV. Vittoria del Sovietico.

Советский победы!

Ecco forse non proprio tutti i marines erano l’orgoglio del Corpo…

“L’ultimo tentativo statunitense di porre rimedio (con la forza) alla  pessima situazione nel Sud Est Asiatico, si rivela un mezzo disastro. Anche se accuratamente preparati, gli sbarchi degli oppositori indigeni sulle spiagge indonesiane, con l’appoggio dei marines, sono respinti un po’ dovunque ed i superstiti vengono rimbarcati frettolosamente. Qualcuno nei corridoi sussurra che chiamare l’operazione Pig Bay non ha portato bene, ma su quali basi affermano ciò non è dato saperlo… I sovietici approfittando del colpo subito dagli US, cercano di penetrare a fondo in Sud America, ma Zio Sam è molto meno stordito del previsto. Un’altra figuraccia, stile Egitto, viene evitata ma non di meno le cose si sono complicate più del previsto ed “i supervisori” del Politburo non sanno ancora che pesci pigliare per sbloccare la situazione a Buenos Aires…

I ragazzi USA, sfogliano avidamente strani fumetti…

Con il pallino che sembra tornato nelle loro mani, gli US vanno alla ricerca di “un posto al sole”in terra Africana, dove l’appeal sovietico sembra essere meno presente che in altre parti del Globo.

Senz’altro un successo per l’Amministrazione americana, ma nonostante ciò, le Good Vibration cantate dai Beach Boys non riecheggiano affatto nella Sala Ovale… Una sensazione di impotenza assale  prepotentemente gli alti vertici statunitensi. Le affermazioni in campo internazionale sembrano tornate copiose in casa US, ma il campionato appare a tutti ormai perso. Le vittorie  in Asia e Africa si rivelano essenzialmente di Pirro e non possono controbilanciare il crollo verticale in tutta l’America Latina. Anche gli entusiasmi generati dalla trionfante Corsa allo Spazio svaniscono come lacrime nella pioggia(cit)… Tutto sembra perduto e l’isolazionismo torna ad essere la cifra della politica estera statunitense, ma il vero interrogativo ormai è: basterà a tenere fuori dai confini il bolscevismo imperante?”

Considerazioni finali:

1- La modalità di gioco con Vassal non online, mi ha permesso un learning game efficace. Il poter pensare, anche a lungo in alcuni casi, la carta da giocare è stato senz’altro vantaggioso ed istruttivo. Unica cosa negativa di tale modalità è che effettuare i Realignment non è molto pratico, il che ce li ha fatti tacitamente escludere a priori: not a big deal.

2- Avessi dovuto giocarla online in realtime, mi rendo perfettamente conto che le cose sarebbero potute andare molto, ma molto diversamente: sono stato sull’orlo di fare la mossa sbagliatissima ben più di una volta.

3- Giocare il Sovietico appare più facile nei primi turni. Se si riesce a monetizzare questo vantaggio, una vittoria prima del termine è quello a cui forse deve mirare il giocatore USSR.

4- Un atteggiamento aggressivo sembra comunque pagare di più, mentre puntare troppo sulla Space Race può essere un arma a doppio taglio, se questo permette all’avversario di spargersi troppo sulla mappa.

5- Tanta adrenalina nonostante il low pace dato dal PBEM. La cosa mi fa desiderare di provarlo online o FtF ASAP!

6- Diciamolo: un culo bello grosso col dado ci ha messo del suo. Praticamente sono andato quasi sempre a segno, mentre il mio avversario è stato meno fortunato nei momenti decisivi.

Potevo perdere con questi dadi?

7- Last but not least, un grazie sentito a Roberto per la bella partita!

Cyberdisc

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