SINTESI

Pro: facilissimo da giocare, non richiede dadi, una grande “prima esperienza” per un bambino.

Contro: al di fuori del target “bambini” non c’è nulla di nuovo per gli appassionati.

Consigliato a: piccoli lettori alle prime esperienze, chi fa fatica a leggere i libri.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Tipologia:
librogame

Incidenza della fortuna:
assente

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
Mauro Longo

Grafica ed illustrazioni:
Mattia Simeoni

Anno:
2026

Puoi acquistare i tuoi giochi su bottegaludica.it

INTRODUZIONE

“Il tuo nome è Tristan e sei un giovane apprendista stregone, che va alla Scuola Elementale per imparare tutti i segreti della magia. Una sera, i tuoi insegnanti ti hanno chiesto di accompagnarli al Mercato dei Goblin e all’improvviso ti sei perso in un mondo di buffi misteri e pericoli bizzarri.”

L’inizio di una storia semplice per un giovane protagonista ed una sola, grande scommessa: portare il formato librogame tra le mani di chi non ha ancora mai tenuto tra le dita un dado a sei facce, o forse nemmeno un libro a scelta multipla. Edizioni EL ci prova con questo volumetto firmato da Mauro Longo, autore con un curriculum solidissimo tra giochi di ruolo, librigame e romanzi, con traduzioni in una decina di lingue e già recensito su queste pagine, illustrato da Mattia Simeoni.

La proposta editoriale è dichiarata sin dalla copertina: formato più piccolo, caratteri più grandi, numero di pagine ridotto. Un librogame pensato appositamente per chi comincia a muovere i primi passi nel mondo della lettura autonoma. Il target dichiarato sono i bambini a partire dai 7 anni.

Ho avuto la possibilità di leggerlo in formato PDF (non era disponibile la copia cartacea), e di affrontarlo insieme a mia figlia di 9 anni. Una tester, direi, particolarmente qualificata.

Un modo semplice e geniale di spiegare un librogame

Un modo semplice e geniale di spiegare un librogame

MATERIALI DI GIOCO

Come anticipato, non ho potuto valutare la resa fisica del volume, avendo avuto accesso solo all’edizione digitale. Posso però ragionare sulla struttura.

Siamo di fronte a un volumetto di circa settanta pagine, con 100 paragrafi. Il formato è stato studiato espressamente per lettori giovani: font generosi, testo aerato, illustrazioni presenti e ben distribuite. Niente schede da ritagliare, niente tabelle da consultare, niente dadi da tirare. Si legge, si sceglie, si va avanti. Semplice come dovrebbe essere.

Le illustrazioni assolvono egregiamente al loro compito ed i disegni di Simeoni hanno un sapore fiabesco e leggero, coerente con il tono giocoso della storia.

Ottima idea per gestire i finali multipli

Ottima idea per gestire i finali multipli

MECCANICA DI GIOCO

Le regole sono ridotte all’osso, e questo è un pregio dichiarato e coerente con la filosofia dei libri.

Tristan e la Regina dei Goblin è veramente semplice. Si procede attraverso scelte binarie o multiple che possono far accumulare punti disappunto, una sorta di indicatore invisibile delle conseguenze delle nostre azioni. Non c’è inventario, non c’è gestione di risorse, non c’è fortuna. Solo decisioni. I punti disappunto si sommano in background e determinano quale dei due finali si raggiungerà: uno soddisfacente, l’altro… meno. La struttura è estremamente lineare, più vicina a un racconto interattivo che a un librogame classico, e per i bambini più piccoli è esattamente la cosa giusta.

Non ci sono dadi, non ci sono tiri di fortuna, non ci sono meccanismi che possano frustrare un lettore giovane o inesperto. Tutto dipende dalle scelte del giocatore, il che è una decisione di design precisa e, per il pubblico a cui ci si rivolge, assolutamente corretta.

Piccoli enigmi anche nelle illustrazioni

Piccoli enigmi anche nelle illustrazioni

COMMENTO

Dopo averlo letto con mia figlia, posso dirlo con una certa tranquillità: funziona. Non è un librogame che un adulto appassionato del genere troverà stimolante, ma non è quello il punto: è esattamente quello che dice di essere, ossia una porta d’ingresso. Un modo gentile, accessibile e divertente per introdurre un bambino all’idea che un libro può risponderti, può cambiare direzione, può metterti alla prova.

Tristan e la Regina dei Goblin è immediato, quasi una favola a bivi. Si finisce in fretta, si capisce subito, non delude. Mia figlia lo ha trovato un po’ troppo semplice, ma lei ha 9 anni ed è già una lettrice vorace. Per un bambino di 7, o per uno che si avvicina per la prima volta al formato, è la scelta ideale.

Il valore di questo libro non è nell’esperienza che offre all’adulto appassionato, ma in quello che può fare per un lettore in erba: essere un punto di partenza, e un punto di partenza ben costruito vale molto. Se questo libro convince un bambino che leggere può essere un gioco, che le storie possono essere sue, allora il lavoro di Mauro Longo è riuscito.

Per i fan del genere che cercano complessità, sfida o originalità: guardate altrove. Per chi vuole regalare a un bambino la sua prima avventura a paragrafi: difficile fare di meglio.

E qui, come a scuola, devi imparare le poesie a memoria!

E qui, come a scuola, devi imparare le poesie a memoria!

Si ringrazia Edizioni EL per la review copy gentilmente fornita in formato pdf per questa recensione.

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