Pro:   Originale, molto “portatile”, coinvolgente, profondo nonostante il regolamento molto “light”.

Contro:  Qualche imperfezione realizzativa.

Consigliato a: Tutti, purché attirati dal tema bellico/storico: veterani e principianti.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo
La partita si svolge coi giocatori seduti faccia a faccia; al centro del tavolo le 5 carte luogo, il cui controllo determina il vincitore (sono quelle in orizzontale).

La partita si svolge coi giocatori seduti faccia a faccia; al centro del tavolo le 5 carte luogo, il cui controllo determina il vincitore (sono quelle in orizzontale).

Dan Verssen e la DVG ci hanno abituato da tempo a giochi fuori del comune, molti dei quali sono diventati dei classici, soprattutto nel genere dei giochi a sfondo bellico: Battle for Stalingrad, un gioco di carte per 2 giocatori, non fa eccezione, come vedremo. Il gioco è stato finanziato mediante i preorders raccolti tramite il noto sito di crowdfunding “Kickstarter“, che ha già dato vita a dei veri e propri successi editoriali (si pensi a Zombicide); ma a differenza di altri titoli (anche della stessa DVG) non ha ottenuto il riconoscimento che probabilmente, col senno di poi, avrebbe meritato. Non è fuori dal comune, su Kickstarter, veder finanziati i propri progetti con cifre enormemente superiori a quelle richieste per la realizzazione del progetto, cosa in genere “premiata” con i cosiddetti “stretch goal” distribuiti ai “backers”, cioè ai finanziatori. Prendete ad esempio Warfighter, sempre della DVG, che ha raccolto quasi 5 volte la cifra necessaria! Invece Battle for Stalingrad (BfG nel seguito) ha raccolto “soltanto” il 143% della (relativamente bassa) cifra richiesta di 4000$, e nessun stretch goal è stato “sbloccato”.

Provo a dare una mia interpretazione, visto che io stesso sono rimasto inizialmente un poco perplesso di fronte alla descrizione del gioco… Obbiettivo ambizioso, per un gioco di carte tutto sommato “leggero” (168 carte, 1 counter sheet, e il regolamento), ricreare una delle battaglie più importanti della Seconda Guerra Mondiale, che a detta di molti storici ha segnato la fine definitiva dei sogni hitleriani di vittoria e l’inizio della fine per il Terzo Reich: probabilmente molti hanno pensato che il gioco si discostava parecchio dai “binari” percorsi finora dai più celebri giochi della serie Leader (Hornet Leader, Phantom Leader e Thunderbolt-Apache Leader) e della serie Field Commander (della quale abbiamo recensito Field Commander Napoleon); e che il gioco sarebbe risultato fin troppo “light”, magari privo dello spessore necessario a interessare veramente i “grognards” e nel contempo troppo “bellico” per attrarre i neofiti. Bene, chi ha pensato così potrebbe essere molto sorpreso da quello che sta per leggere…

Unboxing

Il contenuto della scatola di Battle for Stalingrad.

Il contenuto della scatola di Battle for Stalingrad.

La scatola di BfS, del solito cartone molto robusto che caratterizza i giochi DVG, non riserva all’apertura grosse sorprese: il manuale a colori, decisamente sottile, è corredato da numerosi esempi tra cui spicca quello alla fine del manuale, che descrive nel dettaglio due turni di gioco; i counter si staccano bene dalle fustelle e non richiedono noiosi “aggiustamenti”.

Tuttavia è proprio la realizzazione fisica, paradossalmente, l’unico vero punto debole di questo bel gioco di carte. I counter, ad esempio, sono in numero appena sufficiente (pur essendo apparentemente numerosi), e ci è capitato di esaurirli in un paio di occasioni. Le carte non sono numerate, e se doveste mai perderne una capire quella mancante non sarà facile. Soprattutto, si sente molto la mancanza di un player mat con una “track” per conteggiare i punti durante le battaglie (come spiegheremo più avanti): abbiamo usato dei dadi, durante il playtesting, e non è difficile realizzarsi “in proprio” qualcosa di adeguato con del cartoncino e un po’ di buona volontà, ma di certo la sua assenza nella scatola stona.

Ottimo come sempre il manuale a colori.

Ottimo come sempre il manuale a colori.

Il player mat era uno stretch goal, e sarebbe stato sbloccato raccogliendo 8000$… peccato, l’obbiettivo era alla portata e il gioco ne avrebbe giovato.

Volendo però anche spezzare una lancia a favore, sono belle le foto storiche sulle carte, diverse per il mazzo dei tedeschi e per quello dei russi; e i materiali sono adeguati, anche se le carte sono così spesse e robuste da richiedere una certa attenzione quando le si mescola (problema facilmente risolvibile usando qualche bustina di sleeves trasparenti, dimensione 63.5*88).

La prova del fuoco: Stalingrado in 168 carte

BfS - unità contrapposte alla celebre "fabbrica dei trattori", teatro di scontri feroci.

BfS – unità contrapposte alla celebre “fabbrica dei trattori”, teatro di scontri feroci.

I giocatori si siedono ai lati opposti del tavolo, e collocano tra di loro, a metà del tavolo, 5 delle 10 carte “luogo” incluse nella confezione, riponendo le altre nella scatola. Questo conferisce una certa varietà alla situazione iniziale, unitamente al fatto che i giocatori potranno scegliere quali truppe schierare a inizio partita, a partire dal giocatore russo, che è chiamato a difendere la città dall’assalto/assedio tedesco, e dovrà quindi schierarle per primo. Le truppe disponibili sono complessivamente 15 per il russo e 12 per il tedesco, e hanno un costo in punti variabile da 1 a 4 punti: il russo parte con 11 punti di truppe e il tedesco con 9.

Ai due lati di ogni “luogo” dovete immaginare due “caselle” immaginarie in cui posizionare le unità, una più vicina alla carta e una più lontana, che rappresenta le retrovie; in ogni casella possono trovare posto fino a 3 unità. Un luogo è sotto il controllo di uno dei due giocatori se ha unità nella propria casella adiacente e il nemico non ne ha nella sua. Il primo giocatore che controlla tutte e 5 i luoghi alla fine di un turno vince.

Alcune carte azione dei tedeschi

Alcune carte azione dei tedeschi

Ogni unità entra in gioco con un certo numero di segnalini “razioni” su di essa: questi sono spesi per muovere l’unità, per assorbire colpi durante gli attacchi e per iniziare un combattimento (ma chi difende non deve pagare alcun costo). La battaglia di Stalingrado, che è stata in realtà una enorme operazione militare durata mesi, è stata una battaglia di attrito e di logistica, e il gioco riproduce questo aspetto in modo efficace, anche se ovviamente molto astratto: i segnalini razioni vengono guadagnati mediante gli effetti di alcune carte e all’inizio del proprio turno, ma sembrano quasi sempre troppo pochi rispetto a quello che uno desidererebbe! Se si controlla un luogo e questo non è ancora stato troppo danneggiato dagli scontri si possono ottenere preziosi segnalini extra, altrimenti solo le unità nelle retrovie riceveranno automaticamente un segnalino a testa a inizio turno.

Dopo l’arrivo delle provviste il giocatore potrà effettuare un numero illimitato di “azioni”, purché possa pagare il costo associato:

  • Movimentole regole per il movimento sono molto semplici e mnemoniche; degno di nota il fatto che durante una battaglia è possibile ritirarsi nelle retrovie per “assorbire” due colpi inflitti dal nemico, senza pagare razioni. Per il resto ogni mossa costa una razione, ma alcune unità possono muoversi gratuitamente, un bonus davvero utile.
  • Giocare carte azione per il loro effetto: il giocatore russo parte con 10 carte, il tedesco con 5. Ogni carta può essere usata anche in battaglia per modificare l’esito dello scontro, o per acquistare altre truppe, quindi prima di giocare una carta il giocatore deve ponderarne attentamente gli effetti. Alcune carte possono essere usate anche durante il turno avversario, e altre possono essere giocate prima o subito dopo un combattimento. Gli effetti sono davvero molteplici… rinforzi, bombardamenti, raid per sottrarre rifornimenti al nemico, cecchini e chi più ne ha più ne metta. Da notare che il mazzo del giocatore russo e quello del giocatore tedesco hanno molte carte uguali ma anche sostanziali differenze, che riproducono le tattiche utilizzate e il diverso tipo di schieramento e supporto logistico. I tedeschi ad esempio dispongono di rifornimenti aerei, mentre i russi potranno mettere in gioco le potenti carte che rappresentano il progressivo svolgersi dell’Operazione Urano.
  • Scartare carte azione per ottenere 2 rifornimenti extra: come detto le razioni non bastano mai…
  • Scartare carte azione per comprare nuove truppe: scartando un numero di carte pari al costo dell’unità potremo aggiungerla alle retrovie con tanto di rifornimenti iniziali.
  • Iniziare un combattimento: con le unità adiacenti a un luogo possiamo iniziare una battaglia scartando un segnalino razioni da ogni unità coinvolta e posizionando un segnalino “macerie” sul luogo stesso.
Le carte azione dei russi includono le potenti carte dell'Operazione Urano: restano in gioco avvantaggiando il giocatore russo finché l'avversario non paga il costo/penalità descritto.

Le carte azione dei russi includono le potenti carte dell’Operazione Urano: restano in gioco avvantaggiando il giocatore russo finché l’avversario non paga il costo/penalità descritto.

Ogni battaglia si svolge sommando la forza d’attacco delle unità coinvolte e modificandola con gli eventuali bonus applicabili; le unità nemiche dovranno assorbire un numero corrispondente di colpi, scartando segnalini razioni e/o effettuando ritirate, e se ciò non bastasse rimuovendo dal gioco le unità (ma potranno sempre essere riacquistate in un secondo momento, ripagandone il costo in un turno successivo). Ma l’aspetto più interessante è che i giocatori avranno la possibilità, a partire dal giocatore attaccante, di scartare carte azione per acquisire il bonus riportato in alto a destra, che rappresenta o una riduzione dei danni subiti o danni extra inflitti al nemico! Ogni giocatore può scartare una singola carta o passare, a turno, finché tutti e due non passano in sequenza: a questo punto la battaglia termina e si possono assegnare i danni. Infine un elemento di aleatorietà è aggiunto con la pesca di un’ultima carta azione casuale a testa, che viene sommata ai totali precedenti. E’ in questo conteggio che, come dicevamo prima, sarebbe stato comodo un player aid, visto che a volte i giocatori si troveranno a modificare più e più volte i rispettivi totali di attacco, ed è abbastanza facile fare confusione!

Se una locazione riceve troppi segnalini macerie è distrutta: non genera più razioni!

Se una locazione riceve troppi segnalini macerie è distrutta: non genera più razioni!

Se uno dei due giocatori resta “padrone del campo” (potrebbero ritirarsi entrambi o restare entrambi nelle posizioni) una delle sue unità riceverà una medaglia, che ne migliora le caratteristiche in attacco e in difesa. Bello!

Quando il giocatore di turno non vuole/può fare ulteriori azioni può procedere con la pesca di nuove carte azione: 5 più 1 per ogni locazione controllata. Il turno passa all’avversario.

La battaglia procede a fasi alterne, per i primi turni, con i russi che cercano di resistere e di effettuare l’Operazione Urano e i tedeschi che tentano di “sfondare”, forti di truppe migliori e dei rifornimenti iniziali. Ma il tempo gioca a favore dei russi, l’inverno si fa sempre più rigido, e le macerie di Stalingrado diventano sempre più un vantaggio per i difensori. Chi vincerà?

Conclusioni

Partita in stadio avanzato: i russi hanno una netta superiorità operazionale, con moltissime carte azione da sfruttare.

Partita in stadio avanzato: i russi hanno una netta superiorità operazionale, con moltissime carte azione da sfruttare.

BfS è un gioco del tutto asimmetrico, come era asimmetrica la situazione a Stalingrado a cavallo tra il 1942 e il 1943. Per poter valutare la bontà del bilanciamento effettuato durante la progettazione di questo gioco servirà l’esperienza collettiva di quanti lo compreranno e molte, moltissime partite. Posso però affermare che la sensazione di bilanciamento è molto buona, e che la partita appare sfidante per entrambi i giocatori. Non mancano i colpi di scena e i capovolgimenti, e l’elemento aleatorio, ben dosato e mai pervasivo, aggiunge coinvolgimento e tensione alla miscela. Mi permetto di suggerire un consiglio: se tenete traccia del numero di turni giocati potrete valutare, nel caso faceste due partite invertendo le parti e i giocatori vincessero una volta per uno (quindi con la stessa fazione), il vincitore effettivo, che sarà ovviamente quello che ha vinto in meno turni.

Non sono presenti regole opzionali, al momento, a differenza della maggior parte dei giochi della DVG; non è improbabile che col tempo ne nascano sul sito ufficiale o su BGG.

Come detto inizialmente, BfS supera una difficile sfida: quella di riprodurre in modo credibile e non banale uno scontro storico di quella portata senza perdersi in regolamenti iperdettagliati, con un numero di carte e materiali molto limitato. La breve durata delle partite (circa 1 ora), e le dimensioni contenute lo rendono particolarmente adatto come “gioco da viaggio”, in grado di piacere sia ai “veterani” che a chi si avvicina per la prima volta al mondo dei wargames e dei giochi da tavolo a sfondo storico.

Però ci tengo a sottolineare che BfS non è affatto, a mio avviso, un gioco “bier and pretzels“: la profondità di gioco è notevole, e il giocatore ha sempre la sensazione di avere di fronte molte possibili tattiche e alternative, e di dover valutare attentamente le proprie mosse.

Vittoria russa!

Vittoria russa!

Purtroppo il gioco è disponibile solo in inglese, ma il testo sulle carte è piuttosto conciso, e il regolamento così breve e chiaro da rendere il gioco accessibile anche a chi mastica poco la lingua d’Albione. Il prezzo di poco meno di 40€ è forse leggermente più alto della media, anche tenendo conto di qualche pecca realizzativa; la reperibilità in Italia al momento in cui scriviamo è molto limitata, visto che il gioco è appena stato pubblicato, ma comunque è sempre possibile acquistarlo dal sito ufficiale della DVG, dove è anche possibile scaricare il regolamento in formato pdf.

Ci teniamo a ringraziare la DVG per la review copy utilizzata per provare e recensire il gioco.

[nwiforum]

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