SINTESI

scelto_da_noi-trasp_150Pro: semplice, rapido e appagante; una partita tira l’altra.

Contro: più cresce il numero dei giocatori, minore è il controllo che si ha su orto e regole per ottenere punti.

Consigliato a: chi ha un debole per i giochi matematici, per le combo e per le insalate di punti in generale.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
discreta

Idoneità ai Neofiti:
elevata

Autore:
AA.VV.

Grafica ed illustrazioni:
Dylan Mangini

Anno:
2019

PREMESSA:

In ogni nuovo gioco che venga pubblicato cerchiamo sempre elementi di innovazione e originalità: d’altra parte, i giocatori -specialmente i più esperti- hanno costantemente bisogno di nuovi stimoli per placare la loro sete ludica. 

Sembra quindi sempre più difficile sviluppare giochi di carte semplici e appaganti, che non prevedano l’acquisto forzato (o quasi) di espansioni e deck aggiuntivi per garantire una buona longevità: insomma, inventare il nuovo Semenza o il nuovo Uno non è affatto un gioco da ragazzi…

Non nascondiamo pertanto il grande e positivo stupore che ci ha assaliti quando abbiamo giocato la nostra prima partita a Point Salad: con un centinaio di carte (che diventano molte meno se giochiamo in 2 o 3 persone), un paio di regolette e tanta sana creatività matematica è stato creato un mix ludico esplosivo da 2 a 6 giocatori!  

La copertina della versione francese del gioco.

UNBOXING:

La nostra recensione si basa sull’edizione francese del gioco, che va sotto il titolo di “Salade 2 Points” ed è contenuta in una bellissima scatola di latta, al cui interno troviamo un termoformato che ospita nell’incavo centrale un mazzo di 108 carte standard.

Queste non sono di qualità eccelsa, quindi vi consigliamo vivamente di imbustarle. Per la cronaca, una volta imbustate… non rientreranno più nel termoformato, ma staranno comunque all’interno della scatola senza problemi.

Completa la dotazione il manuale, ovvero un pieghevole a colori fronte/retro che in modo molto semplice e ampiamente illustrato spiega le regole del gioco.

La versione inglese differisce solo per due aspetti:

  • la scatola è in cartone, nel formato rettangolare degli altri titoli della AEG, come Cat Lady oppure Walking in Burano (quindi risulta decisamente sovradimensionata);
  • le regole per far punti indicate sul dorso delle carte sono -ovviamente- in lingua inglese, e non in francese.

L’interno della scatola: minimale, ma efficace.

PREPARAZIONE:

Si prende un numero di carte dal mazzo che varia in funzione del numero dei giocatori (36 in 2, 54 in 3… fino a tutte e 108 in 6) e che deve avere sempre un quantitativo di verdure equamente distribuito tra le 6 tipologie (cavolo viola, carota arancione, peperone giallo, pomodoro rosso, cipolla rosa e insalata verde).

Il mazzetto così creato viene mescolato e suddiviso a sua volta in 3 mazzi uguali o quasi, girati sul dorso in modo tale che siano sempre ben visibili le regole che dettano per ottenere i punti.

Da ciascun mazzo si scoprono 2 carte, che vengono disposte in colonna sotto di essi e formano il mercato: al termine del setup avremo quindi un reticolato 3×3, con 3 dorsi e 6 fronti visibili.

Stabilito chi sarà il primo giocatore, la partita può avere inizio.

Setup completato: la partita può avere inizio.

SVOLGIMENTO:

Durante il proprio turno, il giocatore deve scegliere di eseguire una tra queste due azioni:

  • prendere una delle 3 carte sul dorso, aggiungendo davanti a sé una nuova regola per ottenere punti a fine partita;
  • raccogliere due delle 6 carte nel mercato, aggiungendo due nuove verdure al proprio “orto”.

Opzionalmente, una sola volta per turno, il giocatore può scegliere di girare una carta regola tra quelle che possiede già, e trasformarla così in una carta verdura (vi ricordiamo che sul dorso sono sempre presenti due spicchi colorati che mostrano la verdura sul fronte).

Un fronte (a destra) e un retro (a sinistra) di una carta: il primo riporta semplicemente una verdura, il secondo invece una regola per ottenere punti a fine partita.

Completata l’azione, si riempiono gli eventuali buchi nel mercato e il turno passa al giocatore alla sua sinistra. 

Si procede così finché una delle tre pile di carte non viene esaurita: a quel punto, la più alta delle due rimanenti viene divisa a metà e riporta a tre i mazzetti disponibili sul tavolo.

La partita si conclude immediatamente nel momento in cui tutte e tre le pile terminano: ogni giocatore dovrà poi contare i punti ottenuti con il proprio “orto” sulla base delle carte-regola che avrà accumulato (dettaglio importantissimo: ogni carta verdura dev’essere contata per ogni carta regola, quindi… chi più ne ha, più ne metta!). Va da sé che chi avrà guadagnato più punti verrà proclamato vincitore!

La partita volge al termine: negli ultimi turni diventa essenziale focalizzarsi sulle combo ed evitare con cura passi falsi! Ad esempio, questo giocatore dovrà evitare di raccogliere peperoni gialli e insalate, mentre invece dovrà puntare su carote, cavoli e cipolle.

DURATA:

Una partita a Point Salad, specialmente in 2 o 3 giocatori che conoscono già le regole, può durare davvero 5/10 minuti al massimo, e anche in 6 non supera mai la ventina di minuti.

Si tratta quindi di un filler con tutte le carte in regola per entrare in ogni casa e accompagnarci in ogni viaggio.

AMBIENTAZIONE:

Lo ribadiamo: stiamo parlando di un filler, spensierato e fatto di sole carte. Il tema è chiaramente posticcio (potevano scegliere dei simpatici animaletti oppure dei guerrieri assetati di sangue, ma la sostanza non sarebbe cambiata di una virgola) ma… dobbiamo riconoscere che il gioco di parole (“insalata di punti” di feldiana memoria) funziona e risulta comunque divertente.

CONSIDERAZIONI:

Per quanto riguarda il mondo dei giochi di carte, il 2019 si è concluso con il botto e ci ha consegnato due titoli che -a nostro modesto parere- ricorderemo negli anni a venire: per i cooperativi The Crew (che con ogni probabilità entrerà nella terna finale dello SdJ2020 ed è già stato selezionato nella decina finale del Goblin Magnifico 2020) e per i competitivi questo sorprendente Point Salad.

Inutile ripetere i pregi che abbiamo già evidenziato in precedenza, aggiungiamo soltanto che la longevità è ottima, perché le regole sul dorso delle carte sono tante e tutte diverse, quindi le combinazioni possibili sono pressoché infinite.

Già, combinazioni e soprattutto… combo: dopo un paio di partite di rodaggio, i giocatori più abili impareranno che, accoppiando regole che fanno riferimento alle stesse verdure, vedranno crescere esponenzialmente i punti a fine partita.

Ovviamente, trattandosi di un gioco di sole carte a informazione incompleta, l’alea ci può sempre mettere lo zampino: considerata però l’ampiezza del mercato e la versatilità strategica, c’è praticamente sempre un piano B a disposizione che non lascia l’amaro in bocca al giocatore di turno.

Perfino l’interazione, che è sempre di tipo indiretto, è ben presente: spesso i giocatori raccoglieranno quella particolare regola solo per impedire a un avversario di comporre una combinazione letale, e in quest’ottica bisogna sempre ricordare l’importanza dell’azione facoltativa speciale, che può permettere di trasformarla a proprio vantaggio in una verdura.

Trattandosi di un gioco in cui i punteggi cambiano di turno in turno, in cui tutte le carte possedute sono di dominio pubblico e di solito si vince giusto con una manciata di punti di vantaggio, è facile intuire che c’è tanto pane per i denti dei pensatori e, per quanto semplice, è leggermente esposto al rischio di paralisi da analisi.

Ultima nota che può risultare stonata per molti è la dipendenza dalla lingua: auspichiamo una versione italiana del gioco, perché le regole sul dorso delle carte hanno qualche riga di testo che è essenziale interpretare correttamente.

All’inizio è meglio non disperdere troppo le forze, e concentrarsi sul potenziamento di poche verdure ma tante combo…

POSOLOGIA:

Point Salad è l’antipiretico perfetto per la febbre da boardgame: anche in caso di crisi improvvisa, questo gioco sarà in grado di sedare completamente il sintomo. La sua velocità di azione lo rende adatto a più somministrazioni di seguito, anche se per le stesse ragioni può rapidamente causare dipendenza nei pazienti che lo provano. Può essere impiegato anche ad uso pediatrico, a patto che i bambini abbiano buona memoria e ottime competenze matematiche (e almeno per il momento anche linguistiche!).

SOTTOFONDO MUSICALE:

Il brano “Cereal Killer” tratto dall’omonimo album dei Green Jelly.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

Quelli del camioncino…

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