SINTESI

Pro: buon connubio di meccaniche ed alta interazione. Sistema di gioco fluido ed intuitivo.

Contro: non si tratta di un titolo particolarmente originale. Scelta di inserire nel gioco base riferimenti e zone della mappa utilizzabili solamente con future espansioni.

Consigliato a: gli amanti dei deck building e dei giochi di maggioranze alla ricerca di un gioco di peso medio, ma comunque non scontato e dall’alta interazione.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
discreta

Idoneità ai Neofiti:
discreta

Autore:

Paolo Mori, Ole Steiness

Grafica ed illustrazioni:
Pauliina Hannuniemi

Anno:
2024

Puoi acquistare Altay su bottegaludica.it

INTRODUZIONE

Una regione appartata, culture differenti e regni da ampliare, ecco cosa vi aspetta in Altay: L’Alba della Civiltà.

Altay è un gioco competitivo per 2-4 giocatori, portato in Italia da MS Edizioni. Si tratta di un titolo principalmente incentrato sul deck building, arricchito da un sistema di maggioranze, di costruzione reti e dalla necessità di un’accurata gestione delle risorse.

Pronti a scoprire le terre di Altay?

COMPONENTI 

I componenti di Altay.

I componenti di Altay.

I materiali di Altay sono numerosi e di ottima qualità. Comprendono: le carte, qualche token in cartone e i segnalini sagomati in legno.

In aggiunta ad essi troviamo la plancia raffigurante la mappa di gioco, che ammettiamo essere l’unico componente che ci ha lasciato qualche perplessità… Chiariamoci immediatamente, anch’essa è di buona qualità e ben realizzata, ma non ci ha entusiasmato la scelta di realizzarla includendo spazi dedicati esclusivamente a una futura espansione. Scelta ovviamente di puro marketing che, però, a nostro parere, penalizza l’esperienza del gioco base (sul quale noi ci basiamo esclusivamente per questa recensione).

L'arte di AltayL'estetica di Altay: siamo coscienti che possa dividere le opinioni dei giocatori, alla fine si tratta di gusti, ma, per quanto ci riguarda, la troviamo davvero eccezionale! Ci troviamo davanti a illustrazioni realizzate in uno stile originale e ricercato, che esalta le forme e la stilizzazione dei character, elevandosi per ricerca artistica sullo standard che ormai caratterizza gran parte dei giochi.

L’arte di Altay
L’estetica di Altay: siamo coscienti che possa dividere le opinioni dei giocatori, alla fine si tratta di gusti, ma, per quanto ci riguarda, la troviamo davvero eccezionale!
Ci troviamo davanti a illustrazioni realizzate in uno stile originale e ricercato, che esalta le forme e la stilizzazione dei character, elevandosi per ricerca artistica sullo standard che ormai caratterizza gran parte dei giochi.

IL PRIMO INSEDIAMENTO: IL SETUP DI ALTAY

Il setup di Altay non è complicato, ma richiede un po’ di pazienza, soprattutto nella suddivisione e preparazione dei vari mazzetti di carte. 

Occorrerà, infatti, preparare due aree di gioco ben distinte: il Mercato, che accoglierà la riserva delle carte Azione, suddivise per nome; e l’area dedicata alle carte Progetto, dove quest’ultime andranno suddivise per livello (identificabile anche dal colore del retro), rivelando le prime tre carte da ciascun mazzo.

Ciò che rallenta la preparazione in questa fase è la necessità di dover utilizzare, e selezionare, un numero minore di carte, di ciascun livello per i progetti o con lo stesso nome per la carte Azione, se si gioca in meno di quattro giocatori.

Per concludere il setup occorre posizionare casualmente i segnalini Conquista di valore “1” e “2” nei vari territori della plancia di gioco, ad eccezione delle montagne dove andranno i segnalini di valore “3”.  Ogni giocatore prende le carte di partenza e i quindici Insediamenti della fazione scelta, posizionandone uno in un campo a scelta e rimuovendo il segnalino conquista su di esso.

Il setup di Altay. Ogni giocatore riceve a inizio partita anche una Meraviglia (Progetto di terzo livello) personale.

Il setup di Altay. 
Ogni giocatore riceve a inizio partita anche una Meraviglia (Progetto di terzo livello) personale.

LA NASCITA DI UN REGNO: COME SI GIOCA AD ALTAY

Altay, come detto, si basa principalmente su un sistema di deck building e, come molti giochi che condividono questa meccanica, prevede che ogni giocatore affronti il proprio turno di gioco con una mano di cinque carte.

Durante il turno è possibile giocare carte dalla propria mano sia per produrre una risorsa, scartando immediatamente la carta giocata, sia giocandola nella propria area di gioco per costruire un insediamento. Scegliendo questa seconda opzione, la carta giocata ci permetterà di “completarla”, assegnandole le risorse richieste, anche nei turni successivi. Quando una carta viene completata in questo modo, si beneficia immediatamente dell’effetto, che spesso ci permette di edificare un insediamento, e poi si scarta.

Oltre che assegnarle a carte nella nostra area di gioco, con le risorse prodotte durante il turno possiamo comprare nuove carte dal mercato, che verranno aggiunte ai nostri scarti o iniziare a sviluppare un nuovo progetto.

I progetti delle Tecnologie e delle Meraviglie.Possiamo sviluppare un singolo progetto alla volta e partendo sempre dal livello più basso: per ogni progetto di livello 1 possiamo costruirne uno di livello 2, che a sua volta ci permetterà di costruire una meraviglia di livello 3.

I progetti delle Tecnologie e delle Meraviglie.
Possiamo sviluppare un singolo progetto alla volta e partendo sempre dal livello più basso: per ogni progetto di livello 1 possiamo costruirne uno di livello 2, che a sua volta ci permetterà di costruire una meraviglia di livello 3.

L’ultima azione possibile è il combattimento: utilizzando le apposite carte il giocatore di turno può dichiarare di voler attaccare un territorio adiacente a uno dei suoi insediamenti. La forza del suo “attacco” di calcola sommando le spade presenti sulle carte giocate agli insediamenti presenti nel territorio attaccante. Se si sta attaccando un territorio con almeno un insediamento avversario, la forza della difesa si calcola nel medesimo modo ma facendo riferimento agli scudi invece che alle spade sulle carte giocate in risposta dal difensore. Se, invece, il territorio attaccato è ancora neutrale (senza insediamenti avversari), la difesa è rappresentata dal valore del segnalino conquista presente in quel territorio. 

A seguito di un combattimento tra due giocatori, il giocatore sconfitto cede uno dei suoi insediamenti (da uno dei due territori coinvolti) all’avversario.

A seguito di un combattimento tra due giocatori, il giocatore sconfitto cede uno dei suoi insediamenti (da uno dei due territori coinvolti) all’avversario.

La partita termina quando un giocatore ha costruito tutti i suoi insediamenti o quando non ne ha nessuno sulla plancia di gioco.

Quando la partita finisce si procede calcolando tutti i punti presenti sulle carte nella propria area di gioco e nel proprio mazzo, oltre a 1 punto per ogni territorio con almeno un insediamento della sua fazione e ad ulteriori punti garantiti dagli insediamenti avversari e dai segnalini conquista catturati (presenti nella propria area di gioco).

CONSIDERAZIONI

Altay si dimostra un buon titolo, coinvolgente e con il grosso pregio di riuscire a miscelare perfettamente meccaniche differenti.

L’aspetto più interessante è sicuramente quello legato all’interazione tra giocatori: sia indiretta, presente nella necessità di impossessarsi per primi alcune carte azione e/o progetto; sia diretta, fortemente presente nelle dinamiche di conquista ed espansione del proprio regno sulla plancia di gioco.

L’azione “combattere”, infatti, risulterà abbastanza cruciale per poi provare a colonizzare nuovi territori e per costruire la propria “rete” di insediamenti (fonte di punteggio da non sottovalutare).

Nonostante ciò, ci è piaciuto molto anche il bilanciamento delle altre fonti di punteggio, come la costruzione dei progetti di tecnologie e meraviglie. Riteniamo però che Altay rimanga un titolo dove, per ambire alla vittoria, sia necessario totalizzare un minimo di punti da tutte le fonti di punteggio disponibili, e che non permetta quindi di specializzarsi realmente solo su una di esse.

Una partita ad Altay: L’Alba della Civiltà è caratterizzata da una discreta presenza della fortuna, sicuramente percepibile nella pesca delle carte, ma sopportabile nell’economia di un deck building. In merito, l’unica nota da segnalare è la presenza di pochissimi metodi per snellire il proprio mazzo dalle carte di partenza.

Una partita ad Altay: L’Alba della Civiltà è caratterizzata da una discreta presenza della fortuna, sicuramente percepibile nella pesca delle carte, ma sopportabile nell’economia di un deck building. In merito, l’unica nota da segnalare è la presenza di pochissimi metodi per snellire il proprio mazzo dalle carte di partenza.

La presenza degli insediamenti e il vincolo di poterli costruire solamente dopo aver liberato il territorio dai nemici, insieme a un sistema di raccolta risorse che premia la presenza in determinati territori, fa sì che l’ambientazione e il coinvolgimento che ne deriva siano ben sviluppati e percepibili.

Anche la longevità di Altay è molto buona, il sistema di deck building garantisce partite sempre differenti e le quattro fazioni risultano già di partenza leggermente asimmetriche, garantendo ulteriore rigiocabilità. Anche la scalabilità è ben strutturata, prevedendo un ridimensionamento della mappa al diminuire dei giocatori.

Inoltre, sono già previste diverse espansioni pensate per fornire nuove carte e, di conseguenza, aumentare ulteriormente la longevità del titolo base. Proprio su questo aspetto, però, a nostro parere, la produzione di Altay fa una scelta quantomeno discutibile e che a noi non è piaciuta. Infatti, nel gioco base sono presenti territori pensati per essere utilizzati esclusivamente con le future espansioni (come descritto anche nel regolamento stesso). Riteniamo che realizzare la plancia di Altay con dei territori tutti utilizzabili col gioco base sarebbe stata una scelta più “onesta” e avrebbe fornito ai giocatori un titolo più completo… mentre per l’espansione sarebbe poi bastato realizzare anche solo delle banali tessere con i nuovi territori da poter sovrapporre alla plancia principale.

Infine, ci sentiamo di dire che Altay, per quanto riesca perfettamente a bilanciare meccaniche differenti, in realtà non risulta particolarmente originale nello sviluppo di nessuna di esse… fattore che comunque non influisce sulla piacevole esperienza di gioco offerta.

La scatola di Altay: L’Alba della Civiltà.

La scatola di Altay: L’Alba della Civiltà.

In conclusione, Altay risulta un gioco molto piacevole e coinvolgente, in grado di offrire ai giocatori partite avvincenti a fronte di regole semplici e intuitive. 

Se siete pronti a contendervi le terre di questa regione, Altay vi aspetta.

Colonna sonora:
Regioni remote, popolazioni indigene, territori da esplorare e conquistare: per accompagnare le nostre partite ad Altay abbiamo scelto la colonna sonora di Avatar!

Si ringrazia MS Edizioni per la review copy di Altay: L’Alba della Civiltà gentilmente fornita per questa recensione.

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Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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