SINTESI

Pro:   Tutta l’atmosfera di un videogioco “tower defence” in un gioco da tavolo cooperativo. Non manca né una forte ambientazione né una profondità di gioco degna di un Eurogame. Bella e  moderna la grafica, di alto livello i materiali. Da segnalare anche le dinamiche collaudate da 12 anni di successi e comunque migliorate.

Contro:   Il gioco non ha una dimensione strategica ma solo tattica. Salvo che non vi piaccia alzare l’asticella della difficoltà il gioco non sembra brillare per longevità (ma potrebbero presto arrivare espansioni).

Consigliato a:   Tutti i gruppi che vogliono giocare in cooperativo. Per i neofiti è una palestra sfidante, per i veterani la possibilità di complicare parecchio le cose. Le regole sono semplici e si imparano in pochi minuti ma le icone sono parecchie: la necessità di memorizzarle possono creare un piccolo -davvero piccolo- punto di attenzione per i meno esperti.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
elevata

Incidenza della fortuna:
discreta

Idoneità ai Neofiti:
buona

Autore:
Antoine Bauza

Grafica ed illustrazioni:
Nastya Lehn, Pierô

Anno:
2019

Last Bastion è una rivisitazione in salsa heroic fantasy di Ghost Stories, vera e propria pietra miliare che ha segnato gli ultimi 10 anni di storia del gioco cooperativo. Se non avete mai giocato a Ghost Stories potete saltare il riquadro e leggere la recensione di Last Bastion che segue.

Per chi già conosce Ghost Stories

Ghost Stories

Last Bastion è un “reskin” di Ghost Stories.

Mentre nei forum di tutto il mondo infuriano appassionate discussioni per stabilire se le differenze sono poche, pochissime o quasi inesistenti, noi le riassumiamo in questo box.

La qualità dei materiali di Last Bastion è oggettivamente molto superiore e la modernità emerge con chiarezza in termini di qualità delle miniature e dei materiali. Inoltre i personaggi sono ben 8 e godono di una maggiore modularità: possono cioè essere combinati a piacere con i 4 colori degli spiriti.

Qualche regola è stata semplificata ed è altrettanto oggettivo che Last Bastion sia più lineare del predecessore. La differenza maggiore dal punto di vista del regolamento è che i giocatori ora possono scegliere la sequenza movimento/azione durante il proprio turno. Possono cioè decidere prima di muoversi e poi di fare un’azione (o viceversa).

Le differenze che vanno valutate soggettivamente sono invece l’ambientazione e la grafica. Ghost Stories ha una grafica definita nella nostra recensione “un poco off topic” ma molto originale; quella di Last Bastion è invece moderna, colorata, ma molto ortodossa. Inoltre Ghost Stories vi permette di sfidare i fantasmi della mitologia cinese in un’atmosfera orientaleggiante praticamente unica che piace molto ad alcuni e lascia freddi e distaccati altri: non tutti apprezzano la difesa di risaie e templi da demoni dai nomi sconosciuti…

Chiudiamo questa comparazione consigliandovi di visitare il sito dedicato a Last Bastion dove il vostro occhio esperto noterà gran parte delle differenze guardando il materiale del gioco ed eventualmente leggendo le regole.

la scatola del gioco

La scatola del gioco

Last Bastion è un gioco per 1-4 giocatori, consigliato dai 14 anni in su, e pubblicato da Asmodee e Repos Production (quelli del Sombrero). L’autore è Antoine Bauza, il game designer francese di chiara fama internazionale.

Last Bastion è un gioco del genere “tower defense” con un tema “heroic fantasy” molto ortodosso: dovete respingere l’assalto di un’orda di circa 40 creature e alla fine affrontare uno dei 10 dieci mostri previsti dalle regole. Tematicamente parlando, assumerete il ruolo di un manipolo di eroi che si è trincerato nell’ultimo bastione che resiste all’invasione. Siete assediati da ogni possibile creatura malvagia esistente ma dovete difendere il Bastione il tempo necessario per permettere agli Alti Maghi di trovare il modo di distruggere gli artefatti della Regina Funesta. Se fallirete, un’intera civiltà sarà spazzata via e un mondo intero precipiterà nel caos…

Unboxing e setup

La prima cosa che salta all’occhio aprendo la scatola di Last Bastion è il set di regole diviso in 2 manuali. Il regolamento è davvero contenuto e corredato da parecchi esempi. La meccanica è molto semplice, al punto che qualsiasi giocatore mediamente esperto può controllare tutti e 4 i personaggi senza troppa difficoltà. Last Bastion comunque fornisce i piccoli correttivi per poter giocare con un numero minore di personaggi.

I manuali

I manuali di Last Bastion e la simpatica scheda per tenere traccia delle nostre performance con una insalata di punti: dopo qualche partita, vincere non sarà più sufficiente.

L’altro fascicoletto invece è un compendio piuttosto nutrito di tutte le icone previste dal gioco. Sono davvero tante: dopo un paio di partite le avrete memorizzate tutte ma all’inizio sarete spesso a consultare il riassunto. Perché Last Bastion sia fruibile immediatamente anche ai neofiti, serve un giocatore che abbia familiarità con le icone e che possa spiegarle in tempo reale agli altri partecipanti.

Il bastione (la mappa) è formato da 9 tessere, ognuna delle quali attiva un’azione peculiare. Le tessere, una volta inserite casualmente all’interno dell’apposita cornice, formeranno un quadrato (3×3) sempre diverso ad ogni partita.

Le icone delle tessere Bastione che compongono la mappa

Le icone delle tessere Bastione che compongono la mappa. Non preoccupatevi: si imparano molto in fretta.

Ci sono 50 carte “Orda” e 10 carte “Mostro” che modellano i nostri nemici. Ogni carta, indipendentemente dal tipo, è caratterizzate da:

  • un colore (uno dei 5 “regni”);
  • una “Resistenza” (quanti danni sopporta prima di essere distrutta);
  • una a tre icone che rappresentano gli effetti quando è in gioco;
  • una figura e un nome, puramente evocativi.

Carte Orda 1

Carte Orda. ln alto a sinistra i punti resistenza. In basso: le icone delle loro azioni, rispettivamente entrata-in gioco-carta eliminata. Alcuni effetti di uscita (come quello della carta mostrata) sono positivi. Tutti gli altri procurano danni e problemi ai giocatori.

Gli otto eroi sono definiti dalla classica accoppiata scheda del personaggio/miniatura. Ognuno è caratterizzato da una abilità speciale che condiziona parecchio lo stile di gioco con cui dovrà essere usato. Siccome se ne utilizzano al massimo 4 ad ogni partita, questo è uno degli elementi che garantisce longevità a Last Bastion.

Set up

I quattro eroi sono al centro della mappa. Tutto è tranquillo ma durerà poco: è la classica calma.. dopo il setup!

I personaggi dispongono di quattro “attrezzi del mestiere”:

  • 3 dadi a 6 facce (una per ogni colore dei mostri mentre la sesta funge da jolly): sono la componente casuale del combattimento;
  • pedine “supporto”, nei cinque colori dei mostri, che forniscono la parte deterministica del combattimento:
  • i “punti ferita” che hanno una funzione meno ovvia di quanto il nome faccia supporre. Durante il combattimento non si perdono punti ferita: le azioni dei mostri possono toglierne qualcuno, questo sì, ma essi rappresentano anche una risorsa che i giocatori spendono per attivare delle azioni che servono ad eliminare carte Orda particolarmente insidiose;
  • pedina “chiamata alle armi”. I giocatori raramente ne hanno più di una a partita: sono una specie di “super-azione” da usare nei momenti disperati. I fans dei videogiochi arcade conoscono molto bene queste situazioni.

I ferri del mestiere di ogni personaggio

Pedina supporto (verde) e pedina chiamata alle armi: Risorse preziose da usare con oculatezza ma senza parsimonia .

Il set-up richiede un attimo di attenzione. Dopo aver formato il bastione sistemando le nove tessere, viene associata ad ogni lato -sempre casualmente- una tessera “colore dei mostri”.

Poi il giocatore sistema la sua tessera personaggio sul bordo esterno della tessera colore. Bisogna abituarsi all’idea che l’associazione colore-giocatore serve solo marginalmente per identificare la pedina del giocatore. Ogni eroe subirà prevalentemente danni dal colore dei mostri a cui è associato.

Tutti iniziano la partita con 3 punti ferita, una pedina supporto e una pedina chiamata alle armi: ricordatevi di questa striminzita dotazione iniziale quando vi parleremo delle dinamiche del gioco, soprattutto del combattimento.

I mostri

I mostri: sconfiggetene uno e avrete vinto la partita. Almeno nel gioco Standard!

Per preparare il mazzo degli assedianti bisogna:

  • mescolare le 50 carte orda:
  • metterne 8 da parte;
  • inserire casualmente uno dei dieci mostri in fondo al mazzo;
  • rimettere le 8 carte orda in fondo al mazzo.

Da notare che la composizione di questo mazzo determina il livello di difficoltà della partita: quella descritta è la modalità standard per 4 giocatori.

Partita in corso

Partita in corso: notate la classica forma a croce che assume la mappa dopo aver sistemato il bastione, le schede colore dei mostri e alla fine anche le schede personali.

IL GIOCO

Last Bastion è un gioco a turni strettamente sequenziali. Al suo turno, per prima cosa, il giocatore controlla se le carte Orda presenti davanti a lui attivano degli effetti. Poi verifica quante carte Orda ci sono sul suo lato della plancia:

  • se ne conta tre… sono dolori perché si attivano delle penalizzazioni importanti, come la perdita delle capacità di movimento per il resto del turno o l’eliminazione di una carta Orda dalla fine del mazzo (quindi un turno di meno a disposizione per sconfiggere il mostro finale, una volta rivelato);
  • altrimenti pesca una carta dal mazzo delle carte Orda e la colloca sulla plancia dello stesso colore (quindi spesso davanti ad un altro giocatore). Se invece la carta è di colore nero, la colloca davanti a se: spesso le carte Orda di questo colore presentano sfide particolari. Nel caso non ci sia spazio nel lato designato, la carta viene collocata in un altro spazio libero a scelta dei giocatori. Ora la carta Orda attiva l’eventuale effetto d’ingresso.

Plancia Piena!

Plancia Piena! al momento in cui il turno passa al giocatore Blu, si attiverà l’icona in basso a sinistra e tutti i giocatori perderanno il movimento. Questo è uno dei rischi che saltuariamente bisogna sapersi assumere: possiamo sopportare questa penalità o e meglio cercare di eliminare una carta?

Esistono, purtroppo per i nostri eroi, varie tipologie di carte Orda specializzate nel comparire in genere nel momento meno opportuno e nel posto peggiore. Ci sono mostri che si muovono verso il villaggio, raggiungendo in un paio di “giri” la tessera del bastione davanti a loro e rendendola preda della “morsa del male” (quindi  inutile per i giocatori). Tre pedine “morsa del male” rappresentano una sconfitta per i giocatori, quindi dovremo per forza operare qualche contromisura in tempo per evitare il peggio. Ecco il classico tema delle dinamiche Tower Defense: “uccidi le minacce (offesa) e ripara i danni subiti (difesa)”.

Dovremo poi occuparci di quelle carte Orda che ogni volta che si attivano costringono il giocatore attivo a tirare un dado maledizione. Potete ben immaginare come il dado maledizione sia gravido di cattive notizie per i nostri eroi, dalla perdita di un punto vita all’istantanea  “morsa del male” di una tessera del villaggio. Poi ci sono le carte Orda che bloccano dadi attacco, inibiscono le abilità speciali dei giocatori, aggiungono ulteriori carte mostro, tolgono punti ferita…. Voi pensate a qualcosa di brutto e prima o poi troverete una carta Orda che agisce proprio così!

Due tessere prede della "morsa del male"

Due tessere prede della “morsa del male” (le pedine nere coprono le abilità della tessera e ricordandoci che non potremo utilizzarle)

Ora tocca al giocatore che può combinare il movimento e una di queste due azioni:

  1. combattere
  2. attivare le abilità della tessera

Potrete muovere il vostro eroe, prima o dopo “aver fatto qualcosa”, in una tessera adiacente. Ci si può muovere in diagonale, ma alcune delle tessere saranno fuori portata, a meno che non ci troviamo già nella tessera centrale: una buona pianificazione è fondamentale per non rischiare di essere “tagliati fuori” dai punti caldi nei momenti critici.

Esempio di combattimento

Esempio di combattimento: il giocatore ha ottenuto un dado giallo (ok), uno bianco (ok è un jolly) e un dado nero (KO). Se sta attaccando la carta di destra (4 punti resistenza), per avere successo dovrà utilizzare 2 segnalini supporto gialli, per quella a sinistra (3 punti resistenza) un segnalino supporto giallo.

Il combattimento si effettua tirando i tre dadi e confrontando il risultato con la forza del mostro. Si possono spendere dei segnalini supporto accumulati in precedenza e applicare vari bonus/malus a seconda del caso. Ricordate che ogni dado ha il 33% di possibilità di colpire e quindi, statisticamente ogni lancio garantisce mediamente un colpo. Se date un’occhiata alle foto delle carte Orda scoprirete che sono ben pochi quelli che hanno resistenza pari a 1. Quindi il combattimento funziona se avete segnalini da spendere o se avete tanta fortuna con i dadi: troppo poco per vincere la partita.

I poteri delle tessere del bastione sono tutti importanti e ben differenziati: potremo ricorrere alla magia (a un prezzo), impiegare macchine da guerra per bloccare qualche effetto dei mostri, preparare trappole per far sprofondare negli inferi i mostri ancor prima che possano nuocerci e perfino resuscitare un compagno caduto prematuramente. Ma anche resuscitare ha il suo prezzo: ritornare in vita significa perdere la propria abilità speciale e, ricordate, in Last Bastion si resuscita una volta sola! Se il vostro personaggio muore una seconda volta, sarete costretti a fare da spettatori per il resto della partita.

una mappa creata casualmente

Una mappa creata casualmente: da notare le pedine di plastica che servono a supportare alcune specifiche azioni.

Ma c’è di più. Per avere qualche possibilità dovrete utilizzare le abilità speciali dei personaggi: alcuni sono orientati al combattimento, altri invece hanno poteri che garantiscono maggior movimento e quindi più adatti ad attivare le abilità delle tessere bastione.

Qualche personaggio è più forte di altri a patto che lo si sappia usare con grande abilità: prendete, ad esempio, il Paladino che nello stesso turno può sia combattere che attivare l’abilità della tessera: vi sembrerà un’abilità fortissima ma non impiegherete molto a capire quanto sia difficile trovarsi sulla tessera giusta a combattere il mostro giusto!

Abilità Speciale

L’abilità Speciale del Nano: un dado in più in combattimento. il suo posto è perennemente in prima linea…

La dinamica innescata dal gioco è un lento logoramento da gestire al meglio. Nella migliore delle ipotesi entra in gioco una carta Orda a turno:

  • in pochissimi casi riuscirete ad uccidere 2 mostri in un turno (con un solo tiro di dadi e solo quando ci si trova nelle tessere d’angolo);
  • qualche volta riuscirete ad eliminare un mostro ad ogni turno per parecchi turni consecutivi;
  • ma nella stragrande maggioranza dei casi non sarete abbastanza letali per tenere questo passo.

E’ inevitabile l’accumulo dei mostri e, con essi, degli impedimenti che generano. Contemporaneamente I personaggi si logorano perdendo punti ferita e abilità speciali, la mappa perde abilità a causa della “morsa del male”. Quello che potete fare è gestire questo si spera lento abbrivio per arrivare ad affrontare il mostro finale.

Carta Orda secondo gruppo:

Carta Orda 2. Notate il simbolo infinito sotto alcune icone: rispettivamente servono a bloccare un dado combattimento e vi impediscono di usare il risultato jolly a TUTTI i giocatori e non solo a quello di turno.

Per riuscirci, serve pianificazione, coordinazione dei movimenti e delle risorse. In più di un frangente è inevitabile il ricorso al rischio calcolato sia in termini di lancio dei dadi combattimento sia in termini di rischio di pescare una carta Orda da aggiungere ad una plancia già piena.

Serve una collaborazione tra gli eroi molto elevata e, trattandosi di un gioco senza elementi nascosti, il rischio che insorga un giocatore “alfa” che impone le mosse di tutti è molto elevato.

Una abilità delle tessere bastione:

Una abilità delle tessere bastione: lo stendardo issato sull’apposita basi ci ricorda che ora la resistenza dei mostri rossi è stata abbassata di uno. Dagli alla carta Orda Rossa!

Ma, scongiurato il pericolo del giocatore dominante, le partite a Last Bastion sono molto divertenti, anche se piuttosto impegnative; la sensazione dell’assedio è perfetta, si ha sempre più l’impressione che la situazione ci stia sfuggendo di mano, e riuscire a resistere fino alla fine è un’impresa non da poco e davvero molto appagante.

L’esito della prima partita in genere è una catastrofica sconfitta: Last Bastion al livello proposto è già impegnativo a sufficienza per la maggior parte dei giocatori. Le sconfitte iniziali e (dopo un po’ di pratica) le prime vittorie possono indurre i partecipanti a variare il livello di difficoltà. Anche cambiare personaggio può aiutarvi o complicare le cose.

I personaggi che non giocano

I personaggi che non giocano saranno utili nelle prossime partite per diversificare le vostre tattiche.

CONCLUSIONI

Last Bastion non è un gioco per famiglie, ma, a nostro avviso, rappresenta uno dei migliori introduttivi al gioco cooperativo. Meccaniche e dinamiche di Ghost Stories in questi anni sono diventate come una sorta di “base” per moltissimi altri giochi che le hanno complicate e/o evolute: se volete capire se al vostro gruppo può piacere la pratica dei giochi cooperativi, fategli provare Last Bastion.

Se siete giocatori esperti e vecchi marpioni di questo genere, alzate il livello di difficoltà e Last Bastion sarà comunque pane per i vostri denti: non fatevi ingannare dalla forte ambientazione tematica, dai dadi e dalle carte: Last Bastion richiede le capacità di calcolo tipiche dei giochi Euro.

Il dado maledizione

Il dado maledizione e tre mostri che lo attivano.

Last Bastion ha “ripulito” qualche regola, ottimizzato qualche dinamica, reso il gioco più fluido e un poco più vario ma l’esperienza di gioco è, nel bene e nel male, la stessa del suo predecessore: esso è stato progettato in modo da creare continue emergenze, che vanno gestite al meglio, di volta in volta, e questo riduce la fase strategico-decisionale a favore di quella tattica.

Last Bastion, come il suo predecessore, non ha una vera e propria dimensione strategica ma continua a garantire quella meravigliosa atmosfera da videogioco arcade analogico, di cui propone tutta l’energia positiva del “le do e le prendo” a ritmi vertiginosi.

Partita in corso

Partita in corso

E’ innegabile che, sotto alcuni aspetti, il gioco risenta un po’ degli anni ma rimane affascinante e frenetico, bilanciato e ben ambientato. La longevità non è uno dei suoi punti di forza, a meno che non vi piaccia coinvolgere voi stessi in sfide sempre più complicate. Ma non dimentichiamo che Ghost Stories vantava un paio di espansioni che miglioravano molto questo aspetto. Se Last Bastion venderà a sufficienza, non abbiamo dubbi che la vostra resistenza contro il male avrà un seguito.

Adesso però è il momento di intonare canti di guerra e andare alle mura del Bastione con una sola certezza: l’unico mostro buono è un mostro morto. Buon combattimento!

Si ringrazia Asmodee Italia per aver reso disponibile una copia di valutazione del gioco.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…