SINTESI

Pro: ha un meccanismo di prese classico (da briscola per intenderci) ma con meccaniche nuove che gli danno un tocco di freschezza.

Contro: servono un paio di partite per prenderci la mano e il minimo di giocatori è 3, non sempre è un vantaggio.

Consigliato a: chi ama i giochi di carte, di prese, ma vuole un pochino di più!

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
assente

Incidenza della fortuna:
buona

Idoneità ai Neofiti:
media

Autore:
Friedemann Friese

Grafica ed illustrazioni:
Maren Rache

Anno:
2025

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Torna la “F” di Friedemann Friese e lo fa con qualcosa di conosciuto (un gioco di prese e carte) e qualcosa di nuovo (una costruzione di mazzo che non sempre ti spinge a “prendere” quella mano).
Fishing si presenta con un impianto che chiunque abbia giocato un gioco di prese riconosce immediatamente: si segue il colore, si prova a vincere la mano, si raccolgono le carte.

Ma fermarsi qui sarebbe riduttivo.

Perché Fishing prende questa struttura e la piega verso qualcosa di meno immediato: quello che prendi oggi, te lo porti dietro domani (deck building!).



I materiali sono rappresentati solo da un mazzo di carte: la grafica è funzionale, con buona leggibilità e iconografia chiara (dopo un paio di giri la si conosce bene).

Non punta all’effetto wow, ma a far scorrere la partita senza attriti. E funziona.

Il cuore del gioco

La partita si sviluppa in 8 round, ciascuno composto da più manche.
Ogni manche segue la logica classica: un colore dominante (quello della carta giocata per prima solitamente), obbligo di risposta con lo stesso colore se nella propria mano e il valore più alto vince la presa.

Finito il round, però, succede qualcosa che cambia il ritmo: le carte vinte diventano punti (1 per carta) ma non vengono eliminate!
Vengono invece trasferite nel proprio mazzo personale (la Barca), e saranno la base delle mani del tuo prossimo turno.

Se il proprio mazzo non basta, solo allora si pesca dal mazzo centrale (che contiene carte più potenti!).

È qui che Fishing si distingue: la partita è una costruzione progressiva della propria mano e…

…vincere non è sempre la scelta giusta

In molti giochi di prese l’obiettivo è chiaro: vincere il più possibile.

In Fishing la questione è meno lineare: le carte che raccogli finiscono nel tuo ciclo di gioco e, ad ogni nuovo round, prima attingerai da queste.
Partendo a inizio gioco tutti con lo stesso numero di carte “standard”, continuando a utilizzare quelle perché ci hanno dato punti nelle prime mani, ci precludiamo la possibilità di pescare le carte “avanzate” presenti nel mazzo centrale.

E quindi ogni presa è una decisione:

Fare punti subito o evitare di “caricarti” carte che potrebbero penalizzarti nei round successivi?

Questo introduce una dinamica interessante: stai giocando sia contro gli altri che contro il tuo futuro mazzo.

Le carte speciali

Le carte speciali presenti nel mazzo centrale di Fishing non sono un contorno, ma un elemento che incide direttamente sulla partita.

Tra le più rilevanti:

  • le carte “0”, che permettono di sottrarre carte agli altri giocatori,
  • le carte “verdi” (briscole), sempre vincenti ma con vincoli di utilizzo,
  • le carte Boa, che possono permettere di ignorare il colore dominante, dare punti negativi o introdurre effetti per la manche successiva.

Alcuni effetti agiscono subito, altri preparano il turno dopo. E questo sposta continuamente l’attenzione in avanti fino al round 8!

Interazione

Come molti giochi di prese, qui l’interazione è costante e difficilmente neutra: tra passaggi di carte, effetti diretti e manipolazione delle manche successive, il tavolo resta sempre “attivo”.

Non è un gioco aggressivo nel senso classico, ma è uno di quelli in cui quello che fanno gli altri ti riguarda sempre.

Scalabilità

Fishing è un gioco da 3 a 5 giocatori, con modifiche alla preparazione iniziale per mantenere l’equilibrio. Il gioco scala bene, ma al variare del numero dei “pescatori”, cambia anche l’esperienza di gioco.
Vi consigliamo di giocarlo: in tre se volete più controllo e lettura, o provarlo in quattro o cinque giocatori se preferite aggiungere più imprevedibilità e dinamismo.

Il gioco regge bene in entrambe le configurazioni, quindi provatelo per capirne la vostra preferita.

Considerazioni finali

Fishing non prova a rivoluzionare il genere delle prese, ma una cosa più interessante: aggiunge memoria alle decisioni.

Quello che scegli di fare in una manche non finisce lì, rientra nel tuo gioco, nel tuo mazzo, nel futuro della tua partita.

Questo lo rende nuovo e fresco: meno immediato di quanto sembri e più profondo di quanto ci si aspetti.

Come alcuni giochi di prese con un occhio alla strategia, può risultare un po’ spietato con chi gioca “a breve termine”.

Serve qualche round per capirlo davvero, ma quando succede, il gioco cambia.

Fishing è un gioco che ti lascia una domanda semplice, ma scomoda:
stai davvero scegliendo le carte… o sono loro che stanno scegliendo te?

 

Ringraziamo Giochi Uniti per la review-copy usata per questa recensione.

 

 

 

 

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