“SPIELBOX” è forse la rivista sui giochi da tavolo più nota al mondo. Iniziò infatti le sue pubblicazioni nel 1981 e da allora ogni due mesi è stata sempre un punto di riferimento per tutti i giocatori di lingua tedesca! Fortunatamente dal 2010 viene pubblicata anche una versione in inglese (che non è necessariamente identica a quella in tedesco) e questo ha permesso una sua diffusione ancora più capillare. Nel 2025 la rivista compie dunque 434 anni, un record che ha dell’incredibile, in questo campo.
La caratteristica più apprezzata dai lettori, oltre alla lettura di equilibrate recensioni fatte da giocatori molto esperti, è che ogni titolo pubblicato riceve un voto da 1 a 10 non solo dall’articolista, ma anche da altri redattori, per cui si ottiene alla fine un valore medio abbastanza coerente.
Molti numeri contengono inoltre un “omaggio”, e questo numero non fa eccezione: troviamo infatti una bustina con la carta “The Goat” (La Capra) per il gioco Odin (edito da Helvetiq e distribuito in Italia da Dal Negro).
L’editoriale Stefan Ducksch, contrariamente a quelli che scriveva solitamente il suo predecessore, è un’anteprima dei contenuti del presente numero. Seguono le abituali rubriche, con l’elenco delle Nominations per lo Spiel des Jahres 2025: Bomb Busters, Flip 7 e Krakel Orakel (per il pedone rosso dedicato alle famiglie) e Endeavor: Deep Sea, Faraway e Looot per quello nero (per esperti).
Si passa poi alle anticipazioni del gioco Dying Message (ideato dal giapponese Fumiko Shimizu e pubblicato da Oink Games), ma come sempre la parte del leone è fatta dalle recensioni per le novità uscite negli ultimi mesi, fra le quali segnaliamo (insieme al voto medio assegnato dai redattori della rivista che lo hanno provato): Cities (6,92), Tea Garden (6,67), Ascending Empires (8,00), Tesseract (6,00), Andromeda’s Edge (8,50), Stickers (6,00), Networds (7,00), Snap Shops Tactics (6,50), Fate: Defenders of Grimheim (6,50), Arborea (6,33), Whispering Woods (6,33), Crystalla (6,50), Aurum (7,00), Orchard, Grove e Forage (tre giochi in solitario costituiti ognuno da 9 carte); Bower (6,00), Azul Duel(7,67) e Minos: Dawn of the Bronze Age (6,00).
Come vedete questa volta i redattori di Spielbox non sono stati molto “teneri” con i giochi esaminati: probabilmente non tutta la produzione del 2024 è stata all’altezza delle attese.
Pur sapendo che niente può sostituire la lettura degli articoli per farsi un’idea più precisa dei giochi recensiti, tuttavia abbiamo deciso di continuare a pubblicare i voti assegnati da Spielbox per permettere ai nostri lettori di paragonarli a quelli apparsi su altre riviste del settore o sul nostro sito. Quando possibile cerchiamo anche di evidenziare i titoli di cui abbiamo già pubblicato una recensione così i lettori più curiosi, se interessati ad approfondire l’argomento, possono andare a leggerli con un semplice click.
Ogni numero di Spielbox solitamente ci presenta qualche argomento un po’ fuori dal coro, e questo non fa eccezione, per cui troviamo: un articolo su Campus Galli (un’area di 25 ettari vicino al lago di Costanza, attorno ad un vecchio monastero, sulla quale è stata ricostruita una città “medievale” grazie al lavoro di un appassionato di storia, Steffen Bogen) e un breve resoconto della cerimonia per l’assegnazione del premio MinD Game al gioco Heblo (ideato e realizzato da Patrick Rasten).
Non mancano le interviste: a Carol Rapp (responsabile organizzativa della Fiera di Essen); a Mihajlo Dimitriewski (artista ed illustratore: e chi conosce i giochi della Garphill sa bene di chi parliamo) intervistato direttamente a casa sua, in Macedonia; a Jens Jurge (Direttore dell’Istituto di Ludologia di Berlino).
Immancabile anche la rubrica “At a Glance” con articoli più brevi su giochi per grandi (Foxy (6,70), Flip 7 (6,70, ma Nominato per lo Spiel des Jahres), Fischfutter (6,75), Jungo (4,67), Toits de Pars (5,80), e Five Three Five (7,00) e per bambini (Sandcastles of Burgundy, Le Clan de Souris, Cascadia Junior e HiLo-Dein Konigreich).
La rivista finisce con il solito articolo umoristico di Maren Hoffmann intitolato stavolta “My Trasure” (da leggere con l’intonazione di Gollum … “il mio tesssoro”) dove l’autrice si lamenta del fatto che spesso gli amici prendono al suo posto carte o oggetti vari, durante le partite, per passargliele, magari dopo averle sbirciate, cosa che la rende semplicemente… furiosa!
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