Pro:   Eurogame di media complessità solido ed elegante, per certi aspetti innovativo. Sicuramente moderno e divertente.

Contro:  La sequenza di gioco mostra qualche debolezza con 4 giocatori, L’interazione è più teorica che pratica (almeno per le prime partite). Imparare le icone e la funzionalità dello staff alza un po la curva di apprendimento.

Consigliato a: Giocatori esperti o aspiranti tali. Attenzione: la presenza di “dadi” e “combo” potrebbe allontanare i puristi german: superate i pregiudizi e date una (ed anche una seconda!) possibiltà al gioco.

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Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo
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Grand Austria Hotel è il titolo del gioco presentato ad Essen 2015 da Virginio Gigli e Simone Luciani (quest’ultimo già incontrato in Tzolkin), autori esperti e italianissimi.

E’ ambientato nei primi anni del ‘900 a Vienna e vi vedrà impegnati a gestire un albergo presumibilmente di gran lusso. Il primo tempo del film “Grand Budapest Hotel” ricrea proprio un albergo Mitteleuropeo popolato di ricchi e spesso nobili avventori: vista la caratterizzazione molto surreale del film, potreste immaginare questi personaggi come gli ospiti che presto riempiranno le stanze anche dei vostri alberghi.

Benvenuti nel Grand Hotel!

Benvenuti nel Grand Hotel!

Unboxing

Se l’ambientazione è un poco decadente, Grand Austria Hotel fin dall’apertura della scatola mostra di essere un “German” realizzato secondo i più moderni dettami del genere.

Gli alberghi gestiti dai giocatori sono modellati da 4 plance che mostrano una grande edificio a 5 piani.

Al piano terra trovano posto la cucina e il “caffè”, il bar con i suoi tre tavolini pronti ad ospitare gli avventori di passaggio. Se li convinceremo della bontà della nostra struttura, saranno felici di alloggiare in una delle stanze dei 4 piani superiori.

Grand Hotels "giorno" e "notte".

Grand Hotels “giorno” e “notte”.

Queste tessere giocatore/hotel sono stampate su entrambi i lati. Una faccia (”notte”) è uguale per tutte le tessere, mentre l’altra (“giorno”) è diversificata nei 4 piani superiori costringendo i giocatori a variare le strategie e le tattiche necessarie per riempire le stanze del proprio albergo. Per questa ragione, è necessario affrontare la versione “giorno” solo dopo qualche partita.

Ogni singola stanza è contraddistinta da tre diversi fattori:

Piano”: I clienti più facoltosi e prestigiosi pretendono stanze nei piani più alti e una qualità del servizio superiore, con conseguenti costi di allestimento maggiori.

Colore”, che contraddistingue la tipologia di clientela:

  • blu= nobili
  • giallo= artisti
  • rosso= cittadini comuni

Isola” (gruppo di stanze), che rappresenta la necessità dei clienti di condividere lo spazio con persone a loro affini. Variano nelle dimensioni (da 1 a 4 stanze): quando “riempite” di clienti forniranno un bonus proporzionale alla loro grandezza. Il “colore” dell’isola determina invece, la tipologia delle ricompense.

Soldi cucina e avventori.

Soldi cucina e avventori.

Le pedine di cartone e legno ci aiutano a calarci nel flavour dell’hotel di lusso. I tradizionali “cubettini” risorsa sono di 4 colori e rappresentano lo Strudel (marrone), caffè (nero), vino (rosso) e dolci (bianco). Una copiosa quantità di tessere, “stanza” stampate nei 3 colori base, andranno ad occupare gli spazi ai piani dei vostri hotel, per identificare da un lato la stanza”preparata” e dall’altro la stanza “occupata” da un avventore.

Per aiutarvi a gestite il vostro Hotel, vi avvarrete dei collaboratori messi a disposizione da un mazzo di carte con ben 48 ruoli professionali tutti diversi fra loro. Oltre al nome della professione (rigorosamente in tedesco!) troviamo un costo di assunzione, un’abilità speciale legata per quanto possibile alla professionalità del dipendente e un’icona che ci permette di identificare le modalità di attivazione delle carte stesse.

Alcune abilità vengono utilizzate una volta a turno, altre si attivano ”one time” nel momento in cui la carta “personale” entra in gioco, mentre altre ancora potenziano le normali azioni del turno. Le rimanenti si attivano in fase di conteggio finale contribuendo a fornire cospicue quantità di punti vittoria.

Lo staff al lavoro

Lo staff al lavoro

Gli avventori sono rappresentati da 56 carte. Oltre ai tre colori di base (rosso, blu e giallo), alcune carte sono codificate in verde: rappresentano gli ospiti che non hanno preferenze e possono alloggiare in tutti e tre tipi distanze.

Su queste carte, in alto a sinistra, troviamo  la richiesta (“comanda”) che i clienti fanno nel momento in cui prendono posto nei tavolini dei nostro bar. Quando l’avremo soddisfatta, potremo farli alloggiare nella nostra struttura ed attivare i 2 diversi bonus: punti vittoria e l’immancabile abilità speciale, anche in questo caso molto diversificata a seconda dell’avventore.

Al fine di permettere localizzazioni più semplici, le spiegazioni testuali “in carta” e “in mappa” sono, come consuetudine, bandite. D’altra parte ci sono oltre 100 carte quasi tutte con abilità peculiari proprie… La conseguenza è ovvia: il numero di icone da decodificare è molto elevato e la curva di apprendimento ne risente un poco. Nel manuale tutto è spiegato con grande cura e precisione ma sono necessarie una partita o due prima di riuscire ad evitare gli “scartabellamenti”.

Decodifica delle icone

Decodifica delle icone

Tanta varietà e ricchezza delle carte è anche indice che il gioco fa inevitabilmente un uso importante delle “combo”, croce e delizia di molti giocatori: come avevamo già sottolineato in Elysum non tutti gli hard gamers gradiscono questa meccanica di gioco spesso legata a fattori più aleatori che tattici.

Una delle 2 piccole plance di gioco comuni a tutti i giocatori serve a gestire il flusso di offerta di avventori da ospitare. Durante la partita, 5 potenziali clienti occupano altrettanti spazi in attesa di trovare un caffè/Hotel di loro gradimento.

Sempre in questa plancia troviamo la traccia per gestire la “visita dell’imperatore” e lo spazio necessario per piazzare le relative tessere bonus/malus. Questo evento avviene 3 volte a partita, in turni predeterminati, e modella la capacità degli alberghi di farsi una reputazione commerciale nell’alta aristocrazia.

Arriva l'imperatore! (e le relative tessere Bonus/malus)

Arriva l’imperatore! (e le relative tessere Bonus/malus)

Nonostante che, coerentemente, il modo migliore per guadagnare reputazione sia creare “isole” di artisti (il fascino della cultura) e soddisfare le richieste dei clienti “nobili” , la modellazione è molto astratta (alla fine si parla di guadagnare o perdere “punti imperatore”) ma le conseguenze sono tutt’altro che secondarie: sottovalutate l’importanza della vostra reputazione e il vostro albergo ne soffrirà le conseguenze.

Su questa plancia vanno anche piazzate le carte “obiettivi politici”: dei veri e propri “traguardi volanti” (chi raggiunge per primo la somma di 20 monete, oppure 3 camere occupate di ciascun colore, etc.) che garantiscono ingenti quantità di punti vittoria: 15 al primo,10 al secondo e 5 al terzo giocatore che raggiunge ciascuno degli obbiettivi.

Dadi e obiettivi politici

Dadi e obiettivi politici

L’action board (l’altra plancia in comune fra i giocatori) è invece il motore pulsante del gioco, il cui carburante è rappresentato dai 14 dadi che all’inizio di ogni turno verranno lanciati e piazzati, in base al risultato, in uno dei 6 spazi di questa plancia.

Nella rimanente componentistica spiccano 3 set di tessere (per 2,3,4 giocatori) per gestire la sequenza di gioco: ognuna di esse è formata da 2 spazi che determineranno l’ordine con cui il possessore giocherà i 2 round di cui  è composto un turno. Per una questione di “pari opportunità”, non solo le tessere ad ogni turno “slittano” di giocatore in giocatore ma anche e sopratutto le posizioni dei 2 round di ciascuna tessera sono speculari. Esempio: 4 giocatori ricevono rispettivamente le posizioni: 1-8, 2-7, 3-6, 4-5.

Tasselli del turno per 3 giocatori

Tasselli del turno per 3 giocatori (e il cestino…dei dadi!)

Un sistema simile, ma più elaborato, di quello dei Coloni di Catan: una soluzione elegante e bilanciata dove l’ultimo giocatore di turno non compensa solo iniziando la seconda sequenza, ma anche avendo la possibilità di gestire i propri 2 round uno attaccato all’altro, cosa che gli permette una maggiore coordinazione.

Nelle partite a tavolo pieno, soprattutto nei turni finali, e però inevitabile pagare un piccolo scotto in termine di tempi morti: se avete bisogno di andare al frigorifero a prendere una birra, aspettate di avere la tessera “1-8”!

Si inizia a giocare: che arrivino gli ospiti!

Si inizia a giocare: che arrivino gli ospiti!

Il gioco

Grand Hotel Austria si dimostra in linea con le tendenze attuali: in pochi turni (7) concentra un sacco di variabili da tenere sotto controllo. Oltre alla filiera principale già abbastanza complessa (prendi un avventore, soddisfa le sue richieste al bar, sistemalo in una stanza idonea, preparata per tempo) i giocatori devono trovare una quadra anche per cercare di soddisfare l’imperatore e cercare di raggiungere prima possibile gli obbiettivi strategici.  Grand Austria Hotel non è per giocatori neo-patentati!

Nonostante la ricchezza dell’esperienza di gioco, la durata risulta quindi molto contenuta: assimilati i meccanismi e soprattutto le icone, tre giocatori (il numero a nostro avviso ideale) riescono a terminare una partita in 100 minuti circa.

Il setup è molto veloce. Dopo aver deciso quali alberghi utilizzare (“giorno” o “notte”) i giocatori piazzano i primi 5 avventori sulla mappa e determinano, grazie ad appositi set di pedine o carte, sia i bonus/malus garantiti dalla visita dell’imperatore che i cosiddetti “obiettivi” politici. Aver delegato questi parametri a piccoli set di carte/tessere permette al gioco di risultare sempre un poco diverso, a beneficio della longevità.

5 avventori sempre da richiamare

Gli avventori da richiamare al caffè

I giocatori “preparano” le prime tre stanze del proprio hotel, ricevono una risorsa per tipo da mettere in cucina, 10 monete, e scelgono, tra quelli disponibili, un primo avventore da far accomodare al caffè. Tutto il necessario per una partenza “lanciata”: altro indizio di come le “combo” siano importanti fin dalle prime battute.

Completa il setup un pool di 6 carte “personale” che rappresentano il personale specializzato disposto a lavorare in ciascun hotel: lo staff così distribuito non è ancora in gioco, eppure già avere in mano un set o un altro può fare, in alcuni casi, una cospicua differenza. Così il gioco propone 3 modi diversi per distribuire la mano iniziale di queste carte:

random”: i giocatori le pescano a caso accettando le sfide derivanti dall’asimmetria;

assistita”: il gioco fornisce 4 diversi set precostituiti ben tarati non solo per bilanciare il gioco ma anche per incentivare strategie leggermente diverse.

scelte (draft)”: regola aggiuntiva fortemente raccomandata ai giocatori esperti. Ogni giocatore riceve 6 carte, ne trattiene una e passa il mazzo al giocatore successivo. I mazzi girano fino ad esaurimento.

Che  la vostra carriera di Albergatore abbia inizio: il primo giocatore lancia la “secchiellata” di  dadi e li sistema sulla action board in base al risultato.

Il gioco ha inizio! Che i dadi prendano posto!

Il gioco ha inizio! Che i dadi prendano posto!

Ad ogni round, ogni giocatore toglierà un dado che afferisce all’azione che intende compiere: in questo modo i dadi disponibili diminuiscono progressivamente, costringendo i giocatori a fare di necessità virtù. E’ necessario sottolineare che togliere un dado che può essere molto utile ad un avversario è una delle poche forme di interazione del gioco. Risulta comunque piuttosto secondaria perché i giocatori sono quasi sempre troppo impegnati a seguire i propri complicati percorsi di crescita.

Prima di elencare cosa permette di fare ciascun risultato, è necessario sottolineare che, se almeno un dado è presente, è possibile spendere 1 moneta per poter “generare” un “dado virtuale” (vedi esempio qui sotto).

Gli “1” o “2” garantiscono l’acquisizione di nuove risorse. Ogni dado presente garantisce l’acquisizione di un “cubetto”. Risulta più complesso entrare in possesso di “dolci” e “caffè” che non di “Strudel” e “vino”.

Esempio: se ci sono sulla action board 3 dadi che mostrano l’“1”, il giocatore può prendere 2 “strudel” e un “dolce” oppure 3 “strudel”. Se spende una moneta per generare un dado virtuale, egli potrà prendere 2 “strudel” e 2 “dolci”. oppure qualsiasi combinazione che preveda più “strudel” che “dolci”.  

E’ possibile “preparare” una nuova stanza per ogni dado che mostra un “3”. Il giocatore può liberamente scegliere i colori, ma le nuove stanze devono essere piazzate adiacenti ad altre già presenti sulla sua plancia. E’ necessario sottolineare che più è alto il piano, maggiore è il costo di allestimento di ciascuna stanza.

Una partita in corso

Una partita in corso

Per ogni dado che mostra un “4”, è possibile aggiungere una moneta o avanzare nella traccia di considerazione dell’imperatore.

Ogni dado che mostra un “5” permette di ottenere uno sconto di una moneta per assumere una carta personale dalla propria mano.

I “6” hanno una funzione importante di “agente mitigante” dell’incidenza dell’alea: permettono di fare una qualsiasi delle azioni precedentemente descritte pagando una moneta ed utilizzando i “6” presenti sulla plancia.

Se un giocatore ritiene di non avere opzioni utili, può decidere di ”passare” e quando tutti i giocatori avranno compiuto il turno “regolare” egli potrà togliere un dado e rilanciare quelli rimanenti.

In considerazione del fatto che i giocatori usano questa opzione come “estrema ratio” ben ponderata, alla fine questo “tenta la fortuna” non è così “brutale” come apparirebbe ad una prima occhiata: nel suo insieme, tutto il sistema appare ben bilanciato ed efficiente. Un poco complesso, ma lontano dal sistema di gestione dei dadi un poco barocco visto in Panamax.

Qualche volta -poche- si finisce a tirare "fino all'ultimo dado" ... e il cestino dei dadi si riempie!

Qualche volta -poche- si finisce a tirare “fino all’ultimo dado” … e il cestino dei dadi si riempie!

Spiegato il cuore pulsante del gioco, il round di ciascun giocatore risulta molto lineare.

Può richiamare un avventore al suo caffè pagando un costo decrescente in base alla posizione sulla mappa : 3-2-1-0-0.  Man mano che i giocatori prelevano dalla plancia queste carte, quelle rimanenti si compattano negli spazi più a sinistra e nella posizione più a destra viene inserito un nuovo  futuro avventore. Il meccanismo non è nuovo, ma sempre efficiente nel fornire un ottimo trade-off tra la necessità di aspettare costi più bassi e velocità di acquisizione

Prendete solo clienti che ritenete possibile soddisfare al bar e ai quali potete trovare una stanza in Hotel successivamente: un avventore non soddisfatto rimane seduto al tavolino occupando uno dei 3 posti disponibili e alla fine della partita rappresenta una penalità in punti vittoria. Per questa ragione prendere un nuovo potenziale cliente non è mai obbligatorio.

Dopodiché il giocatore di turno deve compiere un’azione prendendo un dado del valore corrispondente o, in alternativa, passare ed aspettare per poter ritirare i dadi.

Cliente accontentato!

Cliente accontentato!

Nel caso in cui si riesca a soddisfare l’intero fabbisogno di un cliente, sarà possibile trasferirlo in una delle stanze “preparate” e “libere” del colore giusto.  

Questo può creare una serie di “reazioni a catena”: la conseguente attivazione dell’abilità dell’avventore potrebbe contribuire a soddisfarne un altro, oppure attivare un’azione extra come assumere del personale o preparare altre stanze. Inoltre, occupando l’ultima stanza di un’isola si attivano le relative ricompense: le stanze rosse potrebbero fornire il denaro necessario per fare altre cose. La durata del round è quindi molto variabile: dipende dalla vostra abilità ma anche dal fato.

E’ importante però sottolineare che il giocatore ha sempre il controllo strategico della situazione. Ad esempio, dopo qualche partita, si è in grado di pianificare quando ricevere un “boost” di denaro o i punti imperatore derivanti dal completamento delle isole sulle plance/hotel.

Grand Austria Hotel: un gioco per giocatori esperti.

Grand Austria Hotel: un gioco per giocatori esperti.

Il completamento cioè avviene più o meno quando i giocatori decidono di farlo, naturalmente se e soltanto se i dadi sono stati “equi” garantendo le azioni ragionevolmente attese e gli avventori in cerca di albergo sono apparsi senza che le bizze della Dea Bendata abbia creato una carenza  di un determinato colore.

I sette turni corrono via lineari e molto intensi. Alla fine le fonti di punti vittoria sono tante e ben diversificate: l’unico aspetto che abbiamo trovato leggermente sbilanciato è qualche combinazione di alcune carte “personale” che a parità di abilità dei giocatori possono fare la differenza. Ma permetteteci di tornare al setup: non a caso, vi avevamo consigliato di usare il draft come sistema di aggiudicazione di queste carte!

Bottom Line

D’altra parte qualche difettuccio è inevitabile in meccaniche così articolate. Anche la scalabilità non è perfetta: a tavolo “pieno” i tempi morti un poco si sentono e l’interazione tra i giocatori è marginale.

Il pregio sta nell’essere un gioco forte ed articolato, ma comunque legato ad aspetti poco predicibili. Chi predilige la strategia a lungo termine si sentirà un po’ spiazzato, ma molti giocatori lo troveranno sfidante ed intrigante perché le strategie dei giocatori, comunque solide e diversificate, sono spesso soggette a variazioni tattiche.

Vi sfidiamo a fare una prova: dopo qualche sessione di gioco, quando lanciate i dadi delle azioni in un turno circa a metà partita, fate mente locale su cosa avreste fatto e rilanciate i dadi. Se il caso vi assiste garantendovi risultati un poco diversi, vi accorgerete che quanto pianificherete ha comunque una buona profondità di gioco ma è spesso molto diverso da ciò che avevate pianificato in precedenza.

Se è vero che le icone delle carte sono complesse da assimilare, il gioco si segnala per essere privo di eccezioni, e il turno di gioco risulta così abbastanza semplice da far invidia a molti giochi entry level. Non è assolutamente un gioco per neofiti, ma un regolamento semplice e lineare aiuta comunque a concentrarsi sulle cose da fare.

E adesso aspettiamo una bella espansione “Rimini”, per trasferire in riviera la competizione fra gli alberghi, con tanto di tagliatella al posto dello strudel, i nomi dei dipendenti con cognomi extracomunitari e la visita della Guardia di Finanza invece di quella dell’imperatore. This is Romagna!

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