SINTESI

Pro: duelli asciutti, veloci, senza pietà!

Contro: serve qualche partita per prendere dimestichezza con i vari personaggi

Consigliato a: chi ama pianificare le proprie mosse e leggere in anticipo quelle dell’avversario!

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
buona

Idoneità ai Neofiti:
buona

Autore:
Gricha German, Corentin Lebrat

Grafica ed illustrazioni:
ArtistXavier Gueniffey Durin

Anno:
2025

Puoi acquistare TAG TEAM su bottegaludica.it

 

Ci sono giochi che ti chiedono di reagire, altri che ti chiedono di pianificare. Tag Team, edito da Asmodee, fa una cosa diversa: vi chiede di prendervi la responsabilità delle vostre scelte e poi di guardarle andare a segno… oppure “esplodervi” in faccia.

Perché una volta iniziato lo scontro, non puoi più intervenire. Il combattimento va avanti da solo. E se qualcosa va storto, non è colpa del caso.

Un’arena in formato compatto

Tag Team arriva in una scatola piccola e coerente con quello che propone: un duello secco, rapido, senza fronzoli. Dentro troviamo solo ciò che serve per far funzionare il sistema, ma con qualità e piccoli dettagli: carte dei combattenti (in un formato lungo e stretto, diverso dal solito…) carte tecniche, token e cubetti.

L’effetto che porta alla mente, è una strizzata d’occhio a Street Fighter (ooooh che ricordi). Non cerca l’effetto “wow”, ma accompagna bene una lettura immediata del tavolo. Qui la grafica non deve raccontare una storia: deve permetterti di capire se stai per vincere o perdere.

Due contro due, ma uno contro uno

Il gioco è pensato esclusivamente per due giocatori. Ognuno sceglie due fighter da un roster disponibile con un draft (più o meno “cattivo” a seconda della versione che si gioca) e unisce i mazzi dedicati di ciascun proprio combattente in un’unica pila.

Il mazzo di “Golem”, uno dei combattenti. La carta iniziale e le altre che, mischiate a quelle del proprio compagno, formano sequenze di combattimento uniche!


Già qui c’è la prima scelta importante: non stai scegliendo due personaggi forti, stai scegliendo una coppia che deve funzionare insieme.

Ogni combattente ha una propria identità, un proprio ritmo, un modo diverso di stare e vivere il combattimento. Alcuni attaccano di indole, altri difendono o proteggono il compagno…
Metterli insieme è un atto creativo, ma anche già iniziare la partita col “pugno” giusto.

…ed ecco il mazzo di Milady: un personaggio molto offensivo che basa la sua forza sulla pianificazione ed esecuzioni di piani ad alto impatto.

Il cuore del gioco: il mazzo non mente

Tag Team è un deck building atipico:

  • non si rimescola
  • non si riordina (anzi, non si deve mai cambiare l’ordine del proprio deck!)

Le carte entrano nel mazzo e ci restano, nell’ordine che avete deciso voi però!
Questo significa che ogni potenziamento è anche una dichiarazione di intenti: “voglio che questa cosa succeda proprio qui”.

Le carte entrano nel mazzo e ci restano, nell’ordine che avete deciso voi però! Nella foto, la seconda carta di Milady, verrà svolta come terza perchè deciso di inserirla in quella posizione nel mazzo combattimento che in quel momento era composto da 3 carte. La precedente terza verrà svelata come quarta ora!


Ad ogni turno prendete le prime tre carte dal mazzo riserva, ne scegliete una e dite addio per sempre alle altre due!

La prescelta dovete inserirla segretamente nel deck di combattimento in una posizione a vostra scelta tra due carte già presenti.

Quando tutti hanno fatto, inizia il combattimento: le carte vengono rivelate una dopo l’altra ed eseguite automaticamente ed in contemporanea. Attacchi, difese, abilità: tutto scorre senza che possiate intervenire. È un momento quasi “cinematografico”, in cui si osserva se la macchina che avete costruito gira come previsto.

Un esempio di combattimento che si svolge in simultanea: miledi gira una carta di attacco. L’avversario è stato bravo (o fortunato) a giocare una carta difesa e quindi para il colpo di Milady che non attiva quindi la sua abilità nella parte bassa della carta.

Ed è qui che Tag Team colpisce nel segno: non vi fa sentire spettatori, vi fa sentire responsabili, artefici del vostro “destino”.

Sinergie vere, non solo sulla carta

Il titolo del gioco non è casuale. Tag Team funziona quando i due fighter si parlano davvero.
Non basta sommare danni o abilità: conta il quando, il prima e il dopo. Un personaggio che prepara il terreno, l’altro che chiude. Uno che incassa, l’altro che sfrutta.

Le partite migliori sono quelle in cui, a fine match, vi rendete conto che una singola carta spostata di una posizione avrebbe cambiato tutto.
Sembra che ad ogni turno, il gioco non vi dica cosa fare, ma vi mostra chiaramente cosa avreste potuto fare meglio.

Ritmo e durata

Le partite sono rapide (alcune meno di 10 minuti, alcune poco più: se qualcuno non muore prima, il mazzo si esaurisce in 6 turni), ma non superficiali.
In un quarto d’ora circa si gioca un match completo, con tempo sufficiente per pensare, ma non abbastanza per paralizzarsi.

La carta personaggio e i suoi punti vita rimanenti (tracciato verde)

Il vero rischio non è la durata, ma la rivincita. Tag Team è uno di quei giochi che finiscono e ti fanno dire: “ok, ho capito dov’era l’errore, rifacciamola”. E spesso non è vero. Ma lo scopri solo dopo.
E poi non vuoi anche provare tutti i 12 personaggi e le varie combinazioni?
Anche se ne siamo certi: alla fine uno o due resteranno sempre nel vostro cuore più di altri.

Controllo, ma non durante

Chi cerca interazione continua durante il combattimento potrebbe restare spiazzato. Qui non si reagisce, diciamo che si cerca di prevedere.

Ogni combattente ha dei punti potere iniziali che però possono variare durante la partita: i cubetti viola indicano la forza con cui quel personaggio attaccherà (se ci riesce!).

Il mind game è tutto nella fase di costruzione: intuire cosa sta preparando l’avversario, capire se sta puntando a chiudere subito o a costruire un finale più solido, decidere se rischiare ora o difendersi dopo. E il turno dopo provare a rimediare.

È un’interazione silenziosa, ma molto tesa.

A chi lo consigliamo

Consigliamo Tag Team a chi ama i duelli asciutti e ripetibili, a chi apprezza giochi che premiano pianificazione e lettura dell’avversario e accetta di non avere il controllo costante durante lo scontro.


La varietà è data dai differenti personaggi e le loro abilità, ma quello che Tag Team offre non è certo da ricercare nei duelli e partite sempre differenti ma nell’ottimizzazione continua, pugno dopo pugno, anche se si conoscono a memoria gli effetti (o quelli possibili!).

Partita dopo partita, anzi carta dopo carta, vi mette davanti le conseguenze delle vostre decisioni e vi chiede: rifacciamo?

 

Ringraziamo Asmodee Italia per la review-copy usata per questa recensione.

 

 

 

 

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