Questa mattina sono in vena di confessioni e allora sì, lo ammetto: sono un feticista dei giochi da tavolo. Qualche giorno fa ho detto ai miei amici Cyberdisk e Balena che stavo meditando di comprare Twilight Struggle, e giustamente loro mi hanno detto “ma scusa, tu non hai nessuno con cui giocare a casa, fai una vita da recluso con moglie e pargoli, perché non ci giochi con Vassal?”.

Tutto verissimo. Infatti la mia collezione di giochi è composta in grandissima prevalenza da giochi cooperativi e specificatamente disegnati per il solitario. Potete vedere la mia collezione tramite il mio profilo su BGG.

Inoltre Vassal è una vera genialata: lo conoscete vero? Guardate gli AAR di Cyberdisk, ad esempio: potete giocare con chiunque nel mondo a una miriade di giochi da tavolo! Ed è gratis!

Che motivo logico ci può essere per uno come me per acquistare Race for the Galaxy con tutte le sue espansioni, quando esiste un programma eccezionale (Keldon’s AI) che permette di giocarci su PC, sia in multiplayer che contro una combattiva AI?

Mi sono sempre giustificato mentalmente dicendomi cose nobili del tipo:

“Giusto premiare chi ha realizzato e pubblicato il gioco!”

“E poi ha un valore da collezione!”

“Potrei giocarci se manca la luce…”

Ma la verità mi è drammaticamente chiara: sono un feticista del gioco da tavolo.

E’ consolante sapere che sono in buona compagnia (ciao Roberto!): esistono centinaia di persone affette dalla mia stessa malattia, e alcune sono più gravi di me, ve lo giuro! Però il “mal comune, mezzo gaudio” non consola più di tanto e non migliora lo stato del mio portafoglio.

Ma ora vediamo nel dettaglio cosa suscita la libidine in un malato di feticismo del gioco da tavolo: può essere che la consapevolezza dei rischi e delle vie verso la perdizione salverà la vostra anima (oltre al vostro conto corrente).

Il tabellone

Oh! Fonte di tutti i mali!

Ho comprato Phantom Fury esattamente 42 minuti dopo averne visto la mappa per la prima volta (e prima non sapevo nemmeno che esistesse). Sono stati 42 minuti sofferti, non ho ceduto subito alla tentazione. Davvero.

Il tabellone di War on Terror: spesso, pesante, grande, BELLO. Gli voglio bene.

Poi ho anche comprato (per passione verso i giochi in solitario o per altri motivi) giochi con tabelloni mediocri (RAF), o addirittura esecrabili: non posso non provare orrore per i fogli lucidi e sottili di Phantom Leader. E a volte non è solo questione di materiali: anche il puro aspetto conta, e molto. Se Steel Wolves ha una mappa di carta, per lo meno è graficamente fantastica (dovete vedermi quando la apro, sembra che sto maneggiando esplosivo): viceversa Runebound non mi è mai piaciuto, non so bene perché, pur avendo uno spesso tabellone di cartone.

Le pedine

Uh. Le pedine! Quelle di cartoncino, da wargame, quadrate, che devi staccare dal foglio.

Il segnalino imperfetto

Qual’è la differenza tra queste tre pedine? Trova il segnalino maledetto, la pecora nera…

ODIO, in modo perverso e indicibile, quando sono SCENTRATE. Mi sono fatto cambiare due volte un gioco della Lock’n Load per questo problema. Ma dico, si può spendere 50 Euro per un gioco di cartone, mappa, pedine e due dadi, e avere i segnalini quasi tagliati a metà della figura? Per me è inconcepibile.

Dovrebbero essere perfetti, e della loro perfezione il feticista dei giochi trae beatitudine.

Li stacco dal pezzo di carta, con amore. Poi con le pinzette da modellista, a taglio piatto, elimino quegli orrendi batuffoli dagli spigoli, rendendole perfettamente quadrate. Non basta! nel caso si fosse scolorito il bordo separandoli, con un pennarello del giusto colore sequestrato a mio figlio li ripasso uno per uno, attento a non sbagliare. Ci vogliono ore. E’ come sbaciucchiarsi con l’innamorata, te le godi perché pensi già a cosa verrà dopo, quando potrai mettere le pedine sul tabellone… se capite cosa intendo.

Ci sono giochi bellissimi che hanno segnalini del tutto inadeguati: quelli di Silent War ad esempio non erano plastificati a sufficienza, ed è necessario pescarli da dei contenitori. Risultato: a forza di usarli si sono sbiaditi! Che peccato… Perfetti invece quelli di Phantom Fury, ad esempio.

Tipica scrivania di un feticista del gioco da tavolo

Tipica scrivania di un feticista del gioco da tavolo

Le carte

Oh, adorate carte del gioco di carte del Signore degli Anelli! Oh, esecrabili carte di U-Boat Leader! Metà di un colore, metà dell’altro, fatte di una carta che ci lasci le ditate perfino se le hai lavate con l’acido muriatico.

Le carte andrebbero imbustate una per una nelle apposite bustine di protezione, che compro a vagonate; ma per certi giochi (Arkham Horror) sono troppo scomode, perché poi i mazzi più grossi cascano appena li sfiori. Meno male che quelle di Arkham Horror sono di buona qualità.

Le carte devono essere belle: e quando peschi e contempli la tua mano, sfigatissima, puoi almeno consolarti con la grafica. Guai a rovinarne una! Unica soluzione, comprare un’altra copia del gioco (a meno che l’assistenza del gioco non si impietosisca di questo patetico caso umano). Una volta mio figlio e la mia nipotina sono riusciti a far finire sotto il mobile della sala ben 7 carte su 40 di Micro Mutants: Evolution. Se non mi avessero mandato un altro mazzo avrei fatto a pezzi il mobile, ovviamente.

Le istruzioni

Oh, che goduria i manuali di istruzioni illustrati… Phantom Fury, ad esempio. Che pena i micro manuali stampati su carta riciclata in bianco e nero, o così pieni di errori che puoi prenderli e buttarli via (vedi Fields of Fire).

Devo dire però che di tutti i componenti di un gioco, forse il manuale è l’unico su cui posso essere meno intransigente: ho perfino una macchia di unto sul manuale di Hornet Leader

Anche i fogli riassuntivi con le varie tabelle sono fondamentali: devono essere all’altezza del gioco!

LA PRECISIONE

DETESTO, in modo diabolico, gli errori di stampa. Sul tabellone, sulle pedine, sulle carte. Posso anche ristamparmi le regole, ma NON fatemi stampare dei segnalini “home made”, questo NO.

Apprezzo moltissimo la serietà dei publisher che mandano gratuitamente i segnalini sostitutivi: GMT, Nuts!, e altri ancora. Ho dovuto piegarmi a correggere a pennarello i segnalini e le carte di altri giochi: niente carte corrette e segnalini revisionati per i giochi di Dan Verssen (DVG Games), ad esempio.

Ok, fine della confessione. Ora lo sapete: per colpa di publisher come la Fantasy Flight Games gente come me è rovinata. Volete mettere il colpo d’occhio delle centinaia di carte e dei tabelloni delle 47 espansioni di Arkham Horror?

E poi non sono messo così male: molti feticisti del gioco sbavano pure per la scatola! Io no!

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Luca, “the Engineer’s Speech “

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