SINTESI

Pro:   Semplice, immediato e tremendamente giocabile. I costi del modulo base sono accessibili. I moduli aggiuntivi sono tanti e molti disponibili anche on line.

Contro: Tira i dadi, consulta le tabelle… tira i dadi, consulta le tabelle… tira i dadi, consulta le tabelle… tira i dadi, consulta le tabelle… tira i dadi, consulta le tabelle… tira i dadi, consulta le tabelle… tira i dadi, consulta le tabelle…

Consigliato a: Fanboy del gioco tattico fantasy con forte propensione al gioco solitario/cooperativo.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
elevata

Incidenza della fortuna:
buona

Idoneità ai Neofiti:
discreta

Autore:
Andrea Sfiligoi

Grafica ed illustrazioni:
A.A. V.V.

Anno:
2016 (P&P)

Four Against Darkness it’s a Kind of Magic.

Scomodare sua maestà la regina (“The Queen”) non è solo un omaggio all’ambientazione Heroic Fantasy del gioco, intriso di magie ed incantesimi: Four Against Darkness è comunque, da ormai oltre un anno, “IL” “fenomeno editoriale” (seppure i numeri assoluti siano quelli di un “prodotto di nicchia”) e l’exploit di critica e di pubblico ha colto di sorpresa gran parte degli addetti ai lavori.

Four Against Darkness è un Dungeon Crawler roll & write da giocare in solitario e anche in cooperativo fino a 4 persone. E’ però altrettanto importante sottolineare cosa non é:

  • non è un gioco di ruolo “pen & paper”! O meglio, al suo interno troviamo un pugno di regole per trasformarlo in un gioco di ruolo old school a tutto tondo ma da utilizzarsi soltanto come introduttivo.
  • non è un libro game! O meglio, solo parte di queste meccaniche le ritroviamo, parzialmente, nelle espansioni “avventura” ma non nel gioco base. Diciamo che questo aspetto aiuta (non poco!) il gioco ad avere maggiore ambientazione e narrazione, ma non è indispensabile.

Partenza

Tutto quello che serve per giocare a Four Against Darkness

Un’altra magia di Four Against Darkness è la sua innata capacità di risultare un prodotto con un propria identità ben marcata senza di fatto… introdurre nulla di nuovo.

Delle meccaniche, al limite dell’obsoleto, parleremo in sede di commento. L’ambientazione invece è mutuata strettamente da quella dei primi livelli di Dungeons & Dragons di qualche edizione fa: personaggi divisi in classi piuttosto rigide (maghi, elfi, nani, guerrieri,etc.) intenti ad esplorare caverne e cunicoli di ogni tipo. Anche la grafica, di buon livello, non si può definire moderna ed innovativa: infatti tutti i disegni sono in bianco e nero, rivolti a dare “forma” a personaggi, ambienti e mostri che andremo ad incontrare.

Un vero tuffo nel passato, o, più precisamente, nella tradizione del gioco di ruolo Heroic Fantasy degli anni ruggenti. Il gioco è così legato agli albori dei “Pen & Paper” che una regola impone ai giocatori di acquistare e mantenere accesa vicino a sé una lampada. Se non siete in grado di illuminare i bui cunicoli siete, praticamente, già morti!

i 4 Personaggi

i 4 Personaggi

Il gioco

La prima cosa da fare è dotarsi di un foglio di carta (20 quadretti x 20 quadretti), gomma, matita e 2 dadi a 6 facce, possibilmente di colore diverso. Poi bisogna preparare i 4 personaggi: sevono pochi (o nessuno) tiri di dado, quasi nessuna scelta per le armi e le magie a disposizione. Four against Darkness è davvero prodigioso nel dare appeal all’essenzialità.

Sul come creare e il popolare il sotterraneo (dungeon) da esplorare vi rimandiamo alle didascalie delle foto. Man mano che entrerete in un nuovo ambiente, dovrete lanciare per

  • dare forma alla stanza/corridoio,
  • determinare il tipo di mostro che vi alberga,
  • dare un numero e un livello ai mostri.

Dai forma all'ambiente

Lanciando 2 dadi di colore diverso si ottengono 36 combinazioni che possono generare altrettanti ambienti (stanze/corridoi)

Fin dal primo approccio scopriamo che il livello del giocatore (l’edizione base del gioco gestisce i livelli da 1 a 5) diventa un modificatore per i lanci di dado o il livello soglia (per i mostri). Insomma entrerà come elemento di gioco praticamente in ogni suo tiro del dado.

Un esempio di combattimento: un goblin di livello 3 attacca un guerriero di livello 1 (i guerrieri aggiungono il proprio livello al tiro difesa). Il guerriero lancia il dado e, per non subire danni, deve fare più di 3 (il tiro difesa deve essere maggiore del livello del mostro). Naturalmente ci possono essere armi/armature/scudi/magie che possono modificare ulteriormente questo meccanismo ma un lancio con risultato “1” sarà sempre un fallimento e un lancio di “6” sempre un successo.

Four Against Darkness risulta imprevedibile quanto basta ed espandibile all’infinito (replicabile con dadi a 8/10/12/20/100 facce…). Il numero di modificatori da considerare è ampiamente nella norma e soltanto poche volte soggetto ad eccezioni e particolarità. Di nuovo lo ripetiamo: nulla di innovativo ma tutto funzionale e funzionante.

Contenuti degli ambienti

per determinare il contenuto degli ambienti è necessario tirare 2 dadi.

Una volta ucciso/messo in fuga un mostro, e’ possibile esplorare la stanza (naturalmente tirando altre secchiellate di dadi….) alla ricerca di un tesoro o un passaggio segreto. La famosa massima “entra nella stanza, uccidi il mostro, prendi il tesoro” diventa la dinamica imperante di Four Against Darkness.

Il gioco permette anche un’interazione pacifica con chi abita nei sotterranei che potrebbe offrire ristoro o decidere di lasciar passare gli eroi senza colpo ferire. Chiedere è lecito e rispondere… non sempre è cortesia. Quando la risposta è aggressiva, gli eroi perdono il diritto ad attaccare per primi. Un po’ di diplomaziua al mlivello più semplice, quasi banale, ma, ancora una volta, tremendamente funzionale.

Modulo avventura

Separatamente, si possono acquistare dei Moduli avventura che aumentano il background e spesso, ma non sempre, diminuiscono o annullano i tiri di dado.

E così via di stanza in stanza fino ad affrontare il più classico dei “Boss di fine avventura”. Di massima, serve poco meno di un’ora per arrivare a questo epico scontro finale… salvo poi riprendere un altro pezzo di carta, ricominciare a lanciare dadi e ammazzare mostri del tutto virtuali!

E’ importante che i personaggi crescano in modo uniforme perché moltissime difficoltà sono settate in base al livello più alto fra tutti i personaggi in gioco. La possibilità di aumentare di livello può presentarsi anche più volte nel corso della stessa avventura ma la riuscita dipende dal lancio di un dado e, più ci si avvicina al livello massimo, più è difficile passare di livello. Naturalmente i personaggi imparano magie che possono usare una tantum: i maghi e gli elfi possono iscriverle nel loro grimorio e ricordarle anche nelle avventure future.

Una partita appena terminata

Una partita appena terminata

Conclusioni

Negli ultimi tempi ogni nuovo Dungeon Crawler ci ha proposto miniature sempre più belle (e/o delle “app” sempre più sofisticate per assistere i giocatori): questa folle corsa al gigantismo ha evidentemente lasciato in vita anche una comunità di giocatori che privilegia ancora immediatezza, semplicità e praticità: una vera e propria “sacca di resistenza”. Questo spiega perché Four Against Darkness è diventato un caso di successo pur senza fornire né una mappa né i 2 dadi a sei facce!

LA copertina dell'edizione Italiana

LA copertina dell’edizione Italiana

Non si tratta però di una spcie di “operazione nostalgia” con delle meccaniche che già alla fine degli anni ’80 erano considerate non proprio “friendly use”. Dopo aver dato vita ad uno dei primi wargames in solitario mai prodotti (B-17 Queen of the Skies), dadi e tabelle furono infatti progressivamente abbandonati (se non per alcuni giochi di ultra nicchia) a favore dei mazzi di carte che si rivelarono sempre più efficaci ed efficienti.

Four Against Darkness è nato però come prodotto Print & Play e il ritorno a dadi e tabelle risultava un soluzione molto pratica: fa quindi di necessità virtù, eccellendo in equilibrio e soprattutto ottenendo un ottimo rapporto tra complessità (il gioco è adatto a quasi chiunque) e fruibilità.

E’ vero che si tirano dadi e si consultano tabelle in continuazione ma in fondo è tutto a portata di mano; è vero che ci sono più modificatori ma comunque il meccanismo fa tutto quello che può per ridurre al minimo le complicanze; ecc. ecc.

Ma l’elemento sicuramente più apprezzato è la semplicità d’uso: nessun setup, nessuna avventura da imparare, ma solo 2 dadi, un foglio di carta, una matita e poco meno di un’oretta a disposizione.

Four Against Darkness è destinato a diventare un vero e proprio sistema di gioco: avventure, spin off, reboot… aspettiamoci una solida attività editoriale nel futuro prossimo. Riuscirà il libretto da 20 euro a competere con i Progetti Kickstarter da centinaia di euro di costo al Cliente? ci uniamo volentieri al coro “Lunga vita a Four Against Darkness!”

Si ringrazia MS Edizioni per aver reso disponibile una copia di valutazione del gioco.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

Quelli del camioncino…

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