SINTESI

Pro: semplice da giocare, fornisce una sfida stimolante per un bambino senza ricorrere alla fortuna.

Contro: prodotto non per tutti, sicuramente in target solo per i giovanissimi.

Consigliato a: piccoli lettori alle prime esperienze, chi si vuole appassionare alla lettura.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Tipologia:
librogame

Incidenza della fortuna:
assente

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
Mauro Longo

Grafica ed illustrazioni:
Lorenzo Fornaciari

Anno:
2026

Puoi acquistare i tuoi giochi su bottegaludica.it

INTRODUZIONE

“In Fuga dalla città specchio il tuo nome è Alcor e sei un ragazzo come tanti. Una sera stai tornando a casa dalla palestra assieme a tua sorella Adara, quando uno strano incontro sta per schiudervi le porte di un mondo sconosciuto e pauroso, in cui tutto sembra alla rovescia.”

Due protagonisti per una storia da brividi, in un libro che prova a fare una cosa non scontata: spaventare un bambino quel tanto che basta per tenerlo incollato alle pagine, senza esagerare. La sfida non è da poco. Edizioni EL torna ad affidarsi a Mauro Longo, autore di cui potete leggere anche la recensione dell’altro titolo della collana librigame, Tristan e la Regina dei Goblin, e questa volta affida le illustrazioni a Lorenzo Fornaciari.

Il registro è diverso rispetto al compagno di collana: meno fiaba, più mistero. Un gatto parlante, un riflesso distorto della realtà, una porta che si chiude per sempre. Gli ingredienti ci sono tutti per creare atmosfera, e il risultato è un libro che sa tenere in tensione anche un lettore di 9 anni già abituato alle storie.

Ho avuto la possibilità di leggerlo in formato PDF insieme a mia figlia. Anzi, in tutta onestà: questo è stato quello che ha voluto finire da sola.

Più chiaro e semplice di così…

Più chiaro e semplice di così…

MATERIALI DI GIOCO

Anche qui, come nell’altro titolo della collana, non ho potuto valutare la resa fisica del volume, avendo avuto accesso solo all’edizione digitale.

Settanta pagine circa, 100 paragrafi, stesso formato pensato per lettori giovani. Ma già qui qualcosa cambia: per giocare servirà una matita e una gomma. C’è un inventario da tenere, oggetti da segnare, piccole note da prendere. Niente di complicato, ma un primo passo concreto verso l’esperienza del “vero” librogame.

Le illustrazioni di Fornaciari lavorano bene sul tono: c’è qualcosa di leggermente inquietante nei tratti, un’atmosfera sospesa che non fa mai paura davvero ma mantiene il lettore in uno stato di attenzione. La Città Specchio si vede, e fa il suo effetto.

Ottima idea per avvicinare un ragazzo al concetto di “parole chiave”

Ottima idea per avvicinare un ragazzo al concetto di “parole chiave”

MECCANICA DI GIOCO

Se Tristan è una favola a bivi, Fuga dalla Città Specchio è qualcosa di più vicino a una piccola avventura da risolvere. Non ci sono dadi, non c’è fortuna: ma qui non basta scegliere, bisogna anche ragionare.

Troviamo enigmi da decifrare e indovinelli da risolvere: niente di impossibile, sono calibrati bene per l’esperienza di un bambino. C’è anche un inventario e conta davvero: gli oggetti trovati durante l’esplorazione possono tornare utili, e capire quando e come usarli fa parte del gioco. La struttura non è lineare come quella del compagno di collana: non si tratta di accumulare punti e vedere quale finale scatta, ma di trovare la strada giusta, tornare sui propri passi se necessario e guadagnarsi l’uscita dalla Città Specchio.

Una meccanica semplice sulla carta, ma che richiede al bambino di stare attento, tenere a mente quello che ha raccolto e ragionare sulle scelte. Esattamente la dose giusta di sfida per un lettore alle prime esperienze che vuole qualcosa da risolvere, non solo da seguire.

Piccoli enigmi grafici

Piccoli enigmi grafici

COMMENTO

Mia figlia lo ha preferito a Tristan, e non è stato difficile capire perché: le ha dato qualcosa da fare. Non solo scegliere, ma cercare. Ci sono momenti in cui non si sa cosa fare, in cui bisogna tornare indietro, in cui si capisce di aver sbagliato qualcosa prima. E quella piccola frustrazione è esattamente il tipo di esperienza che trasforma un libro in un ricordo, specie se viene seguita dalla soddisfazione di trovare la risposta giusta.

Non è un librogame per adulti appassionati del genere, e non cerca di esserlo. Ma rispetto a un ingresso più morbido come Tristan, questo alza l’asticella quel tanto che basta per sentirsi davvero protagonisti di un’avventura. C’è una Città Specchio da cui scappare, e non basta voltare una pagina per farcela: bisogna meritarselo.

Per chi vuole regalare a un bambino non solo la prima avventura a paragrafi, ma la prima volta che un libro lo ha messo in difficoltà questo è il posto giusto da cui partire.

E qui, come a scuola, se non la sai… non puoi nemmeno copiare!

E qui, come a scuola, se non la sai… non puoi nemmeno copiare!

Si ringrazia Edizioni EL per la review copy gentilmente fornita in formato pdf per questa recensione.

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