Con il Natale che si avvicina non può mancare la nostra selezione di titoli che più ci hanno conquistato nel corso del 2023. In questa occasione, ho chiesto ad ogni redattore di fornirmi le sue preferenze con i soliti 3 giochi ma senza dare vincoli troppo stringenti: il risultato è che, qua e là, troverete qualcosa di diverso rispetto allo scorso anno. La premessa generale è sempre la stessa: abbiamo preso in esame solamente i giochi recensiti su Balena Ludens nel corso del 2023, e potrebbero non esserci titoli meritevoli che per diversi motivi non abbiamo potuto giocare.

CPTWASP

  • John Company: questa nuova edizione “spacca”. Un gioco originale, difficile da imparare ma molto soddisfacente, soprattutto se giocato con persone in grado di coglierne e valorizzarne la parte di “roleplaying”. I difetti di ergonomia e lo scarso “look” della precedente edizione sono cosa dimenticata. John Company adesso è più di un gioco: un vero pezzo da collezione.
  • Earth: un gioco non particolarmente innovativo, ma che sfrutta al meglio e in modo elegante molte delle meccaniche più amate dai giocatori contemporanei, in particolare quelli appassionati dei giochi card driven, ovviamente. Bella grafica, buona rigiocabilità, durata ragionevole. Intavolato parecchie volte e apprezzato praticamente da tutti.
  • Heat: non può mancare nel mio elenco, visto che è il gioco intavolato più spesso nel 2023. Adatto a tutti, vario e più profondo di quanto una prima partita possa far credere; ricco di opzioni che permettono di giocarlo a vari livelli, con principianti o con giocatori scafati. Ottima ergonomia, regole chiare e facili da spiegare, richiede capacità di improvvisazione ma anche strategia. Uno dei giochi che ricorderemo sicuramente di questo 2023.

OBELIX

(NDR: concessa una deroga sul numero di preferenze per via dell’enorme numero di giochi provati!!!)

Il 2023 è stato un buon anno, dal punto di vista ludico, perché sono stati pubblicati parecchi giochi interessanti. Avendo dovuto recensire alcune decine di questi giochi ripropongo una scelta basata su “categorie” diverse, ognuna con quello che ritengo sia stato il titolo migliore, considerate soprattutto le reazioni di chi l’ha provato ai nostri tavoli test.

Giochi in famiglia, Akropolis: la sua meccanica di base è il “piazzamento tessere”, combinando i colori secondo regole specifiche per ottenere il maggior punteggio possibile. In tutte le manifestazioni a cui ho partecipato è stato uno dei beniamini del pubblico perché non è difficile da imparare e tuttavia serve un po’ di concentrazione per giocare ogni volta la tessera giusta al posto giusto.

Giochi con gli amici, Evergreen: nato da una costola di Photosynthesis (degli stessi autori) questa volta ognuno gioca su una plancia personale (un pianeta) sul quale dovrà seminare e fra crescere tanti alberi. Anche qui, come nel predecessore, i punti vittoria si fanno illuminando gli alberi (ricordando che quelli più alti fanno “ombra” ai più piccoli) ma è stata aggiunta una nuova ed importante regola: si fanno punti anche contando le piante della “foresta” più grande sul proprio pianeta.

Giochi per esperti, La Granja Deluxein questo caso la scelta è stata davvero difficile perché sono usciti parecchi titoli interessanti. La mia scelta è caduta su un “classico” da me molto apprezzato (e giocato) quando uscì nel 2014 e veramente… adorato in questa sua nuova versione “deluxe”  con bellissimi componenti e ben 12 “varianti” (ognuna con materiali specifici) che garantiscono decine di ore di gioco. La vita contadina non è mai stata così… interessante (e faticosa).

Giochi per due, Tokaido Duo: tutti ormai conoscono il gioco Tokaido di Antoine Bauza: quest’anno l’autore francese ci ha regalato una versione per due ambientata sull’isola di Sukaku (in Giappone) famosa soprattutto per il numero dei suoi templi. E infatti dovremo cercare di visitarne il maggior numero possibile, senza dimenticare di ritrarre su tela i luoghi più affascinanti dell’isola e commerciare un po’ per poterci … mantenere.

Wargames, Napoleon Saga: Waterloodopo una lunga riflessione ho pensato che valeva la pena di proporre anche un gioco ad ambientazione storica in questa selezione di fine anno, tuttavia non ho scelto un wargame “classico” (regole importanti, esagoni e pedine) ma un titolo che possa essere provato da tutti i nostri lettori. Si gioca infatti con le carte (e che carte! Tutte illustrate dal pittore Giuseppe Rava, uno specialista di uniformi e quadri militari), si impara in 10 minuti e si gioca in meno di un’ora.

MERCUZIO

Ho cercato di scegliere titoli ancora non scelti, tranne che -ovviamente- per Heat…

Heat – Pedal to the Metal
Flamme Rouge è un gran gioco, ma… mancava qualcosa: con Heat il duo Granerud-Pedersen fa centro, conquistando tanto i giocatori più esperti quanto i neofiti. E’ semplice, è bello (merito dell’illustratore Dutrait e dell’editore Days of Wonder), ha una gran rigiocabilità (e sappiamo già che non mancheranno le espansioni…) ed è adatto sia a una singola partita introduttiva che a un torneo lungo e articolato. Sicuramente è il gioco che abbiamo giocato (e visto giocare) più volte nell’arco del 2023. Instant cult.

Shamans
Nell’ultimo anno, abbiamo provato diverse rivisitazioni intriganti del classico trick-taking, da Brian Boru a Cat In The Box. Shamans rientra con merito tra questi, e offre un piacevole mix tra ruoli segreti, prese e un originale sistema di selezione delle azioni. Inoltre riesce a trasformare alcune peculiarità, che normalmente considereremmo negativamente in un gioco, in punti di forza: il trash talk sopperisce all’astrattezza, mentre il costante attacco ai leader garantisce interazione e dinamismo. Spacca-amicizie.

First Empires
First Empires è un piacevole “assaggino” di civ game: un gioco di controllo territorio dove la conquista conta (ma non è essenziale…), che riesce ad accalappiare i “babbani” appassionati di Risiko, grazie alla mappa suddivisa in regione e i dadi da lanciare ad ogni turno. Veloce e semplice, con la giusta interazione e un’insospettabile profondità, senza dimenticare quel pizzico di asimmetria e un gradevole senso di crescita che lo rende appagante anche quando non si vince. Acchiappaneofiti.

EMMEPI14

Questo gioco della Devir mi è davvero piaciuto tanto (il successo alla fiera di Essen 2023, dove è stato presentato, mi fa pensare di non essere stato l’unico!): scatola piccola, materiali curati e in gran quantità, partita veloce e regole semplici considerando la profondità che comunque offre.
È un gioco con una meccanica di piazzamento lavoratori (in realtà dadi, utilizzati sia per valore che per colore) unita a quella di recupero risorse e creazione di combo: il tutto ben congegnato ed elegante che mi ha davvero lasciato la voglia di rigiocarlo e riproporlo più volte. È piuttosto stretto per il numero di mosse che si possono effettuare (9 in tutta la partita, al netto di innescare combo) pur lasciando la soddisfazione di riuscire sempre a trovare qualcosa che possa tornare utile alla strategia di fine partita. Best.
 
 
Si lo so, sono 2, ma li accomuno con la mia passione: amo i giochi “astratti”, “scacchistici” e da due.
Quindi 2 ve ne propongo. e non posso farne a meno visto che sono stati i giochi che ho intavolato maggiormente nel 2022 (68 partite a Qawale e 143 a Tuned, al momento in cui sto scrivendo)
  • Qawale è un astratto puro che però un minimo di “ambientazione” ce la vuole lasciare, affermando che trarre ispirazione dalle “costruzioni” di sassi che si trovano impilati lungo i sentieri naturalistici.
    Si gioca su una scacchiera 4×4 dove i giocatori piazzano e spostano i token di legno (componentistica minimal ma molto curata, anche la scacchiera) per cercare di formare linee di 4 sassi del proprio colore in fila. un forza 4 molto più ragionato anche se immediato e si impara in 2 minuti (poi, come sappiamo spesso, saperlo giocare bene è un altro discorso!)
  • Tuned si rifà invece alla meccanica del tris, rendendolo però… tridimensionale. Spostate 3 tipi di animali sulla scacchiera 3×3 cercando di sovrapporli per ottenere un tris dello stesso animale. Perchè pur essendo un astratto l’ho sentito “ambientato”? Perché la scelta degli animali non è casuale, ma ripresa dalla favola dei fratelli Grimm “I musicanti di Brema”.
    Un po’ appiccicata ma molto funzionale per dare un po’ di “colore” a questo tris multilivello!
    Un gioco dalle regole così semplici (tendenzialmente un paio in più del tris) che riesce però a tenere incollati occhi e cervello alla plancia per cercare di non fare quella mossa che darebbe la vittoria facile al turno successivo dell’avversario.
“Team abbiamo un problema: ci troviamo di fronte a qualcosa di nuovo, rapido, ben fatto e mai visto!”
Così avevo aperto la mia recensione del gioco: e confermo che a distanza di tempo, mi piacerebbe rigiocarlo. Nel gruppo adoriamo gli investigativi e questo ci ha lasciato davvero la sensazione di collaborare a qualcosa di nuovo: usa l’app Telegram come base tecnologia per simulare una conversazioni con altri membri esterni della squadra (che sono poi dei Bot) che al momento giusto vi richiederanno conferme, codici e password per proseguire.
Il tutto potete scoprirlo dai materiali dell’intelligence che avete a disposizione da subito ma che dovrete interpretare voi: sarà ora il momento di guardare quella mappa o servirà per dopo? Provatelo!

 

SENTIMENT

  • The Search for Planet X:  sicuramente il gioco che ho più apprezzato quest’anno. Si tratta di un deduttivo competitivo in cui i giocatori interpretano scienziati intenti a scoprire le posizioni degli altri, e quindi del famigerato pianeta X, prima dei propri avversari. L’interazione è molto particolare, perché occorre prestare molta attenzione anche alle azioni altrui, le quali possono rivelare preziose informazioni per le nostre ricerche. L’app di supporto è eccellente e consente di equilibrare le disparità di esperienze tra i giocatori con dei livelli di difficoltà.  Un titolo originale, veloce da giocare, sempre fresco ad ogni partita e che richiederà ben più di qualche ragionamento per venirne a capo (soprattutto nella variante a 18 settori).
  • Circadians: Caos e Ordine: l’ultimo gioco tra quelli recensiti da me finisce comunque in selezione. Sei fazioni competono per il controllo di preziose reliquie in un sanguinoso conflitto nel quale nessuno può sentirsi al sicuro. Estrema asimmetria, interazione elevatissima anche negli elementi gestionali, crescita percepibile fin dalle prime azioni caratterizzano questo ottimo ibrido come uno dei titoli destinati a far più parlare di sé nel prossimo futuro.
  • Anunnaki: l’Alba degli Dei: si è capito che vado matto per i titoli di controllo territorio? Partendo dalla solida base di Scythe, questa produzione tutta italiana unisce l’originale selezione delle azioni con la plancia a stella ad un’interazione molto aggressiva sui pianeti in gioco. La ciliegina sulla torta è il sistema di punteggio “kniziano”, che costringe a i giocatori ad agire su più fronti durante la partita, tenendo sempre fisso lo sguardo ai conteggi finali. L’aspetto però che mi ha sorpreso di più è sicuramente la durata: con quattro giocatori che conoscono le regole non si supera l’ora e mezza di partita. Un must per gli amanti del genere!

CRI4GAME

Sono contento di potere condividere con voi le mie esperienze di quest’anno, riassumendo qualche riga per titolo, quindi eccovi i miei 3 giochi:

  1. Bitoku: per me, una rivelazione! A primo colpo d’occhio regala sensazioni abbastanza contrastanti: spavento per la mole di componenti e magnificenza per quanto riguarda la realizzazione stilistica e grafica. Lo spavento passa dopo pochi turni, quando si scopre la semplicità delle regole e il divertimento dietro all’innovativo “piazzamento dadi”. Le partite poi scorrono veloci e durano molto meno di quello che si possa pensare. Inoltre, la variabilità e la longevità del gioco sono davvero ai massimi livelli. I sistemi di piazzamento lavoratori, piazzamento dadi e deck building lo rendono davvero una perla nel suo genere.
  2. Scope U-Boot: “non giudicare un libro dalla copertina”, ci hanno sempre insegnato. Scope U-Boot si presenta in formato tascabile, poche componenti ma… ragazzi, quanta sostanza! Quel singolo mazzo di carte contiene almeno una decina di modalità di gioco differenti, ognuna divertente, sfidante e appagante. Il gioco è per sole 2 persone che si fronteggiano in scontri navali ambientati durante la seconda guerra mondiale. Il mix tra tattica di posizionamento e bluff (si, è un mini-wargame con i bluff) lo rendo estremamente profondo e divertentissimo da giocare. I partecipanti dovranno fare il possibile per conseguire i propri obiettivi che sono, per la maggior parte dei casi, la distruzione delle flotte avversarie. Un conflitto molto serrato e diretto, in cui la tensione è palpitante ad ogni singola azione. Scope U-Boot garantisce ore di divertimento!
  3. Dreamember: il panorama dei giochi di parole è davvero molto ampio, al punto che difficilmente si riesce a trovare titoli che risultino realmente “freschi”. È in questa occasione che Dreamember sconvolge questa consapevolezza, portando aria nuova sui nostri tavoli. La sfida sarà proprio quella di conoscere la maggior quantità di parole che contengono (oppure no) le lettere disposte sul tavolo. Suona facile immaginare una parola partendo da alcune sue lettere, ma vi posso garantire che la sfida si farà sempre più dura all’aumentare delle lettere in gioco. La partita è davvero sfidante e passeremo momenti di riflessioni e forti dubbi sulla veridicità di un vocabolo appena pensato o sentito pronunciare. Le partite della durata di 15-20 minuti sono davvero piacevoli e stimolanti, al punto da prestarsi ad essere intavolato nella maggior parte delle occasioni. Una piccola stella nello sconfinato mare dei giochi di parole.

 

KURIBOH

Ecco la mia selezione tra i giochi pubblicati quest’anno:

Darwin’s Journey: un gioco fantastico! Sicuramente non alla portata di tutti, in quanto si parla di un titolo per giocatori esperti, ma Darwin’s Journey è quell’eurogame che tutti gli appassionati del genere dovrebbero provare: un worker placement con enorme profondità strategica e qualche meccanica di contorno come gestione risorse, set collection, movimento su mappa e, a sorpresa, anche un’ambientazione che non funge solamente da cornice. Promosso a pienissimi voti: non ci resta che partire verso le Galapagos.

Verdant: gioco dal pollice verde che cavalca il successo (e alcune meccaniche) di Cascadia. Un tema davvero piacevole e un’ottima esperienza di gioco, uniti a regole abbastanza semplici e a una durata mediamente contenuta, rendono Verdant un titolo praticamente alla portata di tutti. Giocarci e vederlo intavolato sarà davvero soddisfacente.

Star Wars: The Clone Wars/ Nebbie su Carcassonne: vero, ho inserito 2 titoli e non 1, ma li reputo entrambi accomunabili come ottime rivisitazioni di classiconi quali Pandemic e Carcassonne.

  • Star Wars: The Clone Wars: il buon vecchio Pandemic ambientato in quella galassia lontana lontana tanto cara a molti di noi. Non cambia solo l’ambientazione, perché vengono inseriti nemici da combattere con una vera e propria meccanica dedicata che si aggiunge alla classica gestione e rimozione cubetti (cloni in questo caso) che contraddistingue la serie Pandemic. L’aggiunta di un dado e miniature, in combo con le nuove meccaniche, sposta il titolo più verso il filone american e valorizza ulteriormente l’ambientazione di Star Wars.
  • Nebbie su Carcassone: stravolge in parte ciò a cui tutti siamo da sempre abituati. Da competitivo (anche molto cattivo in base ai giocatori al tavolo) diventa un collaborativo puro! Svariati fantasmi inizieranno a comparire sulla mappa e il nostro scopo sarà quello di ripulirla e raggiungere un punteggio minimo prima che Carcassonne venga completamente infestata. Questa versione è molto piacevole ed estremamente sfidante, e può inoltre diventare un’ottima espansione anche per il gioco base.

 

 

Ed eccoci al termine della nostra selezione. Oltre all’augurio di buone feste, ci auguriamo di rivederci tutti qui il prossimo anno per scoprire insieme quali esperienze ludiche ci avranno colpito nel 2024.

Ti interessa qualche altro gioco? Forse lo abbiamo già recensito…

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