Non aspettatevi una recensione canonica di KeyForge. Se non conoscete per nulla il gioco e non avete neppure una certa confidenza con Magic the Gathering, vi consigliamo di digitare “Recensione KeyForge” nel vostro motore di ricerca preferito oppure di guardare questo video. . Nel seguito daremo per acquisite quelle informazioni.

Per la verità, ci abbiamo provato a fare una recensione come per tutti gli altri giochi che vi proponiamo: appena ricevuti i mazzi (ringraziamo Asmodee Italia) ci siamo subito tuffati nel regolamento e nelle prime partite di prova. Ci siamo divertiti ma ci siamo altresì resi conto che parlare di meccaniche e dinamiche di KeyForge sarebbe stato come parlare di calcio descrivendo solo il pallone. Riuscireste mai a spiegare perchè ovunque nel mondo si riempiono stadi e si creano forti passioni descrivendo una mera sfera di cuoio?

Proprio come una “palla rotonda” é innegabile che KeyForge sia scorrevole, piacevole e di facile approccio ma non troppo innovativo. La grafica é molto bella ma afferente ad una ambientazione deboluccia. Per il vero, il regolamento dedica ampi spazi alla descrizione di questo pianeta “Melting Pot” situato al centro dell’universo, ma alla fine altro non è che un’immensa arena che ospita sfide dove quasi tutto è possibile. Anche le 7 diverse “Case” (vedi foto) sono descritte con dovizia di particolari e risultano molto ben diversificate ma alla fine non risultano troppo lontane rispetto al set di mana di Magic the Gathering.

La descrizione della Case

La descrizione della Case

Eppure per molti (noi balene comprese) KeyForge non è solo l’ennesimo colpo di genio di Richard Garfield (autore, appunto, di Magic the Gathering) ma è anche il fenomeno editoriale di questo inizio 2019. Se da un punto di vista strettamente ludico le dimensioni di tale impatto sono ampiamente dibattute in feroci discussioni tra appassionati nelle ludoteche/forum virtuali/convention di tutto il mondo, i dati commerciali di KeyForge al momento in cui viene scritto l’articolo non lasciano spazio a dubbi sull’importanza di KeyForge, perlomeno nel breve periodo. Comunque evolveranno gli eventi, esisterà un mondo ludico prima di KeyForge e un mondo ludico post KeyForge.

La particolarità di KeyForge è quella di essere capostipite di un nuovo genere: KeyForge è il primo gioco -perlomeno di grandissima tiratura- “Unique Deck“. Esclusi i due mazzi-scuola del gioco base, i milioni di mazzi venduti in tutto il mondo sono ognuno diverso dall’altro. Noi, come gran parte del mondo ludico, abbiamo accolto gli “Unique Deck Games” con una certa curiosità. Trovata commerciale per tentare di svuotare i nostri portafogli? Tentativo di spin-off rispetto al sempreverde Magic the Gathering? Gode di un eco mediatico solo perchè figlio di Richard Garfield?

Dopo qualche partita, ci siamo resi conto che le domande di cui sopra non avrebbero trovato risposta nè in qualche sessione di gioco nè in qualche serata in ludoteca per confrontarci con altri mazzi.

Grafica

La Grafica e colorata, non troppo aggressiva ma neppure troppo infantile. Davvero molto bella

Ci siamo allora seduti ad un tavolo con Enrico Masi, non solo giocatore veterano di Magic the Gathering, ma anche imprenditore, in quanto titolare di Magic Store, da 20 e passa anni, punto di riferimento dei giochi collezionabili. Ecco dunque le “tre dimensioni” con cui crediamo sia doveroso valutare KeyForge:

  1. la nostra esperienza di boardgamer: per certi versi (ma solo per “certi”) le dinamiche generate non sono diverse da quelle dei giochi con meccaniche di Deck Building. La composizione del mazzo vostra e del vostro avversario incide sul modo di giocare.
  2. il feeling dei giocatori di Giochi di carte collezionabili: innegabilmente le meccaniche e dinamiche strizzano l’occhio a quelle di Magic the Gathering
  3. le dinamiche della nascente comunità di giocatori che rappresenta una sorta di controllo della qualità dell’aria per qualsiasi gioco “collezionabile”. Senza una comunità fiorente e vivace, la morte per soffocamento è solo una questione di tempo, a prescindere da quanto il gioco sia bello o brutto.

Così per una volta con Enrico abbiamo abbandonato la ormai trentennale diatriba “Meglio i Boardgames o Magic the Gathering?” e abbiamo ragionato su un nuovo quesito:

“cosa e quanto cambia tra rendere unico ogni singolo mazzo e ogni singolo blister di carte”?

I mazzi sono diversi

” mazzi di keyforge messi uno accanto all’altro. il retro delle carte è molto diverso, praticamente impossibile inserire qualche carta di qualche altro mazzo

Focalizziamoci quindi sulla nuova definizione di “singola entità collezionabile”, Ogni mazzo è composto da 36 carte (più una di riepilogo) sapientemente selezionate da un pool di circa 350 carte. Circa sei mesi dopo la prima uscita, è prevista già “una second wave”. Le carte appartengono a 4 diverse tipologie:

  1. Creature: rappresentano i soldati che formeranno la vostra linea di battaglia. Ogni volta che una creatura entra in gioco, deve essere collocata su uno
    dei fianchi della linea di battaglia del suo controllore, all’estrema destra o all’estrema sinistra.
  2. Carte Azione: una volta risolte, vengono scartate e quindi non entrano mai negli schieramenti di carte contrapposte.
  3. Artefatti: Quando gioca un artefatto, il giocatore attivo lo colloca nella sua area di
    gioco dietro la sua linea di battaglia composta dalle Creature.
  4. Migliorie: Quando gioca una miglioria, il giocatore attivo sceglie 1 creatura e le assegna la miglioria.

Un insieme complesso ed organico che nei giochi di carte collezionabili si ottiene solo dopo intense sessioni di creazione del mazzo che, a sua volta passa attraverso, l’approvvigionamento delle singole carte.

KeyForge esclude quindi “Collezionare/Scambiare (singole) carte” e “Fare il mazzo”: gli aspetti che hanno sempre diversificato i giocatori dei giochi collezionabili dai boardgamer, al punto che le due comunità in questi 30 anni sono evolute in modi paralleli e distinti, con un tasso di conversione relativamente molto basso.

Semplificando, il boardgamer trova piacere nella game experience, nel giocare un determinato gioco. Il giocatore di Magic the Gathering trova piacere e divertimento in tre fasi anche temporalmente distinte. Oltre a giocare partite e tornei egli è appagato anche da:

  • La Collezione: La stragrande maggioranza delle volte che un giocatore apre un nuovo booster appena acquistato sfoglia le carte valutandone il valore commerciale (3 Euro… 20 euro etc etc etc) e non le dinamiche che i suoi poteri possono generare durante la partita.
    Questa fase, potenzialmente infinita, rappresenta la leva commerciale che ha fatto di Magic the Gathering un vero e proprio impero economico: “spendere per vincere“. Da notare che questo aspetto non è strettamente ludico e per questa ragione da sempre alieno ai boardgamer. D’altra parte i giocatori di Magic sostengono, verità o leggenda che sia, che é sempre possibile vincere un torneo anche con un mazzo non troppo curato e addirittura appena comprato.
  • Farsi il Mazzo: Decine di siti in tutte le lingue del mondo aiutano a “pesare”, “bilanciare”, “mixare” i mazzi. Inoltre tramite internet si può acquistare ormai (quasi) qualsiasi carta…
    Creare un mazzo oggi segue logiche completamente diverse da quelle che si seguivano 25 anni fa, quando internet non esisteva. Citando la prefazione di KeyForge a firma dello stesso Garfield: “Quando Magic the Gathering nacque era come esplorare una giungla selvaggia, oggi invece rappresenta una sorta di parco di divertimento“. Un cambio di “feeling” che ha modificato l’appeal del gioco stesso, cambiamento che può aver allontanato tanti giocatori dai tavoli di Magic

mazzo di carte

Ogni mazzo di carte è dotato di una carta riepilogativa con un Qrcode che rende facilmente riconoscibile quel singolo mazzo su internet. Ancora non ci sono applicazioni pratiche di questa particolarità.

Da notare che la “creazione del mazzo pre partita” è stata inserita anche nei Living Card Games, il depotenziamento (esatto! non scompare del tutto) dell’assioma “spendere per vincere” ha reso molto interessante questa meccanica almeno per parte dei boardgamer.

Come si colloca KeyForge nel contesto appena descritto? rispondendo a questa domanda, anticipiamo le conclusioni di questo nostro ragionamento.

KeyForge non fa altro che recepire alcune linee di tendenza maturate in questi ultimi anni nel sottobosco dei giocatori di Magic The Gathering finendo per essere fortemente appetibile anche ad una fascia di pubblico, di dimensione tutt’altro che trascurabile, composta da boardgamer e new entry.

Negli ultimi anni anche fra gli appassionati di Magic si sono cercate via alternative: una consistente parte dei giocatori di Magic sentiva e sente il bisogno di concentrarsi, perlomeno sporadicamente, esclusivamente sulle game experience. Ma Magic The Gathering in quanto tale mostrava dei limiti nell’appagare questa necessità.

Il gioco con mazzi “sealed” ha sempre trovato delle difficoltà ad affermarsi proprio per la difficoltà di tutelarsi da eventuali frodi, al punto che una delle ultime mode è quella delle partite “booster” contro “booster”. Si va in negozio, si acquista una bustina a testa, si apre e si gioca: vinca il migliore! (e il più fortunato ad aprire la busta…)

KeyForge si propone proprio come una soluzione a tutto questo. Parola di Garfield in persona! Ma queste sono solo parte delle sirene che hanno iniziato a cantare i loro richiami.

Per tutto quello che abbiamo detto relativamente all’esclusione della creazione del mazzo e dell depotenziamento del fattore collezionismo. KeyForge può essere considerato anche il “check point Charlie” (il varco nel muro di Berlino spesso punto di scambio tra Urss e Usa durante la guerra fredda) tra i giocatori di carte collezionabili e i boardgamer. Insomma, oltre ai giocatori di Magic in cerca di alternative alla solita “minestra” KeyForge strizza l’occhio anche a boardgamer amanti dei cardgames.

Attenzione però. Per apprezzare KeyForge bisogna accettare comunque una regola non scritta nel manuale e che davvero fatica a coinvolgere buona parte dei boardgamer ortodossi: la forza del mazzo in uso è determinante quanto l’abilità dei giocatori. Dovete accettare quindi il fatto che quando si inizia una nuova partita i giocatori, pur con tutte le debite eccezioni e regole di compensazione, non hanno quasi mai le stesse probabilità di vincere.

Se ogni mazzo è diverso e qualche mazzo è nettamente più forte di altri è impossibile sostenere che il collezionismo non sia e non sarà uno dei componenti principali del mondo di KeyForge. Fra i giocatori assidui si parla già di mazzi quotati cifre importanti, con prezzi espressi in centinaia di Euro.

E’ necessario però sottolineare che al momento non è pensabile che si instauri un mercato strutturato con siti e negozi specializzati che “ritirano” i mazzi come oggi viene fatto con i più importanti giochi collezionabili.

Insomma il famoso assioma “spendere per vincere” viene depotenziato senza però essere completamente rinnegato; che, tradotti in termini ludici, significa: avere un mazzo più forte è importante ma forse lo è di più giocare con mazzi sempre diversi.

Ecco dunque che l’ormai leggendaria scarica di adrenalina che genera l’apertura di un booster di Magic viene generata da una domanda molto diversa:

Carta miglioria

Il mazzo appena acquistato conta di una sola carta miglioria. E’ normale? qual’e’ la media? se fosse sotto media, quali carte ci sono nel mazzo? Domande che troveranno risposta solo unendo gli sforzi su internet e sui tavoli da gioco

  • quale carta rara troverò dentro?

diventa

  • come dovrà essere giocato questo nuovo mazzo“?

Magari, il mazzo che avete appena acquistato non è poi così forte, ma, per esempio, contiene parecchie Creature in meno della media conclamata (16/17 a mazzo…). Magari perderete parecchie partite ma avrete forse sempre voglia di rigiocarlo per sperimentare come poter superare questa particolare sfida che quel mazzo vi pone.

Grazie alla stretta parentela con la game experience dei giochi di carte collezionabili, KeyForge in questi primi mesi sembra abbia propiziato il ritorno sui tavoli di gioco anche di molti ex giocatori di Magic, di quelli che intendevano più “croce” che “delizia” la creazione del mazzo oppure che cercavano appunto modi diversi per mettere alla prova le loro capacità di “saper giocare” un mazzo.

Insomma KeyForge in questi primi mesi di uscita sembra trovare equilibri tra mondi diversi.
I giocatori di carte collezionabili lo vivono come un filler, meno impegnativo sia dal punto di vista della game experience sia dal punto di vista della collezione, i boardgamer possono finalmente assaporare le caratteristiche del gioco di carte collezionabile concentrandosi solo su ciò che a loro piace: quanto accade sul tavolo da gioco.

Al momento in cui viene scritto questo articolo (gennaio 2019) il futuro di KeyForge appare promettente per quanto incerto. Non basta essere innovativo ed aver ottenuto un’accoglienza di critica e pubblico molto positiva. Per cambiare lo status da “fenomeno del momento” a “gioco di riferimento” serve una massa critica composta da 2 elementi:

  1. Mazzi venduti (sia nuovi che sul mercato del collezionista)
  2. Ore di gioco effettive.

che possono essere alimentati solo da convention e tornei (non necessariamente con mazzi propri e quindi dominati dai mazzi più forti) che al momento sono affidati all’intraprendenza di negozi/associazioni locali. Da questo punto di vista servirà fare un salto di qualità (per altro già annunciato dagli editori nazionali ed internazionali del gioco) perché il depotenziamento dell’aspetto collezionismo potrebbe pesare parecchio in tema di longevità del prodotto.

Difficile dire se oggi ci si appresta ad acquistare un mazzo di carte di cui si parlerà ancora tra molti anni oppure se tra qualche tempo giacerà dimenticato in fondo a qualche cassetto. Difficile anche dire se le immancabili “wave” successive saranno in grado di mantenere il bilanciamento del gioco: mantenere seppur relativamente bilanciati milioni di mazzi non è la stessa cosa che non farlo con migliaia di carte.

Certo è che, se solo sopravvivete all’idea di non competere sempre ad armi pari, qualche partita -giocando più mazzi più volte ciascuno- è un’esperienza comunque piacevole ed innovativa. Naturalmente se e solo se saprete superare i pregiudizi che, qualunque sia il vostro background ludico, vi verranno dopo la prima lettura del regolamento. Provatelo: vi divertirete e potrete farvi un’idea sulle importanti novità di KeyForge.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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