SINTESI

Pro: Un’esperienza mastodontica compressa nella durata e nelle dimensioni, senza però intaccare il livello di sfida. La struttura meccanica mantiene i punti di forza del gioco originale senza snaturarli troppo.

Contro: Mancanza del regolamento completo nella scatola. La fortuna è più impattante rispetto ai predecessori.

Consigliato aAppassionati della saga e giocatori alla ricerca di un solitario veloce, portatile ma per nulla banale.

Valutazione Globale
Realizzazione
Giocabilità
Divertimento
Longevità
Prezzo

Idoneità al solitario:
elevata

Incidenza della fortuna:
buona

Idoneità ai Neofiti:
bassa

Autore:
Joe Klipfel, Nikki Valens

Grafica ed illustrazioni:
Yanis Cardin, Mofei Wang

Anno:
2024 (2025 per l’edizione italiana)

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Gloomhaven Buttons & Bugs è l’ultimo titolo della famiglia Gloomhaven prodotto da Cephalofair Games e portato sui nostri tavoli da Asmodee Italia. Alcuni di voi si ricorderanno di Gloomholdin’, ad opera dello stesso autore, un pnp che proponeva di comprimere l’esperienza di Gloomhaven in via non ufficiale, con un solo personaggio e nel palmo d’una mano. Buttons & Bugs è una reimplementazione di quell’esperimento con una storia originale scritta da Isaac Childres e una campagna di 20 scenari da giocare in sequenza.

Dopo gli eventi di Gloomhaven e Forgotten Circles ci sono molti avventurieri che desiderano diventare eroi, tra cui il mercenario che decideremo di impersonare. Gira voce che una certa Aesther che vive in una taverna abbandonata sia in grado di rendere possibile tutto questo. Varcando però la soglia di quel luogo veniamo rimpiccioliti alle dimensioni di un bottone da una magia sconosciuta e dovremo esplorare un nuovo universo in miniatura per recuperare le normali sembianze.

Buttons & Bugs è un titolo solitario per giocatori esperti, della durata indicativa di 20 minuti a scenario e con meccaniche di gestione della mano e movimento su griglia.

UNBOXING

La scatola ha le proporzioni di quelle del Gloomhaven originale ma con una scala decisamente minore. Al suo interno c’è molto più materiale di quello che ci aspettavamo: carte per gli scenari e per i 6 personaggi in buon numero anche se un po’ sottili, plancette double layer per la gestione dei nemici e dei modificatori, diversi token in cartone spesso, segnapunti per le ferite già assemblati e le immancabili miniature dei personaggi. La scatola ha una dimensione leggermente superiore alle carte degli scenari, così da non dover ricorrere ad inserti dedicati se voleste imbustare tutto. La dimensione contenuta della scatola rende il titolo ottimo anche dal punto di vista della portabilità.

Ritroviamo i 6 mercenari iniziali del primo Gloomhaven in formato “ridotto”.

Ritroviamo i 6 mercenari iniziali del primo Gloomhaven in formato “ridotto”.

Trova spazio anche una guida per iniziare a giocare il primo scenario, non esaustiva per tutta la durata della campagna. Il regolamento completo esiste soltanto in formato digitale ed è un peccato che non sia stato incluso utilizzando lo stesso formato della guida: cercare le informazioni su un dispositivo è certamente più scomodo e non capiamo molto la scelta fatta dato che il gioco stesso sponsorizza il tutorial sulla piattaforma Dized per il primissimo scenario, oltre che alcuni degli aspetti per far partire la campagna non sono indicati nella guida e necessitano delle regole online.

Dal punto di vista ergonomico Buttons & Bugs ha un setup immediato ed occupa poco spazio sul tavolo: abbiamo apprezzato molto la gestione degli scenari con carte fronte retro per la narrazione e le ricompense da un lato e il tabellone della partita dall’altro. Niente tessere da comporre dunque, ma scenari fissi sulla scia di Jaws of the Lion nonostante il formato minore.

I nemici hanno la scheda nei pressi della quale possiamo posizionare i segnapunti dei nemici in base al colore, a cui corrispondono dei cubetti colorati in mappa. Non preoccupatevi dei classici scossoni al tavolo perché, nel caso, basterà ricordarsi qualche posizione.

I nemici hanno la scheda nei pressi della quale possiamo posizionare i segnapunti dei nemici in base al colore, a cui corrispondono dei cubetti colorati in mappa. Non preoccupatevi dei classici scossoni al tavolo perché, nel caso, basterà ricordarsi qualche posizione.

Temevamo che le icone status molto piccole avrebbero creato qualche problema di leggibilità, soprattutto negli effetti delle carte già in formato mini. Che siate veterani di Gloomhaven o che Buttons & Bugs sia il vostro primo passo in questo mondo, le icone sono chiare e abbastanza differenti da non creare grossi problemi, grazie anche alle ottime schede di riferimento.

LE DIFFERENZE PRINCIPALI TRA BUTTONS & BUGS E I GIOCHI PRECEDENTI

Se non avete mai giocato a Gloomhaven e volete saperne di più ci sono le recensione del gioco base e di Jaws of The Lion nelle quali abbiamo sviscerato le meccaniche principali. Qui ci concentreremo solo sugli aspetti che contraddistinguono e differenziano Buttons & Bugs dai predecessori.

La meccanica della doppia carta rimane identica, e una delle condizioni di sconfitta è sempre l’impossibilità di giocare le due carte del turno. Ciò che cambia è il numero totale di carte in mano, ora 4, e il fatto che siano fronte-retro con un lato iniziale (A) ed uno finale (B). Ogni carta giocata sul lato A che non rimane in campo con un effetto permanente torna in mano a fine turno girata dal lato B, mentre una carta B viene scartata dopo l’utilizzo.

L’altro grande cambiamento riguarda la gestione dei modificatori per il nostro personaggio e per i nemici. Scompaiono i mazzi con i modificatori positivi e negativi in favore di carte con quegli stessi simboli suddivisi in 3 colonne dalla meno favorevole a sinistra alla più favorevole a destra. Ad ogni attacco la combinazione della riga, indicata dall’apposito marcatore, e della colonna, determinata dal tiro del dado, fornisce il modificatore da applicare. La scelta della colonna tramite tiro di dado si utilizza per la scoperta del comportamento dei nemici in termini di priorità, movimento, attacco e status negativi.

Il livello di difficoltà della campagna è determinato dalla carta dei modificatori dei nemici, tra 5 disponibili. Anche l’avanzamento di livello cambia i modificatori dell’eroe sostituendone la carta, oltre alla scelta di miglioramento di una delle carte base con una di quelle avanzate.

Il livello di difficoltà della campagna è determinato dalla carta dei modificatori dei nemici, tra 5 disponibili. Anche l’avanzamento di livello cambia i modificatori dell’eroe sostituendone la carta, oltre alla scelta di miglioramento di una delle carte base con una di quelle avanzate.

L’equipaggiamento aumenta con il superamento degli scenari, poiché il lato della carta che contiene narrazione ed obiettivi presente in alto e in basso due oggetti realizzati con un simbolo ed un’abilità. Prima di ogni scenario potremo scegliere a piacimento armi fino ad occupare entrambe le mani e un numero di oggetti per lo più consumabili in base al nostro livello.

Infine le regole sulla magia sono state parecchio semplificate, poiché non dobbiamo più caricare gli elementi e poi scaricarli (dato che spesso serviva una collaborazione tra i personaggi) ma basta avere il simbolo richiesto tra le due carte giocate o visibile in mano per poterlo spendere ed attivare il corrispondente effetto.

CONSIDERAZIONI

Se dalla lettura della parte di gameplay doveste pensare che Buttons & Bugs snaturi troppo l’esperienza di Gloomhaven, non preoccupatevi: buona parte delle sensazioni dei titoli precedenti sono ben restituite, anche se ottenute con modalità differenti. Questo “distillato” dei precedenti titoli è piccolo soltanto nelle apparenze poiché il carico regolistico e la sfida che viene presentata al giocatore è tutto fuorché semplificata. Già dallo stesso tutorial non bisogna abbassare la guardia nonostante il numero ridotto di nemici rispetto ad una mappa “normale”, poiché anche le nostre opzioni si riducono in fretta turno dopo turno.

Il singolo scenario per le sue caratteristiche intrinseche non può fornire una sfida tattica al livello dei giochi precedenti. Buttons & Bugs sposta l’asse più sulla risoluzione di un puzzle e sull’ottimizzazione della sequenza di mosse in base alla geometria della mappa, dato che le condizioni iniziali tra nemici e ostacoli sono sempre le stesse. Si tratta di una sfida differente ma non per questo meno interessante, dato che ogni errore di valutazione può costare caro.

Il singolo scenario per le sue caratteristiche intrinseche non può fornire una sfida tattica al livello dei giochi precedenti. Buttons & Bugs sposta l’asse più sulla risoluzione di un puzzle e sull’ottimizzazione della sequenza di mosse in base alla geometria della mappa, dato che le condizioni iniziali tra nemici e ostacoli sono sempre le stesse. Si tratta di una sfida differente ma non per questo meno interessante, dato che ogni errore di valutazione può costare caro.

Nonostante gli scenari abbiano una complessità variabile con un gameplay generalmente asciugato da molti degli elementi “fiddly” che caratterizzavano l’esperienza originale, la meccanica della doppia carta che ha reso celebre la saga deve essere sapientemente gestita per mitigare l’importante aleatorietà del dado: esso non ha la memoria di un mazzo di carte dove un -2 o un attacco nullo vengono bilanciati da un +2 e quindi una sequenza di tiri sfortunati può causare non pochi problemi. Non parliamo di un’esperienza in totale balia del caso, ma questa incidenza del dado può frustrare i giocatori che già mal tolleravano la casualità del mazzo dei modificatori, soprattutto all’inizio dell’avventura. 

Buttons & Bugs è caratterizzato da un’ottima gestione della campagna, bilanciata tra la progressione tra gli scenari e il potenziamento del personaggio: oltre a quanto già detto sugli scenari per l’equipaggiamento e la storia, ognuno di essi indica anche il livello del personaggio e quindi quante carte migliorate dobbiamo avere nella nostra mano di 4. In questo modo non c’è da “salvare” o da annotare statistiche e avanzamenti, bensì è sufficiente sapere il numero del prossimo scenario da affrontare (poiché tutti quelli precedenti ad esso costituiscono la nostra riserva di oggetti) e le carte potenziate già scelte. Pur essendo pensato per essere giocato seguendo l’avanzamento nella campagna, nulla vi vieta di fare sessioni one shot con qualsiasi scenario, dato che la preparazione di un personaggio è molto veloce, in modo da provare qualche build particolare o per far scoprire agli interessati le vere potenzialità del titolo.

Ogni personaggio ha 4 carte migliorate che progressivamente sostituiscono le 4 base, la solita plancetta dove sono indicati i punti ferita in base al livello e la carta dei modificatori che diventa più efficiente con lo scorrere degli scenari. Un ottimo modo per gestire l’avanzamento di livello del nostro eroe.

Ogni personaggio ha 4 carte migliorate che progressivamente sostituiscono le 4 base, la solita plancetta dove sono indicati i punti ferita in base al livello e la carta dei modificatori che diventa più efficiente con lo scorrere degli scenari. Un ottimo modo per gestire l’avanzamento di livello del nostro eroe.

Ovviamente non tutto può essere perfetto: continua a mancare un sistema di fail forward fin dal primo Gloomhaven, gli scenari hanno più o meno tutti lo stesso obiettivo e, ovviamente, non possiamo aspettarci l’immersività e l’ampiezza del mondo del gioco originale, anche se i compromessi scelti sono adatti al tipo di esperienza. Infine la storia, che già dall’incipit non si prende per nulla sul serio, tiene al tavolo i giocatori e si lascia scoprire molto volentieri combattimento dopo combattimento, nonostante l’assenza di un’epica fantasy dove sia necessario salvare il mondo.

A causa delle poche diramazioni della storia (ci sono alcuni scenari giocabili solo con determinati personaggi) e della brevità degli scenari non ci aspettavamo una longevità troppo elevata, ma ci siamo dovuti ricredere. Oltre al fatto che l’edizione italiana include 4 scenari promo da includere in momenti specifici della campagna, i 6 personaggi con stili molto diversi tra loro spingono a rigiocare scenari e campagna per esplorare nuove possibilità. Lo stesso puzzle che poteva sembrare “risolto” una volta per tutte può essere riaffrontato con un personaggio più difficile degli altri, come indicato sulla sua scheda, e offrire una sfida leggermente diversa ma altrettanto interessante. 

So che ve lo state chiedendo: MindThief comunque e sempre!

So che ve lo state chiedendo: MindThief comunque e sempre!

CONCLUSIONE

Riteniamo Buttons & Bugs un esperimento riuscito: risolve i problemi di ergonomia, trasporto e gestione (ad eccezione del regolamento) ed è ottimo per provare il sistema se non si hanno il tempo e lo spazio che i predecessori richiedono. I fan “devoti” di Gloomhaven non possono lasciarselo scappare perché, anche se manca dell’epicità della campagna originale, qui ci sono tutti gli elementi core che hanno reso celebre questa saga. Chi proviene dunque dai titoli maggiori ne apprezzerà la sintesi, mentre chi non ha mai provato il sistema Gloomhaven potrebbe avere qualche difficoltà a meno di non essere già rodato con titoli quantomeno di complessità media: per tutto ciò che ci siamo detti, la sfida ha una difficoltà medio-alta su tempistiche molto ridotte, quindi per i nuovi giocatori consigliamo l’ottimo tutorial offerto dalle missioni iniziali di Jaws of the Lion. Per tutti gli altri, speriamo che questo formato possa avere un seguito perché le idee messe in questa scatola si prestano molto a nuove storie facilmente compatibili con questa.

La “scatolina” del gioco.

La “scatolina” del gioco.

Si ringrazia Asmodee Italia per aver reso disponibile una copia di valutazione del gioco.

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