SINTESI
Pro: include sia la versione con le parole che quella con le immagini.
Contro: l’ambientazione diventa un vincolo riducendo la fruibilità ai non fan della serie.
Consigliato a: tutti gli appassionati di Harry Potter che cercano un party game divertente per testare la propria conoscenza da babbani.
| Realizzazione | |
| Giocabilità | |
| Divertimento | |
| Longevità | |
| Prezzo |
Idoneità al solitario:
assente
Incidenza della fortuna:
buona
Idoneità ai Neofiti:
elevata
Autore:
Vlaada Chvátil
Grafica ed illustrazioni:
Štěpán Drašťák, Ondřej Hrdina
Anno:
2024
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INTRODUZIONE
Ogni babbano spera di ricevere la lettera di ammissione ad Hogwarts, ma mentre aspettate, con Nome in Codice – Back to Hogwarts potrete dimostrare ai vostri amici di essere il babbano con la conoscenza migliore del mondo magico.
Nome in Codice – Back to Hogwarts è una nuova versione di Nome in Codice ambientato nell’universo narrativo nato dalla penna di J.K. Rowling.
La versione italiana è a cura di Cranio Creations e, per chi non conoscesse l’edizione standard, si tratta di un party game a squadre con lo scopo di essere i più veloci ad individuare una serie di parole tramite degli indizi forniti da un membro della propria squadra.
*movimento di bacchetta dolce e pacato* “Revelio”
COMPONENTI

I materiali di Nome in Codice – Back to Hogwarts.
Aprendo la scatola di Nome in Codice – Back to Hogwarts troverete tutti i classici componenti presenti anche nella versione classica di Nome in Codice, con la grande differenza che le carte con le parole da indovinare sono fronte e retro, con un lato con le parole e l’altro con le immagini corrispondenti.
Le tessere in cartoncino, utilizzate per assegnare le parole indovinate alle squadre, sono rappresentative delle quattro Case di Hogwarts: Grifondoro, Tassorosso (o Tassofrasso per i puristi del romanzo), Corvonero e Serpeverde; ma dobbiamo constatare come la qualità del cartone utilizzato non sia eccelsa, risultando molto flessibile.
In aggiunta a questi componenti più “classici” della serie di Nome in Codice, troviamo anche: un elemento in cartone 3d, che rappresenta le clessidre del torneo tra le case tipico di Harry Potter; delle carte con gli effetti speciali delle casate utilizzate (insieme ad alcuni segnalini); e un piccolo leggio in plastica per la carta con l’assegnazione delle parole.

L’arte di Hogwars
A livello artistico, purtroppo, dobbiamo ammettere che Nome in Codice – Back to Hogwarts ci ha decisamente delusi. Un gioco con un’ambientazione così ricca di materiale illustrato ha scelto essenzialmente di non averne affatto, se non per qualche accenno in alcuni segnalini e tessere… optando, invece, per utilizzare foto tratte dai film. Ovviamente, in questi casi si entra nella sfera dei gusti personali, ma, almeno a nostro parere, vedere attori e fotogrammi dei film in un gioco non è mai particolarmente bello.
Anche la copertina della scatola, per quanto in linea con le altre della serie Nome in Codice, non ha nulla di artisticamente avvincente, risultando molto piatta e “neutra”.
Si poteva sicuramente fare uno sforzo in più, magari prendendo spunto dalle innumerevoli versioni dei libri ricche di splendide copertine illustrate.
LE DIFFERENZE TRA IL NOME IN CODICE PER BABBANI E QUELLO DI HOGWARTS
Il setup e il flusso, ed esperienza, di gioco di Nome in Codice – Back to Hogwarts rimangono pressoché identici a quelli di Nome in Codice.
Le differenze nel setup sono che la carta Mappa estratta determina le due casate in gioco e soprattutto che in questa versione si utilizzano solo 24 carte parola/immagine al posto delle classiche 25. La casella centrale, che rimane inizialmente vuota, verrà occupata da una delle tessere della squadra che parte per seconda come forma di bilanciamento verso la squadra che parte per prima.

In fase di setup avviene la cerimonia dello smistamento, che determina le due Case di di maghi in gioco: la carta mappa estratta determina con il colore presente lungo i bordi la Casa di appartenenza della squadra che giocherà per prima, e con il simbolo/colore al centro dello schema di carte la Casa dell’altra squadra.
Il gioco, del resto, è identico a quello già conosciuto dalla maggior parte dei giocatori: ci si divide in squadre e ogni squadra sceglie un suo Prefetto (in questa versione) che vedendo lo schema delle parole/immagini corrispondenti al colore della propria Casa dovrà farle indovinare alla propria squadra. Occorre fare attenzione a non far indovinare parole/immagini avversarie o quella corrispondente alla casella nera della mappa, in quel caso la squadra incapperà in Gazza (guardiano del castello di Hogwarts) che gli farà perdere la partita.
Per far indovinare le parole/immagini, il Prefetto dovrà pronunciare una parola che secondo lui si ricolleghi a quelle che vuole fare indovinare, seguita da un numero che corrisponde al numero di parole/immagini sul campo di gioco riconducibili, secondo lui, alla parola pronunciata.
LE NOVITÀ PER MAGHI E STREGHE
Con questa versione vengono anche introdotte due importanti novità: la prima riguarda dei poteri asimmetrici posseduti da ciascuna casa, la seconda una modalità “torneo” chiamata, ovviamente, “La Coppa delle Case”.
Ogni Casa possiede due abilità speciali: una da utilizzare quando si è la prima squadra a giocare e l’altra quando si parte come secondi. Queste meccaniche sono indubbiamente pensate per fornire poteri asimmetrici, pur mantenendo sempre un buon bilanciamento tra le due squadre in gioco.

I poteri delle case aiutano anche ad aumentare la percezione dell’ambientazione in un gioco che differentemente sarebbe solamente un quiz tematico.
La modalità Coppa delle Case, invece, permette essenzialmente di tenere traccia delle vittorie tra una partita e l’altra con un simpatico, e sicuramente tematico, sistema che riproduce le clessidre di sabbia presenti in Harry Potter.
L’idea è indubbiamente molto bella ed accattivante, ma nella pratica la troviamo poco perseguibile. Per apprezzare a pieno questo sistema di punteggio, occorrerebbe che le squadre giocassero molte partite con più o meno sempre dagli stessi membri: possibilità più idealistica che concreta nella fruizione media del gioco da tavolo moderno. Inoltre, in party game come Nome in Codice, il bello spesso è proprio mescolare le squadre di partita in partita.

La Coppa delle Case di Nome in Codice – Back to Hogwarts.
L’ultima postilla riguardo a questa modalità è che non prevede comunque uno “scontro” tra quattro squadre: aspetto che, oltre a essere maggiormente fedele all’ambientazione, sarebbe stato particolarmente interessante da approfondire come una vera ventata di novità per questa serie.
La modalità Coppa delle Case rimane quindi un’aggiunta carina, più che altro se si vuole tenere conto a lungo termine delle vittorie, ma che essenzialmente aggiunge poco all’esperienza di gioco.
LA FINE DELL’ANNO E LE NOSTRE CONSIDERAZIONI
Nome in Codice – Back to Hogwarts è un titolo che sfrutta un sistema di gioco ben rodato, e di successo, raggruppando tutte le migliori scelte di design fatte sino ad ora nelle precedenti edizioni.

Partita in corso a Nome in Codice – Back to Hogwarts con la versione con le immagini.
L’aspetto, per noi, più interessante è la possibilità di avere in una singola edizione sia la versione a parole che quella con le immagini.
Purtroppo, però, occorre anche constatare come l’ambientazione diventi un grosso vincolo nella possibilità di intavolare questo gioco…
La maggior parte delle tessere è strettamente dedicata all’universo narrativo di Harry Potter, rendendo questo titolo un gioco quasi esclusivamente per i grandi appassionati del franchise, ovvero solo coloro in grado di conoscere ogni segreto di Hogwarts. Provare ad intavolare Nome in Codice – Back to Hogwarts con giocatori estranei al mondo di Harry Potter, dei veri babbani, diventa quindi molto complicato. L’unica opzione è di fare a inizio partita una selezione delle poche parole di uso più comune presenti nel gioco, ma a questo punto tanto vale optare per altre edizioni.

La scatola di Nome in Codice – Back to Hogwarts.
In conclusione, Nome in Codice – Back to Hogwarts è sicuramente un titolo che si conferma divertente, con idee carine e che sarà molto apprezzato dai fan di Harry Potter. Per chi invece non conosce bene l’ambientazione, è ovviamente sconsigliato, ma in quel caso è invece consigliatissima la versione classica.
Colonna Sonora: Probabilmente non occorre specificarlo ma: ovviamente, per accompagnare le vostre partite a Nome in Codice – Back to Hogwarts, potete, anzi, dovete, utilizzare la vastissima scelta musicale offerta dalle colonne sonore dell’universo di Harry Potter.
Si ringrazia Cranio Creations per la review copy di Nome in Codice – Back to Hogwarts gentilmente fornita per questa recensione.
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