SINTESI

Pro:   Senza smontare i mobili domestici, è difficile poter vivere in casa propria la game experience delle escape room meglio di quanto non faccia questo gioco. Il trionfo della tecnologia analogica nell’epoca digitale ha un fascino tutto suo.

Contro:   4 ore di gioco per un prodotto dal prezzo di listino in linea con i costi di mercato. La longevità  non è un punto di forza di Escape Room il Gioco. Per alcuni, le soluzioni molto analogiche hanno un vago sapore fin troppo retrò.

Consigliato a:    Se vi piacciono il ritmo frenetico, gli enigmi di tutti i tipi e il gioco di squadra, Escape Room il gioco fa il caso vostro

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
discreta

Incidenza della fortuna:
assente

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
N.D.

Grafica ed illustrazioni:
A A. V.V.

Anno:
2016

Escape Room Il Gioco” è sbarcato in italia a inizio 2019 andando ad alimentare un filone parecchio in auge nell’ultimo biennio. Come nella vita reale, anche nel mondo dei Boardgame impazza la “escape room mania“!

Se nel nostro sito ha trovato posto Deckscape e non la Serie Exit e neppure Unlock! è solo perché in questo genere di giochi è difficilissimo fare una recensione senza fare spoiler. Ma “Escape Room il Gioco” è legato molto di più degli altri giochi citati ad una dimensione “fisica” e “materiale” e quindi risulta più facile da descrivere, per cui eccoci qui!

Unboxing

Unboxing

Prima di iniziare una premessa. Siamo quasi certi che se state leggendo questa recensione avete già avuto modo di prendere parte ad una sessione di gioco in una escape room fisica, quelle dove si viene chiusi in una stanza piena di enigmi che devono essere risolti generalmente entro un’ora. Se non lo avete mai fatto e non avete neppure ascoltato qualche reduce entusiasta, allora è necessario che leggiate questa pagina di Wikipedia che spiega questi “giochi di fuga di ruolo dal vivo”.

Tra l’altro, nella stessa pagina, scopriamo che “Escape Room Il Gioco” è una delle prime realizzazioni “da tavolo” di questo genere di giochi. Arriva in Italia soltanto ora perché Cranio Creations ha chiesto e ottenuto i permessi di localizzazione qualche tempo dopo la sua prima pubblicazione in lingua inglese.

Chrono Decoder

Chrono Decoder

Andiamo ad analizzare il contenuto della scatola. Non mancano le sorprese, ad iniziare dal Chrono Decoder, che ai più diffidenti ricorderà un poco il Sapientino ed altri giochi basati su marchingegni elettronici (vedi foto qui sopra). Al di là delle apparenze più da giocattolo che non di boardgame, questo apparato assolve, con un feeling decisamente “retrò”, a molte funzioni:

attraverso quattro slot (fori), permette l’inserimento di apposite “chiavi” (di cui parliamo tra un attimo) che permettono di “aprire” virtualmente le porte della nostra escape room (anch’essa virtuale).

un timer che serve a tener traccia di un inesorabile “conto alla rovescia” di un’ora. Ha un modesto apparato audio che:

  • ci avvisa con un “Beeeep!” quando è venuto il momento di ottenere aiuti,
  • Ogni volta che inseriamo una combinazione di chiavi nei suddetti slot, se sbagliamo combinazione suona e ci penalizza, togliendoci un minuto di tempo,
  • oppure ci festeggia, sempre con un beep, se riusciamo a terminare le prove in tempo.

Peccato solo che non abbiamo trovato (magari è colpa nostra!) una funziona “pausa”. Implacabile, fa scorrere i minuti anche se vogliamo controllare una regola sul manuale, ci suonano alla porta o squilla il telefonino. Anche in questo caso il parallelismo con le escape room fisiche è perfetto.

tabelle di decodifica

Il lato del Chrono decoder con alcune delle tabelle di decodifica

Sulla carcassa esterna troviamo stampate delle tabelle di decodifica che useremo di volta in volta: dall’alfabeto Morse alla decodifica di enigmi più complessi (vedi foto). Tutto perfettamente funzionale… ma, se vogliamo, non proprio perfettamente inserito in un contesto tematico. Ad esempio, nella prima escape room, ci troviamo rinchiusi in una prigione: non troviamo nessuna motivazione tematica plausibile al fatto di dover “rigirare” una sorta di supercomputer alla ricerca della decodifica dell’alfabeto Morse… (TRANQUILLI! non stiamo spoilerando!). Però fa parte della game experience delle escape room essere costretti a cercare elementi nel contesto fisico dell’ambiente e non, come accade nei giochi da tavolo, in carte, dadi o matrici a paragrafi (libri game).

Le chiavi da inserire nel Chrono Decoder; notate quanti sistemi diversi per diversificarle

16 Chiavette di plastica (vedi foto) zeppe di lettere simboli e qualche altro elemento distintivo. Da notare che le chiavi non sono TUTTE diverse fra loro. In via del tutto ipotetica (TRANQUILLI! non stiamo spoilerando!), la combinazione giusta potrebbe richiedere anche 4 chiavi uguali (magari non inserite dallo stesso verso). Ancora una volta il gioco fa ricorso, come le escape room fisiche, ad un elemento “reale” quando avrebbe potuto fare riferimento ad una carta, ad un paragrafo di libro game od anche a una APP.

Decoder analogico

Decoder analogico

Troviamo poi un “Decodificatore” di Carte Suggerimento (che vi spieghiamo quando analizziamo il contenuto delle escape Room) che ai più attempati ricorderà alcuni giochi dell’infanzia. Si tratta di una busta in cartoncino con una finestra in materiale trasparente rosso: usando apposite tecniche di stampa (vedi foto), il contenuto di alcune carte sarà leggibile solo inserendole qui dentro. Anche in questo caso, manco a dirlo, ci sarebbero state tante soluzioni più moderne ma meno “fisiche”.

Il gioco poi prevede 4 buste, rigorosamente sigillate, che contengono altrettante escape room virtuali. In ordine crescente di difficoltà: Evasione, Virus, Countdown Nucleare e Il Tempio Azteco.

Da notare che, anche a buste chiuse, salta all’occhio come il materiale fisico di ogni busta sia simile ma non uguale. Come nelle escape room fisiche, anche qui ognuna ha materiali peculiari: mappe di luoghi piene di indizi più o meno nascosti, piccoli mazzi di carte, elementi staccabili come pezzi di rivista enigmistica che mostrano un Sudoku, biglietti da visita, etc..

Materiale della Escape Room

Il materiale della prima parte della prima Escape Room.

I

l contenuto di ogni busta è suddiviso in “Parti”, da risolvere in stretta sequenza. Ad esempio, per uscire con successo dalla prima escape room, bisogna risolvere 3 Parti, inserendo nel Chrono Decoder altrettante combinazioni corrette di chiavi.

Ogni escape room virtuale mette a disposizione 8 Carte Suggerimento che ci indicano quando possono essere inserite nel cosiddetto “Decodificatore” di cui sopra. Per chi è stato in una escape room fisica, sostituiscono la voce dell’addetto che di tanto in tanto ci regala un indizio o ci illumina con una spiegazione. Ovvero forniscono l’aiuto indispensabile per non rimanere incastrati in qualcosa che non si riesce a superare, eventualità che rende la game experience statica e frustrante.
Grazie al sistema di decodifica, possiamo fotografarle e spiegarvene il contenuto nella didascalia. Guardate quindi la foto che segue.

Le carte suggerimento

Le carte suggerimento della prima escape room. Il retro della carta indica a che Parte appartiene la carta e a quanti minuti dal termine deve essere letta. Notate che l’ultima carte della parte 1 e 2 forniscono le risposte per passare alla parte successiva.

Ora vi è chiara la grande differenza con una escape room fisica dove la voce fuori campo interviene se e quando serve, mentre la carta ci aiuta in un preciso momento. Niente di grave, ma se siete proprio in difficoltà e non riuscite ad uscire da un vicolo cieco, valutate l’ipotesi di girare la prossima Carta Suggerimento qualche minuto prima del dovuto. Nel raro caso che abbiate la consapevolezza di essere più avanti delle indicazioni che la carta può darvi, valutate l’opportunità di non leggerla subito, ma magari soltanto in seguito se vi sorgesse il dubbio di aver tralasciato qualcosa.

Il gioco mette a disposizione anche una serie di strumenti tecnologici:

  1. una app per smartphone che propone una colonna sonora per ciascun caso e altri strumenti multimediali non strettamente indispensabili alla soluzione.
  2. un sito dove poter leggere le introduzioni dei casi e magari scoprire che ci sono delle escape room aggiuntive, ancora non tradotte in italiano.

Insomma, non siamo in presenza di una vera e propria integrazione del gioco da tavolo con i media digitali, ma comunque di gradevoli accessori opzionali.

Il Gioco

Premettiamo che, a nostro avviso, il gioco è adatto per 3-5 persone. Potete giocarlo anche in solitario ma risulta complicato tenere tutto sotto controllo da soli: fatelo solo se amate follemente la “Settimana Enigmistica” e le sfide che questa vi propone. In più di 5 giocatori invece si rischia un poco il caos è solo un leader carismatico può garantire la necessaria capacità di sintesi.

Indizi

Dove saranno nascosti gli indizi che ci servono?

Veniamo al velocissimo Setup. Per quanto il gioco non lo preveda, a nostro avviso, risulta importante dare a ciascun giocatore un compito e le istruzioni necessarie per interagire con il materiale a lui assegnato. Noi abbiamo trovato funzionali i seguenti ruoli:

La mappa di dove ti trovi

La mappa della cella dove cii troviamo

Custode del Chrono Decoder. Affidategli il marchingegno e assicuratevi che per l’ora seguente lo coccoli con cura maniacale. Controlla le tabelle dei codici stampate su di esso, avvisa gli altri giocatori del tempo che passa inesorabile e, soprattutto, inserisce le chiavette quando il gruppo pensa sia giunto il grande momento.

Gestore del materiale. Quando è chiamato a farlo, toglie i sigilli al materiale fisico della sola “Parte” di escape room che state giocando. Defustella con cura e precisione il materiale cartaceo, tiene sotto controllo le carte suggerimento e avvisa quando è venuto il momento in cui è possibile leggerne una. Naturalmente gestisce le chiavi, tenendole ordinatamente raggruppate per tipologia. E’ sempre pronto a fornire indicazioni su di esse per raffrontarle agli indizi raccolti ed è altrettanto pronto a fornirle fisicamente al Custode del Chrono Decoder quando arriva il fatidico momento di provare la combinazione giusta.

Annotatori. Dotati di block notes e penna (non inclusi nella scatola), prendono appunti per poi renderli di nuovo disponibili quando si tratta di inserirli in un contesto più ampio ed articolato. Archiviano con cura il materiale utilizzato fino a quel momento: potrebbe essere necessario tornare a vedere qualche indizio sfuggito in precedenza. Meglio che siano più di uno: se sfugge qualcosa a qualcuno, in questo modo è sempre disponibile una seconda possibilità.

Sistemate le persone intorno ad un tavolo e dotate del materiale di loro competenza, siete pronti ad iniziare. Sempre ammesso che in casa abbiate le pile AA (non incluse nella confezione del gioco) che servono al funzionamento del Chrono Decoder. Ricordate di controllare prima di invitare gli amici!

il gestore del materiale si prepara ad aprire i sigilli di ciò che serve per la “Parte” uno della escape room selezionata e dà l’ok al Custode del Chrono Decoder che preme il fatidico tasto “rosso”: Inizia il count down e con esso il gioco: da questo momento avete 60 minuti (meno gli inevitabili minuti di penalità che si accumulano) per uscire dal luogo virtuale in cui vi siete cacciati.

Le meccaniche e dinamiche sono proprio quelle attese da una escape room. Gli indizi vengono nascosti secondo i tradizionali sistemi enigmistici:

  • visivi: un particolare grafico, un tratto nascosto fra tanti simili, possono nascondere un’informazione qualsiasi: una lettera, un numero o anche solo una figura.
  • matematici: più o meno complicati algoritmi celano nei loro risultati le informazioni chiave.
  • lessicali: frasi, parole, sciarade e chi più che ne metta forniscono parole chiave alla soluzione dell’enigma.

Naturalmente gli elementi possono essere combinati fra loro. Per esempio (TRANQUILLI! non stiamo spoilerando!), il particolare di una mappa nasconde un numero che associato ad un altro (frutto di un calcolo) permette di estrapolare la parola che ci serve da una frase scaturita da un rebus…

Oggetti

Le carte servono a simulare gli oggetti che troviamo nel luogo dove ci troviamo

Come in tutte le escape room che si rispettino, non c’è spazio per l’immaginazione o la creatività. Servono colpo d’occhio, intuizione e capacità logiche. Bisogna sottolineare che spesso ad alcuni indizi chiave si può accedere da strade diverse, come si conviene alla migliore tradizione di qualsiasi gioco di questo tipo.

Alla fine, tutte queste informazioni finiscono per indicare le 4 chiavi necessarie per superare la fase… almeno così credete… E’ comunquo venute il momento di inserirle nel Chrono Decoder. Se si sbaglia, il timer provvede a togliere 1 minuto al tempo disponibile e voi potete continuare cercando una soluzione diversa. Se si è superato la Parte, si riposizionano le chiavi al proprio posto e si tolgono i sigilli al materiale della Parte successiva, fino a che non si è risolta definitivamente l’escape room.

Tentare la soluzione

E’ venuto il momento di inserire la quarta delle chiavi per attivare la combinazione che riteniamo corretta. Sarà la combinazione giusta?

Nel caso si termini il tempo, il Chrono Decoder rimarrà attivo per permetterci di completare il caso oltre il tempo massimo, ma quando finalmente riusciremo ad inserire l’ultima combinazione utile di chiavi, il Chrono Decoder non ci gratificherà con la musichetta che festeggia il nostro successo.

Conclusioni

La caratteristica principale di “Escape Room Il Gioco” è quella di tenere fede quanto più possibile al proprio nome.

Se analizziamo questo gioco con il freddo metro di giudizio di uno scafato giocatore di boardgame, è indubbio che ci sono meccaniche più efficienti ed efficaci. Ovvero si ottengono dinamiche simili utilizzando meccaniche che incidono positivamente anche sul costo del gioco.

La soluzione del Chrono decoder al tempo degli smartphone e delle app è un poco fuori tempo massimo. Il “beeep“! che ci avvisa che la combinazione di chiavi è sbagliata non è molto diverso da quello che ci segnala l’errore dell’Allegro Chirurgo, prima pubblicazione 1965(!?). Ma questo “arnese” deve essere contestualizzato come uno degli elementi che caratterizza positivamente “Escape Room Il Gioco”.

La mission principale di “Escape Room Il Gioco” pare essere quella di virtualizzare la game experience mantenendo per quanto possibile intatte le componenti (“fisica” e “analogica“) che tanto hanno contribuito al successo delle Escape Room tradizionale. Trovare fisicamente la chiave in un folto mazzo è tutta un’altra cosa leggere sulla carta X che hai trovato la chiave e che ora puoi leggere la carta Y. Non è poi comparabile il Count Down dei minuti che passano inesorabili rispetto ad un mazzo di carte che si esaurisce. Per nostra fortuna, il caro vecchio mondo antico non sempre è sostituibile dalle virtualizzazioni.

Sotto questo aspetto “Escape Room il Gioco” ci ha davvero convinto e divertito, facendoci spremere le meningi, trascinandoci nella foga di fare cose contro il tempo, costringendoci a guardare davvero dappertutto… (non fateci spoilerare!).

Per le sue caratteristiche, il rapporto prezzo/longevità del gioco ad una prima occhiata sembra impietoso. Come tutte le escape room che si rispettino, non sono rigiocabili e quindi, se non usciranno altre escape room in italiano, il costo per 4 ore di gioco è elevato. Vi invitiamo però a trovare le chiavi giuste per convincervi che il costo è davvero economico rispetto a qualsiasi escape room fisica. Così facendo, sarete pronti per risolvere la prossima fase: comprare il gioco e tuffarvi nelle sue escape room virtuali.

Si ringrazia Cranio Creations per aver reso disponibili la scatola con le 4 Escape Room virtuali.

 

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Balena

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