Caso studio numero 1: Delle perdute tessere…
I figli, si sa, so pezz’ ‘e core, ma hanno l’abilità più temuta da un padre-boardgamer: con probabilità prossima all’unità ed invariabilmente perdono (quando non mangiano e/o rompono e/o imbrattano di grasso di balena e affini) i pezzi di qualunque gioco in vengono a contatto per un sufficiente numero di volte.

Diverse fasi di lavorazione: dal grezzo al semifinito...

Diverse fasi di lavorazione: dal grezzo al semi-finito…

La conseguenza tipica è quella di renderlo, ahimè, in pratica inutilizzabile e quindi la relativa scatola rischia di stare a prendere la polvere saecula saeculorum. A niente valgono ramanzine et similia (“riconta le pedine/tessere prima di rimettere a posto!”). Lo sapete bene: è tutto inutile.

Ma noi giammai andremo ad acquistare dal produttore un replacement. O peggio, non andremo mai a poi mai a ricomprare il gioco per intero! No, noi, bravi riciclatori, approfitteremo di quello che abbiamo in casa per ricostruire e sostituire il pezzo perso/rotto/mangiato/bruciato/ingrassato e lo faremo in men che non si dica!

Prima e dopo la molatura...

Prima e dopo la molatura…

Per esempio, la zia festeggia il compleanno… a casa vostra. Capita, non lo potete evitare. Per l’occasione, siete amorevolmente invitati a fare le foto di rito. Obtorto collo, sia chiaro, e dove la moglie rende subito lapalissiano che in caso di rifiuto la pena minima è lo sciopero (ad oltranza) del sesso.

Stessa pena se poi si dovesse verificare che gli scatti non sono buoni e/o insufficienti nel numero. Mentre immortalate senza posa(!), come se non bastasse, gli altri si mangiano la torta. Tutta. Amen.

Non resta che colorare...

Non resta che colorare…

Ma noi non ci facciamo abbattere così facilmente e ne approfittiamo subito per i nostri alti (ma che dico alti: altissimi!) scopi. Utilizzeremo alla bisogna la striscia di cartone posta nella scatola della torta al fine di proteggerla da schiacciamenti e traumi vari. Si dà il caso infatti che sia proprio della larghezza giusta per rimpiazzare quelle tessere di Burg Appenzel, perse ormai da qualche tempo.

Rapidamente sagomiamo i rimpiazzi nella dimensione giusta con l’aiuto di una delle tessere sopravvissute alla diaspora e andiamo di abbondante taglierino.

Fatto! Carina vero?

Fatto! Carina vero?

Lo spessore non è un problema: con tre strati sovrapposti ed uniti con (…oddio adesso lo dico!) colla vinilica, passa la paura. Ci sarebbe ora da arrotondare sapientemente gli spigoli, e siccome siamo abituati ad ammazzare i moscerini con le termobariche, utilizziamo allo scopo una splendida mola da banco! (La smerigliatrice angolare era occupata per porzionare la torta…).

Rifiliamo poi il tutto con 60 secondi di carta abrasiva fine (va bene anche quella carta igienica che avete comprato “per risparmiare”).

tessere_cfr

Confronto con l’originale.

Adesso non resta che disegnare sulla tessera il pezzo di pavimento. Mi permetto di consigliare che quest’ultimo lavoro (forzato) è assolutamente da appaltare alla colpevole progenie, a mo’ di espiazione. Ho dato libertà sulla tecnica da usare e la pregiudicata ha scelto di usare gli acquerelli: (all’occhio di padre) la tessera appare decisamente carina. Come dite? Il risultato però non è il fedele all’originale? Non importa, sfortunatamente per voi ci saranno sicuramente una, dieci, cento, mille prossime volte per tentare un approccio più filologico o comunque per affinare capacità pittoriche e di cesello!

Effetto durante il gioco...

Effetto della tessera nuova durante il gioco…

Adesso siamo pronti per la prossima avventura: la rinoplastica per i topini che hanno fatto qualche volo di troppo dal tavolo!(*)

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Caso studio numero 2: Se i figli (inspiegabilmente) danno forfait ad una sana partita sul fronte russo.

Sono uscite delle nuove carte promo, una interessante espansione ufficiale/amatoriale, etc. e voi non volete farne a meno. Giusto, più che giusto. Chiaramente andrà evitato ogni ulteriore esborso oneroso, se non legalmente necessario, of course.

Pronti per la bustina!

Pronti per la bustina!

Parimenti andrà assolutamente evitato ogni eccessivo sbattimento con tools troppo “borghesi” come pastificatrici & Co, anche perché avete già tutto bello che pronto per conseguire, con il minimo sforzo, un ottimo risultato!

Il punto di partenza, come nel caso precedente, è un po’ triste… Diciamoci la verità, avevamo fatto appena stampare quelle migliaia di biglietti da visita in technicolor, con un accattivante motivo grafico e con tanto di messaggio subliminale per irretire al primo sguardo chiunque ne venisse in contatto visivo. Già ci immaginavamo nell’atto di distribuirli a destra e a manca con la disinvoltura di un abile croupier ad un tavolo di black jack.

Osvobozhdenie. Pronti con Pop Corn  e Coca Cola? O forse no...

Osvobozhdenie. Pronti con Pop Corn e Coca Cola? O forse no…

Poi, come ci insegna il buon Murphy, non passa un mese che cambiamo lavoro, qualifica, telefono, email, città (sesso?) etc: neanche una virgola di quei biglietti ci rispecchia più. Amen.

Ma ecco che appare chiaro che non tutto è perduto!

Vi è appena arrivata la vostra magnifica copia Di No Retreat! The Russian Front, nella nuova e bella veste deluxe della GMT. Con l’entusiasmo che vi contraddistingue avete subito proposto una partita a vostra figlia di 9 anni. Destando non poco stupore, la pargola altrettanto rapidamente declina l’invito.

C3i #26

C3i #26

Sarà stato forse perché le avete chiesto di studiarsi per bene le +20 pagine di regolamento? Avrà pensato di non avere sufficiente tempo per sfogliare con la cura necessaria il fondamentale “When the Titan Clashed” della premiata ditta Glantz & House, come da voi fortemente consigliato? L’idioma in cui sono scritti i testi proposti, avrà giocato un ruolo nel rifiuto?

Mah! I bambini sono sempre imperscrutabili nelle loro scelte, anche se un po’, sotto sotto, ve lo aspettavate. Infatti qualche tempo prima aveva avuto un’analoga reazione alla succosa proposta di guardarvi insieme l’ottima pellicola Osvobozhdenie, rinunciando così, senza motivo apparente, a ben 477 minuti di divertimento assicurato. Sia come sia, comunque vi resta un prezioso asso nella manica: la variante in solitario! Molto amabilmente i tipi della GMT vi hanno fornito tutto per giocarla, carte apposite comprese.

Carte per la Variante in Solitario contenute nella rivista.

Carte per la Variante in Solitario contenute nella rivista. Fronte.

Certo va detto che la dazione è solo in formato elettronico e non in quello cartaceo, più tradizionale, più usabile e quindi più gradito…ai più.
A questo punto ecco che il diavolo tentatore vi appare in una delle sue forme più note e famigerate: un corposo ed interessante numero della rivista della GMT C3i!

Questa promette al suo interno, tra le altre cose, anche la presenza delle carte di cui sopra e già belle che stampate!

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Carte per la Variante in Solitario contenute nella rivista. Dorso.

Fortunatamente, come si sa, il diavolo fa le pentole e non i coperchi e si viene tosto a sapere (dal 11:15 in poi) che oltre ai dollari per l’acquisto della rivista, l’onere del ritaglio (ed in aggiunta senza guide) sarebbe toccato a noialtri. Così, nonostante la nota debolezza della carne, anche per questa volta è il nostro indomito spirito DIY che prevale!

Sfuggire alla tentazione consumistica(**) è stato certamente più facile del previsto, ma comunque il risultato netto è che siamo di nuovo più pronti che mai per nostro amato fai da te.

Uno Stalin che si piega? No mi pare il caso...

Uno Stalin che si piega? Non mi pare il caso…

Il tutto è molto semplice: basta stampare (su carta comune) il foglio con le carte e ritagliarle una ad una (sono solo 12! Ce la potete fare! Vabbuò… c’è pure il dorso: e che sarà mai!).

Il risultato preso così è flaccido e quindi deludente, ma donare alle carta la necessaria rigidità è molto semplice.

Basterà infatti imbustarle una ad una assieme a due delle ormai inutili business cards ed avere alla fine un ottimo risultato!

Tutte le Carte!

Tutte le Carte!

Beh forse con un po’ più di impegno si può ottenere qualcosina di meglio: per esempio basta ingrandire le stampa in modo che le carte siano il più possibile delle dimensioni dei biglietti da visita ed avere un miglioramento sensibile del prodotto finito, ma anche così va bene.

E non fate sempre gli schizzinosi!
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Rinoplastica cercasi...

Rinoplastica cercasi…

(*)  Devo dire la verità: comprai Burg Appenzel qualche anno fa e i nasi dei topini, come potete immaginare, sono saltati appena qualche picosecondo dopo l’unboxing del gioco. Non ero ancora stato fulminato dal DIY (ed in realtà non lo sono tutt’ora se non si fosse capito… 😉 ) per le spare parts dei boardgames e così scrissi alla Zoch Veralg per chiedere se potevo averne altri in sostituzione, ovviamente pagandone il prezzo. Molto gentilmente mi risposero che me li avrebbero inviati gratuitamente e così fecero a strettissimo giro. Mi piace sempre ricordare e sottolineare quando la professionalità ed il customer care di una società si dimostrano all’altezza. Nella mia piccola esperienza, per fortuna, la cosa è abbastanza comune nel mondo dei boardgames. Ah! Prometto comunque di ri-nasare (prima o poi) i topini ancora infortunati!

Prodotti finiti...

Prodotti finiti…

(**) Si, si siamo solo poveri peccatori ed ovviamente la rivista alla fine la compriamo lo stesso (ci sono pure le nuove flow chart per l’AI di Andean Abyss!)

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