SINTESI

Pro:   Un pugno di regole, 9 abilità speciali e tanta cattiveria innescano dinamiche divertenti ricche di bluff astuzie e diplomazia. Se vi piace il genere “caciara di gruppo” un vero e proprio must anche perché, spesso serve anche ottima capacità di calcolo e di memoria.

Contro: 9 abilità speciali da imparare e da gestire. Un piccolo gradino che ne peggiora una fruibilità totale. Guardato con gli occhi degli esperti, Love Letter è pieno di criticità: King making, possibilità di barare etc. ma se entrate nello spirito del gioco, non ci darete alcun peso.

Consigliato a:  Tutti colori che hanno voglia di passare 20 minuti buttandola in caciara. Unici prerequisiti sono uno spirito sportivo a sopportare cattiverie gratuito e un gruppo con abilità di gioco simili.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
buona

Idoneità ai Neofiti:
discreta

Autore:
Seiji Kanai

Grafica ed illustrazioni:
A.A. V.V.

Anno:
2012 (2019)

Love Letter in italiano! Dopo 8 anni, svariate edizioni, una versione digitale e innumerevoli Spinoff il micro-game per eccellenza torna profondamente rinnovato!

Love letter sta in un piccolo sacchetto: 21 carte Personaggio per giocare, 6 carte riassuntive (una per giocatore) e una decina di pedine preferenza (o “punti vittoria”, se preferite un approccio meno tematico).

love letter versione italiana

Love Letter versione italiana oggetto della recensione

Il regolamento merita qualche parola a parte: le regole (molto semplici) sono addirittura meno numerose della sezione destinata alla spiegazione delle carte Personaggio le quali, oltre al nome e alla figura del personaggio stesso, riportano le 2 indicazioni seguenti:

  • il valore, ovvero un numero che rappresenta l’efficacia di quel personaggio nel recapitare la vostra missiva alla principessa: il numero più grande (9) è attribuito alla principessa stessa, mentre il valore più basso (0) è riservato all’infida spia.
  • L’abilità speciale: si tratta di azioni specifiche di ogni personaggio che modificano le regole del gioco (ne potete leggere qualcuna sulle carte della fotografia qui sotto e nelle successive).

In realtà c’è una terza indicazione molto importante ma è riportata solo nelle schede riassuntive: il numero delle carte di ogni tipo presenti nel mazzo (una sola per i reali e fino a 6 per le guardie del palazzo).

LA famiglia Reale

La famiglia Reale. Cosa centra la contessa? .,, I maligni sussurrano: “Chiedete al Re!”

Vediamo la simpatica ambientazione di Love Letter: siamo in una corte del periodo rinascimentale. La giovane e bellissima principessa si deve maritare e voi, giocatori, siete gli intrepidi pretendenti. Avete deciso di affidare ad una lettera il vostro eterno amore, ma il problema è come recapitarla alla principessa.

Non certo per sua volontà. ma sua Altezza vive, secondo tradizione, in un palazzo che sembra più un covo di serpi che la corte di Sua Maestà. Le 21 carte Personaggio rappresentano dunque le persone che vivono nel palazzo reale ed ognuno di loro può aiutarvi, a modo suo, a far pervenire la vostra missiva alla Principessa.

Ma partiamo dal setup. Distribuite una carta riassuntiva ad ogni giocatore (serviranno! almeno per le prime partite serviranno eccome!) e mescolate il mazzo delle 21 carte Personaggio: poi eliminatene una in modo che nessuno possa sapere con certezza quali carte sono in gioco. Poi tutti ricevono una prima carta Personaggio che rappresenta il loro, diciamo così, “sponsor iniziale” a corte.

i personaggi plebei

I personaggi plebei tra cui la Guardia di cui sentirete parlare spesso in questa recensione

Fatto ciò la prima mano può cominciare. Ogni giocatore, al suo turno, esegue le seguenti azioni: prendere una carta Personaggio, scegliere quale giocare delle due che ora ha in mano ed applicarne gli effetti. Terminato il suo turno ognuno resta quindi sempre in possesso di una sola carta Personaggio. Tutto questo finché il mazzo delle Carte Personaggio non si esaurisce, ponendo fino alla mano. Love Letter NON garantisce lo stesso numero di Round a tutti giocatori, ma siccome una partita si compone di più mani (con 3 o 4 giocatori si giocano circa 10 mani) alla fine i conti più o meno tornano. Comunque, ma solo se lo spirito al tavolo è quello giusto, nessuno se ne lamenterà.

In ogni caso quando la mano termina i giocatori svelano le carte Personaggio che hanno in mano: la/le carta/e con il valore più alto (sì, l’ex equo è ammesso) vince ed acquisisce un segnalino preferenza.

La partita termina quando un giocatore raccoglie un certo numero di segnalini preferenza, calcolati in base al numero di persone sedute al tavolo, Ad esempio in 4 giocatori, servono 4 segnalini preferenza per vincere la partita.

Altri Personaggi

Quante volte penserete “che bello sarebbe pescare una Serva!” Leggere la sua abilità speciale per credere.

Considerazioni sul gioco

Il meccanismo di base è quello ormai ultra consolidato de “il punto più basso elimina quello più alto”. Nella versione classica del gioco la carta più bassa è la Guardia (1) che ha però il potere di indicare un giocatore per cercare di indovinare la carta in suo possesso: se ci riesce il “bersaglio” viene eliminato e non potrà giocare il resto della mano. A questo aggiungete che la carta più alta (Principessa) non può mai essere scartata volontariamente e capirete che il sistema “circolare” di punti è ricreato in modo del tutto simile, ad esempio, al Poker.

Abbiamo così introdotto l’altra peculiarità di Love Letter. Ben 8 carte su 21 (Guardia e Barone) hanno effetti potenzialmente letali sugli obiettivi: il bersaglio scarta la carta in suo possesso -non potrà quindi più vincere la mano- e diviene spettatore fino alla mano successiva.

Insomma in Love Letter se si inizia, ad esempio, in 4 è “normale” riuscire portarla a termine in 2, qualche volta in 3, ma quasi mai in 4, per non parlare dei casi in cui rimane attivo un solo giocatore, il quale viene immediatamente dichiarato vincitore della mano in corso.

E’ abbastanza facile intuire che l’interazione diretta è micidiale, cattiva, grassa e senza esclusioni di colpi. Le faide spesso si trascinano di mano in mano (speriamo non di partita in partita…). garantendo la giusta… caciara da party game selvaggio.

Quindi un po’ di diplomazia e l’arte di risultare trasparenti sono le virtù richieste per vincere il gioco, pardon per ottenere la mano della Principessa. Ma, per quanto vi sforzerete di essere trasparenti, se inizierete a raccogliere più segnalini preferenza degli altri, tutti si coalizzeranno contro di voi e cercheranno di eliminarvi a prescindere. Per cui questa capacità da sola non basta.

La “memoria visiva” è molto importante perché, come a briscola, bisogna cercare di ricordare le carte che escono e analizzare gli scarti degli avversari. Se vediamo, per esempio, che uno di loro scarta una carta molto alta cosa potrebbe significare? Che sta bluffando o che ne ha in mano una ancora più alta? Ecco la meravigliosa alchimia che alimenta la dinamica di Love Letter: astuzia, diplomazia, memoria e, tanto, tanto bluff.

Ovviamente il gioco non è privo di difetti:

  • è abbastanza facile “sbagliarsi”, poco importa se volontariamente o involontariamente. Ad esempio, quando si è attaccati da una Guardia, non ci sono meccanismi di controllo e se qualcuno dichiara il falso, probabilmente nessuno se ne accorgerà mai.
  • nelle primissime partite bisogna assimilare le abilità speciali: se è vero che per imparare le meccaniche basta un po’ di pazienza (e l’ausilio delle carte riassuntive), risulta invece un poco più complesso imparare a gestire le dinamiche generate. Pensate, per esempio, se nel penultimo turno avete in mano una Guardia (1) e pescate una carta di valore medio (un (4) o un (5) per esempio). Ora avete un bel dilemma: tenere la carta Guardia per tentare un assalto finale con pochissime carte in gioco e quindi avere tante probabilità di indovinare cosa ha in mano l’unico avversario rimasto oppure tenere la carta più alta sperando di arrivare indenne alla fine?

Insomma per giocare a Love Letter servono semplicemente gli amici giusti, quelli che non si sbagliano mai (avete capito vero?) ma se succede DAVVERO, nessuno ne fa un dramma. Questo è sempre possibile solo con persone molto, molto sportive e che non si offendono se vengono sbattuti fuori dalla mano senza alcuna ragione logica. Infine ricordate, un giocatore alle prime armi in un tavolo di vecchi marpioni probabilmente “non tocca palla” per qualche turno…

La versione originale

La versione originale con 16 Carte Personaggio

La nuova versione di Love Letter è per 2-6 giocatori: noi l’abbiamo trovato molto gradevole soprattutto con 4 o 5 giocatori. Questo aspetto accende però i riflettori sulle differenze con la vecchia versione che prevedeva al massimo 4 giocatori. Se si possiede la nuova edizione con 21 carte Personaggio, basta rimuovere le carte “extra” per poter giocare anche la versione Classic che ne aveva solo 16.

Quattro delle 5 carte Personaggio inserite (la quinta è un’altra Guardia) sono molto molto forti e non semplicissime da giocare bene. La spia (0) è l’unica carta che permette di far guadagnare segnalini Preferenza senza vincere una mano. E’ piuttosto complicato riuscirci e molti elementi per farlo sono fuori dal controllo del giocatore che tenta questo “colpo gobbo”. Nonostante questo, le carte Spia hanno un effetto positivo sulle partite con molti giocatori.

Le carte Cancelliere (6) permettono di conoscere le ultime carte del mazzo, un vantaggio molto importante. Nei momenti più caldi della mano, si può sapere cosa hanno in mano gli altri giocatori, o cosa si sta per pescare o ancora creare combinazioni micidiali con i poteri speciali che aumentano l’efficacia di Guardia e Barone.

Se siete in 4 e se siete alle prime armi o ancora non conoscete benissimo il gioco, qualche mano alla versione classica può aiutarvi ad una introduzione graduale ai segreti/veleni di Love Letter.

Bottom Line

Nessun ludotecario consiglierebbe forse Love Letter come primo gioco, nonostante le poche regole. Sono però pochi i giocatori esperti, ed amanti anche delle partite “caciarose”, che non hanno questo titolo nel loro scaffale, nonostante sia soggetto a potenziali fenomeni di king making (colpire qualcuno per favorire un altro e non se stessi). Love Letter è davvero tutto e il contrario di tutto., ma una volta capito ed apprezzato cosa si nasconde dietro quelle 21 carte, funziona, fa divertire e viene voglia di rigiocarlo. .. magari non sempre con le stesse persone… 😉

Si ringrazia Asmodee Italia per aver reso disponibile una copia di valutazione del gioco.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

Quelli del camioncino…

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